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3° REGGIMENTO BERSAGLIERI

(Battaglioni XVIII, XX, XXV e III Ciclisti)

Sede dei reggimenti in pace: Livorno.

Distretti di reclutamento: Girgenti, Palermo, Roma, Rovigo, Sacile.

Distretti di mobilitazione: Arezzo, Firenze, Livorno, Orvieto, Pistoia, Siena, Perugia, Spoleto.

 

ANNO 1915.

     Il 23 maggio, indetta la mobilitazione, il 3° bersaglieri si trova dislocato in prossimità della linea di confine ove, con quattro battaglioni alpini e con quattro batterie da montagna, fa parte delle forze di copertura avanzata del IX corpo d'armata, che sbarrano le valli S. Pellegrino, Travignolo, Avisio, Cordevole e Fiorentina. Alla fine di maggio, dopo successivi spostamenti, il IX corpo porta i suoi avamposti sulla linea di confine; in conseguenza il 3° bersaglieri disloca il XVIII battaglione nei dintorni dell'albergo S. Pellegrino, il XX presso le pendici sud di M. Uomo in rincalzo ed il XXV al passo di Valles. Per la mutata situazione verso il passo di S. Pellegrino, occupato dai bersaglieri il 1° giugno e per aver disponibili presso la prima linea dei riparti, il comando del IX corpo ordina che un battaglione del 60° fanteria rilevi a passo di Valles il XXV battaglione bersaglieri che, a cambio ultimato, deve portarsi a S. Pellegrino.
     In seguito, per garantire gli sbocchi in val Contrin ed in val S. Nicolò, viene deciso che, mentre le truppe della 18a divisione, rinforzate da elementi alpini del battaglione Val Cordevole, per i colli di Contrin e di Ombrettola attaccheranno le forze nemiche che occupano Nurnberger Hutter e poi il passo S. Nicolò presso Col Ombert, le truppe del settore di val Biois procederanno con quelle del settore S. Pellegrino, all'attacco dell'avversario in posizione al passo Le Selle ed in fondo valle, per occupare la linea passo Le Selle, Allochet e, potendo Cima di Bocche; quelle del settore di Valles cercheranno di avanzare verso val Travignolo, per impegnare le forze ivi dislocate, e verso forcella Iuribrutto, per concorrere all'attacco delle truppe di S. Pellegrino.
     L'attacco a fondo, la mattina del 18 giugno, viene eseguito da mezza compagnia del battaglione "Cordevole" e dal XX contro il passo delle Selle e Cima Allochet; quella dimostrativa da riparti del XXV. Le truppe attaccano con slancio, ma l'accanimento della difesa e l'asperità del terreno non permettono alcun risultato ed i nostri sono costretti a ripiegare. Nei giorni 28 e 29, il 3° bersaglieri, in relazione alla sistemazione del settore val Biois (Colle S. Pellegrino, Valles e dipendenze) si concentra a Cencenighe, meno una compagnia che viene inviata a Forno di Canale per sostituire una del 60° fanteria, e il 4 luglio si porta a Caprile, in riserva di corpo d'armata.
     La linea di investimento, avendo raggiunto in tutto il suo sviluppo la dovuta consistenza, viene deciso fal IX corpo d'armata l'attacco agli sbarramenti di val Cordevole e Valparola. La lotta è aperta dalle nostre artiglierie il 5 luglio ed il 7 mattino, le fanterie partono all'attacco su tre colonne; quella di destra con obbiettivo Valparola fino al lago omonimo e Settsass; quella del centro, l'insellatura Sief - Settsass; quella di sinistra, lo sperone che dal Col di Lana scende verso Franza - Castello. Nel frattempo il 3° bersaglieri ha dislocato il XVIII battaglione a Collaz e la 7a compagnia a Digonera per rendere disponibili due compagnie del 52° fanteria. Il giorno 8, i rimanenti riparti del 3° reggimento col comando, raggiungono il vallone di Larzonei da dove, verso sera, viene inviato a Selesei il XX battaglione per costituire con due compagnie del 52° reggimento fanteria, già ivi dislocate, una più efficace protezione del fianco sinistro della colonna di sinistra che ha raggiunto le pendici di Agai e lo sperone di Franza. Mercè tale protezione la colonna può vincere la pertinace resistenza avversaria, superare la organizzata difesa e conquistare ottimi appigli tattici sugli speroni che dal Col di Lana si protendono verso il rio d'Andraz e la sua confluenza sul Cordevole, fra il Castello di Buchenstein e Salesei. Il giorno 9 prosegue l'azione e mentre truppe del 59° fanteria procedono all'occupazione dello sperone, che dal Col di Lana scende su Castello e due compagnie dello stesso reggimento con un battaglione del 52° avanzano per il coastone Andraz - Agai sul Col di Lana, nelle prime ore pomeridiane, il XX battaglione, lasciata una compagnia a Salesei, con la 6a compagnia a sinistra e la 2a a destra cerca avanzare, risalendo il costone sud del Col di Lana, verso la cima; il 52° reggimento fanteria, mette a disposizione dei bersaglieri l'8a compagnia. Data la ristrettezza del costone le compagnie si scaglionano in profondità nel seguente ordine: 6a e 2a bersaglieri, in ultimo l'8a compagnia del 52° fanteria. Il XX battaglione, giunto al limite del bosco, tende all'occupazione di trincee antistanti che sembrano sgombre. La 6a compagnia bersaglieri si lancia risoluta all'attacco, ma viene accolta da violento fuoco di mitragliatrici appostate sul costone ovest del Col di Lana e dalle trincee sino a quel momento silenziose. I pochi che riescono a sorpassare la zona battuta si lanciano alla baionetta, riuscendo ad occupare elementi di trincee senza poter, poi, nè proseguire nè retrocedere; in alcun modo è possibile aiutarli; mitragliatrici avversarie, intanto, concentrano il fuoco sulla rimanente 6a e sulle altre compagnie che sono costrette a sfruttare le accidentalità del terreno per non subire inutili perdite. Il battaglione, data l'insostenibile posizione, ripiega lungo il costone Salesei, Col di Lana. Il giorno 11 luglio l'azione viene ripresa, il XVIII, in unione con un battaglione del 59° reggimento, attacca il versante est del Col di Lana, il XX dirige i suoi sforzi sullo sperone che dal Col di Lana scende su Salesei. Dopo alterna vicenda il XVIII si porta brillantemente sotto i reticolati nemici e riconquista le posizioni sullo sperone orientale del Col di Lana, abbandonate dal 59° fanteria, ma, battuto d'infilata dall'artiglieria avversaria, non può procedere oltre e vi si trincera; il XX, riesce a portarsi fin verso quota 2000, sugli speroni che dal Col di lana scendono su Agai e su Salesei, occupando buoni appigli tattici; il XXV rimane in riserva.
     Le operazioni sono quindi sospese fino al 15; nella notte di detto giorno una colonna, composta dal 3° bersaglieri, del 52°, di due batterie da montagna, dalle nostre posizioni eseguisce un attacco simultaneo sui tre costoni di Franza, di Agai e Selesei, contro le pendici del Col di Lana, per togliere al nemico qualche caposaldo della sua difesa. L'attacco per quanto condotto con slancio, non dà risultati positivi, solamente permette di guadagnare terreno. La notte sul 17, l'azione viene ritentata e riparti del XX riescono a conquistare successivamente la prima linea di trinceramenti nemici, sul costone Salesei, ed un cocuzzolo sul costone Franza - Castello (detto "Collina della Banderuola") che viene immediatamente sistemato a difesa e battezzato "Ridotta Lamarmora".
     Il 21 luglio, per assicurare i vantaggi ottenuti e per creare una sistemazione difensiva organica e completa sulle falde dei costoni di Salesei, Agai e Castello, al 3° bersaglieri viene commesso il compito di presidiare con un battaglione il costone Castello, con un altro di mantenere il collegamento con l'82° fanteria, tenendo il terzo in riserva.
     Mentre sulle due ali, costone Salesei e Castello, le truppe vigilano, da quello di Agai si procede metodicamente verso Col di Lana. Il 26, la linea di investimento, viene portata a cavaliere della strada delle Dolomiti ad occidente di Pieve di Livinallongo, rinsaldandosi alle estreme pendici nord di Col Toront.
     In seguito il settore viene così ripartito:
          - primo settore: Marmolada, torrente Cordevole compreso: 51° e 59° reggimento fanteria;
          - secondo settore: torrente Cordevole escluso, costone Castello compreso: 52° fanteria e 3° bersaglieri.
     Il 2 agosto, prima di procedere all'attacco generale delle posizioni nemiche, vengono iniziate due operazioni preliminari; la prima per la conquista del Sasso di Stria, la seconda per quella del trinceramento il "Panettone" sul costone Col di Lana - Salesei. Le operazioni vengono eseguite con tre colonne partenti:
          - la prima, dal costone Salesei - Lana: due compagnie del 60° fanteria, contro il "Panettone";
          - la seconda, dal costone Agai: un battaglione del 52°, contro i trinceramenti sottostanti al cosidetto "Cappello di Napoleone";
          - la terza, dal costone Castello: un battaglione del 3° bersaglieri con una sezione da montagna, contro il fortino presso il cocuzzolo del costone Castello detto la "Banderuola".
     Nelle prime ore pomeridiane, l'artiglieria inizia il fuoco, dopo le fanterie muovono all'attacco. Un temporale violento e la nebbia ostacolano le operazioni tanto che le tre colonne non possono mantenere alcuna comunicazione fra di loro e fanno soltanto lievi progressi.
     I bersaglieri, dopo energica azione di fuoco, avanzano lungo i canaloni del Franza. Sospesa l'operazione, per dare modo ai riparti di riorganizzarsi, viene ripresa il giorno 4. L'artiglieria con violenta preparazione di fuoco sconvolge il trinceramento del costone di Salesei e verso sera i battaglioni del 52° e del 60° sferrano l'attacco, mentre il 3° bersaglieri invia pattuglie sul versante sinistro del Franza per impedire che riparti avversari, scendendo per il vallone omonimo, attacchino il fianco destro delle truppe operanti.
     Il battaglione del 60° fanteria riesce ad occupare l'altura del "Panettone", ove si mantiene per tutta la notte, ma, alle prime ore del 5, per il violento fuoco avversario è costretto a lasciare la posizione, ripiegando sulle trincee immediatamente sottostanti.
     Il giorno 6, il 3° bersaglieri dislocato a Lana - Castello, passa alla dipendenza della brigata Torino sostenendo, con azioni dimostrative, piccole operazioni di dettaglio.
     Il giorno 24, mentre il XX presidia la prima e la seconda linea ed il XXV la terza, il XVIII si trasferisce a Villagrande a disposizione del comando del IX corpo d'armata fino all'8 ottobre, giorno in cui tutto il reggimento si riunisce fra Caprile ed Alleghe, in riserva di corpo d'armata.
     La 17a divisione, rinforzata dal 3° bersaglieri, da truppe da montagna e da artiglieria, il giorno 18 inizia, in relazione all'attacco generale delle difese dell'alto Cordevole - Valparola da parte del IX corpo, l'operazione tra valle Travenanzes e M. Sief compreso, avente per obbiettivi la conca di Valparola e la cortina tra Settsass e M. Sief.
     La divisione opera su quattro colonne: la prima, per Cima Falzarego, forcella Travenenzes, Lagazuoi ha per obbiettivo il Lagazuoi e, in caso contrario, deve opporsi ad ogni eventuale tentativo di offesa nemica dalla testata di val Travenanzes; la seconda, di cui fanno parte il XX e il XXV, per i passi di Falzarego e di Valparola, deve tendere all'occupazione dello sperone che dal Lagazuoi dcende sul lago di Valparola; la terza, per la testata del rio Valparola, deve dirigere la sua azione sulle pendici nord-est di M. Castello e le alture ad occidente del lago di Valparola; la quarta, per i valloni che dal ponte Settsass, Col di Lana scendono sul Castello di Buchenstein, deve impadronirsi di qualche punto della cresta fra Setsass e M. Castello.
     Nelle prime ore pomeridiane, appena le artiglierie hanno allungato il tiro, le quattro colonne muovono contemporaneamente all'attacco, ottenendo qualche lieve vantaggio. Il 19 l'operazione viene ripresa con maggiore energia e mentre il XVIII ed il XXV operano su Valparola, il XX si porta su q. 2060 ed attacca la selletta fra Settsass ed il Sasso Staccato, ma gli sforzi dei nostri non sono coronati con successo. Gli attacchi tentati con accanimento fino al 1° novembre, se non portano alla completa conquista di nessuno degli obbiettivi assegnati, fanno però conseguire vantaggi non disprezzabili, quale il saldo affermarsi su Cima Falzarego, il possesso degli speroni a sud del piccolo Lagazuoi ed il progresso della nostra linea avanzata fino quasi al contatto di quella avversaria.
     In questa operazione il reggimento ha perduto 29 ufficiali e 536 uomini di truppa.
     Cessate le operazioni il 3° bersaglieri si disloca, il 1° novembre, con il XVIII battaglione fra Sasso di Stria e la rotabile di Valparola, il XX in prossimità della cortina Sief - Sasso Staccato ed il XXV tra Sief e q. 2211.
     Il 7, riprese le azioni da parte della 18a divisione per l'occupazione del Col di Lana, il 3° bersaglieri vi concorre operando con il XVIII battaglione su M. Sief, il XXV contro la cortina di M. Sief - q. 2211 e con il XX contro Sasso Staccato, facendo parte con la brigata Torino delle truppe operanti contro la cortina di M. Sief. L'attacco viene condotto vigorosamente e nella notte sul 9 il XVIII battaglione riesce ad occupare, dapprima con due plotoni e poi con una compagnia, la cresta del Sief; ma non può che aggrapparsi a questa non riuscendo ad avanzare sul versante opposto, a causa del violento fuoco del nemico, che occupa le pendici nord del Sief e la cima più alta del Col di Lana che è stata riconquistata.
     Nei giorni 10 e 11 novembre, il 3° bersaglieri cerca di avere ragione della resistenza avversaria, ma ogni generoso sforzo è reso vano dalla asperità del terreno, dalle condizioni climatiche ed infine dal preciso e violento fuoco della artiglieria. Il giorno 12, le operazioni vengono sospese. Il 1° dicembre il reggimento si riunisce nei baraccamenti fra S. Fosca e Selva di Cadore. Il 15, mentre il comando si trasferisce con il XXV battaglione nei baraccamenti di Caprile, il XX rimane a S. Fosca ed il XVIII occupa le trincee di Livinallongo.             

ANNO 1916.

     Il nuovo anno trova il reggimento che alterna i suoi battaglioni nel presidio delle aspre posizioni del costone di Pieve di Livinallongo, Forte la Corte, Cordevole, Monteculo, Cima Lana. L'8 gennaio, il XVIII ricaccia il nemico che, dopo violentissimo bombardamento, si era spinto verso le posizioni di M. Sief. Nella notte sul 17 aprile, mentre le truppe della "Calabria", dopo lo scoppio della mina su Cima Lana, si lanciano all'attacco, i bersaglieri ne appoggiano l'azione con atti dimostrativi nella regione di Livine e di Pieve. Occupato il Col di Lana dalle nostre truppe, per approfittare del successo conseguito e per ottenere ulteriori risultati, quale l'occupazione di M. Sief e del "Montucolo austriaco", il comando della 18a divisione ordina che il giorno 20 siano energicamente continuate le operazioni. I bersaglieri del XX e XXV battaglione ed i fanti del 60° si lanciano all'attacco. Mentre i secondi riescono a superare i reticolati avanti al "Montucolo austriaco", che poi occupano, i primi, che tentano la scalata del "Salto Roccioso", non riescono nell'intento, perchè, avvistati da nuclei nemici, sono accolti da vivace fuoco di artiglieria e lancio di granate a mano. Sistemate le ultime occupazioni, il 15 maggio vengono ripresi gli attacchi per il possesso di M. Sief.
     In precedenza, nella notte sul 6, il XVIII occupa, senza la minima resistenza, Vallazza e le roccie a sud del bosco di Sief. Il 15, la 18a divisione dispone che le sue truppe, operanti contro la fronte nemica dal Sief al fortilizio incluso, debbono, se possibile, ottenere la caduta delle posizioni più basse, sovrastandole dall'alto. Dopo un bombardamento efficace, verso sera, le truppe del 46° fanteria riescono a portarsi, malgrado gravi difficoltà, a pochi passi del nemico che attacca, ma fatto segno a tiri efficacissimi di fucileria, di mitragliatrici e lancio di bombe a mano e minacciato sul fianco, ripiega alquanto; il XXV non riesce a sfondare la trincea austriaca dell'appostamento n. 3 e del secondo "Montucolo" ed il XVIII che doveva, passando sopra il "Salto Roccioso n. 2" cadere sopra il fortilizio, non può muoversi. Le operazioni vengono continuate senza tangibili risultati nei giorni 17 e 18. Il 21, mentre truppe della "Reggio" operano per la conquista di M. Sief, il 3° bersaglieri, col XVIII battaglione, sulla fronte fondo Cordevole - alto Sief, deve svolgere azione dimostrativa, col XX battaglione, muovendo da Pallua al "Montucolo ex austriaco" e di là al "Salto Roccioso", attaccherà dall'alto e da tergo il fortilizio, mentre una compagnia (8a), alla dipendenza del 45° fanteria, deve prendere posizione su q. 2273 rafforzandovisi. Il XXV battaglione, seguendo l'azione che si svolge dall'alto dovrà essere lanciato, se il XX riesce nell'intento, all'assalto per il vallone "dei Bavaresi", per determinare la caduta e la distruzione del fortilizio, proseguendo tosto alla conquista di Col di Roda. Verso le ore 11 muove il XX ma, per la violenza del fuoco di artiglieria frequenti sono le soste e solo verso le 17 tutte le compagnie si trovano ammassate nel camminamento e nelle trincee del "Montucolo ex austriaco"; sull'imbrunire si lanciano all'attacco raggiungendo, dopo due ore di lotta, i "Salti Rocciosi", ma il fuoco avversario violento e micidiale arresta ogni avanzata. Il XXV attacca il fortilizio, raggiunge la prima trincea che taglia il vallone "dei Bavaresi" e ne occupa una parte. I difensori, storditi, in un primo tempo fuggono, ma, riavutisi, contrattaccano e con violenta azione di fuoco arrestano nettamente l'avanzata, obbligando i nostri a retrocedere. In quest'azione il 3° bersaglieri perde 10 ufficiali e 280 uomini di truppa.
     Dopo il ripiegamento, i battaglioni si dislocano: il XVIII sul costone Livine, il XX a M. Piau, il XXV fra costone Livine, costone di Pieve e alto Cordevole (18a divisione). Il 13 agosto, il XX, mentre gli altri due battaglioni rimangono sulle posizioni, all'imbrunire si trasferisce a Caprile e nei giorni 14 e 15, dopo aver raggiunto in autocarri Fratazza (val di Cismon) prosegue fino al M. Colbricon e rileva sulle posizioni il 13° bersaglieri, presidiando la selletta fra il Grande e il Piccolo Colbricon (17a divisione).
     All'alba del 23 agosto inizia l'avanzata fra i due monti, ma questa è ostacolata dal fuoco nemico; momentaneamente sospesa viene ripresa nelle ore pomeridiane e dopo tenaci sforzi i bersaglieri del XX occupano le posizioni che il nemico, per la pressione dei nostri, ha abbandonato. Il 24 si cerca raggiungere le pendici di q. 2512, ma ogni sforzo riesce vano; col calar della notte l'azione ha termine e le truppe si rafforzano sulle posizioni occupate.
     L'11 settembre, mentre il XX, dislocato sulle posizioni di Colbricon, continua a far parte della 17a divisione, il XVIII ed il XXV (18a divisione), sostituiti da riparti del 51° fanteria, iniziano il trasferimento in val Pettorina; il XXV sosta a Malga Ciapela ed il XVIII nella regione Fedaja - Mesola, passando alla dipendenza del IX corpo d'armata.
     Il 23, il XXV lascia Malga Ciapela e, per via ordinaria, si trasferisce a Cencenighe, da dove si porta nella sottozona S. Pellegrino sostituendo riparti del 51° fanteria.
     Il 1° ottobre, la difesa del settore Marmolada viene assunta dal 3° bersaglieri. Delle truppe del settore solamente il XVIII na fa parte, il XX è sempre con la 17a divisione ed il XXV nella zona nord, il primo fra i due Colbricon ed il secondo nella sottozona S. Pellegrino.
     Il 2, allo scopo di scacciare totalmente il nemico dalla regione di Colbricon, vengono riprese le operazioni offensive (17a divisione) in un primo tempo contro la seconda cima di esso, poi contro il Colbricon Piccolo. Il compito d'attaccare la seconda cima è affidato al XX e si sviluppa con colonne attraverso canaloni che, dal versante sud del Colbricon, si dirigono verso la seconda cima; la prima colonna (5a compagnia) s'inerpica per il primo canalone, la seconda (6a compagnia) per il terzo, pattuglie vengono spinte lungo il secondo ed il quarto. La prima colonna, dopo una lotta aspra e faticosa ed un violento corpo a corpo, riesce a strappare al nemico la posizione. Conquistata la seconda cima si inizia l'operazione per il possesso del Piccolo Colbricon, ma questa, che doveva essere eseguita dalla 7a ed 8a compagnia del 52° fanteria, per circostanze tutte speciali di terreno e di gelo e per l'entrata in azione di forti riserve nemiche non ha esito favorevole.
     Nella giornata del 4, il nemico, con due attacchi, tenta la rioccupazione della seconda cima di Colbricon: il primo, eseguito la mattina, non ha alcun risultato; quello della notte, invece, sferratosi dopo breve ma furioso fuoco di artiglieria e di bombarde, permette agli Austriaci di porre piede nella trincea di sinistra e d'impadronirsi del cocuzzolo della seconda cima. Il presidio resiste valorosamente e tenacemente; i pochi superstiti, quando la difesa non è più possibile, si ritirano nelle nostre linee. Nella stessa nottata e nei giorni 5, 6 e 7 se ne tenta la rioccupazione, ma i sacrifici non valgono che a far tornare in nostro possesso una parte del terreno perduto, mentre il cocuzzolo della vetta rimane al nemico. Dopo queste ultime operazioni i nostri si rafforzano fra cima 1 e cima 2.
     Nella notte sul 7 ottobre, mentre le truppe del "settore nord" operano per il possesso di Castabella e di Cima di Bocche, i disponibili della 10a compagnia del XXV sono inviati in rinforzo alla 206a compagnia del 7° alpini operante su Cima Costabella e su forcella di Laste. Terminate le operazioni, la 10a compagnia resta in avamposti al "Villaggio austriaco" che presidia fino al giorno 28, per poi trasferirsi a Lago Pozze; il 25, la 11a e la 13a si portano a Malga Ciapela, la 9a compagnia dalla linea di resistenza a quella di osservazione. Il 3 novembre, quest'ultima, con azione dimostrativa, coadiuva riparti della "Tevere" nell'attacco dell'osservatorio austriaco e sud di Cima di Bocche. Il 16, il comando di battaglione con la 9a e 10a compagnia si trasferiscono ad Agordo, a disposizione del IX corpo d'armata.
     Il XVIII, in regione Fedaja - Mesola, non compie operazioni di rilievo. Il 23 dicembre viene costituito il settore Marmolada Costabella, il comando ne viene assunto da quello del 51° fanteria; il 3° bersaglieri coi battaglioni XVIII e XXV (18a divisione) cessa di far parte dei due settori e passa alla dipendenza della brigata Alpi; il XX rimane a presidio delle posizioni di q. 1766 a nord-ovest di Malga Ces (17a divisione).               

ANNO 1917.

     Fino al 9 luglio le compagnie dei battaglioni XVIII e XX si avvicendano nel presidio delle consuete posizioni mentre quelle del XX esplicano la loro attività sulle posizioni di Malga Ces e della seconda cima di Colbricon.
     Nella notte sul 12, il nemico attacca con sempre maggiore intensità le posizioni del XX sulla seconda cima di Colbricon, al terzo tentativo riesce ad occuparla, dopo violenta mischia. Il 12, il comando del 3° bersaglieri assume la difesa del settore S. Pellegrino (17a divisione) tra il massiccio Col Margherita ed il passo Cirelle, costituito dai battaglioni XVIII e XXV, I/81°, IV/82° e da due compagnie mitragliatrici. Il 28 agosto, il settore S. Pellegrino viene denominato zona S. Pellegrino e diviso in due sottozone: la prima è quella tenuta dai bersaglieri (Colifon, q. 2222, Sasso del Mus, fondo valle S. Pellegrino, Malga di Mezzo); quella dei battaglioni di fanteria è la seconda (Cima Uomo, Fuchiade, Cigole, Cirelle).
     Il 21 settembre, ricevuto il cambio sulle posizioni di Colbricon dal battaglione alpini Val Maira, il XX si trasferisce a S. Martino di Castrozza ed il 17 ottobre, si riunisce al reggimento sostituendo i riparti del XVIII nella zona Costabella, Cirelle. Il 4 novembre, il 3° bersaglieri, in seguito all'offensiva austro-tedesca, inizia il ripiegamento; il XX, lasciati forti nuclei sulla linea "Nera" per ingannare il nemico, con gli altri riparti arretra ed occupa saldamente quella "Rossa" della zona tenuta dal XXV, in fondo valle S. Pellegrino. In seguito il XVIII ed il XXV si trasferiscono a Forno di Canale da dove, raggiungono Cencenighe; il 5 sono a Mas, il 6 nei pressi di Anzin, il 7 a Vettorazzi ed il 9 accampano in prossimità di casa Zurloi, quale riserva della 17a divisione e sono adibiti a lavori di difese accessorie. Il XX e la 9a compagnia del XXV rimasti sulle posizioni, unitisi nella mattinata del 5, ai riparti del 92° fanteria retrocedono fino al bivio di passo Valles e il giorno 10 si riuniscono al reggimento. Il 12, il 3° bersaglieri si trova dislocato con il XVIII nel vallone di Crep, sud-ovest di S. Sebastiano, il XX in val Rospega, costone est ed il XXV nei pressi di Comporo. Il 13, il XVIII si porta sull'argine della ferrovia tra Pederobba e Fener, a disposizione della brigata Basilicata.
     Sulla fronte del settore est, tra Fener e Pederobba, il nemico, nella notte sul 16, tenta di passare il fiume, contemporaneamente da due punti diversi, l'uno di fronte a Fener, l'altro di fronte a Pederobba. Scoperto dalla linea di sorveglianza del XVIII, verso il ponte di Fener e dal I/91° verso Pederobba, il nemico è obbligato a ritirarsi, lasciando sul greto del fiume materiali e cadaveri. Il 17, anche il comando del 3° bersaglieri con i battaglioni XX e XXV passa a disposizione della "Basilicata". In detto giorno l'avversario, nelle prime ore pomeridiane, pronuncia un attacco con grossi pattuglioni contro lo sbarramento della rotabile e della ferrovia, tra Piave e Monfenera, presidiato da riparti del XVIII, ma, investito da violento fuoco, ripiega, dopo aver subito forti perdite. Gli attacchi si ripetono quà e la su tutta la fronte e, rotta finalmente la nostra linea avanzata di difesa dello sbarramento di Quero, l'avversario sposta la direzione dei suoi attacchi verso la nostra fronte principale, che va dall'osteria di Monfenera in direzione di ovest-est, percorre la dorsale di M. Tomba (qq. 877 - 868), di Monfenera (q. 715) e lo sperone verso Casera Alta, piega a sud-est fra M. La Castella e S. Sebastiano da dove scende normalmente alla strada ed alla ferrovia fino al Piave. L'attacco comincia, avanti l'alba del 18, con azione di forti pattuglie che tentano, per quattro volte, d'irrompere nelle nostre linee fra Monfenera ed il Piave, puntando specialmente verso la ferrovia; il pronto intervento della nostra artiglieria e la vigile azione del XVIII fanno fallire il tentativo. Questo non è che il preludio di un'azione più grande che si svolge nella mattinata contro il tratto di fronte M. Tomba, saliente di Monfenera, La Castella. Dopo furiosi attacchi nel pomeriggio, il saliente del Monfenera cade in mano nemica, il XXV ed i riparti superstiti del III/91° contrattaccano ma senza alcun risultato. L'azione sospesa sul far della notte è ripresa alle prime luci del 19. Le nostre fanterie riescono a rioccupare il saliente ma, dopo qualche ora, debbono nuovamente cederlo al nemico, sopraggiunto in forze. Nella notte sul 20, la 50a divisione tedesca, attaccata alla baionetta, ripiega, rimanendo aggrappata al versante nord-ovest del saliente principale del Monfenera; si allenta in tal modo la stretta che doveva far cadere il baluardo estremo della nostra difesa. Non rassegnandosi allo scacco subito, la mattina del 22, riuscito infruttuoso un nostro attacco per ricacciare i riparti nemici insediatisi all'estremità nord-est del saliente del Monfenera, il nemico contrattacca e s'infiltra in un tratto di trincea fra l'ala destra del 92° fanteria e l'ala sinistra del XVIII, creando una soluzione di continuità. Alle ore 9 occupa Casa Nazzarine. La pressione nemica continua inesorabile e si accentua contro le linee del M. Tomba. Le truppe impegnate oppongono una resistenza eroica e riescono ad arginare l'irruzione. Dopo alterna vicenda ed accaniti combattimenti, i valorosi battaglioni del 60° fanteria riescono a rimettere piede in buona parte dell'antica linea e mantenerla. Ristabilita in tal modo la situazione ed allo scopo di impedire altre infiltrazioni, viene ordinato al III/60° di spostarsi da Crep, sul costone di Casera Guizza in collegamento col XXV. Arrestato il nemico, il 3° bersaglieri si schiera da La Castella e S. Sebastiano fino a Milinetto presso la stazione di Pederobba, ove rimane fino alla sera del 4 dicembre, quando truppe della 65a divisione francese (311° fanteria) vengono a sostituirlo. Nelle notti sul 5 e sul 6 i battaglioni bersaglieri raggiungono S. Anna e Scalchi nei pressi di Bassano.
     Il reggimento passato alla 3a armata, nei giorni 8, 9 e 10, si trasferisce tra Biancade e Roncade. La resistenza sul Piave e su Monfenera gli è costata 907 uomini di truppa e 37 ufficiali.
     Dal 26 al 29, sostituisce il 13° fanteria nelle posizioni dell'ansa di Zenson con il XVIII e col XX battaglione in linea e col XXV in riserva. La sera del 31, avendo accertato che il nemico sta abbandonando l'ansa, i bersaglieri, dopo un concentramento di fuoco d'artiglieria, si lanciano all'attacco e l'occupano (14a divisione).    

ANNO 1918.

     Il quarto anno di guerra trova i bersaglieri del 3° sul Piave, intenti a rafforzare le posizioni. Il 3 febbraio, ricevuto il cambio dal 221° fanteria, da Zenson si trasferiscono a Salzano, ove rimangono fino al 19 marzo. La sera di detto giorno il XIII corpo d'armata dispone che il reggimento si trasferisca a Campese a disposizione del XX; il movimento è ultimato la sera del 21. Nella notte sul 23, il 3° sostituisce il V gruppo alpino nell'intero settore del Cornone, passando alla dipendenza della 1a brigata bersaglieri; a notte alta il nemico, fattosi precedere da lancio di bombe a mano, attacca il presidio del Cornone, ma è immediatamente arrestato e ricacciato sulle proprie posizioni per il pronto intervento dei bersaglieri e dell'artiglieria. Il 26, il reggimento, sostituito da riparti del 6°, si trasferisce nei dintorni di Marostica, ritornando alla dipendenza del XIII corpo d'armata, da dove il 14 giugno, in previsione dell'offensiva nemica, si trasferisce in val Ceccone. Il 6 giugno, i suoi nuclei arditi partecipano, col XIII riparto d'assalto, ad un'azione di sorpresa contro le posizioni nemiche di Melaghetto (regione Val Bella). Il 15, il nemico, sostenuto da forte azione di artiglieria, attacca ed occupa le nostre posizioni di Col d'Echele e quasi contemporaneamente quelle di Val Bella, puntando risolutamente su Costalunga ed investendo le difese della ridotta di Cima Echar. Sulla dorsale del Col del Rosso s'impegna un aspro combattimento. Dopo sanguinosa lotta i nostri ripiegano sulla linea "due" che si svolge da est di q. 1262, per Busa del Termine, Cima Cischietto, Casera Lobba, Col dei Noselari e che, per la caduta del ridotto di Costalunga, ad ovest, si allaccia al caposaldo di Cima Echar con una occupazione improvvisata. Per effetto della situazione creatasi, il XIII corpo d'armata ordina che il comando del 3° reggimento con i battaglioni XX e XXV, si porti a Busa del Termine a disposizione della "Pinerolo" ed il XVIII resti alla testata di val Ceccone. Il 16, il XX da q. 1341 deve puntare sui trinceramenti che da cima Echar salgono sino al ridottino di Costalunga ed il XXV su quelli che da Busa del Termine conducono al suddetto ridottino. Iniziato l'attacco, il fitto bosco fa deviare dalla marcia prestabilita due compagnie del XX.
     Il XXV avanza fino a duecento metri dal ridottino, ma violenti raffiche di mitragliatrici, l'arrestano: mancata l'azione del battaglione di sinistra (XX), il XXV si afferma sulle posizioni già raggiunte, non potendo più oltre procedere. Reiterati attacchi alla baionetta falliscono perchè le mitragliatrici nemiche hanno sempre ragione di quei prodi; di tutti gli ufficiali non restano che il comandante del battaglione ed un subalterno.
     Nella giornata, il XVIII da val Ceccone si porta a Busa del Termine.
     Il 17, 18 e 19 giugno, il 3° bersaglieri, con indomita energia, ritenta l'operazione; la resistenza nemica è accanita ma, con un supremo sforzo, il XVIII, la mattina del 19, rioccupa l'intera posizione e numerose pattuglie vengono spinte all'inseguimento del nemico che fugge in disordine fino a Cima Val Bella, dove disperatamente si difende.
     Durante le operazioni dal 16 al 19, rimasero in mano dei nostri 150 prigionieri, 16 mitragliatrici e 200 fucili. Le perdite di 509 uomini di truppa e 26 ufficiali sono la documentazione più bella dello sforzo compiuto dal reggimento. Il 20 avuto il cambio dalla "Regina" passa in riserva a Conco per ricostituirsi. Nei giorni 25, 29 e 30 riparti bersaglieri in unione a quelli della "Regina", della "Lecce", della "Teramo" ed elementi Czeco-Slovacchi partecipano alle operazioni di dettaglio sul M. Val Bella ed alla ripresa di Col del Rosso, ristabilendo, nella sua integrità, la nostra linea qual'era prima della grande offensiva austriaca. Il nemico per due volte ne tenta la rioccupazione, ma invano. Il successo rapidamente ottenuto è dovuto alla bravura, all'emulazione delle truppe ed all'azione delle artiglierie.
     Il 4 luglio, tutto il reggimento dà il cambio al 265° fanteria sulla linea M. Melago, Val Bella. Durante il periodo di trincea sistema efficacemente ed alacremente il tratto presidiato, accrescendone le difese. Il 27 luglio, rilevato dal 265° fanteria scende a riposo nella zona di Vallonara ed il 30 agosto si trasferisce a Carbonara ove col 2° reggimento costituisce la VII brigata bersaglieri.                   

Battaglione Ciclisti

ANNO 1915.

     Dichiarata la guerra, il III battaglione ciclisti, dislocato nella zona di S. Giorgio di Nogaro - Latisana, fa parte del distaccamento misto che il 24 maggio, quando le nostre unità iniziano le operazioni oltre confine, ha per compito di esplorare la strada Torre Zuino - Colli Zanara e territorio circostante.
     Passato il torrente Aussa, il battaglione raggiunge Murucis, S. Martino, Terzo e Scodovacca, ove incontra pattuglie nemiche che fa prigioniere, dopo un combattimento a sud di Capo di Sopra ed a cavallo della rotabile e della strada ferrata, mentre un plotone della 12a compagnia occupa Villa Vicentina.
     Il 25, una compagnia del III e due del VII ciclisti penetrano in Aquileja ed estendono l'esplorazione fino a Grado e ad Isola Morosini. Il 29, passato alla diretta dipendenza della 2a divisione di cavalleria, rimane con due compagnie tra S. Martino e Terzo ed una nel territorio di Aquileja. Il 1° giugno si trasferisce fra Belvedere e Madonna,  rilevando uno squadrone lancieri "Vittorio Emanuele II" ed il nucleo ciclisti dello stesso reggimento. Il 5, essendo stato deciso il passaggio dell'Isonzo, il comando della 2a divisione di cavalleria, per essere in grado di effettuarlo al ponte di barche presso Colussa, raccoglie i suoi elementi a S. Lorenzo ed il battaglione ciclisti, nelle prime ore antimeridiane oltrepassa il fiume, celandosi nei boschi vicini. Nel pomeriggio, raggiunta Bestrigna, estende la eslorazione a Monfalcone e dintorni per accertare le condizioni dei passaggi sul canale Dottori e lo stato del canale stesso dal ponte di Aris al mare; nell'esplicazione del compito è ostacolato da pattuglie austriache che soltanto verso sera si ritirano su Monfalcone. Al calar della notte il battaglione si riunisce al VII ciclisti ed ai lancieri di "Mantova" a Staranzano.
      Il 6, con due squadroni del detto reggimento, una batteria a cavallo ed il VII ciclisti, continua, sempre molestato da pattuglie avversarie, l'esplorazione sulla fronte Ronchi - Monfalcone estendendola verso nord e verso sud-est per riconoscere l'efficienza dell'occupazione nemica e controllare se altre truppe sono dislocate sulle antistanti alture del Carso. All'imbrunire raggiunge S. Canziano, ove rimane fino al 18 luglio, sorvegliando le provenienze da Vermegliano e da Selz e distaccando compagnie in servizio di scorta alle batterie e di vigilanza verso il mare e Monfalcone.
     Il 19 luglio, è messo a disposizione del comando della brigata Acqui, a Vermegliano (14a divisione), per sostituire due compagnie del 18° fanteria che, attaccate da forze preponderanti, hanno ripiegato alquanto dal costone di M. Sei Busi, nel valloncello a settentrione di Vermegliano. Il 21, risalita la collina si rafforza sulla linea delle trincee ed inizia l'attacco per rioccupare il terreno perduto dalla "Acqui". L'operazione dovrebbe essere appoggiata da riparti del 133° e del 135° fanteria ma, non avanzando alcun elemento, il battaglione si trova isolato; in tale critica condizione affronta il combattimento, riuscendo a tenere a bada l'avversario ed a far prigionieri. Nella notte resiste vigorosamente a successivi ritorni offensivi.
     Il 22, con ardito sbalzo, guadagna terreno e si avvicina al boschetto di Doberdò, ma l'avversario, riavutosi dalla sorpresa, con fuoco efficace lo costringe a ripiegare lentamente sulle posizioni, ove resiste, pur subendo forti perdite.
     Il 23 ed il 24 la lotta assume estrema violenza, ma il III ciclisti e la R. Guardia di Finanza reggono valorosamente all'urto.
     Nella notte sul 25, sostituito da riparti del 133°, si porta a Pieris per riordinarsi (27a divisione). E' appena colà arrivato che gli si richiede nuovo sacrificio. Messo a disposizione del 14° fanteria viene inviato a q. 111 per rafforzare la linea tenuta dal reggimento. Per tutta la notte nuclei nemici riconoscono la fronte e, verso l'alba del 26, attaccano sostenuti da artiglieria e da mitragliatrici. Il combattimento, per parecchie ore, si mantiene tenace ed incerto con riprese violentissime di fuoco d'ogni specie ma la condotta dei fanti del 14° e dei bersaglieri del III frustra completamente l'attacco e vengono fatti oltre 200 prigionieri. Per il resto della giornata ed il giorno successivo febbrilmente si rafforzano i muri a secco e si eseguiscono lavori per dare valida protezione ai difensori. Il 28, un nuovo attacco, benchè condotto con violenza e con tenacia, viene energicamente respinto. Nel pomeriggio, il battaglione appoggia riparti del 14° fanteria per l'occupazione di q. 118, facendo un breve sbalzo in avanti. Il 29, passato sulla destra dell'Isonzo, raggiunge S. Giorgio di Nogaro, dopo qualche giorno è a Spilimbergo colla 3a divisione di cavalleria. Il 19 settembre, dopo un congruo periodo di riposo viene frazionato fra Concordia Sagittaria e S. Donà di Piave per la sorveglianza della costa. Il 26, viene inviato a Terzo di Cervignano per partecipare all'azione offensiva contro q. 65 di Selz fissata per il 21 ottobre. Benchè battuti da intenso fuoco d'artiglieria i bersaglieri si lanciano fuori dalle trincee, raggiungendo quelle avversarie che non possono occupare, essendo i reticolati in gran parte intatti. I superstiti rientrano lentamente nelle posizioni e, benchè stanchi e decimati, respingono ripetuti attacchi che il nemico effettua nella notte.
     Il 25, si trasferisce a Terzo ove rimane in riserva fino al 4 novembre per poi portarsi a Cervignano. Il 26, chiamato a concorrere a turno di trincea sul tratto di costone a sud di q. 118 (M. Sei Busi) che scende verso il valloncello settentrionale di Vermegliano, vi rimane fino al termine dell'anno.

ANNO 1916.

     Il 21 aprile, da Vermegliano, è inviato a S. Polo in riserva della brigata Acqui ed il 22 sostituisce a q. 40, conquistata la sera stessa, un battaglione del 18° fanteria (14a divisione), collegandosi a sinistra, verso il valloncello di Selz, con riparti del 17° fanteria, a destra con riparti del 18° e coronando con le proprie compagnie la posizione più avanzata e dominante dell'altopiano di Doberdò, in prossimità di q. 70.
     Nella notte, gli Austriaci attaccano con violenza e cercano di travolgere il centro e la sinistra del battaglione che respinge l'attacco facendo prigionieri. Nella mattinata del 23, dopo avere respinto un nuovo ritorno offensivo nemico, appoggia con la sua azione di fuoco, l'attacco che riparti del 17° fanteria e dell'XI ciclisti sferrano contro la linea avversaria. Nel pomeriggio, sebbene il nemico riesca, per il retrocedere del 17° fanteria, ad avvolgere quasi completamente la posizione dei ciclisti, questi, dopo aspra lotta, lo ricacciano con sensibili perdite.
     Nella notte sul 24, sostituito da riparti del 18° fanteria, si trasferisce a S. Polo, ma il giorno 25, viene richiamato in linea sulla stessa posizione; mentre infierisce un violento bombardamento, raggiunge a gruppi le alture, ove occupa nuovamente le trincee avanzate avendo per rincalzo una compagnia del 13° fanteria. Nei giorni 26 e 27, sorretto dal tempestivo intervento di lanciafiamme e di mitragliatrici, ricaccia completamente truppe austriache avvicinatesi alle nostre posizioni. La notte sul 29, ricevuto il cambio dal 18° fanteria, passa in seconda linea, trasferendosi a Terzo il giorno successivo.
     Il 6 maggio, torna in trincea sopra Vermegliano. Il 18 giugno, trasferitosi ad Aris sostituisce, nelle trincee di q. 118, il I/5°.
     Il 30 rilevato dal I/21° passa a Pieris in riserva del VII corpo d'armata.
     L'operazione per la conquista di q. 85 e q. 121 che non ebbe esito felice il 4 agosto, per quanto condotta con slancio ed abnegazione dalla 14a divisione, viene ripresa il giorno 6, il III ciclisti costituisce la terza colonna con obiettivo i trinceramenti avversari a nord e nord-ovest di q. 85.
     Nelle prime ore pomeridiane, cessato il bombardamento sui reticolati, la colonna centrale (XI ciclisti) e quella di sinistra (III ciclisti) travolgono la difesa avversaria, scacciano dalle trincee, dopo veemente lotta a corpo a corpo, i difensori e mantengono le posizioni malgrado reiterati ritorni offensivi, appoggiate dal IV ciclisti; ma ogni sforzo riesce vano per allargare l'occupazione.
     In questa epica lotta, Enrico Toti rifulge di gloria immortale, benchè privo di una gamba si lancia nella trincea avversaria e quando il nemico lo colpisce a morte, gli getta contro, in segno di odio e di disprezzo, la sua gruccia. A tanto eroe fu decretata la medaglia d'oro al valor militare.
     Il nemico che ha battuto insistentemente q. 85 ed i camminamenti, per due giorni, verso le 23 del 7 attacca con irruenza, ma è respinto dalla pronta difesa dei ciclisti e dal fuoco di artiglieria e delle mitragliatrici. Il 10 l'azione si riaccende con maggiore violenza, la 14a divisione attacca su quattro colonne. Il III con il IV e l'XI ciclisti, il II/21° e la 7a compagnia genio, fa parte della quarta colonna che ha il compito della completa occupazione di q. 85 attaccandola da tutte le parti.
     Nel pomeriggio, dopo un'irruente azione di fuoco le prime ondate delle quattro colonne muovono verso gli obbiettivi, ma il fuoco convergente dell'artiglieria e delle mitragliatrici austriache dapprima ostacola, poi arresta lo slancio delle nostre truppe. L'attacco viene nuovamente tentato verso le ore 18, anche questa volta non riesce. Verso le 19 le quattro colonne ripiegano sulle trincee di partenza e nella notte attendono al riattamento di quelle sconvolte.
     Per le perdite subite, il battaglione, l'11 agosto, viene inviato in riserva divisionale a Staranzano.
     Il 14 settembre, mentre le truppe della 16a divisione muovono all'attacco di q. 144, il III ciclisti, si porta nei pressi di M. Cosich in rinforzo della riserva divisionale. Il nemico reagisce ai nostri attacchi, tentando di ricacciare le nostre truppe da q. 144. La mattina del 16, all'alba, respinto un nuovo tentativo nemico, si inizia dai nostri un attacco su due colonne per il completo possesso della quota.
     La prima, destinata ad agire a nord, è formata dal 22° reggimento fanteria, dal III/21°, dai battaglioni ciclisti III, V e XI e da riparti mitraglieri; la seconda destinata a proseguire l'azione a sud è formata dal "Genova Cavalleria" appiedato, dal I e II/132° e dall'VIII battaglione ciclisti.
     Compiuto l'ammassamento dei riparti sulla sponda orientale del lago di Doberdò, le prime pattuglie si accingono ad aprire ed allargare i varchi antistanti alle trincee settentrionali di q. 144.
     Verso le ore 10, sulla sinistra dello schieramento si nota già qualche progresso, al centro la lotta continua corpo a corpo per il possesso della cresta dell'altura. Mentre il 22° reggimento fanteria oltrepassa la trincea austriaca, i ciclisti, benchè fortemente ostacolati, stringono sempre più dappresso la posizione nemica. Nelle prime ore del pomeriggio tutte le trincee austriache sulle pendici settentrionali di q. 144 e quelle della seconda linea sul culmine dell'altura sono in nostro possesso, l'avanzata però è lenta verso le pendici meridionali; a sera il combattimento langue.
     Il 18, il nemico tenta un contrattacco contro le posizioni di q. 144, che è sventato dalla vigilanza dei fanti e dei ciclisti.
     Nella notte sul 19, il III e l'XI ciclisti sostituiscono sul Debeli il battaglione III/146°.
     Il 26 settembre il III e l'XI, dal rovescio occidentale del Debeli si portano a S. Canziano.
     Il 10 ottobre, mentre le truppe della 16a divisione muovono all'attacco per ricacciare il nemico oltre q. 144, il III, il V e l'XI ciclisti, sono messi a disposizione del VII corpo d'armata: il III e V sul versante occidentale del Debeli quale riserva, l'XI a rinforzo della brigata Bari. Il giorno 11, avvenuta la completa conquista di q. 144, il III, allo scopo di assicurarne il possesso sul versante meridionale contro i reiterati attacchi nemici, entra in linea rimanendovi fino al 19 ottobre, per portarsi poi a S. Canziano a disposizione del comando di corpo d'armata.
     Il 3 novembre passa alla 16a divisione che opera, fin dal 1°, per il possesso di Jamiano - trivio q. 45 - trivio q. 43 -pendici sud di q. 144 e si trasferisce nel "Vallone" di Doberdò, il 7 sul rovescio occidentale del Debeli. Il giorno 8 raggiunge S. Canziano, passando a disposizione del VII corpo d'armata.
     Per lo slancio e l'ardimento negli attacchi sanguinosi sostenuti nei primi due anni di guerra sulle posizioni di Vermegliano e di M. Sei Busi e per la conquista di q. 85 e q. 144 di Monfalcone, che è riuscito a strappare al nemico, con ingenti sacrifici di sangue, il battaglione è decorato con medaglia d'oro e d'argento al valor militare.                 

ANNO 1917.

     Il nuovo anno trova il III ciclisti nei pressi di Portogruaro alla dipendenza della 28a divisione. Il 18 gennaio unitamente al V, VIII e XI parte in ferrovia alla volta di Milano, perchè assegnato alla dipendenza di quel comando di corpo d'armata territoriale.
     Il 9 marzo è destinato all'occupazione avanzata frontiera nord e si disloca nei pressi di Olgiate Comasco, ove rimane fino al 1° maggio, per trasferirsi, il giorno 6, a Valvasone (Pordenone). Il 23 raggiunge Terzo, passando alla dipendenza del VII corpo d'armata, il 24 è a Dobbia e il 25, col IX e l'XI battaglione, sostituisce il raggruppamento ciclisti A che si trasferisce a Selz (62a divisione). Nelle prime ore del pomeriggio tutto il raggruppamento passa alla dipendenza della 45a divisione e si disloca agli sbarramenti di val Mucile prendendo parte fino al 30 alle operazioni per il possesso di q. 145 e q. 110.
     Nella notte sul 31, riunitosi allo sbocco della galleria di q. 40, per la strada di Mucile raggiunge Selz. Il 3 giugno è a S. Maria Sclaunicco, il 4 luglio a Varda, ove rimane fino al 14 agosto (2a armata). Il 16 ritorna a Murucis a disposizione della 3a armata. Il 6 settembre, destinato al XVI corpo d'armata, si accantona a Chiasellis ed il 16 è in marcia per raggiunger la zona del comando truppe altopiani.
     Dal 1° al 26 ottobre il battaglione accantona fra Romano d'Ezzelino, Cassola e Gleris passando, il 27, a Colloredo di Monte Albano alla dipendenza della 2a divisione di cavalleria. Dopo successivi spostamenti, durante i quali ha sostenuto scontri con pattuglioni nemici, raggiunge, l'11 novembre, Salvarosa (4a armata). Il 22, dopo breve riorganizzazione fa parte della riserva della 17a divisione col compito di resistere ad oltranza in posizione arretrata rispetto al M. Tomba qualora il nemico, superato questo, si accingesse a marciare su Bassano.
     Il battaglione, partito alle ore 19, arriva a Pozzagno a notte alta, distaccando una compagnia al bivio di Pederobba, in fermata protetta. Il 24 è a Maser (18a divisione), nel tardo pomeriggio riparti del battaglione si portano a Cornuda in rinforzo della Brigata Alpi.
     Il 5 dicembre il III cogli altri battaglioni costituenti il IV gruppo, si trasferisce nella zona di Zerman - Marcon (4a divisione). Il 20, col comando di gruppo e il IX battaglione, si porta a S. Giuliano alla dipendenza del XXIII corpo d'armata.   

ANNO 1918.

     Il 1° gennaio, il battaglione occupa le trincee di Cavallino. Il 16, dopo alacre attività esplicata nella sistemazione delle trincee occupate, si trasferisce a Casone Danuto. Il 10 febbraio si sposta a S. Giuliano (23a divisione) e quindi a Mirano.
     Il 5 marzo, per ordine della 3a armata, il IV gruppo bersaglieri ciclisti, di cui ancora fa parte il III battaglione, si trasferisce a Copparo (nord-est di Ferrara) per essere adibito alla difesa costiera. Il 31 maggio, il gruppo, assegnato alla 61a divisione, si disloca a Meolo per dare il cambio, il 1° giugno, al 13° reggimento bersaglieri. Il 5, passa in riserva a S. Cipriano per tornare in linea il 16 a Fossetta, collegandosi a sinistra col 104° gruppo bombarde, a destra col XXIII riparto d'assalto per l'imminente azione.
     La 33a divisione, che nella notte si è portata in linea, inizia un irruente attacco della linea Losson - Meolo, alla quale prendono parte il XXIII riparto d'assalto ed il III ciclisti. L'operazione procede dapprima bene, ma poi incontra ostacoli e resistenze ostinate. Forze austriache passano a loro volta al contrattacco infliggendo gravi perdite ed obbligando i nostri a ripiegare. Il caposaldo di Capo d'Argine è investito furiosamente, continuando la pressione avversaria sul tratto C. Malipiero, Mille Pertiche e il caposaldo di C. Bellesine. Il nemico, che non è riuscito a sfondare queste ultime posizioni, rinnova insistentemente i suoi attacchi sulla linea della Fossetta, ma tutti vengono sventati e respinti, dopo furiosi corpo a corpo. Per la caduta di Capo d'Argine, la linea della Fossetta viene a trovarsi in critica posizione, avendo il fianco sinistro completamente esposto; viene quindi deciso che le truppe, sempre combattendo, si portino dietro la linea del Meolo. Il 20 giugno allo scopo di potersi riordinare prontamente, il IV gruppo costituisce riserva del XXIII corpo d'armata a S. Cipriano.
     Il 26, il III ciclisti passa a far parte del corpo d'armata d'assalto, rimanendo assegnato alla 1a divisione.
     Accantonato nei pressi di Bassano Veneto per riordinamento ed addestramento, vi permane fino al 23 ottobre. Il 24, per la rottura della fronte austriaca, dalle Grave di Papadopoli, per Conegliano, per Vittorio Veneto, per S. Giuliano insegue il nemico verso Sette Valli, Passo di Fadalto, Longarone e Pieve di Cadore; in quest'ultima località viene raggiunto dall'armistizio "Badoglio".    

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D’ORO.

Al Battaglione Ciclisti:

     “Con audacia indomabile si affermava su posizioni asprissime, a prezzo di immane sacrificio di sangue. Con la sua virtù e la sua fede rinnovellò nel durissimo travaglio le sue forze, sì che nell'ora dell'assalto schiantò e travolse di un solo impeto le formidabili difese nemiche. (vermegliano, 19 - 21 luglio 1915; Monte Sei Busi, 28 - 29 luglio 1915; Quota 85 ad est di Monfalcone, 6 agosto 1916)”.

(Boll. Uff. anno 1920, disp. 47).

MEDAGLIA D’ARGENTO.

Al Battaglione Ciclisti:

     “Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica, aprendosi il varco nei reticolati, a prezzo di purissimo sangue, e, in concorso con altri riparti, ne manteneva l'occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti e ritorni offensivi del nemico (Carso q. 144 ad est di Monfalcone, 14 - 15 e 16 settembre 1916)”.

(Boll. Uff. anno 1922, disp. 68).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

Battaglione Ciclisti.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 440 (7 agosto 1916, ore 16).

     "Fra Adige ed alto Isonzo, persistente attività delle artiglierie.
     Sull'altipiano di Asiago il nemico distrusse mediante brillamento di mine un nostro trinceramento sulle pendici di Monte Zebio; indi lanciò un attacco, che fu nettamente arrestato dal fuoco delle nostre artiglierie.
     Nella zona della Tofana, le nostre truppe si impadronirono di una forte posizione a dominio della comunicazione tra il vallone di Travenanzes ed il R. Sarè (valle Gader).
     Continua il bombardamento nemico sugli abitati dell'alto Dogna e nostro sugli edifici militari di Tarvis e Raibl e nella piazza di Tolmino.
     Sul basso Isonzo, le nostre truppe attaccarono ieri in vari punti le forti posizioni dell'avversario, mentre nel settore di Monfalcone proseguivano nella vigorosa offensiva cominciata il giorno 4 verso le qq.85 e 121. Dopo preparazione di fuoco, di artiglierie e bombarde, mirabile per rapidità e precisione, le nostre fanterie avanzarono con superbo impeto all'assalto, conquistando varie e successive linee di trinceramenti nemici.
     Nella zona di Monfalcone, in lotta cruenta, sostenuta con raro valore, i bersaglieri ciclisti dei battaglioni III, IV e XI si impadronirono di quasi tutta l'altura di q. 85 e la mantennero saldamente contro violenti ritorni offensivi del nemico.
     Furono presi circa 3600 prigionieri, dei quali un centinaio di ufficiali e di essi un colonnello comandante di reggimento ed un maggiore di stato maggiore. Ci siamo anche impadroniti di ricco bottino, comprendente una batteria di 3 pezzi, alcune diecine di mitragliatrici, grande numero di fucili e di munizioni e altro materiale da guerra.
     Una squadriglia di nostri Caproni in condizioni atmosferiche avverse bombardò ieri il nodo ferroviario di Opcina, ricacciando idrovolanti nemici che tentavano di opporsi ed abbattendone uno. Un nostro velivolo non è più rientrato: gli altri sono incolumi".

                                                                                                      Generale CADORNA.    

UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte

Reggimento.

1 Maggiore Beneventano del Bosco Guglielmo Milano M. Sief 21-05-1916
2 Capitano Accorsi Giovanni Verona Col di Lana 06-05-1916
3 Id. Gualandi Francesco Bologna Pederobba 17-01-1918
4 Id. Rossi Mario Sesto Costalunga 17-06-1918
5 Id. Scarano Domenico Monfalcone Col di Lana 09-07-1915
6 Tenente Briscese Michele Venosa Monfenera 23-11-1917
7 Id. Caporali Pier Tommaso Arezzo Osp. Chir. N. 2, 19-06-1918
8 Id. Chiola Giuseppe Loreto Aprutino M. Colbricon 03-08-1917
9 Id. Cozzolini Giovanni Livorno Vallone di Crep 23-11-1917
10 Id. Cremonesi Annibale Milano Monfenera 18-11-1917
11 Id. Donofrio Giovanni Conversano Costalunga 17-06-1918
12 Id. *Maschio Antonio Stradella Osp. Vicenza 17-06-1918
13 Id. Pardini Pietro (disp.) Pietrasanta Fortilizio, M. Sief 21-05-1916
14 Id. Renzanigo Mario Vietri sul Mare Costalunga 17-06-1918
15 Id. Tracanzan Guido Creazza Monfenera 18-11-1917
16 Id. Venturini Renato Roma Costalunga 17-06-1918
17 Id. Volpi Alessandro Massa Carrara Col di Lana 17-07-1916
18 Id. Zanotti Carlo Mergozzo Osp. d.c. 01, 30-11-1917
19 S. Ten. Ammannato Antonio S. Agata di Militello M. Colbricon 04-11-1916
20 Id. Antonietta Giuseppe Varallo M. Sief 09-11-1915
21 Id.  Beneventano Vladimiro Napoli  Costalunga 17-06-1918
22  Id.  Buonopane Arturo Benevento  Costalunga 16-06-1918
23  Id.  Buttini Ernesto  Pontremoli  Col di Lana 09-07-1915
24  Id.  Cambareri Virginio Pachino  M. Colbricon 02-10-1916
25  Id.  Carpi Eugenio   Milano Id. 
26  Id.  Cavalletti Aldo  Spezia Melette Miele 06-12-1917
27  Id.  De Bernardi Lamberto Torino Zenson di Piave 21-12-1917
28 Id. De Marchi Ulisse Salette M. Colbricon 16-04-1917
29 Id. Fimiani Antonio Castel San Giorgio  M. Marmolada 21-09-1915 
30  Id. Folchi Umberto Casteldelfino Col di Lana 02-08-1915
31 Id. Fracca Gino Noventa Vicentino Monfenera 19-11-1917
32 Id. Franceschi Francesco Arezzo M. Sief 08-11-1915
33 Id. Genovesi Renato Riglione Monfenera 08-11-1917
34 Id. Giannelli Corrado Calci Col di Lana 21-08-1916
35 Id. Greborio Corrado Roma Osp. d. c. 036, 22-10-1915
36 Id. Lenzi Achille Cinigiano Amb. Chir. N. 6, 04-01-1918
37 Id. Lippi Pietro Castelfogognano Castelnuovo 03-11-1915
38 Id. Negri Giovanni Napoli Costalunga 18-06-1918
39 Id. Pagano Guglielmo Castrovillari M. Colbricon 03-08-1917
40 Id. Pascale Luigi Piedimonte d'Alife Costalunga 16-06-1918
41 Id. Pedrini Mario Aulla Pederobba 22-11-1917
42 Id. Piccardi Tommaso Firenze M. Sief 21-05-1916
43 Id. Pinna Marcello Sassari M. Sief 19-06-1918
44 Id. Pozzi Luigi Vigentino Zenson di Piave 19-01-1918
45 Id. Ruta Tommaso (disp.) Caserta M. Sief 08-11-1915
46 Aspir. Cimica Gioacchino Montegranaro Osp. d. c. 073, 10-03-1917
47 Id. Contessa Corrado Stroncone Monfenera 22-11-1917
48 Id. Franci Sante Siena M. Colbricon 13-12-1916
49 Id. Lico Francesco Sampierdarena Id. 29-11-1916
50 Id. Martinelli Angelo Pianzano S. Andrea di Barbarano 13-09-1918
51 Id. Pacelli Nicola Roma M. Sief 08-11-1916
52 Id. Pasetti Antonio Verona Pederobba 19-11-1917

Ufficiali morti per malattia.

1 Capitano Cappa Amedeo Aquila Osp. d. c. 79, 12-10-1918
2 Tenente Abate Carmine Montesarchio Osp. Ascoli Piceno 14-11-1918
3 Id. Bardicchia Salvatore Salice Salentino Osp. d. c. 79, 01-09-1917
4 Id. D'Appolito Nicola Cagnano Varano Osp. Gragnano 21-10-1918
5 S. Ten. Borsotti Arturo Torino Osp. d. c. 067, 28-11-1917
6 Id. Sala Mario Roma Osp. Padova 01-11-1918
7 Id. Tonini Teofilo Pietrasanta Osp. Livorno 02-03-1918

Battaglione Ciclisti.

1 Ten. Col. Razzini Paride   Pavia Osp. Chir. N. 2, 21-09-1918
2 Id. Rosa Venanzio Piacenza Staranzano 02-07-1915
3 Capitano Alessandrini Vincenzo Catania Canale Fossetto 18-06-1918
4 Id. Alovisi Mario Casagiove Col di Lana 26-04-1916
5 Id. Marsilli Florio Roma Osp. d. c. 47, 21-08-1916
6 Id. Ubertis Severino Frassineto Osp. d. c. 06, 04-06-1917
7 Tenente Botto Luigi Firenze Osp. d. c. 45, 07-08-1916
8 Id. Fioretti Pasquale Civitanova Flondar q. 145, 26-05-1917
9 Id. Trabucco Silvestro Gaeta Osp. d. c. 48, 02-08-1915
10 S. Ten. Barsanti Giovanni Pietrasanta Osp. d. c. 45, 21-08-1916
11 Id. Cravetto Alessandro Torino Alture di Selz 23-04-1916
12 Id. Damin Luigi Pontremoli M. Sei Busi 28-07-1915
13 Id. Di Salvo Franco Palermo Monfalcone q. 85, 07-08-1916
14 Id. Falco Giovanni Roma Osp. d. c. 047, 13-10-1916
15 Id. Laura Alessandro Gattinara Monfalcone q. 85, 06-08-1916
16 Id. Marcelli Frugoletto Arezzo M. Sei Busi 26-07-1915
17 Id. Muratorio Renato Cuorgnè Id. 28-07-1915
18 Id. Oberti Alfredo Siracusa Flondar 26-05-1917
19 Id. Suzzi Alberto Cesena Doberdò q. 144, 16-09-1916
20 Id. Zanca Giovanni Bergamo Osp. d. c. 45, 02-02-1916

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

BATTAGLIONE CICLISTI.

     Soldato TOTI ENRICO, da Roma:

     “Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, dopo aver reso importanti servizi nei fatti d'arme dell'aprile a q. 70 (est di Selz), il 6 agosto, nel combattimento che condusse all'occupazione di q. 85 (est di Monfalcone), lanciavasi arditamente nella trincea nemica, continuando a combattere con ardore, quantunque già due volte ferito. Colpito a morte da un terzo proiettile, con esaltazione eroica lanciava al nemico la sua gruccia e spirava baciando il piumetto, con stoicismo degno di quell'anima altamente italiana. - Monfalcone, 6 agosto 1916".

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 84)

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

Battaglioni XVIII, XX e XXV: Ufficiali, n. 62 - Truppa, n. 235.
Battaglione Ciclisti: Ufficiali, n. 53 - Truppa, n. 46.

MEDAGLIA DI BRONZO.

Battaglioni XVIII, XX e XXV: Ufficiali e militari di truppa, n. 263.
Battaglione Ciclisti: Ufficiali e militari di truppa, n. 151.

COMANDANTI DEL REGGIMENTO.

Colonnello CANTù Giuseppe, dal 24 maggio al 20 settembre 1915.
Colonnello SERVICI Giovanni, dal 21 settembre al 15 dicembre 1915.
Colonnello BODRERO Alessandro, dal 16 dicembre 1915 al 21 maggio 1916.
Colonnello CARRARA Carlo, dal 22 maggio 1916 al 15 gennaio 1917.
Colonnello CARTIA Guglielmo, dal 16 gennaio al 15 agosto 1917.
Ten. Colonnello BERNASCONI Matteo, dal 18 agosto 1917 al termine della guerra.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

XVIII° Battaglione

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Magggiore Anselmi Pietro 24/05/15 17/07/15  
Capitano Minardi Massimo 18/07/15 25/07/15  
Id. Gioni Carlo 26/07/15 12/12/15  
Maggiore Romei Romeo 13/12/15 27/05/16  
Id. Manganelli Giulio 28/05/16 01/01/17  
Ten. Col. Zamponi Raimondo 02/01/17 01/04/17  
Maggiore Comolli Camillo 02/04/17 01/06/17  
Capitano Ascoli Ugo 02/06/17 27/08/17  
Maggiore Miani Emilio 17/09/17 25/09/17  
Capitano Frezza Aristide 26/09/17 10/10/17  
Maggiore Miani Emilio 11/10/17 19/06/18  
Capitano Costanzo Gaetano 20/06/18 23/09/18  
Maggiore Miani Emilio 24/09/18 27/10/18  
Capitano Rispoli Ottaviano 28/10/18 al termine della guerra.  

XX° Battaglione

Maggiore Romei Carlo 24/05/15 18/06/15  
Capitano Scarano Domenico 19/06/15 09/07/15 Caduto sul campo.
Maggiore Angiolini Alberto 10/07/15 ...09/15  
Id. Pantano Alvise ...09/15 ...10/15  
Ten. Col. Romei Silvio ...10/15 ...03/16  
Id. Pelagatti Aspreno ...04/16 ...02/17  
Maggiore Costa Arturo ...03/17 ...05/17  
Id. Ceci Paolo ...05/17 ...04/18  
Id. Di Giorgio Umberto 10/03/18 20/10/18  
Id. Bigi Lorenzo ...04/18 al termine della guerra.  

XXV° Battaglione

Ten. Col. Servigi Giovanni 24/05/15 01/09/15  
Maggiore Beneventano del Bosco Guglielmo 01/09/15 21/05/16 Caduto sul campo
Id.  Ciccone Adelchi 25/05/16 01/01/17  
Capitano Baccilieri Vincenzo 02/01/17 01/03/17  
Id. Pinzi Francesco 02/03/17 01/04/17  
Maggiore Costa Arturo 02/04/17 02/06/17  
Id. Libois Giuseppe 03/06/17 al termine della guerra.  

Battaglione Ciclisti

Ten. Col. Rosa Venanzio 24/05/15 02/07/15 Caduto sul campo
Id. Razzini Paride 03/07/15 21/09/16 Caduto sul campo
Maggiore Comolli Camillo 28/09/16 15/05/17  
Id. Borghini Luigi 16/05/17 18/06/17  
Id. Bogatto Ernesto 19/06/17 02/07/17  
Id. Tosti carlo 03/07/17 01/04/17  
Id. Luridiana Antonio 02/04/18 26/06/18  
Id. Tosti Carlo 27/06/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

REGGIMENTO.

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 31 dicembre (Zingari Bassi - Valle S. Pellegrino - Passo di Valles - Cima Iuribrutto - Passo le Selle - Col di Lana - Costone Salesei - Costone Agai - Panettone - Osteria Marmolada - Settsass - Castello di Buchenstein - Seconda cima di Colbricon - Valparola - Costone di Pieve Livinallongo - Forte La Corte).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 31 dicembre (Costone di Pieve Livinallongo - Forte La Corte - Cordevole - Monteculo - Cima Lana - Salto Roccioso - Fortini Bianchi - M. Colbricon - Val Pettorina - Fortilizio - Costone Livine - Costone di Pieve - Casa Fedaja - Costone Mesola - Cima Mesola - Cima di Bocche - Marmolada - Sasso del Mulo).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 4 dicembre (Malga Ciapela - Regione Fedaja - Mesola - Q. 1766 - Canaloni seconda cima di Colbricon - Settore S. Pellegrino. Ripiegamento: Forno di Canale - Mas - Anzin - Vettorazzi - Vallone di Crep - Pederobba - Fener - Monfenera - Piave - Monte Tomba).

Dal 26 al 31 dicembre (Piave [Ansa di Zenson]).

 Anno 1918

Dal 1° gennaio al 3 febbraio (Piave [Ansa di Zenson]).
 
Dal 22 marzo al 27 aprile (Settore del Cornone).

Dal 5 giugno al 29 agosto (Altopiani - Regione Val Bella - Col del Rosso - Monte Melago - Piave [Saliente di Fagarè - S. Andrea di Barbarano]).

 Anno 1915


 

 Anno 1916

 

 

 

 

 Anno 1917

Dal 5 al 25 dicembre (Zona Biancade - Roncade).

 

 

 

 

 Anno 1918

Dal 4 febbraio al 21 marzo (Salzano - Campese).

Dal 27 aprile al 4 giugno (Regione Marostica).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

7

8

/

/

Anno 1916

12

/

/

/

Anno 1917

11

10

/

20

Anno 1918

5

/

2

23

TOTALI Mesi 35 e giorni 18 Mesi 3 e giorni 13

 BATTAGLIONE CICLISTI.

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 28 luglio (Murucis - S. Martino - Terzo - Scodovacca - Aquileja - Isonzo - Monfalcone - Vermegliano - M. Sei Busi - Cave di Selz).

Dal 20 settembre al 24 ottobre (Cave di Selz [q. 65] - Concordia Sagittaria).

Dal 26 novembre al 31 dicembre (M. Sei Busi [q. 118] - Vermegliano).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 30 giugno (Vermegliano - Q. 70 - Q. 118).

Dal 6 all'11 agosto (Q. 85).

Dal 14 al 25 settembre (Q. 144 - Cosich - M. Debeli).

Dal 10 al 19 ottobre (M. Debeli - Q. 144).

Dal 3 al 7 novembre (Jamiano - Pendici sud di q. 144).

 Anno 1917

Dal 9 marzo al 2 giugno (Olgiate Comasco - Valvasone - Terzo - Dobbia - Selz - Val Mucile - Q. 145 - Q. 110).

Dal 27 ottobre al 31 dicembre (Colloredo di M. Albano - Salvarosa - M. Tomba - Pederobba - Maser - Cavallino).

 Anno 1918

Dal 1° gennaio al 9 febbraio (Cavallino).
 
Dal 5 marzo al 19 giugno (Copparo - Meolo - Fossetta - Capo Sile).

Dal 24 ottobre al 4 novembre (Grave di Papadopoli - Conegliano - Vittorio Veneto - S. Giuliano - Settevalli - Passo di Fadalto - Longarone - Pieve di Cadore).

 Anno 1915

Dal 29 luglio al 19 settembre (S. Giorgio di Nogaro - Spilimbergo).

Dal 25 ottobre al 25 novembre (Terzo - Cervignano).

 

 

 

 Anno 1916

Dal 1° luglio al 5 agosto (Zona di Pieris).

Dal 12 agosto al 13 settembre (Zona di Staranzano).

Dal 26 settembre al 9 ottobre (Zona di S. Canziano).

Dal 20 ottobre al 2 novembre (Zona di S. Canziano).

Dall'8 novembre al 31 dicembre (San Canziano - Portogruaro).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio all'8 marzo (Zona di Portogruaro - Milano).

Dal 3 giugno al 26 ottobre (S. Maria Sclaunicco - Varda - Murucis - Chiaselli - Romano d'Ezzelino - Casola Cleris).

 Anno 1918

Dal 10 febbraio al 4 marzo (Mirano).

Dal 20 giugno al 23 ottobre (Bassano Veneto).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

4

17

2

20

Anno 1916

7

3

4

27

Anno 1917

4

29

7

1

Anno 1918

5

7

4

27

TOTALI Mesi 21 e giorni 26 Mesi 19 e giorni 15
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA  REGGIMENTO BATTAGLIONE CICLISTI
Ufficiali Truppa Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Zingari Bassi - Valle S. Pellegrino - Passo di Valles - Cima Iuribrutto - Passo le Selle - Col di Lana - Costone Salesei - Costone Agai - Panettone - Osteria Marmolada - Settsass - Castello di Buchenstein - Seconda cima di Colbricon - Valparola - Costone di Pieve  - Livinallongo - Forte La Corte (24 maggio - 31 dicembre)

9

36

/

386

497

2

 

 

 

 

 

 

Murucis - S. Martino - Terzo - Scodovacca - Aquileja - Isonzo - Monfalcone - Vermegliano - M. Sei Busi - Cave di Selz (24 maggio - 31 dicembre)

 

 

 

 

 

 

5

20

/

38

396

11

Totale anno 1915 9 36 / 386 497 2 5 20 / 38 396 11
 
1916
Costone di Pieve Livinallongo - Forte La Corte - Cordevole - Monteculo - Cima Lana - Salto Roccioso - Fortini Bianchi - M. Colbricon - Val Pettorina - Fortilizio - Costone Livine - Costone di Pieve - Casa Fedaja - Costone Mesola - Cima Mesola - Cima di Bocche - Marmolada - Sasso del Milo (1° gennaio - 31 dicembre)

12

21

/

298

497

/

 

 

 

 

 

 

Vermegliano - Q. 70 - Q. 118 - Q. 85 - Q. 114 - Cosich - M. Debeli - Jamiano (1° gennaio - 31 dicembre)

 

 

 

 

 

 

10

8

/

44

340

4

Totale anno 1916 12 21 / 298 497 / 10 8 / 44 340 4
 
1917
Malga Ciapela - Regione Fedaja - Mesola - Q. 1776 - Canaloni seconda cima di Colbricon - Settore S. Pellegrino (1° gennaio - 22 ottobre)

6

10

/

100

110

/

 

 

 

 

 

 

Olgiate Comasco - Valvasone - Terzo - Dobbia - Selz - Val Mucile - Q. 145 - Q. 110 (9 marzo - 2 giugno)

 

 

 

 

 

 

3

9

/

11

114

/

Settore S. Pellegrino - Forno di Canale - Mas - Anzin - Vettorazzi - Vallone di Crep - Pederobba - Monfenera - Piave - M. Tomba (23 ottobre - 26 novembre)

/

/

6

/

/

348

 

 

 

 

 

 

Colloredo di M. Albano - Salvarosa - M. Tomba - Pederobba - Maser - Cavallino (27 ottobre - 31 dicembre)

 

 

 

 

 

 

/

14

/

46

98

14

Piave - Pederobba - Fener - Monfenera - M. Tomba (27 novembre - 31 dicembre)

10

20

1

241

320

/

 

 

 

 

 

 

Totale anno 1917 16 30 7 341 430 348 3 23 / 57 212 14
 
1918
Piave [Ansa di Zenson] (1° gennaio - 3 febbraio)

3

/

/

/

/

/

 

 

 

 

 

 

Copparo - Meolo - Fossetta - Capo Sile (5 marzo - 19 giugno)

 

 

 

 

 

 

2

14

/

48

162

/

Settore di Cornone (22 marzo - 26 aprile)

/

14

/

96

211

/

 

 

 

 

 

 

Altopiani - Regione Val Bella - Col del Rosso - M. Melago - Piave [Saliente di Fagarè - S. Andrea di Barbarano] (6 giugno - 29 agosto)

11

14

/

211

327

/

 

 

 

 

 

 

Grave di Papadopoli - Conegliano - Vittorio Veneto - S. Giuliano - Settevalli - Passo di Fadalto - Longarone - Pieve di Cadore (24 ottobre - 4 novembre)

 

 

 

 

 

 

/

11

/

9

81

/

Totale anno 1918 14 28 / 307 538 / 2 25 / 57 243 /
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

9

36

/

386

497

2

5

20

/

38

396

11

Anno 1916

12

21

/

298

497

/

10

8

/

44

340

4

Anno 1917

16

30

7

341

430

348 

3

23

/

57

212

14

Anno 1918

14

28

/

307

538

/

2

25

/

57

243

/

TOTALE GENERALE 51 115 7 1332 1962 350 20 76 / 196 1191 29


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