Fronte del Piave
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BRIGATA "PAVIA"

(27° e 28° Fanteria)

 Sede dei reggimenti in pace : 27° Fanteria, Rimini - 28° Fanteria, Ravenna

Distretti di reclutamento: Arezzo, Barletta, Benevento, Campobasso, Como, Ferrara, Macerata, Massa, Napoli, Novara, Pavia, Ravenna, Siracusa, Trapani.

 

ANNO 1915.

      La dichiarazione di guerra trova la brigata Pavia alla dipendenza della 12a divisione presso Udine, donde, il 24 maggio, procede su Medea e Versa. In giugno, per proteggere il fianco destro delle truppe attaccanti le alture del Podgora, si schiera nei pressi di Olivers (Cormons), spingendo reparti a Lucinico (Gorizia); invia poi, durante la prima battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio), due battaglioni del 27° a prendere parte all’attacco che la brigata Casale sferra contro le salde e ben munite trincee del Podgora, pilastro meridionale della testa di ponte di Gorizia. I reparti del 27° sviluppano la loro azione lungo le pendici sud orientali, digradanti su Lucinico, ma non riescono a superare le forti difese nè a vincere la viva reazione del nemico.
     La cooperazione delle truppe della brigata continua ad essere data largamente ancora nella 2a battaglia dell’Isonzo (18 luglio - 3 agosto) alla brigata Casale, che rinnova i suoi sanguinosi tentativi di attacco al Podgora. I battaglioni della Pavia si succedono, quali truppe di rincalzo, per alimentare l’azione della brigata contigua: poi, il 20 luglio il 28° fanteria attacca simultaneamente con due battaglioni a lato dei fanti della Casale e cattura al nemico 200 uomini ed una mitragliatrice; una compagnia si spinge arditamente fino in cresta, ma non può cogliere per intero il successo affermandovisi, ché un violento ritorno offensivo avversario la obbliga a ripiegare. I fanti dell’animosa compagnia ristanno ad un centinaio di metri dalle posizioni austriache, ove viene stabilita una nuova linea; e su questa, sospesi il 22 gli attacchi, le nostre truppe si rafforzano.
     Nella notte sul 24, però, il nemico concentra sulle nostre posizioni un furioso bombardamento con artiglierie d’ogni calibro, battendo con particolare intensità il tratto di fronte tenuto dal 27° fanteria; il fuoco avversario, protrattosi per tutta la giornata del 24, non solo infligge gravi perdite, ma rende anche impossibile la permanenza nella 1a linea, che, verso sera, viene abbandonata. La difesa viene quindi stabilita in zona arretrata, meno soggetta al tiro avversario, sulla linea: pendici del Podgora - margine est di Lucinico.
     Nei giorni dal 20 al 24 luglio il 27° reggimento ebbe fuori combattimento un migliaio circa di uomini e 24 ufficiali e il 28°, dal 20 al 21, ne ebbe 550 e 17 ufficiali.
     Il 7 settembre, dopo circa 10 giorni di riposo presso Pradis, la brigata viene assegnata alla 4a divisione, che fronteggia il nemico sul Sabotino.
     Ripresa da parte nostra l’offensiva (3a battaglia: 18 ottobre - 4 novembre) ed estesa con rinnovato vigore su quasi tutta la fronte dell’Isonzo, alla Pavia tocca l’oneroso e grave compito di conquistare il Sabotino, il fortissimo pilastro settentrionale della testa di ponte di Gorizia.
     I fanti della Pavia, inizia il 21 la loro ardua azione, fortemente contrastata dal vivo fuoco dell’avversario, compiono eroici sanguinosi sforzi fino al 24 per strappare il formidabile baluardo agli Austriaci, che lo difendono con accanimento. I vigorosi assalti lanciati dalle truppe della brigata, permettono solo al III/28°, all’imbrunire del giorno 23, assieme ad un battaglione del 33° ed uno del 34°, di occupare alcuni elementi delle trincee del sentiero di q. 609, catturando un centinaio di uomini al nemico. Ma tate occupazione non può essere mantenuta, perchè l’avversario nella notte, con un poderoso contrattacco, obbliga i nostri a ripiegare sulle trincee di q. 513.
     Sulle aspre balze del Sabotino, già abbondantemente bagnate dal sangue di molte gloriose brigate, corse a profusione anche quello della Pavia, che nei quattro giorni di lotta assai aspra, dal 21 al 24 ottobre, perdette oltre 1400 dei suoi uomini di truppa tra morti e feriti e 45 ufficiali.
     Alla fine del mese la brigata lascia il Sabotino, e si raccoglie sulla zona di Oleis - Cerovo - Medana, a ritemprare, con breve riposo, le sue forze: vi rimane circa 10 giorni e il 7 novembre ritorna in linea nell’antico settore di Lucinico.
     Ripresa la nostra offensiva (4a battaglia: 10 novembre - 5 dicembre), lasciati il II e III/28° nelle trincee di Lucinico a disposizione della brigata Casale, agli attacchi della quale concorrono operando sulle pendici sud del Podgora, il Comando di brigata e il 27° reggimento si trasferiscono nelle trincee di Oslavia per partecipare ai combattimenti ivi in corso.
     E' loro assegnato il compito di sostenere e coadiuvare l'azione che da più giorni svolge la brigata Granatieri di Sardegna contro l’altura di q. 188, ma i tenaci sforzi dei nostri non conseguono che successi locali, e ciò a causa della tenace resistenza avversaria, del persistente maltempo e delle asperità dell’impervio terreno. Il 27° fanteria nella giornata del 18 riesce infatti ad occupare alcuni elementi delle trincee avversarie presso Oslavia; il 19 compie un, altro lieve progresso; il 20, finalmente, con altri reparti raggiunge la linea q. 188 - Oslavia - q. 133 e cattura circa 300 prigionieri.
     Il 23 novembre il Comando di brigata col 27° reggimento fanteria col I/28° si porta a Pradis per riordinarsi, date le gravi perdite subite nei combattimenti del 16 e del 23 novembre (circa 1000 uomini, dei quali 38 ufficiali).
     In dicembre la brigata è di nuovo tutta in linea sulla fronte, Podgora - Lucinico, e il giorno 22 alcuni plotoni del III/28° con azione improvvisa irrompono nella trincea nemica, antistante alle posizioni a nord-est delle "Tre Croci" e se ne impadroniscono; verso sera ne sono però ributtati da potente concentramento di fuoco dell’artiglieria avversaria.
     Così si chiude questo primo periodo di attività bellica della Pavia, che, la motivazione della medaglia d’argento concessa alle Bandiere dei suoi reggimenti definisce di "lunghe ed ostinate lotte sull’aspro terreno del Sabotino e del Podgora".

ANNO 1916.

      La brigata resta ancora nel consueto settore, tenendo alternativamente la linea con un reggimento. Alla metà di marzo su tutta la fronte italiana, ma specialmente sull’Isonzo, il Comando Supremo ordina di esercitare forte pressione sul nemico, con lo scopo di impedirgli spostamenti di truppe e di artiglierie contro la fronte francese, ove i tedeschi intensificano i loro attacchi contro Verdun. Sulla base di tali ordini anche nel settore del Podgora le nostre truppe cercano di impegnare l’avversario.
     Nei giorni 13, 14 e 15 marzo il 27° fanteria, rinnovando più volte gli attacchi, riesce ad occupare un elemento di trincea del costone detto "Naso di Lucinico", mentre, nella piana omonima, reparti del 28° fanteria non cessano di disturbare ed assillare il nemico con vivace azione dimostrativa.
     Ai primi di giugno il 27° si trasferisce nella zona di Plava e presidia le trincee di Zagora; il 28° invece rimane nel consueto settore.
     Fino alla battaglia di Gorizia, 6a dell’Isonzo (6 - 17 agosto), la brigata riposa. Nella notte del 23 giugno tuttavia, due plotoni della 7a e due dell'8a compagnia del 28° fanteria, in concomitanza ad azioni che svolgono sul S. Michele l'XI Corpo e a Monfalcone il VII, compiono dopo breve preparazione di fuoco, un audace colpo di mano sulle trincee del "Naso di Lucinico", catturando 34 nemici e una mitragliatrice.
     Ai primi di agosto si trasferisce in linea nel settore di Lucinico per prendere parte alla 6a battaglia.
     L’azione irruenta e travolgente delle nostre fanterie su tutta la testa di ponte di Gorizia si inizia alle ore 16 del giorno 6, dopo un poderoso fuoco di preparazione delle nostre artiglierie.
     I fanti della Pavia, gareggiando con le altre truppe, attaccano con slancio le difese a sud-est di Lucinico, superano in meno di un’ora i primi due ordini di trincee e vi catturano 428 uomini con 8 ufficiali. Riordinatisi sulle posizioni conquistate e poichè devono tendere ai ponti dell’Isonzo (quello della ferrovia e quello in ferro più a sud), proseguono all'alba del 7 con rinnovato vigore nell'attacco, conquistando un terzo ordine di trincee; ed alcuni nuclei di animosi, a malgrado della violenta reazione dell’avversario, raggiungono le ultime difese, presso i ponti, ancora saldamente tenuti dal nemico.
     Ma ormai la sua resistenza è fiaccata ovunque, ed esso invano si accanisce e si difende con estrema e disperata tenacia: non potrà più impedire alle nostre truppe di varcare l’Isonzo e di marciare alla conquista della città di Gorizia.
     Alle ore 15 del giorno 8, truppe di entrambi i reggimenti, parte a guado e parte sul ponte, nonostante il tiro delle artiglierie e delle mitragliatrici avversarie, passano anch’esse il fiume e costituiscono sulla sponda sinistra una prima testa di ponte che, verso sera e nella notte, con l’affluire di altre truppe, viene ampliata fino a S. Andrea.
     Espugnata la testa di ponte di Gorizia, la lotta prosegue: e alla Pavia viene assegnato il compito di operare in direzione di Vertojba (q. 133) col 28° e più ad est (q. 103) con l'altro reggimento. Mentre essa si concentra a Ciprianisce, vengono inviate ricognizioni verso gli obiettivi anzidetti; esse che danno modo di constatare come il nemico sia fortemente trincerato in posizioni già da tempo apprestate a difesa e sulle quali sono tempestivamente accorse nuove truppe. A malgrado della resistenza nemica, l’abitato di Vertojba viene conquistato il 9 agosto dal 28° fanteria, che si schiera lungo la linea segnata dal torrente Vertojba.
     Il giorno 10 alla Pavia viene assegnato il solo obiettivo di q. 103 e del costone discendente su Biglia. I fanti vi concentrano tutti i loro sforzi, contrastati dalla resistenza nemica, favorita dal terreno e dai rinforzi sopraggiunti. I tentativi sono rinnovati l’indomani, ma anche in questa giornata l'avversario, trincerato dietro robusti reticolati e ben sostenuto da numerose mitragliatrici e dal fuoco dell'artiglieria, non consente ai nostri nè il raggiungimento degli obiettivi, nè ulteriori progressi.
     Il 12 agosto la Pavia, alla quale dal giorno dell’inizio dalla battaglia sono state inferte circa 1500 perdite e 60 ufficiali, cede ad altre truppe la linea ed il compito di continuare nell'aspra lotta, e raccoglie i propri reparti ad ovest delle case di Vertojba tenendoli in rincalzo; il 13 si trasferisce nella zona tra Pubrida e Brattinis e il 23 in quella di Villanova dell’Iudrio per riordinarsi.
     La gloriosa partecipazione della brigata alla grande ed ardua battaglia è ricordata nella motivazione della medaglia d’argento concessa alle Bandiere dei suoi reggimenti che, primi, portarono il tricolore d’Italia in Gorizia redenta.
     Il 9 settembre la Pavia ritorna in trincea nel tratto di linea da S. Pietro a Vertojba, ove durante la 7a battaglia (14 - 18 settembre) esplica attività essenzialmente dimostrativa con impiego di pattuglie. Nella successiva battaglia (9 - 12 ottobre) la brigata si impegna a fondo, attaccando le posizioni nemiche di q. 103 col 27° e di q. 97 col 28° reggimento. L’azione ha inizio il giorno 10: i fanti della Pavia occupano d’impeto e quasi senza colpo ferire le prime trincee nemiche e vi catturano un buon numero di prigionieri; ma pervenuti sotto q. 86, presso Casa Nigris, sono arrestati dal micidiale fuoco avversario, contro il quale s’infrangono gli attacchi dei giorni 11 e 12. Le perdite subite dalla brigata nella sola giornata del 10, indicano quale sia stata la reazione nemica; esse, infatti ascendono a 900 uomini di truppa e 25 ufficiali. 
     Il 15 ottobre la brigata si reca a Pradis; indi, il 6 novembre, rientra in linea: ne è ritratta il 22, per ritornarvi poi il 2 dicembre; infine il 19 di questo mese si trasferisce nuovamente in riposo a Pradis, ove resta sino ai primi giorni di gennaio.

ANNO 1917.

      Il nuovo anno trascorre per la brigata in un’assoluta calma. Dopo essere stata quasi un mese (7 gennaio - 6 febbraio) nel settore di Liga (Anhovo e Gorenje Vas) con la 47a divisione e per un lungo periodo di riordinamento nella zona di Percotto, il 4 aprile, per ferrovia, si trasferisce nel territorio della 6a Armata (zona Caltrano - Calvene) ritornando a far parte della 12a divisione.
     Il 2 maggio entra in linea nel sottosettore di Campiello ove, durante l’offensiva che le nostre truppe sferrano in giugno contro l’alta Val d'Assa e l'Ortigara, invia, nei giorni dal 10 al 18, in ricognizione verso il ciglione dell’Assa nuclei arditi del 27° reggimento.
     Il 4 ottobre la Brigata, pur rimanendo nello stesso settore, passa alla dipendenza della 11a divisione e sino alla fine dell’anno non prende parte ad alcun avvenimento degno di nota. 
     Il 9 novembre, in seguito agli avvenimenti sulla fronte Giulia, prevedendosi la possibilità di un attacco nemico anche sulla fronte dell’Altipiano, la nostra occupazione sulla linea di vigilanza: Cima Tre Pazzi - Val d’Assa - Croce - Masele, viene alleggerita e la difesa stabilita sulla linea di resistenza Lemerle - Kaberlaba.
     Fino a tutto il mese di dicembre la Pavia esplica la sua attività con pattuglie in ricognizione verso l’Assa, il fortino Holla, Roncalto, Cà  Guardin Alti, alfine di prevenire qualsiasi mossa avversaria.
 

ANNO 1918.

      Nell’ultimo anno di guerra la brigata prende parte alla battaglia del Piave (15 - 24 giugno).
     Lasciato l’altipiano di Asiago il 13 marzo, si raccoglie presso Padova, ove resta fino al giugno, ed all'orchè il 15 di detto mese ha inizio la grande offensiva nemica, riceve dalla 11a divisione l’ordine di recarsi a presidiare la linea di difesa Meolo - Vallio (campo trincerato di Treviso). La battaglia frattanto è in pieno sviluppo: l’avversario nel tratto fra Saletto e Fagarè, è riuscito ad irrompere attraverso la fascia difensiva, costituendovi un minaccioso saliente.
     Nella notte sul 17, la brigata Pavia, inviata nel tratto S. Biagio - Bocca Callalta, compie il movimento tra notevoli difficoltà derivanti oltrechè dalla stanchezza delle truppe, le quali sono da due giorni sottoposte a frequenti spostamenti, anche, e principalmente, dall'oscurità della notte, dalla pioggia dirotta e dalla dislocazione molto estesa precedentemente assunta dai suoi reparti lungo la linea del sistema difensivo Meolo - Vallio, e inizia alle ore 7 del 17 la sostituzione degli elementi della brigata Sesia.
     Alla Pavia è assegnato il compito di contrattaccare l’avversario alle ore 16, per poter raggiungere anzitutto la linea dell’argine e successivamente quella del Piave, fino a ricacciare il nemico sulla sinistra del fiume. L’attacco, è diretto a nord della grande rotabile Treviso - Ponte di Piave, e la brigata per svolgerlo si suddivide in tre colonne puntando con due su Molino della Sega e con l’atra a nord di Fagarè - Bocca Callalta. I suoi battaglioni scattano con decisione e, superate successive resistenze, si affermano lungo la linea dei capisaldi Case Pasqualin - Torrente Zensonato - Case Martini. 
     Contro questa linea, il giorno 18, la pressione nemica si manifesta ancora minacciosa, e attorno ad essa si svolge, con alterna vicenda, una lotta assai vivace, che si protrae ininterrotta per tutta la giornata, durante la quale grossi pattuglioni avversari si infiltrano verso Molino Nuovo sul rovescio della nostra occupazione e, giunti fin presso la sede del Comando del 27° reggimento, determinano, con la loro pericolosa minaccia, l’inizio di un ripiegamento verso Meolo di alcuni reparti. Tale ripiegamento, anche per l'energia spiegata dal comandante della divisione accorso sul posto, e prontamente arrestato mediante l'impiego di rincalzi del 28° e di nuclei riordinati del 27°. La situazione, benchè ristabilita nel suo complesso, richiede nuovi sforzi, perchè il nemico persevera insistente nei suoi attacchi. Il 19 per poter riconquistare il terreno tra Molino Nuovo e il caposaldo di Case Martini, la brigata sferra un nuovo contrattacco, al quale concorre il 280° reggimento, messo a disposizione di essa. L’azione è strenuamente contrastata dall’avversario, al quale, solo dopo reiterati assalti viene ritolto il caposaldo di Case Martini, e catturato un centinaio di prigionieri, fra i quali un colonnello e parecchi ufficiali. Nel pomeriggio di questa stessa giornata infiltrazioni nemiche giungono a spingersi sulla grande rotabile Treviso - Ponte di Piave, fin presso gli sbarramenti del caposaido di S. Biagio di Callalta; il pronto occorrere dei rincalzi scongiura la minaccia e costringe l’avversario a ripiegare, lasciando nelle nostre mani un centinaio di uomini e due mitragliatrici. Nei tre giorni, dal 17 al 19, la brigata perde oltre 1200 uomini di truppa e 38 ufficiali.
     Il giorno 20 il nemico non desiste dalla sua pressione, e sferra continui attacchi, valorosamente contenuti dai nostri.
     Il 21 la Pavia, lasciata la linea, si raccoglie a Carbonera (Treviso) e il 23 presso Camposampiero, per riordinarsi. Il 14 luglio si sposta a Castelfranco Veneto, di dove raggiunge, il giorno 23, la trincea di prima linea a M. Asolone, schierandosi, per ala, col 27° in corrispondenza di Val S. Lorenzo e col 28° in Val Damoro. Il 25 agosto ritorna presso Bassano in riposo, e alla fine di settembre si trasferisce nelle Giudicarie, ove, il 28 dello stesso mese, si schiera nel sottosettore M.Carone - M. Guìl - Punta dei Larici, sulla sponda occidentale del Garda. Ricognizioni di pattuglie, piccoli colpi di mano contro occupazioni avanzate nemiche lungo le pendici meridionali di Cima d'Oro (nord del lago di Ledro), lavori difensivi, caratterizzano l’attività dei battaglioni della brigata, alternatisi nel servizio di prima linea fino al 1° novembre.
     Nel pomeriggio del 2 la lotta, iniziata dall’esercito italiano il 24 ottobre (battaglia di Vittorio Veneto), si estende anche sulla fronte della 7a Armata e la Pavia ha ordine di scavalcare il massiccio di M. Pan e scendere nelle conca di Riva, per dare appoggio all’ala sinistra della 1a Armata, operante dall’Altissimo.
     La brigata, nella giornata del 2 novembre, è riunita tra Bezzecca e Tiarno; e, suddivisa in tre colonne, alle ore 17 muove all’attacco delle posizioni di linea d’Oro, del Tomeabrù e delle difese di Bocca di Trat. 
     I forti dislivelli da superare, le asperità del terreno e il buio della notte rendono lenta l'avanzata, talchè solo nelle prime ore del giorno 3 i reparti più avanzati possono prendere contatto col nemico, che reagisce col fuoco di fucileria e di mitragliatrici. La resistenza avversaria è però vinta verso le ore 9: le vette del Tomeabrù e di Cima d'Oro sono oltrepassate; nella notte sul 4 la Pavia, che ha catturato oltre 500 prigionieri, si riunisce nella zona tra Campi e Pranzo, trasferendosi il giorno dopo a Ponte Arche (Trento).

 

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

Alle Bandiere dei Reggimenti della Brigata Pavia (27° e 28° Fanteria).

     “Confermato l’antico valore e le vecchie gloriose tradizioni, nelle lunghe ed ostinate lotte sull’aspro terreno del Sabotino e del Podgora, presero poi parte gloriosa alla battaglia di Gorizia, e varcato l’Isonzo portarono primi la bandiera d’Italia nella conquistata città. (Luglio 1915 - agosto 1916)".

(Boll. Uff., del 5 gennaio 1917, disp. 1a).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 442 (9 agosto 1916, ore 16).

     Oggi le nostre truppe sono entrate in Gorizia. 
     Già nella mattinata di ieri, dopo intenso concentramento di fuoco delle artiglierie, le nostre fanterie avevano completata la conquista delle alture di Oslavia e di Podgora, spazzandone gli ultimi riparti avversari che vi erano annidati. Trincee e caverne furono trovate colme di cadaveri nemici: ovunque, armi, munizioni e materiali di ogni specie, abbandonati dall’avversario in rotta completa.
     Sull’imbrunire, riparti delle brigate Casale e Pavia passavano a guado l'Isonzo, di cui il nemico aveva in parte fatto saltare i ponti, e si afforzavano sulla riva sinistra. Una colonna di cavalleria e di bersaglieri ciclisti era tosto lanciata oltre il fiume all’inseguimento. Con alacre opera le instancabili truppe del genio sotto il tiro delle artiglierie avversarie gittavano i ponti e riattavano quelli danneggiati dal nemico. 
     Sul Carso, furono ieri respinti nuovi attacchi contro le cime del M. S. Michele ed espugnati altri trinceramenti nei pressi dell’abitato di S. Martino.
     Il numero complessivo dei prigionieri sinora accertato supera i 10.000, ma altri continuano ad affluire nelle stazioni di concentramento. Non è stato ancora possibile verificare l’entità del bottino di guerra che risulta enorme.

                                                                                                                            Generale CADORNA.

                                                                                                 

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
27° Reggimento Fanteria.
1 Maggiore Checcucci Emilio Licciana M. Sabotino 21-10-1915
2 Id. Gamelin Raffaele  Firenze Id. 23-10-1915
3 Capitano Fiorioli Giov. Batt. Vito d'Asio Cà Traverso 08-01-1918
4 Id. Saraceni Luigi Roma Podgora 15-03-1916
5 Id. Tasselli Adolfo Roma Lucinico 09-06-1916
6 Id. Vanni Augusto  Roma Podgora 21-07-1915
7 Id. Zucconi Giulio Pistoia Id.
8 Tenente Amoroso Luigi Arpaia Codigoro 02-08-1917
9 Id. Carrera Claudio Robbio Val d'Assa 10-06-1917
10 Id. Cavazzoni Giacomo Scandiano Podgora 15-03-1916
11 Id. D'Avossa Gennaro Portici Vertojba 13-10-1916
12 Id. Ferrero Francesco Torino Podgora 16-08-1915
13 Id. Gualtieri Libero (disp.) Cesena Vertojba 11-10-1916
14 Id. Lunardi Foca Francavilla Lucinico 07-08-1916
15 Id. Neri Rinaldo Ferrara Ponte di Piave 15-06-1918
16 Id. Rodi Arturo Oneglia Podgora 23-07-1915
17 Id. Santucci Vincenzo Coriano M. Sabotino 21-10-1915
18 Id. *Salvetti Emo (disp.) Fossombrone Vertojba 11-10-1917
19 Id. Tonini Pio Marignano Podgora 23-07-1915
20 Id. Vitali Gilberto Ferrara Lucinico 07-08-1916
21 Id. Zaini Emilio Firenze Vertojba 10-10-1916
22 Id. Bosi Mario Argenta Podgora 15-03-1916
23 S. Ten. Buttini Guelfo Nerola Luinico 07-08-1916
24 Id. Cagnoni Mario Ravenna Id. 08-08-1916
25 Id. Carrante Antonio  Ruvo di Puglia Podgora 13-03-1916
26 Id. Davi Salvatore Parco Vertojba 10-10-1916
27 Id. Diafera Alfredo Cerignola Id. 11-10-1916
28 Id. *Farano Raffaele Cava dei T. Osp. Udine 06-01-1916
29 Id. Ferraro Salvatore Capri Podgora 10-12-1915
30 Id. Folli Giacomo Imola Id. 14-03-1916
31 Id. Fracassi Renato Roma Id. 21-08-1915
32 Id. Gesualdo Edoardo (disp.) Cercemagg. Id. 23-07-1915 
33 Id. Gianni Salvatore S. Giov. Mar. Id. 21-07-1915
34 Id. Giove Enrico Venezia M. Sabotino 28-10-1915
35 Id. Giuffrida Ignazio  Acireale Calvario 17-03-1916
36 Id. Gragnoli Umberto Laterina Vertojba 10-10-1916
37 Id. Grimaldi Gaetano Altamura Id.
38 Id. Marotta Francesco Augusta M. Sabotino 22-10-1915
39 Id. Marsala Angelo Napoli Podgora 24-11-1915
40 Id. Mazzanti Alberto Jesi Id. 13-03-1916
41 Id. Mosca Bruno Cordignano Id. 12-12-1915
42 Id. Murru Narciso Milis Vertojba 10-10-1916
43 Id. Pellecchia Francesco Teramo Podgora 21-07-1915
44 Id. *Tedeschi Roberto Firenze Graz (in prig. per ferite) 27-07-1918
45 Id. Tonetti Ivo Pietrasanta Podgora 08-08-1916
46 Id. Verzulli Giustino Foggia Id. 23-07-1915
47 Id. Visentin Nirio Adria Cà Traverso 08-01-1918
48 Id. Zancanaro Michele Fignole Lucinico 10-08-1916
49 Aspir. Amadei Giulio Ravenna Podgora 20-11-1915
50 Id. Cenci Pietro Roma Vertojba 15-11-1916
51 Id. Gando Lorenzo Monterosso a Mare Osp. d. C. 219 13-12-1915
52 Id. Ghirardelli Obes Ferrara Vertojba 11-11-1916
53 Id. Leoncini Italo Savona Podgora 20-11-1915
54 Id. Lodi Glauco Brescia Lucinico 09-01-1916
55 Id. *Nardini Lionello Brescia Osp. d. C. 150, 05-11-1918
Ufficiali morti per malattia
1 S. Ten. Baldacci Licurgo Carrara Osp. d. C. 55, 26-01-1917
2 Id. Morsiani Camillo Mordano (Bologna) Osp. d. C. 231, Cormons 28-11-1915
3 Id. Pupeschi Enzo Firenze Osp. Ferrara 23-11-1918
4 Id. Tomassetti Olindo Talamello (Pesaro) Osp. d. C. 231, Cormons 23-07-1915
28° Reggimento Fanteria.
1 Maggiore Cazzaro Corrado Maserà (Padova) M. Sabotino 23-10-1915
2 Id. Conti Belisario Firenze Id. 19-10-1915
3 Id. Lertora Cesare Genova Podgora 22-12-1915
4 Capitano Alessi Antonio Ravenna Id. 20-07-1915
5 Id. Brenchia Giov. Batt. (disp.) Cotignola Fagarè di Piave 17-06-1918
6 Id. Caligiuri Francesco Siracusa Podgora 28-06-1916
7 Id. Franci Carlo Sovicille Vertojba 10-10-1916
8 Id. Pollastrini Romolo Milano Lucinico 07-08-1916
9 Id. Ramoino Vittorio Oneglia Vertojba 18-09-1916
10 Id. Rocca Angelo Torino Osp. Ris. Treviso 13-11-1915
11 Id. Savich Erwin Firenze M. Sabotino 23-10-1915
12 Id. Schieppati Franco Calcio Fagarè di Piave 18-06-1918 
13 Id. Sforza Guido Corinaldo Id. 19-06-1918
14 Id. Vecchi Agamennone Cremona Lucinico 08-06-1916
15 Tenente Baldini Mario Ravenna Podgora 21-07-1915 
16 Id. Balugani Guglielmo Modena M. Asolone 09-08-1918
17 Id. *Benedetti Duilio Cremona Osp. Codroipo 19-08-1916
18 Id. Calvetti Anselmo Ravenna Podgora 22-07-1915
19 Id. Candiollo Guido Rovigo Vertojba 11-08-1916
20 Id. Cenni Renato Firenze Podgora 23-07-1915
21 Id. Del Maso Carlo Vicenza M. Tomeabrù 18-10-1918
22 Id. Di Martino Francesco Gragnano Vertojba 11-08-1916
23 Id. Fantozzi Mario Savignano Podgora 22-08-1915
24 Id. *Fincati Roberto Ravenna Osp. Bologna 17-03-1917
25 Id. Mona Vito (disp.) Pietrapertosa M. Asolone 09-08-1918
26 Id. Repetto Carlo Sarmato Podgora q. 240, 22-12-1915
27 Id. Risosne Giovanni Villafranca M. Asolone 30-08-1918
28 Id. Andreini Armando Modena M. Sabotino 21-10-1915
29 S. Ten. Antoci Emanuele Rosolina Vertojba 10-10-1916
30 Id. Baccillieri Ettore (disp.)  Reggio Cal. Podgora 22-12- 1915
31 Id. Bacino Costantino Casale Monf. Lucinico 06-08-1916
32 Id. Badessi Cesare Ravenna Piano Mocchetta 06-08-1916
33 Id. Balella Giuseppe Ravenna M. Sabotino 22-10-1915
34 Id. Bolis Domenico Faenza Oslavia 24-11-1915
35 Id. Bolognesi Raul Ferrara Podgora 22-05-1916
36 Id. Brambati Pietro Brescia Gorizia 11-08-1916
37 Id. Cappello Giovanni Terranova Podgora 11-08-1916
38 Id. Colonna Salvatore Guidomandi Vertojba 11-08-1916
39 Id. Consoli Rosario Catania Id. 10-08-1916
40 Id. D'Amico Vincenzo Taranto Fagarè 21-06-1918
41 Id. Dotto Emanuele Sestri Pon. Podgora 17-11-1915
42 Id. Gamberini Mario (acc.) Loiano Pubrida 14-01-1916
43 Id. Gargano Vincenzo Amantea Podgora 05-05-1916
44 Id. Grandi Luigi Portico S. B. (Firenze) Id. 22-12-1915
45 Id. Lugli Aldo Modena Id.
46 Id. Marin Giuseppe Candiana Id. 18-07-1916
47 Id. Ortalli Gino Città di Cast. Id. 29-01-1916
48 Id. Ovidi Francesco Roma M. Sabotino 23-10-1915
49 Id. Presicci Giovanni (disp.) Taranto Id. 20-10-1915
50 Id. Prunelli Gaetano Teramo M. Kaberlaba 21-01-1918
51 Id. Ricci Curbastro Giovanni Lugo Podgora 22-12-1915
52 Id. Tellini Giuseppe Fusignano Id. 21-07-1915
53 Id. Undicini Celso Bologna Vertojba 23-10-1916
54 Id. Vaccari Giuseppe Bologna Id. 11-10-1916
55 Id. Valerio Silvio / Oslavia 24-11-1915
56 Id. Vallesi Carlo Castel S. P. M. Sabotino 03-12-1915
57 Id. Ventura Vincenzo Benevento Vertojba 11-10-1916
58 Id. Vianello Emilio Venezia M. Sabotino 23-10-1915
59 Aspir. Bonatti Raimondo Villafranca Vertojba 09-01-1917
60 Id. Gianasso Gino (disp.) Milano Podgora 29-11-1915
61 Id. Sisto Enrico Pomarico Vertojba 14-09-1916
Ufficiali morti per malattia
1 Capitano Giannini Paolo Pistoia Osp. ris. n° 2, 12-11-1918
2 Tenente Watterville Federico Monza Osp. d. C. 231 23-10-1915
3 S. Ten. Boni Francesco (med.)  Cascina Osp. Pisa 20-12-1916
4 Id. Michelangeli Claudio Bettona (Perugia) Osp. Perugia 27-06-1917

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

27° REGGIMENTO FANTERIA.

Tenente TOGNONI GIORGIO, da Castelnuovo Magra (Genova):

     "Nell'assalto di una asprissima e tenacemente difesa posizione nemica alla testa del proprio plotone, ferito una prima volta al braccio destro seguitava nella lotta incitando i suoi dipendenti colla parola e col suo valoroso esempio. Un secondo colpo, che gli asportò la falange di un dito della mano sinistra, non lo ritenne dal continuare l’avanzata ché, anzi, alla testa dei suoi continuava ad incitarli. Colpito una terza volta da un proiettile che gettandolo a terra gli toglieva per sempre la vista, non volle essere trasportato in luogo riparato. “Avanti, avanti ragazzi!". Sempre bocconi, alle parole d’incoraggiamento rivoltegli esclamava: “Non vi preoccupate di me, anche se ora muoio non importa, basta dare tutto sè stesso alla Patria".
     Benchè cieco tornava poi in trincea a fare opera di propaganda fra i soldati. — Monte Sabotino, 21 ottobre 1915".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 57).

 

28° REGGIMENTO FANTERIA.

 Capitano VECCHI nob. AGAMENNONE, da Cremona:

     "Con alto e cosciente senso della responsabilità del comando, convinto della efficacia dell’esempio, postosi in testa alle ondate di attacco del suo battaglione, in soli 40 minuti con impeto travolgente superava tre ordini di trinceramenti, paralizzando I’azione del nemico con Ia fulmineità irrompente dell'attacco. Perseverando nell'azione per rendere ancora più brillante e decisivo il successo conseguito, colpito a morte da granata nemica, lasciava Ia nobile vita sul campo con tanto valore conquistato. Gorizia, 6 agosto 1916".

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 84).

Tenente BARUZZI AURELIO, da Lugo (Ravenna):

     "Comandante di un reparto bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco catturandovi uomini e materiale. Due giorni dopo, accompagnato da soli 4 uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi di due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiali. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana. Gorizia, 6 - 8 agosto 1916".

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 84).

Sottotenente ROSSI AMILCARE, da Lanuvio (Roma):

     "Volontariamente si recò per ben tre volte di pieno giorno a collocare tubi esplosivi sotto il reticolato nemico e nonostante il fuoco avversario, si spinse con pochi valorosi a riconoscere i danni prodotti dal nostro bombardamento sulle difese nemiche, completandovi un varco con le pinze. Concessogli, poi, in seguito a sua insistente richiesta, di partecipare all'attacco della posizione, alla testa del suo plotone si slanciò risolutamente all'attacco, trascinandovi con entusiastico ardimento i suoi soldati. Ferito una prima volta, continuò a combattere. Nuovamente e gravemente colpito, colla frattura del femore sinistro, non volle essere allontanato dalla linea che a notte, per non distogliere uomini dal combattimento. Non guarito completamente dalla grave ferita riportata, chiedeva con insistenza, ed otteneva, di ritornare alla fronte. Fulgido esempio di valore, di abnegazione e di elevatissimo sentimento del dovere, spinto sino al sacrificio. — Vertojba, 10 ottobre 1916".

(Boll. Uff., anno 1922, disp. 4).

MILITARI DECORATI CON L’ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

COMANDO DI BRIGATA

 RAVELLI AGOSTINOmaggiore generale - cavaliere – Podgora, Lucinico, Gorizia, Vertojba - giugno 1915 - novembre 1916.
 

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

27° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 38 - Truppa, n. 17.

28° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 72 - Truppa, n. 76.

MEDAGLIA DI BRONZO.

27° Regg. Fanteria, n. 66 - 28° Regg. Fanteria, n. 248.

COMANDANTI DELLA BRIGATA.

Magg. gen. ARENA Alfredo, dal 24 maggio 1915 al 7 gennaio 1916.
Magg. gen. PIRZIO BIROLI Luigi, dal 14 gennaio al 4 febbraio 1916.
Magg. gen. RAVELLI Agostino, dal 21 febbraio 1916 al 24 aprile 1917.
Colonnello brig. PUGLIOLI Vito, dal 27 aprile al 21 agosto 1917.
Colonnello brig. FORNARI Ernesto, dal 22 agosto al 30 settembre 1917.
Magg. gen. RONCHI Pietro, dal 6 ottobre 1917 al 27 aprile 1918.
Colonnello brig. SALICE Francesco, dal 27 aprile al 21 giugno 1918 (ferito).
Colonnello brig. MONTI Baldassarre, dal 30 giugno 1918 al termine della guerra. 

COMANDANTI DEL 27° REGGIMENTO FANTERIA.

Colonnello MASI Vittorio, dal 24 maggio al 24 luglio 1915. 
Colonnello RAIMONDO Giovanni Battista, dal 12 agosto al 13 novembre 1915.
Colonnello RAIMONDO Giovanni Battista, dal 14 gennaio 1916 al 15 gennaio 1917. 
Colonnello DENTI Umberto, dal 16 gennaio 1917 al 4 agosto 1917.
Colonnello SANDICCHI Fortunato, dal 4 agosto 1917 al 17 giugno 1918.
Colonnello ROSSI Alfredo, dal 1° luglio al 5 agosto 1918.
Ten. colonnello RASO Alfredo, dal 5 agosto 1918 al termine della guerra. 


COMANDANTI DEL 28° REGGIMENTO FANTERIA.

Colonnello FORNERIS Luigi, dal 24 maggio al 27 agosto 1915.
Colonnello RONCHI Pietro, dal 16 settembre 1915 al 27 novembre 1916.
Ten. colonnello PISTELLI Riccardo, dal 27 novembre 1916 al 7 giugno 1917.
Ten. colonnello FERRARI Antonio, dal 24 giugno al 5 settembre 1917.
Ten. colonnello ALLOIS Augusto, dal 6 settembre 1917 al termine della guerra.

 
 
UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE
27° REGGIMENTO FANTERIA
I° battaglione
Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Capitano Fissore Cesare / 18/11/15  
Ten. Col. Amendolaggine Nicola 23/03/16 06/07/16  
Maggiore Cecchi Amerigo / 10/07/16  
Id. Angherà Attilio / 01/10/16  
Capitano Mozzoni Adolfo 17/08/16 13/05/17  
Id. Capurso Massimiliano 05/07/17 08/12/17  
Id. Costantini Pietro 18/08/18 08/11/18  
Maggiore Bertone Carlo 01/11/18 al termine della guerra.  
II° battaglione
Maggiore Gamelin Raffaele / 23/10/15 Caduto sul campo. 
Id. Lamponi Goffredo 05/12/15 04/04/16  
Capitano Saraceni Luigi / 14/03/16 Caduto sul campo. 
Maggiore Gallitelli Dom. Angelo / 13/04/16  
Id. Wild Michele / 10/08/16 Ferito. 
Ten. Col. Fantemaggi Mario 24/08/16 18/02/17  
Maggiore Levi Carlo / // 06/18  
Ten. Col. Lombardi Onofrio giugno 1918 al termine della guerra.  
III° battaglione.
Maggiore Cini Giov. Battista / /  
Id. Liguori Raffaele 13/04/16 19/08/15  
Id. Checcucci Emilio / 21/10/16 Caduto sul campo. 
Id. Cozza D'Onofrio Federico / /  
Id. Antoldi Cesare / 17/06/17  
Capitano Melilli Antonio / 10/06/18  
Id. Abbondanza Ettore 09/09/18 al termine della guerra.  
28° REGGIMENTO FANTERIA
I° battaglione
Maggiore Cerati Luigi 24/05/15 05/08/15  
Id. Vecchi Umberto 12/12/16 18/09/16 Ferito 
Capitano Pellegrino Giuseppe  19/09/16 08/10/16  
Id. Sirigatti Fernando 09/10/16 05/03/17  
Maggiore Arcamone Francesco 18/05/17 02/01/18  
Id. Masola Umberto 27/01/18 06/02/18  
Capitano Belletti Vittorio 24/02/18 05/03/18  
Id. Barattieri Vittorio 06/03/18 31/03/18  
Maggiore Stasio Alberto 08/05/18 13/10/18  
II° battaglione
Capitano Montanari Armando 24/05/15 04/07/15  
Maggiore Conti Belisario 05/07/15 19/10/15 Caduto sul campo. 
Id. Montanari Armando 29/10/15 27/07/16  
Capitano Vecchi Agamennone 28/07/16 06/08/16 Caduto sul campo. 
Id. Jannone Sebastianini Angelo 15/08/16 02/09/16  
Ten. Col. Montanari Armando 19/09/16 12/06/17  
Maggiore Capobianco Dyalma 17/08/17 16/09/17  
Maggiore Argento Calogero 28/10/17 20/02/18  
Capitano Barattieri Vittorio 21/02/18 05/03/18  
Id. Balletti Umberto 07/03/18 05/10/18  
III° battaglione
Capitano Chiarini Oreste 24/05/15 18/07/15 Ferito 
Id. Montanari Armando 19/07/15 13/08/15  
Maggiore Cazzaro Corrado 14/08/15 23/10/15 Caduto sul campo. 
Id. Lertora Cesare 30/10/15 22/12/15 Id. 
Id. Forte Vincenzo 15/02/16 09/05/16  
Id. Clemente Attilio 10/05/16 10/10/16 Ferito. 
Capitano Forte Giovanni 26/10/16 10/03/17  
Id. Goiran Maurizio 11/03/17 14/06/17  
Maggiore Bellini Vittorio 14/06/17 al termine della guerra.  
 

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 26 agosto (Trevignano - M. Medea - Cormons - Olivers - Stesa - Villanova - Rovescio alture Mossa - Valisella - Rovescio colline Pradis - Podgora).

Dall'8 settembre al 26 ottobre (Trincea dorsale del Sabotino - Zona Dobra).

Dall'8 novembre al 31 dicembre (Trincee di Lucinico - Pressi di Oslavia - (Linea: q. 188 - Oslavia - q. 133 - Cappelletta).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 1° febbraio (Tratto q. 240 - Villa Fausta).

Dal 27 febbraio al 27 marzo (q. 240 - Calvario - Lucinico - Villa Fausta - Cappelletta - Naso di Lucinico).

Dal 21 aprile al 21 maggio (q. 240 - Calvario - Piano di Lucinico).

Dal 6 giugno al 13 agosto (Zona Kuk - Zagora - q. 240 - Pressi Ciprianise - Linea Vertojbizza).

Dal 9 settembre al 15 ottobre (Linea ferrovia S. Pietro - Gorizia - Vertojba - Pressi q. 86).

Dal 6 al 21 novembre (Linea ferrovia S. Pietro - Gorizia - Vertojba - Pressi q. 86 - Merna).

Dal 3 al 18 dicembre (Fronte Vertojbizza).

 Anno 1917

Dal 7 gennaio al 6 febbraio (Settore di Liga).

Dal 3 maggio al 31 dicembre (Sottosettore Campiello - Malga Cava - Fronte cima Ardè - Tra Magnaboschi e Bivio Boscon - Passo Stella - Canove di Sopra - Camporovere - Tratto Cà Traverso - q. 1031 - S. Sisto).

 

 Anno 1918

Dal 1° gennaio al 13 febbraio (Sull'Altopiano di Asiago).

Dal 16 al 21 giugno (Linea Meolo - Vallio, Campo trincerato di Treviso, Linea riserva Villanova - Molino Nuovo - Case Martini - S. Biagio di Callalta - Mulino della Sega - Nord Bocca Callalta - Linea Caposaldi Case Pasqualin - Torrente Zensonato - Caposaldo Case Martini).

Dal 23 luglio al 25 agosto (M. Asolone - Valle S. Lorenzo - Val di Damoro).

Dal 28 settembre al 4 novembre (Zona Passo Nota - M. Carone - M. Guil - Zona tra Campi - Pranzo).

 

 Anno 1915

 Dal 27 agosto al 7 settembre (Regione di Pradis).

Dal 27 ottobre al 7 novembre (Oleis - Brazzano - Cerovo - Medana).

 

 

 

 

 Anno 1916

 Dal 2 al 26 febbraio (Alloggiamenti Villanova - Pradis).

Dal 28 marzo al 20 aprile (Alloggiamenti zona Pradis - Subida - Valisella).

Dal 22 maggio al 5 giugno (Zona fra Villanova - Pradis).

Dal 14 agosto all'8 settembre (Alloggiamenti Pubrida - Brattinis - Villanova d'Judrio).

Dal 16 ottobre al 5 novembre (Pradis).

Dal 22 novembre al 2 dicembre (S. Lorenzo di Mossa - Villanova di Monte Fortin).

Dal 19 al 31 dicembre (Pradis).

 

 Anno 1917

Dal 1° al 6 gennaio (Pradis).

Dal 7 febbraio al 2 maggio (Zona Percotto - Lanzacco - Villanova - M. Fortin - Stesa - Percotto - Zona Caltrano - Calvene - Lugo Vicentino).

 

 

 Anno 1918

 Dal 14 febbraio al 15 giugno (Osteria Granezza - Zona Legnano - Campi di Luvignano - Colli Euganei - Zona Camposampiero).

Dal 22 giugno al 22 luglio (Carbonera - Pressi di Camposampiero - Zona Castelfranco Veneto).

Dal 26 agosto al 27 settembre (Pressi di Bassano).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

6

13

/

24

Anno 1916

7

19

4

11

Anno 1917

8

29

3

1

Anno 1918

4

1

6

3

TOTALI Mesi 27 e giorni 2 Mesi 14 e giorni 9
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA 27° REGGIMENTO 28° REGGIMENTO
Ufficiali Truppa Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915

Podgora (24 maggio - 17 luglio)

/

4

/

24

176

/

/

3

/

8

50

/

2a battaglia dell'Isonzo (18 - 31 luglio)

9

14

1/1

57

658

282

5

14

3/3

48

402

161

Podgora (13 agosto - 17 ottobre)

3

/

/

5

31

/

1

/

/

7

62

/

3a battaglia dell'Isonzo (18 ottobre - 24 ottobre)

3

19

/

55

464

30

8

17

1/1

64

821

/

4a battaglia dell'Isonzo (10 novembre - 5 dicembre)

4

34

2/2

51

375

249

6

25

/

117

608

5

Podgora (6 - 31 dicembre)

2

3

/

2

23

/

6

2

2/2

18

95

13

Totale anno 1915 11 74 3/3 194 1727 561 26 61 6/6 262 2038 179
 
1916

Podgora (1° gennaio - 5 agosto)

9

9

1/1

89

453

70

7

9

/

62

391

/

Battaglia di Gorizia (6 - 12 agosto)

6

13

/

87

495

/

9

27

3/3

63

553

269

S. Pietro - Vertojba (8 settembre - 8 ottobre)

/

5

/

41

167

/

2

3

/

16

152

/

8a battaglia dell'Isonzo (10 - 12 ottobre)

8

13

1/1

131

520

190

4

6

/

107

286

203

S. Pietro - Vertojba (14 ottobre - 18 dicembre)

2

3

/

40

219

/

1

/

/

26

97

/

Totale anno 1916

25

43

2/2 388 1854 260 22 45 3/3 274 1479 472
 
1917

Settore Liga (7 gennaio - 6 febbraio)

/

1

/

1

7

/

1

/

/

1

11

/

Sottosettore Campiello (2 maggio - 31 dicembre)

2

2

/

31

97

14

1

1

1

13

66

/

Totale anno 1917 2 3 / 32 104 14 2 1 1 14 77 /
 
1918

Altopiano Asuago (1° gennaio - 27 febbraio)

2

2

/

4

20

/

1

2

1/1

2

26

14

Battaglia del Piave (15 - 21 giugno)

1

7

12/11

29

137

570

4

11

3/3

40

161

287

Asolone (25 luglio - 25 agosto) - Giudicarie (settembre - 4 novembre)

/

/

/

10

31

/

4

1

/

12

132

/

Totale anno 1918

3

9

12/11

43

188

570

9

14

4/4

54

319

301

 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

21

74

3

194

1727

561

26

61

6

262

2038

179

Anno 1916

25

43

2

388

1854

260

22

45

3

274

1479

472

Anno 1917

2

3

/

32

104

14

2

1

1

14

77

/

Anno 1918

3

9

12

43

188

570

9

14

4

54

319

301

TOTALE GENERALE 51 129 17/16 657 3873 1405 59 121 14/14 604 3913 952


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