Fronte del Piave
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8° REGGIMENTO BERSAGLIERI

(Battaglioni III, V, XII e VIII Ciclisti)

     All'inizio della guerra, poichè il III battaglione è in Libia, il reggimento forma il XXXVIII. 

Sede del reggimento in pace: Verona.

Distretti di reclutamento: Aquila, Avellino, Castrovillari, Cremona, Cuneo, Forlì, Voghera.

Distretti di mobilitazione: Belluno, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.

 

ANNO 1915.

     Il 24 maggio, il reggimento su tre battaglioni V, XII, XXXVIII, è schierato sui M. Lessini, ove trovasi fin dai primi del mese di aprile.
     Ad ostilità iniziate, assegnato alla 4a armata, si trasferisce il 26 maggio, per ferrovia, da Verona a Perarolo, nella valle del Piave.
     Transitando per Tai, raggiunge il giorno seguente con i battaglioni XII e XXXVIII Lozzo, mentre il V, messo alla dipendenza della 10a divisione, va prima a S. Stefano di Cadore poi, il 31, a Campolongo.
     Dopo un nuovo cambiamento nella dislocazione dei riparti, in seguito al quale il XII il 2 giugno è a Calalzo ed il XXXVIII ad Auronzo, l'8° raggiunge il 7 Zuel.
     Il reggimento, il giorno successivo, s'incontra per la prima volta col nemico.
     La 2a divisione va svolgendo le operazioni iniziate in precedenza per l'attacco di Malga Son Pauses; l'8° bersaglieri riceve ordine di portarsi con due battaglioni a Cianderaù, di puntare con uno di essi su Ponte Alto e Podestagno e di sbarrare con l'altro la valle Travenanzes e la strada di Fanes Grande.
     L'azione, commessa ai battaglioni XII e XXXVIII, non riesce, sia per la vivace resistenza opposta dall'avversario, sia per il materiale valore delle sue posizioni, dalle quali esso domina sicuro. Non avando raggiunti gli obbiettivi assegnati, il reggimento è costretto a fermarsi a cavaliere della val di Fiorenza, col XII sulle pendici nord della Tofana ed il XXXVIII su quelle occidentali di Col Rosa.
     Il V battaglione, che è distaccato intanto a S. Stefano di Cadore, inizia pur esso le operazioni, compiendo un'ardita avanzata in val Visdende, allo scopo di riconoscere la vasta e difficile vallata che è in possesso del nemico. Ad un suo riparto viene affidata la difesa della linea fronteggiante il M. Peralba.
     Il mattino dell'11 giugno gruppi avversari attaccano di sorpresa lo schieramento difensivo del passo Sesis, alle quote 2670 - 2600 - 2500 e, dopo furiosa lotta, riescono a respingere le nostre piccole guardie, mettendo piede nei trinceramenti. I nostri però, subito riavutisi, in uno slancio supremo li contrattaccano ricacciandoli.
     Il 13 giugno, riparti del reggimento puntano verso le posizioni nemiche site tra lo sbocco di val Travenanzes e le falde meridionali di Cima Becchei di Sotto, riuscendo solo a conseguire lievissimi vantaggi.
     Dal 25 al 26 giugno l'8° bersaglieri, rilevato dalla "Como", si trasferisce, con i battaglioni XII e XXXVIII, a Ronco, ed il 28 accampa fra C. Orsolina e Pause (Auronzo).
     Il V battaglione, dopo averlo raggiunto il 4 luglio, dislocandosi a Cima Gogna, il 7 va a S. Stefano di Cadore, dove è a sua volta seguito il giorno dopo dal comando del reggimento e dal XXXVIII. Si trasferisce poi in val Digon per rientrare il 12 a S. Stefano.
     Il 18 luglio l'8° bersaglieri alla dipendenza della "Basilicata", prende parte con la 10a divisione all'attacco della forcella di M. Cavallin.
     Il suo V battaglione dovrà risalire lo sperone compreso fra rio Pian Formaggio e rio Cavallin ed impossessarsi delle trincee nemiche site a sud della forcella del Cavallin, mentre il XXXVIII rimarrà in riserva presso C. Pian Minoldo.
     A destra opereranno gli alpini del battaglione Fenestrelle ed a sinistra riparti del 91° fanteria.
     Dopo aver lasciato, il giorno 16, S. Stefano di Cadore, il comando di reggimento si porta, il 17, col V battaglione nel bosco di Silvella ed invia il XXXVIII a C. Pian Minoldo.
     A sera s'inizia la marcia d'avvicinamento, ostacolata dalla tormenta ed il mattino successivo i riparti giungono a contatto del nemico.
     Non essendo però riuscita l'azione, i battaglioni ripiegano riunendosi a Sega del Digon.
     Il giorno 19 luglio, il XXXVIII battaglione si trasferisce a S. Stefano di Cadore, ove è raggiunto, il 22, dal V mentre il XII (2a divisione) è sempre a Pause (Auronzo), che aveva abbandonato solo per una breve permanenza a Campitello.
     Il 15 agosto, elementi scelti del reggimento costituiscono una compagnia che, unitamente a riparti di alpini e di fanteria, scavandosi la via nel ghiaccio, compie una difficile ascensione giungendo sulla cima del M. Cristallo. Il 16 un'abbondante nevicata sospende però l'azione. Nella notte fra il 17 e il 18 agosto le truppe di attacco, con manovra combinata, giungono di sorpresa, attraverso molte difficoltà, sul Cristallino e se ne impadroniscono. Minacciando, poi, di fianco il nemico trincerato sulla Cresta Bianca, lo obbligano a sgombrare occupando saldamente anche tale vetta.
     Dopo vari spostamenti l'8° bersaglieri, il 20 agosto, è così dislocato: comando e V battaglione in val Marzòn; XXXVIII a Cima Tre Croci; XII a Pian di Cengia.
     Il 1° settembre, passa alla dipendenza della 2a divisione e dal giorno 20 due sue compagnie si alternano alla forcella Lavaredo ed alla forcella Cengia.
     Dislocatosi, poi, nelle regioni Lavaredo e Cengia il suo comandante assume la difesa della zona, alla dipendenza della brigata Marche.
     Il 31 ottobre, una colonna nemica di circa duecento uomini, vestita di bianco per rendersi meno visibile, attacca di sorpresa le posizioni di Sexten Stein e riesce ad impadronirsene, riperdendola al sopraggiungere di nostri rinforzi; due nuovi tentativi sono respinti il 2 ed il 28 novembre.      

ANNO 1916.

     Il reggimento trascorre l'inverno rigidissimo sulle posizioni di prima linea del settore Lavaredo - Oberbacher. Di frequente ardite pattuglie si portano presso le opere dell'avversario per disturbarne i lavori di rafforzamento.
     Numerose valanghe distruggono difese e baraccamenti, obbligando a continui lavori di riattamento e mietendo numerose vite umane.
     Il 23 marzo i battaglioni sono così dislocati: il XXXVIII a Casone della Crociera; il XII a forcella Pian di Cengia - Kanzel - Zsigmondy; il V a Longere - Lavaredo - val d'Acqua. Essi si sostituiscono in dette località in turni di riposo e di linea.
     Il 6 giugno il XII si trasferisce a S. Marco ed a Federavecchia; il giorno seguente va ad accamparsi a Pale di Misurina e l'11 è a Ponte dell'Ancona a disposizione della "Basilicata". Nei giorni 13 e 14 sostituisce riparti del 92° fanteria sulla selletta della Croda dell'Ancona e nella ridotta T. 4.
     Il 15 giugno, proseguendosi per parte della "Basilicata" (1a divisione) le operazioni contro la fronte Son Pauses - M. Cadini - Croda dell'Ancona, il battaglione vi prende parte. Viene formata una colonna composta da due compagnie (5a e 6a), da riparti alpini e da fanti dei reggimenti 91° e 92°.
     La colonna, che ha per obbiettivo il "Costone Verdeggiante" sito ad oriente del torrente dell'Ancona, inizia il movimento nella notte stessa, ma, trovandosi di fronte a terreno inaccessibile, è costretta a sostare ed a ripiegare; passa quindi in riserva di brigata.
     Le altre due compagnie (7a e 8a), riunite nella selletta di Croda dell'Ancona, hanno intanto tentato di conquistare le posizioni avversarie, ma sono state respinte con gravi perdite.
     Nelle notti sul 21 e sul 22 giugno, riparti, pure del XII, ripetono il tentativo senza peraltro conseguire alcun buon risultato.
     Il 29 giugno il XII si porta in val Marzòn, ritornando alla dipendenza del proprio reggimento ed entrando in turno con gli altri battaglioni nel presidiare la prima linea.
     Ai primi di settembre l'8° lascia la zona Lavaredo - Oberbacher e viene trasferito in quella del M. Forame. Tra il 1° e il 3 settembre il XXXVIII si porta sulle pendici occidentali di detto monte, sostituendovi il II/50° e respingendo tentativi d'irruzione da parte del nemico. Il 5 il comando del reggimento è a S. Blasius.
     La regione è assai difficile per asperità di terreno e per situazione tattica. Le nostre trincee sono tutte dominate e completamente battute dall'artiglieria; anche il transito nei camminamenti d'accesso e nelle retrovie è pericolosissimo. Per togliersi da queste critiche condizioni occorre conquistare le pendici del M. Forame e l'azione è affidata ad un riparto del reggimento. Nella notte sul 13 settembre, i nostri riescono ad arrampicarsi piombando di sorpresa sulle posizioni della balza superiore del M. Forame e, prima che il nemico possa orientarsi e reagire, già sono sistemati a difesa.
     Tutto il V battaglione segue in rincalzo e l'occupazione diviene definitiva.
     Nella notte sul 16, il XII rileva il IV/50° nelle posizioni delle pendici est di Croda dell'Ancona.
     Durante gli ultimi giorni del 1916 l'avversario tenta più volte di scacciarci dal M. Forame, ma sempre inutilmente.               

ANNO 1917.

     Il reggimento trascorre gran parte del nuovo anno nelle posizioni di rio Bosco, Croda d'Ancona, Padeon, rio Felizon e val Grande, tutte nella regione di M. Cristallo e di M. Forame. Non si verificano avvenimenti importanti ed i suoi riparti, superando gravi difficoltà opposte dalla neve e dalle intemperie, sono impagnati in lavori per il rafforzamento della linea di difesa.
     Il 26 ottobre, in seguito all'offensiva austriaca, si opera un primo arretramento ed il reggimento si porta sulle posizioni: pendici M. Fiammes - Col degli Stombi - Testaccio, ove rimane fino alla notte del 3 novembre per permettere lo sgombero delle artiglierie e delle munizioni.
     In seguito l'8°, che costituisce l'estrema retroguardia del I corpo d'armata, ripiega: il comando si trasferisce da val Grande a Osp. Tre Croci; il XXXVIII si porta a Vodo.
     Il giorno seguente, mentre il V arretra dietro la linea difensiva di Zuel, il comando si sposta a Venas e indietreggia il 5 a Valle di Cadore con i battaglioni V e XII. Il XXXVIII, passato a disposizione della fortezza Cadore - Maè, prende posizione nel tratto Vinigo - Peaio - Coll'Alto.
     Il 7 novembre il V e XII si trasferiscono a Rivalgo, il giorno successivo raggiungono Termine di Cadore; l'altro battaglione (XXXVIII) si porta, a sua volta, a Rivalgo respingendo con successo i primi nuclei avversari che, armati di mitragliatrici, tentano infiltrarsi fra le nostre linee.
     Durante le prime ore del 9, il comando del reggimento, il V ed il XII battaglione raggiungono Ponte nelle Alpi; il XII si distende a protezione della testa di ponte, passando alla dipendenza del comando delle truppe che difendono la depressione di Fadalto e successivamente, nella notte, si schiera sulle colline di Farra d'Alpago. Il XXXVIII, giunto a Termine nelle prime ore del 9 novembre, riprende nel pomeriggio la marcia su Longarone; ma non appena pervenutovi la strada Longarone - Belluno viene fortemente battuta da mitragliatrici avversarie appostate sulla sponda sinistra del Piave. Il nemico ha già occupato l'abitato di Villa Faé. Il battaglione tenta aprirsi la via per non rimanere tagliato fuori; due compagnie attaccano l'abitato sotto vivo fuoco di fucileria e mitragliatrici riuscendo a sfondare un primo sbarramento nemico ed a catturare alcuni prigionieri. Si trovano quindi di fronte ad altri ostacoli, che del pari superano, ma i già decimati resti del XXXVIII, fatti segno ad un improvviso ed insostenibile fuoco, proveniente dalle case prospicienti la strada e ad un violento assalto, dopo aver sostenuto una impari lotta corpo a corpo, finiscono coll'essere travolti.
     Il giorno 10 novembre il comando di reggimento ed il V battaglione riprendono da Ponte nelle Alpi la marcia di ripiegamento su Feltre; il XII, appena messosi in marcia da Farra d'Alpago, ove si era schierato a difesa della posizione di Fadalto, viene attaccato e circondato da forti nuclei nemici e dopo sanguinoso combattimento, in cui trova gloriosa morte lo stesso comandante di battaglione, solo un'esigua parte di esso riesce a disimpegnarsi ed a congiungersi alle truppe di copertura.
     Durante la notte sul 12 si riprende la marcia verso Bassano, sostando i giorni 12 e 13 a S. Nazario ed Altivole.
     Il 15 il comando ed il nucleo del XII battaglione si trasferiscono a Falzè di Campagna; il V passa a disposizione del comando della 1a divisione e va prima a Giavera, poi, il 21, sul Montello per lavori.
     Il 27 novembre, in seguito ad ordine del comando del I corpo d'armata, il comando di reggimento ed i battaglioni XII e XXXVIII si trasferiscono a Volpago, indi, tra il 30 novembre ed il 2 dicembre, ad Onè, la Contea, S. Ambrogio. Da questa località l'8°, compreso il V battaglione proveniente dal Montello, va ad accasermarsi a Treviso, passando alla dipendenza della 45a divisione (XI corpo d'armata) ed ivi provvede alla sua riorganizzazione.
     Messo a disposizione della brigata Veneto, il 26 dicembre si disloca nel settore compreso tra il Montello e Ponte di Piave.

ANNO 1918.

     Dopo aver ivi trascorso i primi giorni del nuovo anno, il 7 gennaio il reggimento si porta sulla fronte della 31a divisione (XI corpo d'armata), passando alla dipendenza di questa; sostituisce il 267° fanteria sul Piave, da C. Voltarello a C. Armellini e pone sede di comando a C. Corazza.
     Il 24 gennaio, rilevato in linea dallo stesso 267°, va a dislocarsi tra Breda di Piave e Vacil, per trascorrervi un periodo di riposo, durante il quale i suoi riparti attendono ad istruzioni e ad esercitazioni tattiche.
     Il 19 marzo si porta nuovamente in linea nel settore delle Grave di Papadopoli, dislocandosi dalla Grave Zoccoletti a C. Penico, con sede di comando a C. Lazzaris; presidia le isole Stromboli, Procida e Maggiore.
     Alcuni suoi riparti hanno, il giorno 29, ordine di occupare l'isola Caserta fronteggiante le nostre posizioni; l'operazione ha il doppio scopo di raggiungere una sicura e salda base di partenza per future azioni in grande stile al di là del fiume e di far cessare le molestie e le perdite quotidiane che il nemico, ci infligge.
     Eseguito con slancio il passaggio a guado del filone d'acqua che ci separa dall'isola, i nostri riescono a conquistarla e vi lasciano un piccolo presidio.
     Il giorno 30, sostituito dal 268° fanteria, il reggimento passa in riserva divisionale e si fraziona fra C. Spineda - Varago e zona Ronchi - Candelù.
     Torna in linea il 9 aprile, rilevandovi un reggimento della "Veneto" (255°) e dislocandosi tra C. Palazzina e Grave Zoccoletti, presidiano le isole: Caserta, Bella, Senza Nome, Cosenza.
     Il giorno 15 il nemico, aperto un violento fuoco d'artiglieria, attacca i pochi difensori dell'isola Caserta con un forte riparto. I nostri gagliardamente respingono tre volte l'assalitore, ma dopo aver subito forti perdite e quasi completamente accerchiati sono costretti a ripiegare sull'isolotto Capri ed a ritornare poi nelle vecchie linee.
     Il 18 il reggimento, ricevuto il cambio dal 256° fanteria, va a riorganizzarsi tra Breda di Piave e Vacil.
     Alla dipendenza della 45a divisione, nei giorni dal 21 al 24 maggio sostituisce il 202° fanteria ("Sesia") nel tratto di fronte C. Davanzo - Fagarè (Piave) ed il 30, rilevato dal 201°, si trasferisce a Zero Branco (Treviso).
     Il 1° giugno va a formare col 13° la VI brigata (1).
(1) Per il seguito vedere la VI brigata bersaglieri.

Battaglione Ciclisti.

ANNO 1915.

     Nei primi mesi dell'anno, il battaglione lascia Verona per concentrarsi con altri della sua specialità nei pressi di Udine; nel corso del mese d'aprile passa a disposizione della 1a divisione di cavalleria. Successivamente si trasferisce a S. Maria la Longa, Trivignano, Palmanova, Sottoselva ed il 24 maggio, all'aprirsi delle ostilità, compie, con la grande unità di cui fa parte, il primo sbalzo offensivo nella pianura friulana oltre il confine.
     Procede all'occupazione di Visco, fa tappa a Tapogliano e la sera del 28 maggio è a Romans, unitamente al reggimento lancieri di Novara ed all'XI ciclisti.
     Sue pattuglie, spintesi sulle rive dell'Isonzo ne tentano il passaggio ma, accolte da violentissime scariche di fucileria, sono costrette a ritirarsi.
     Il 2 giugno, spostatasi la 1a divisione di cavalleria, il battaglione la segue a Palmanova.
     Il 4, si porta a Villesse, vi sostituisce un riparto da fanteria, provvedendo, in unione ad altri, alla sicurezza dei gruppi di batterie che tengono sotto il loro fuoco le pendici occidentali del Carso ed alla vigilanza di un intervallo formatosi fra la destra della 21a divisione e la sinistra del VII corpo d'armata.
     L'8, messo alla dipendenza della brigata Acqui, si porta a Cassegliano giungendovi nel pomeriggio; prosegue, poi, subito per Fogliano dove, con riparti del VII ciclisti e dei "lancieri di Mantova", forma un gruppo di truppe celeri. Il mattino successivo, questo dovrà tentare l'occupazione di Sagrado, per facilitare il passaggio del fiume alla 21a divisione che svolge la sua azione sulla fronte Sagrado - Gradisca. Lasciata la cavalleria nei pressi di Fogliano, per guardare gli sbocchi meridionali del paese e sorvegliare il fianco sinistro della "Acqui", il comandante del gruppo si dirige col battaglione verso Sagrado e giunto, dopo violento combattimento, a poca distanza dal ponte è costretto ad arrestare il magnifico slancio dei suoi di fronte a forti trinceramenti blindati e protetti da fitto e profondo reticolato; di conseguenza l'azione è sospesa.
     Dopo alcuni trasferimenti a S. Pietro dell'Isonzo, Cavenzano e Dolina, il 16 giugno il battaglione va ad occupare il tratto Biasiol - Villesse ed il 25 quello Biasiol - Gradisca che lascia durante la notte dal 2 al 3 luglio per portarsi a Sagrado. Si sposta indi a Romans da dove quasi ogni sera è costretto a recarsi a Biasiol a protezione dell'ala sinistra della 21a divisione.
     Durante la seconda quindicina di luglio la 3a armata riprende le iniziate operazioni per l'occupazione dell'altopiano carsico.
     La 21a divisione opera contro il M. S. Michele. La sera del 18 luglio, ad azione iniziata, l'VIII e l'XI ciclisti lasciano Romans, passando sulla sinistra dell'Isonzo. Dapprima accompagnano i numerosi prigionieri nelle retrovie, poi, devoluto tale incarico ad altri riparti, costituiscono la riserva divisionale. Il giorno seguente, sono messi entrambi a disposizione del settore di sinistra per rinvigorirne l'azione che tende a proseguire la iniziata conquista del costone sovrastante al valloncello e quella del monte. Dopo violento bombardamento la 21a divisione dà principio con energia all'attacco. Mentre le truppe dei settori di centro e di destra stanno svolgendo la loro azione, il 10° fanteria avanza da q. 170 verso M. S. Michele ed il 9° lo coadiuva operando verso q. 197 (nord di S. Martino); i due battaglioni bersaglieri seguono, pronti ad intervenire.
     Il movimento è però talmente ostacolato dal fuoco di artiglieria, mitragliatrici e fucileria proveniente dal M. S. Michele e dal Bosco Cappuccio, che, verso sera le truppe sono costrette a ripiegare sulle posizioni di partenza. L'VIII è sul poggio di q. 170 e sulle sue pendici sino all'Isonzo, fronteggiando le provenienze da Peteano.
     Durante la notte, i riparti dei settori, ove è stato possibile realizzare progressi, si rafforzano sulle posizioni conquistate e due violenti contrattacchi vengono respinti.
     Il 20 il comando dell'XI corpo d'armata ordina che sia proseguita l'azione. Al settore vengono assegnate, oltre le truppe menzionate, due battaglioni del 29° reggimento.
     Il pieno giorno le fanterie riprendono l'avanzata abbattendo ogni ostacolo e l'VIII, seguendo dappresso l'XI ciclisti, conquista a sua volta, alla baionetta, formidabili trinceramenti.
     Dopo quattro ore di combattimento asprissimo e di violenti corpo a corpo, le truppe più avanzate giungono sulla dorsale del M. S. Michele. Fra esse è l'VIII bersaglieri, che ha seguito a poca distanza l'eroico XI nel porre piede sulla contrastata altura. All'alba del giorno seguente però, il nemico, con rinforzi giunti da Gorizia, pronuncia sulla sinistra, con provenienza da Cotici, un attacco violentissimo, mentre batterie di ogni calibro eseguono fuoco tambureggiante sulla nostra linea. Vinta la resistenza delle compagnie del 10° fanteria e di un riparto del 29°, lo sforzo si rivolge impetuoso contro i due battaglioni bersaglieri, i cui rincalzi portati alla riconquista del "Mamelon" perduto lo riprendono con sbalzo fulmineo. Il loro contegno permette alle altre truppe di ripiegare ordinatamente. Ma nuove colonne nemiche accorrono e, dopo una lotta gloriosa, i pochi superstiti circondati ed isolati sono costretti a retrocedere.
     L'VIII si è in quest'occasione assai ben comportato e la medaglia di bronzo premia l'olocausto di numerose vite: 11 ufficiali e 270 uomini di truppa. Fra i dispersi figura l'eroe Francesco Rismondo, l'irredento dalmata.
     Prima dell'imbrunire del giorno 21 i resti dell'VIII e dell'XI ciclisti ripassano l'Isonzo per trasferirsi a Romans.
     Tornato alla dipendenza della 1a divisione di cavalleria, dovendo questa sostituire la 3a della stessa arma nel servizio di vigilanza e difesa costiera della zona F. Ausa - F. Corno - Porto di Cortellazzo, dopo vari trasferimenti il battaglione, per Aiello - Strassoldo e S. Giorgio di Nogaro, il 13 agosto giunge a Latisana; si disloca poscia a Cesarolo - S. Michele al Tagliamento - Le Grazie - Fraforeano - Muzzana del Turgnano - Latisanotta.
     Il 26 settembre, messo a disposizione del VII corpo d'armata, parte alla volta di S. Martino di Terzo.
     Durante il mese di ottobre, nei giorni tra il 20 ed il 23, prende parte alle operazioni svolte dalla colonna "Paolini", su Selz e Sei Busi, prodigandosi con incomparabile spirito di sacrificio contro le posizioni nemiche di q. 65 (Selz) e soffrendo ingentissime perdite inadeguatamente compansate dalla conquista di pochi metri di terreno.
     Il 24 ottobre è a Staranzano, da dove si trasferisce successivamente a S. Martino di Terzo - Muzzana del Turgnano - Papariano.
     Passato alla dipendenza tattica della 23a divisione, il 20 novembre è con la "Trapani", tra q. 11 e S. Zanut; si porta indi nelle trincee di M. Sei Busi per sostituire il I/144° fanteria.
      Un suo riparto esegue il 25 novembre un'azione dimostrativa contro il trinceramento nemico detto "Rivellino" subendo forti perdite; il giorno 30 il battaglione ritorna a Muzzana del Turgnano a riposo.
     Portatosi i primi di dicembre a Vermegliano, rileva, il 14, sul M. Sei Busi, il III ciclisti, rimanendo in quelle trincee fino al 21, giorno in cui fa ritorno a Vermegliano; il 27, avuto il cambio dall'XI ciclisti è di nuovo a riposo a Muzzana del Turgnano, ove trascorre gli ultimi giorni dell'anno.    

ANNO 1916.

     Sino ai primi di agosto il battaglione, passando da una grande unità all'altra, trascorre frequenti turni di trincea sul M. Sei Busi, alle Cave di Selz, alle "Frasche" e di riposo a Palazzolo dello Stella, S. Polo, Cavenzano, Fogliano, Villesse.
     Non si verificano in tal periodo importanti avvenimenti se si eccettui il concorso prestato dal battaglione il 13 marzo alla brigata Friuli in un'azione contro la trincea "Z".
     Iniziatasi la battaglia per la conquista di Gorizia e passato alla dipendenza del VI corpo d'armata, va a Pubrida; il 6 agosto è nei trinceramenti di Villanella ed il 7 in quelli del "Fosso" (Lucinico - Villa Fausta).
     Il giorno 8 si forma il gruppo speciale "Barattieri" composto di truppe celeri; il battaglione che ne fa parte, a sera, osteggiato da violento fuoco di artiglieria passa l'Isonzo, appostandosi sulla riva sinistra per proteggere il gittamento di un ponte di barche.
     Prima dell'alba del giorno successivo inizia l'avanzata occupando Savogna. Sosta poi lungo la ferrovia Rubbia - Gorizia inviando pattuglie in ricognizione verso S. Pietro. A sera occupa Merna.
     Il giorno 10 un suo riparto passa il Vippacco, raggiunge Gabrije gorenje e, preso contatto coll'avversario, gli cattura prigionieri, mantenendo la posizione sino all'arrivo della "Lombardia".
     Dall'11 al 13 il battaglione è a Merna da dove spinge pattuglie sul tratto Vertojba - Pec, mantenendo il collegamento con la "Lombardia" che deve attaccare q. 221.
     Dopo essere passato il 12, dal gruppo speciale "Barattieri" all'VIII corpo d'armata, il 14, ricevuto ordine dal comando della 46a divisione di conquistare i trinceramenti nemici della Vertojba, con magnifica foga si lancia all'attacco.
     I reticolati ancora intatti ed il violento fuoco nemico impediscono però ogni progresso ed il battaglione è costretto a sostare.
     Il giorno seguente, passato alla dipendenza della 24a divisione, raggiunge la località "Al Ponte" rimanendovi in riserva.
     Trasferitosi il 16 agosto nelle vicinanze di Borgo Carinzia (Gorizia), vi rimane fino al 21, per portarsi poi a S. Valentino a disposizione del VII corpo d'armata.
     Il 23 è a Pieris e quattro giorni dopo sostituisce, nelle trincee di seconda linea a sud del lago di Doberdò, il I gruppo del "Genova cavalleria" appiedato.
     Passato, il 6 settembre, nei ricoveri del canale Dottori il 10 è di nuovo in trincea sulle falde occidentali del Debeli.
     Nell'ottobre si disloca ancora a Pieris ed a Staranzano ed il 10 viene rinviato alla 6a divisione, che sta completando l'iniziata conquista di q. 144.
     Il giorno 31 da Pieris, muove insieme agli altri ciclisti del III, del V dell'XI, dislocandosi con essi ad est della strada Selz - Doberdò (fra le quote 88 - 73 - 53 - 65). Il 2 novembre è con la 6a divisione sul rovescio di q. 144; l'8 si trasferisce a S. Canziano ed a Pieris in riserva di corpo d'armata.
     Trascorre in tale località anche l'intero mese di dicembre.                          

ANNO 1917.

     Dopo essersi trasferito il 4 gennaio a Portogruaro, il 17, unitamente ad altri battaglioni della specialità che sono alle dirette dipendenze del Comando Supremo, è messo a disposizione del "comando occupazione frontiera nord" e dislocato fra Larzago - Lucino - Rebbio (zona di Varese). Ivi attende a lavori di fortificazione, costruzione di strade e ricognizioni.
     Ai primi di maggio si porta nei pressi di Pordenone, il 6 è ad Azzano, il 19 a Bertiolo; poi, essendo in pieno sviluppo l'offensiva di primavera, è chiamato a concorrervi.
     Destinato al VI corpo d'armata, raggiunge il 22 Dolganijva e durante la notte sul 23 si reca, per le pendici occidentali, sul M. Santo.
     Il giorno medesimo viene costituito un forte nerbo di truppe che, posto agli ordini del comandante della "Palermo", dovrà attaccare le posizioni nemiche del prefato monte. Nove Battaglioni ed una batteria da montagna sono destinati a compiere la difficile operazione che si svolgerà nel modo seguente:
     - una colonna forte di tre battaglioni del 67° fanteria e di uno del 33° dovrà, per il rovescio del costoneSkalnica, puntare a nord della sommità di q. 682, impadronirsi di questa accerchiandola e scendere poscia lungo il costone sud fino al di là dell'ultimo ordine di trincee;
     - una colonna composta di due battaglioni bersaglieri ciclisti (VIII e X) e da una compagnia mitragliatrici del 33° fanteria dovrà puntare direttamente sulla q. 611 di M. Santo, mantenendosi cillegata colla precedente, onde far fronte a qualsiasi eventuale attacco avversario che tentasse frapporsi alle due colonne;
     - due battaglioni del 237° fanteria rimarranno a disposizione del comando di brigata in opportuna posizione per coprire il fianco sinistro delle truppe di attacco ed un altro battaglione dello stesso reggimento si terrà sulla destra, verso la sella di Dol, a guardia delle provenienze da sud e da est ed a copertura del nostro fianco destro. Inoltre, a disposizione del comando della "Palermo", vi saranno due battaglioni del 43° fanteria.
     Nelle ore pomeridiane ha inizio l'azione ed i riparti si lanciano impetuosamente verso i loro obbiettivi.
     Le prime pattuglie della colonna del 67° riescono a raggiungere, in un sol sbalzo, il cocuzzolo sul quale si erge il convento; ivi trovano però le trincee avversarie occupate in forza e la difesa sapientemente organizzata. Durante il breve periodo di titubanza che ne consegue, fulmineo si scatena lo sbarramento di fuoco delle artiglierie nemiche che frappongono una barriera insormontabile tra le truppe di irruzione e quelle di rincalzo. Si cerca di far affluire sul posto altri riparti, ma ciò non riesce ed i nostri, contrattaccati da ogni parte, ripiegano.
     La testa della colonna bersaglieri (VIII e X) è pervenuta nel contempo brillantemente sulla vetta di q. 611, catturando numerosi prigionieri e tutto travolgendo. Anche qui però il successo è momentaneo; il concentramento di fuoco si pronunzia immediato, abbattendosi furioso sulle ondate dei rincalzi, appena esse, uscite dalla vicina boscaglia, tentano di salire sul ripido e nudo pendio che, con un dislivello di quasi 200 metri porta alla cresta. Ivi mitragliatrici e armi da trincea inchiodano al terreno i nostri che vi si sostengono per quasi un'ora, finchè, dopo una lotta sovrumana, decimati e senza speranza di aiuto, ripiegano lentamente.
     L'azione non ha seguito. I due battaglioni bersaglieri hanno perduto complessivamente 25 ufficiali e 547 militari di truppa. Nella notte sul 24 e durante la mattina del 25 i loro resti, rilevati da riparti del 257° fanteria, passano in riserva presso La Cava fra le q. 107 e 287, poi, riuniti al II ciclisti, prendono parte ad altro combattimento che si svolge nella stessa zona.
     Dopo alcuni trasferimenti, il 27 maggio, l'VIII è a Morano col l'VIII corpo d'armata ed il 1° giugno a Bertiolo, alla dipendenza della direzione battaglioni bersaglieri ciclisti.
     Il 14 luglio si trasferisce a C. Brandolin (Sacile), rimanendovi fino al 15 agosto: il 16 è a Polzin, alla dipendenza del VII corpo d'armata, ed il 7 settembre nei pressi di Pozzuolo del Friuli.
     Destinato alla 6a armata, arriva a Feltre il 12 settembre e prosegue per Lamon ove sosta. Dopo successivi spostamenti derivanti dalle operazioni in corso nella conca di Borgo, l'VIII si trasferisce a Segusino permanendovi fino al 24 ottobre. Allo sferrarsi dell'offensiva austriaca, nei giorni 25 e 26 ottobre, dopo lunga marcia per Castions di Zoppola e Venzone si porta a Resiutta, da dove due compagnie (3a e mitragliatrici) si avviano verso M. Staulizze e M. Plagna giungendovi il 27 e due (1a e 2a) vanno in posizione sul Cerni Patok appoggiando la loro destra al M. Pleghiè. Le compagnie di M. Plagna la sera del 27 si spostano per presidiare la linea di M. Posar, ove sono messe alla dipendenza del comandante il VII ciclisti; la 3a stabilisce il collegamento tra la 1a e la 3a del VII ed i punti più vulnerabili della zona.
     Le due compagnie del Cerni Patok (1a e 2a) col comando di battaglione hanno raggiunto intanto il M. Pleghiè, ove ricevono ordine d'impedire che colonne nemiche puntino su Resiutta.
     Il mattino del giorno 28, forti gruppi nemici provenienti dalla valle Resia, attaccano il centro della 3a/VII ma, per la tenace resistenza incontrata e per il pronto impiego di riparti mitraglieri dell'VIII, vengono respinti. Più tardi, riuscito l'avversario a sfondare in corrispondenza dell'estrema sinistra, ove trovasi il 35° fanteria, tutta la linea viene fatta arretrare. Il ripiegamento è seguito ordinatamente per scaglioni sotto la protezione delle mitragliatrici dell'VIII, ma gli Austriaci, protetti dalla nebbia bassissima e dalla pioggia battente verso la nostra linea, riescono a gettarsi sulle armi che sono accanitamente difese. Una di queste viene tagliata fuori col suo personale che riesce a portarla in salvo muovendo per la val Fella verso Chiusaforte. Contemporaneamente un plotone della 3a/VIII ed una sezione mitragliatrici rimangono appostati nella gola tra q. 849 e q. 941 di M. Posar, per impedire che il nemico raggiunga i nostri che si ritirano ordinatamente. Su q. 849 viene costituita un'altra linea di resistenza. Durante le ore pomeridiane i ciclisti sono costretti nuovamente a ripiegare; dal m. Posar per M. Plagna (q. 857), Stalli Ruschis giungono a M. Staulizze (q. 821), ove, a cavallo dell'altura, viene costituita altra linea di difesa guardante le provenienze della valle Resia. Il 29, le due compagnie, 3a e mitraglieri, hanno ordine di ripiegare su Resiutta ove arrivano nel pomeriggio. Le altre due compagnie (1a e 2a), che erano dislocate su M. Pleghiè, ormai tagliate fuori, circondate da ogni parte da profondi burroni e nell'impossibilità di ricevere ordini, cercano una via per sfuggire alla cattura; vi riescono e per uno stretto sentiero costeggiato da precipizi, dopo una marcia faticosissima attraverso gli aspri terreni siti a sud di Pleghiè e dopo essersi battute con riparti nemici che in località Povici tentavano di opporsi, si congiungono nel pomeriggio del 29 agli altri riparti a Resiutta. Il battaglione riunito prosegue per Tolmezzo e per Mena, dove, lasciate le macchine, si reca sulla destra del Tagliamento, trattenendovisi tutto il 30, per impedire un eventuale tentativo di passaggio del nemico.
     Il 31, parte alla volta di Maniago ed il giorno seguente giunge a S. Martino di Campagna. Il 3 novembre è nei pressi di Lestans ed il 4 riceve ordine di impadronirsi, con la cooperazione del VI ciclisti, del paese di Valeriano. Per l'intensità del fuoco nemico, l'azione però non ha buon esito e più tardi, essendo riuscito un riparto austriaco a sfondare la linea a sinistra di Lestans, i nostri ripiegano su Sequals, barricandovisi.
     Ripetuti tentativi dell'avversario di penetrare nell'abitato sono sventati, finchè gruppi nemici, favoriti dall'oscurità, s'infiltrano tra le case della periferia e si avvicinano al centro del paese.
     Dato l'esiguo numero dei difensori le condizioni dei nostri si fanno sempre più critiche; tuttavia l'energia dei capi ed il lodevole contegno della truppa fanno sì che la situazione possa essere sostenuta fino al mattino del 4, quando cioè giunge l'ordine di ripiegare. Trovato il ponte sul Meduna già occupato dall'avversario, il torrente viene attraversato a guado. Il battaglione si porta a Fanna, indi a S. Leonardo ed a Sedrano dal quale ricaccia l'avversario, dando tempo ad altri riparti di ritirarsi. Prosegue poi per Roveredo in Piano ed accodatosi ai battaglioni I, VI e VII giunge a Sacile. Dopo breve sosta riparte per la Livenza ove rimane tutta la giornata dal 6 novembre in linea a sud di Fiaschetti. Durante le ore pomeridiane, pattuglie della 1a compagnia inviata a S. Giovanni di Polcenigo, prendono contatto coll'avversario verso Vigonovo e sulla strada di Budoia.
     Il 7 novembre, dopo aver protetto da posizioni site a sud-est di Fiaschetti il ripiegamento di alcune colonne di fanteria, l'VIII si porta prima a Cordignano poi a Parè ed il giorno seguente è a S. Vendemiano. Invia una compagnia (2a) a S. Fior di rinforzo al III ciclisti, che difende il paese, ma, giunto l'ordine di ripiegare, essa si sposta a Visnadello; in seguito, per nuove disposizioni ritorna verso S. Martino a costituirvi una linea avanzata di resistenza.
     Accortosi il nemico che tal riparto è isolato, ne tenta l'aggiramento, che non riesce per il pronto intervento di alcune autoblindo-mitragliatrici. La compagnia si ritira sulla ferrovia respingendo violenti attacchi ed a sera si riunisce al battaglione che va ad accantonarsi a Varè.
     Il 9 novembre, dopo aver transitato per Ramera, l'VIII passa il Piave sul ponte della Priula e giunge a Camalò, sostandovi fino al 12, giorno in cui, per via ordinaria, raggiunge Vallà.
     Trasferitosi il 16 a Pove, inizia lavori per la costruzione di reticolati e sbarramenti per la difesa del paese, poi, il 5 dicembre, ricevuto il cambio dal I/42° fanteria, parte per Preganziol, ove giunge il giorno seguente.
     Il 25 si porta a Meolo trascorrendovi gli ultimi giorni dell'anno. 

ANNO 1918.

     Ai primi di gennaio, lasciato Meolo unitamente al III gruppo ciclisti, di cui fa parte, il battaglione raggiunge le trincee di prima linea di Capo Sile, ove un riparto del 2° granatieri è riuscito, con brillante azione, ad avanzare allargando la nostra occupazione.
     Il nemico il giorno 16, nell'intento di riprendere le perdute posizioni, costringe i nostri, contrattaccando con numerose forze, a ripiegare in qualche punto, sulla propria destra.
     Il momento è critico, sia per le conseguenze che può portare la sorpresa, sia perchè qualche nucleo nemico spintosi avanti è già arrivato alla passerella che, unendo la testa di ponte alla linea retrostante, costituisce l'unica via di comunicazione.
     Granatieri e bersaglieri del I, VII e VIII ciclisti si lanciano allora contro l'avversario, riuscendo in breve a ricacciarlo e ristabilendo completamente la situazione.
     Il 21 gennaio, rilevato dal I/226°, il battaglione per via fluviale raggiunge Portegrande; indi Meolo e Dolo sostando in quest'ultima località fino al 31 marzo.
     Dal 1° aprile al 27 maggio è a S. Pelagio, nei pressi di Treviso ed il giorno 28, passato il III gruppo alla dipendenza della brigata Veneto (31a divisione), l'VIII si porta nella zona di Maserada, sostituendo a Cà de' Forti un battaglione del 256°. Il 3 giugno è in linea e nella notte dal 6 al 7 a Breda in riserva dell'XI corpo d'armata. Si trasferisce il 9 a S. Maria della Rovere, indi, allo sferrarsi dell'offensiva austriaca, accorre nei punti minacciati combattendo a Fossalta di Piave il 16, a Losson ed a Zenson il 17; di nuovo a Losson ed a Fossalta nei giorni seguenti. Nei giorni 23 e 24 lotta a Capo d'Argine ed a Croce, dove, quasi completamente circondato, si apre una via alla baionetta.
     Dopo altri trasferimenti, prende parte ai combattimenti che la 33a divisione svolge durante i primi di luglio tra Piave Nuova e Piave Vecchia.
     Dal 20 luglio al 25 agosto il battaglione è nelle trincee di Cortellazzo (54a divisione) od a riposo nei pressi di Cavallino. Il 26 si trasferisce a Casale sul Sile (XXVI corpo d'armata) ed il 16 settembre torna in linea sulla Piave Vecchia (fraz. Z. 10). Dopo aver trascorso la prima quindicina di ottobre a Cavazuccherina, il 16 è di nuovo a Casale sul Sile.
     Iniziatasi la nostra offensiva finale, durante la notte sul 30 ottobre, passa il Piave al ponte della Priula, raggiungendo al mattino Borgo Malanotte. Posto alla dipendenza della VII brigata di cavalleria, riceve ordine da questa di trasferirsi a Visnà e di puntare verso la Livenza, sulle località Brugnera - Albina - Portobuffolè, onde costituire piccole teste di ponte al di là del fiume.
     Verso sera il battaglione inizia il movimento, spingendosi al di là del Monticano sebbene il ponte sul medesimo sia già stato fatto saltare; avanza poi celermente su Fontanelle. Il mattino dopo riprende la marcia e, giunto a Gajarine, invia due compagnie (1a e 3a), rinforzate da mitragliatrici, rispettivamente su Brugnera - Albina e sul ponte di Portobuffolè, mentre un'altra costituirà riserva. Dopo accanito combattimento il tratto di trincee compreso fra Brugnera e Portobuffolè viene conquistato ed il nemico respinto al di là della Livenza. Ingente bottino cade in nostra mano.
     Il mattino del 1° novembre il battaglione varcato il fiume muove sulla strada di Tamai. Assicuratosi il fiancheggiamento sulla destra con elementi esploranti in direzione di Prata di Pordenone - Capo di Villa e sulla sinistra lungo la ferrovia Sacile - Pordenone, punta decisamente su Palse e per Porcia giunge a sera nell'abitato di Pordenone. Il 2, attraversato il Meduna è a Orcenigo di Sotto ed il giorno successivo arriva al Tagliamento che passa a guado.
     Il 4 come avanguardia della VII brigata di cavalleria, riceve ordine, d'inseguire celermente il nemico in ritirata lungo l'itinerario: Flaibano - Pozzuolo - Sammardenchia - Risano - Lauzzacco - Percotto - Manzano - Cormons.
     Rinforzato da tre sezioni mitragliatrici di cavalleria, raggiunge la testa della colonna nelle immediate vicinanze di Pasian Schiavonesco. Fatto momentaneamente sostare, riprende poscia l'avanzata ed è informato da pattuglie esploranti della presenza di forze numerose in Carpeneto.
     Sbarrate allora con mitragliatrici le località più importanti, una compagnia (2a) entra decisamente in paese, travolgendo la tenace resistenza avversaria e catturando anche una colonna carreggio che muoveva sulla strada proveniente da Sclaunicco. Procede poi per Pozzuolo del Friuli e Sammardenchia, ove hanno luogo nuovi scontri.
     Al bivio della strada di Lumignacco la testa del battaglione è accolta dal fuoco di numerose mitragliatrici avversarie che difendono i margini esterni del caseggiato di Risano. Un'abile manovra, alla quale partecipano il battaglione, un riparto dei "lancieri di Vercelli" e riparti mitraglieri della brigata di cavalleria, fa sì che l'avversario, asseragliato in paese, dopo una ultima tenace resistenza sia costretto a ritirarsi.
     L'armistizio "Badoglio" sospende l'inseguimento.                                      

III Battaglione.

     Durante la guerra italo-austriaca, il III battaglione dell'8° bersaglieri trovasi dislocato in Cirenaica, ove non ha avuto occasione di partecipare a fatti d'arme di grande rilievo. Il 28 maggio 1918, unitosi in Tobruch ad altre truppe metropolitane, s'imbarca per il rimpatrio sul piroscafo Taormina. Giunto in Italia, dopo breve periodo di permanenza presso il deposito in Verona è assegnato, il 29 giugno, al IV gruppo della 2a divisione d'assalto (1). 
(1) Il seguito delle vicende del riparto sarà narrato nel volume concernente le unità d'assalto.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D'ARGENTO.

Al Reggimento:

     “Sulle ardue vette del Cadore, in sanguinosi combattimenti, fu esempio di forza e di saldezza. Nella mirabile difesa del Piave, con fulgido ardimento e gravi sacrifizi di sangue, sbarrò il passo all'imbaldanzito nemico. Avanguardia d'una divisione speciale di bersaglieri, nella suprema battaglia della riscossa, irruppe oltre il Piave impetuosamente, offrendo fino all'ultima ora della lotta, alla radiosa vittoria della Patria, il fiore dei suoi ardenti bersaglieri. (Cadore - Piave - Livenza - Tagliamento - Ariis - Paradiso, 1915 - 4 novembre 1918)”.

(Boll. Uff. anno 1920, disp. 47).

MEDAGLIA DI BRONZO.

Al Battaglione Ciclisti:

     "In rincalzo al II battaglione bersaglieri ciclisti, mantenne, con incrollabile valore, nella notte dal 20 al 21 luglio 1915, la conquistata posizione del Monte S. Michele. Il mattino del 21, con energici contrattacchi e gravi sacrifici di sangue, permise alle altre truppe impegnate e minacciate di accerchiamento di ripiegare ordinatamente dalla posizione".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 47).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

Reggimento.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1120 (18 giugno 1918, ore 13).

     "La violenza della battaglia, attenuata alquanto sulla fronte montana, va crescendo al Piave.
     Nella giornata di ieri la 3a Armata ha sostenuto il poderoso sforzo nemico con l'usato valore.
     Di fronte a Maserada e a Candelù rinnovati tentativi di stabilire nuovi sbocchi sulla destra del fiume sono stati sanguinosamente respinti. Da Fossalta a Capo Sile la lotta ha imperversato fierissima e senza posa. Formidabili attacchi nemici si sono alternati con nostri contrattacchi; inizi di vigorose avanzate sono stati frantumati dalla nostra resistenza o arrestati da nostre azioni controffensive.
     La lotta ha sostato soltanto a tarda notte, le valorose truppe dell'Armata sono state strenuamente provate, ma l'avversario non ha potuto aumentare la breve profondità della fascia entro la quale da quattro giorni il combattimento imperversa. 1550 prigionieri sono restati nelle nostre mani.
     Gli aviatori hanno continuato a prodigarsi instancabili intervenendo efficacemente nella battaglia sotto la pioggia dirotta.
     Sul margine settentrionale del Montello rinsaldammo la nostra occupazione sul fiume fino a Casa Serena. Nel pomeriggio il nemico, dal saliente nord-orientale del monte, sferrò due attacchi in direzione di sud-ovest e di sud-est: il primo venne nettamente arrestato ad oriente della linea Segnale 279-nord-est di Giavera; il secondo fu contenuto immediatamente a sud della ferrovia S. Mauro - S. Andrea.
     Nella regione del Grappa respingemmo attacchi parziali nemici ed eseguimmo riusciti colpi di mano. Venne preso un centinaio di prigionieri.
     In fondo Val Brenta e ad oriente della Val Frenzela puntate nemiche furono prontamente arrestate.
     Al margine orientale dell'Altopiano di Asiago truppe nostre strapparono all'avversario il Pizzo Razea e le alture a sud-est di Sasso prendendovi circa 300 prigionieri; riparti nostri e del contingente francese attaccarono fortemente, guadagnando terreno, il Costone di Costalunga e vi catturarono alquanti nemici. Numerosi altri prigionieri vennero fatti più ad occidente da truppe britanniche.
     Il contegno delle truppe nostre ed alleate nella battaglia è ammirevole.
     Dallo Stelvio al Mare ognuno ha compreso che il nemico non deve assolutamente passare; ciascuno dei nostri bravi che difendono il Grappa ha sentito che ogni palmo dello storico monte è sacro alla Patria.
     Per le grandi giornate del 15 e del 16 giugno e per l'attacco al Tonale del giorno 13, fallito tentativo d'inizio dell'offensiva nemica, meritano speciale menzione ad esponente di tutti gli altri riparti: la 45a divisione di fanteria, le brigate di fanteria Ravenna (37°, 38°), Ferrara (47°, 48°), Emilia (119°, 120°), Sesia (201°, 202°), Bari (139°, 140°), Cosenza (243°, 244°), Veneto (255°, 256°), Potenza (271°, 272°); la 6a brigata bersaglieri (8°, 13°); il 78° reggimento di fanteria francese e particolarmente il primo battaglione; i reggimenti britannici Northumberland Fusiliers, Sherwood Foresters, Royal Warwick, Oxford and Bucks Light Infantry; il 13° reggimento di fanteria italiano (brigata Pinerolo); il 117° (brigata Padova); il 266° (brigata Lecce); il 2° battaglione del 108° fanteria francese; il 9° reparto d'assalto, i battaglioni alpini M. Clapier, Tolmezzo e M. Rosa e la 178° compagnia mitragliatrici.
     A tutte le artiglierie nostre ed alleate spetta particolarmente il vanto di avere spezzata la prima foga dell'assalto nemico. Speciale onore va reso alla 7a e 8a batteria del nostro 56° reggimento da campagna che, restate imperterrite sul Col Moschin circondato, si opposero al nemico sopra un'unica linea nella quale, a lato dei cannoni, artiglieri e fanti gareggiarono in bravura.
                                                                                                             Generale DIAZ.  
 

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1260 (31 ottobre 1918, ore 12).

     "Il successo delle nostre armi si delinea grandioso. Il nemico è in rotta ad oriente del Piave e riesce stentatamente a contenere la incalzante pressione delle nostre truppe sulla fronte montana.
     Nella pianura e sulle prealpi venete le nostre armate puntano irresistibilmente sugli obbiettivi loro assegnati. Le masse avversarie si incanalano tumultuariamente nelle valli montane e cercano di raggiungere i passaggi sul Tagliamento. Prigionieri, cannoni, materiali, magazzini e depositi pressochè intatti, cadono nelle nostre mani.
     La 12a armata ha completato il possesso del massiccio del Cesen e combatte per espugnare la stretta di Quero.
     L'8a, continuando a svolgere con magnifico slancio la manovra affidatale, ha conquistato la dorsale tra la conca di Follina e la valle del Piave, ha occupato la stretta di Serravalle, avanzando verso il piano del Cansiglio e tende nella pianura verso Pordenone.
     La 10a ha portato il suo fronte alla Livenza.
     La 3a si spinge avanti travolgendo e catturando il nemico che di fronte ad essa si accanisce nella resistenza. Truppe czecoslovacche partecipano all'azione.
     Nella regione del Grappa le nostre truppe, rinnovato l'attacco, hanno espugnato stamane il Col Caprile, il Col Bonato, l'Asolone, il M. Prassolan, il saliente del Solarolo ed il M. Spinoncia.
     Sull'altopiano di Asiago l'avversario, molestato da riusciti colpi di mano nostri ed alleati, mantiene una sensibile aggressività di fuoco.
     La brigata Campania (135° - 136°), la 6a brigata bersaglieri (8° - 13° reggimento): l'11° reparto d'assalto hanno meritato l'onore di particolare citazione.
     L'attività aerea nel cielo della battaglia si mantenne intensa nonostante le sfavorevoli condizioni di visibilità. Due apparecchi nemici ed un pallone frenato vennero abbattuti.
     Il numero dei prigionieri accertati supera i 50.000. Sono stati finora contati 300 cannoni".

                                                                                                                                                             Generale DIAZ.

UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte

Reggimento.

1 Maggiore Pecoraro Ercole Taranto Farra d'Alpago 10-11-1917
2 Capitano Adorni Luigi Labro Val di Fiorenza 08-06-1915
3 Id. Ciccone Mario Ariano di Puglia Osp. d. c. 076, 10-01-1917
4 Id. Coppi Alberto Fiumalbo Fagarè di Piave 16-06-1918
5 Id. Gallina Giuseppe Mira Rudavoi 02-06-1917
6 Id. Marchetti Francesco Roccaraso Rio Negrisia 27-10-1918
7 Id. Rabotti Giulio Castelnuovo dei Monti Lancenigo 03-02-1918
8 Tenente *Bernardo Ettore Marsala Arsiero (in comb. aereo) 18-11-1917
9 Id. Cavatorti Pietro Parma Conca di Plezzo 22-10-1916
10 Id. Dotti Roberto Milano Fossalta di Piave 02-08-1918
11 Id. Florida Luigi Socchieve Sexten Stein 16-02-1916
12 Id. Marchitto Antonio Avellino M. Forame 06-10-1916
13 Id. Palumbo Michelangelo Palermo Livenza 01-11-1918
14 Id. Rigatelli Aldo Cerea Osp. d. c. 040, 20-09-1916
15 Id. Trapani Giuseppe S. Giovanni a Teduccio Oderzo 13-11-1917
16 S. Ten. Arena Alfredo Pizzo Roncadelle 30-10-1918
17 Id. Birolini Giuseppe Nembro Id. 27-10-1918
18 Id. De Franco Amerigo Latiano M. Forame 04-09-1916
19 Id. Devitini Giacomo Brescia Osp. d. c. 0165 05-02-1918
20 Id. Gelmi Mario Milano Scolo Palombo 19-06-1918
21 Id.  Giovanardi Vittorio Napoli Osp. d. c. 040, 29-06-1916
22  Id. Gnocchi Luigi Codogno Croda dell'Ancona 22-06-1916
23  Id.  Parodi Carlo S. Remo    Roncadelle 27-10-1918
24  Id.  Piccaglia Guido Torino   Id.
25  Id. Ristori Armando Firenze M. Forame 03-09-1916
26  Id.  Riva Villa Santa Alberto Cagliari Ariis 04-11-1918
27  Id.  Rotondo Nicola Bari Roncadelle 27-10-1918
28 Id. Sarlo Pasquale Francica Osp. d. c. 240, 16-11-1918
29 Id. Soliani Pietro Napoli Roncadelle 27-10-1918
30  Id. Tenneroni Paolo Todi  Fossalta di Piave 16-06-1918
31 Id. Zolli Renato Firenze Osp. d. c. 040, 19-01-1917
32 Aspir. Annechini Ermanno Benevento Croda dell'Ancona 21-06-1916
33 Id. Forcellini Federico Possagno S. Andrea di Barbarana 18-06-1918
34 Id. Marchini Garibaldo Cecina 298a Sez. San. 20-08-1917
35 Id. Masotto ....... Porcia Fagarè di Piave 16-06-1918

Ufficiali morti per malattia.

1 Tenente Bonomo Giuseppe Finale Borgo Osp. d. c. 076, 23-11-1918

Battaglione Ciclisti.

1 Ten. Col.  *Battinelli Andrea Avellino In prigionia 28-09-1915
2 Capitano *Bentivegna Pietro Roma Inc. aviatorio 23-07-1918
3 Tenente *Boeris Corrado Torino Osp. Torino 08-06-1917
4 Id. Bonaccordi Arturo Morlupo Osp. Cassegliano 21-07-1915
5 Id. Casertano Massimo Napoli M. Santo 23-05-1917
6 Id. Chinzari Gioacchino Roma Croce di Piave 16-06-1918
7 Id. De Nardi Giovanni Vittorio Sagrado 04-09-1916
8 Id. Mander Mariano Venezia Losson di Piave 18-06-1918
9 Id. Marinoni Albino Rovella Caposaldo Osteria 16-06-1918
10 Id. Montorfano Pompeo Abbiategrasso 42a Sez. San. 31-10-1918
11 S. Ten. Baldesi Amleto Roma Selz 13-05-1916
12 Id. Cavaliere Natale Comacchio S. Martino 21-07-1915
13 Id. Cavallo Giuseppe Spezia S. Michele 27-07-1915
14 Id. Dellacà Francesco Tortona Merna 14-08-1916
15 Id. Ianniello Antonio Fisciano M. S. Michele 21-07-1915
16 Id. Lessi Pietro Gorgo al Monticano La Fossa 17-06-1918
17 Aspir. Gelati Cafiero Piombino Selz 13-05-1916

Ufficiali morti per malattia.

1 Capitano Comesatti Igino Dignano Cremona 27-05-1918

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

REGGIMENTO.

     Tenente DE CARLI NICOLò, da Azzano Decimo (Udine):

     “Offertosi spontaneamente per una delicatissima e pericolosa missione, riusciva a compierla felicemente attraverso grandissime difficoltà e gravi insidie, dando prova di sapiente spirito di organizzazione, di alto spirito di sacrificio e di freddo coraggio, sostenuto da fede incrollabile nella santità della nostra causa. - Fronte del Piave - Territori invasi, 29 luglio - 2 novembre 1918".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 93)

     Sottotenente RIVA VILLA SANTA ALBERTO, da Cagliari:

     "Adolescente ancora, trasse volontario alla guerra, assumendone i rischi maggiori. Comandante gli arditi di un reggimento bersaglieri, fu valoroso fra i valorosi. Delle più rischiose imprese, primo a chiedere l'onore, spesso prevenne l'ordine con l'esecuzione, ed al suo reparto, provato ad ogni cimento, fu ognora esempio di sublime eroismo. Con fede ardente nella vittoria, nei giorni che precedettero l'offensiva della riscossa, riuscì a trasfondere nei suoi uomini quella forza ed energia combattiva, che fu consacrata sul campo da una magnifica gara di eroici ardimenti. Nel passaggio del Piave e della Livenza, respinti, con infrenabile ardore, violenti contrattacchi, sempre primo fra i primi, bello di sublime furore, seppe, con audace fermezza, trascinare le sue truppe in vari travolgenti assalti, sbaragliando ovunque il nemico. Pochi istanti prima della cessazione delle ostilità, infrante in un supremo attacco le disperate difese avversarie, cadde gloriosamente sul campo, esempio magnanimo di sacrificio per la grandezza della Patria. - Piave - Livenza - Tagliamento, 27 ottobre - 4 novembre 1918".

(Boll. Uff., anno 1919, disp. 43).

     Caporale DE CARLI GIUSEPPE, da Azzano Decimo (Udine):

     "Offertosi per una pericolosa e difficilissima impresa, vi portava il contributo di un'alacre intelligenza, di un fervido coraggio e di un altissimo senso del dovere. Caduto in mani nemiche e sorvegliato da guardia speciale riusciva a liberarsi dalla prigionia, ritornando con rinnovato fervore alla sua prima missione. - Fronte del Piave - Territori invasi, 29 luglio - 2 novembre 1918".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 93).

MILITARI DECORATI CON L’ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

     CONTI UGO, colonnello - cavaliere - Piave - Monticano - Livenza - Tagliamento - Paradiso, 26 ottobre - 4 novembre 1918.

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

Battaglioni V, XII e XXXVIII: Ufficiali, n. 123 - Truppa, n. 189.
Battaglione Ciclisti: Ufficiali, n. 9 - Truppa, n. 81.

MEDAGLIA DI BRONZO.

Battaglioni V, XII e XXXVIII: Ufficiali e militari di truppa, n. 387.
Battaglione Ciclisti: Ufficiali e militari di truppa, n. 141.

COMANDANTI DEL REGGIMENTO.

Colonnello MARTINELLI Giorgio, dal 24 maggio al 24 agosto 1915.
Colonnello VILMANT Vero, dal 25 agosto al 14 novembre 1915.
Colonnello RIGAULT de la LONGRAIS Augusto, dal 15 novembre 1915 al 1° marzo 1917.
Colonnello BERTOLOTTI Roberto, dal 2 marzo al 24 dicembre 1917.
Colonnello PIRZIO BIROLI Alessandro, dal 25 dicembre 1917 al 15 luglio 1918.
Colonnello CONTI Ugo, dal 16 luglio 1918 al termine della guerra.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

V° Battaglione

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Capitano Baschiera Giovanni 24/05/15 16/07/15  
Ten. Col. Pasini Roberto 17/07/15 23/11/15  
Maggiore Anelli Livio 24/11/15 01/09/18  
Id. Verdinois Mario 02/09/18 al termine della guerra.  

XII° Battaglione

Capitano Valvassori Salvatore 24/05/15 08/10/15  
Maggiore Pusateri Salvatore 09/10/15 30/06/16  
Id. Barbieri Taleto 01/07/16 29/08/16  
Capitano Arduino Luigi 30/08/16 11/09/16  
Maggiore Besson Giovanni 12/09/16 09/10/16  
Id. Giustiniani Luigi 10/10/16 28/02/17  
Capitano Arduino Luigi 06/05/17 28/10/17  
Maggiore Giustiniani Luigi 26/03/17 05/05/17  
Capitano Arduino Luigi 06/05/17 28/10/17  
Maggiore Pecoraro Ercole 29/10/17 10/11/17 Caduto sul campo
Id. Bedoni Dante 11/11/17 18/06/18  
Capitano Bellacera Sebastiano 19/06/18 28/06/18  
Maggiore Besozzi Pietro 29/06/18 25/10/18  
Id. Rigat Pier Edoardo 26/10/18 al termine della guerra.  

XXXVIII° Battaglione

Maggiore Rigault de la Longrais Augusto 24/05/15 15/11/15  
Id. Foglia Ernesto 16/11/15 16/09/17  
Id. Fidi Ulderico 17/09/17 09/11/17  
Id. Slingher Guido 10/11/17 27/10/18  
Capitano Quaglia Angelo 28/10/18 al termine della guerra.  

Battaglione Ciclisti

Maggiore Battinelli Andrea  24/05/15 21/07/15 Ferito 
Id. Zamboni Filippo 22/07/15 25/08/17  
Capitano Garroni Gastone 26/08/17 23/10/17  
Maggiore Bondurri Attilio 24/10/17 12/05/18  
Id. Giaccone Bruno 15/05/18 al termine della guerra.  

III° Battaglione

Ten. Col. Ferraccioli Eutichiano 24/05/15 18/03/16  
Maggiore Oggioni Ferruccio 19/03/16 24/09/16  
Id. Morozzo della Rocca Marco 25/09/16 19/06/17  
Id. Spernazzati Ettore 20/06/17 30/03/18  
Id. Brogliato Filippo 31/03/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

REGGIMENTO.

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 7 al 25 giugno (Cianderaù - Ponte Alto - Podestagno - Val Travenanzes - Val di Fiorenza - Val Fanes - Col Rosa - Tofana - Casina di Pragoi - M. Peralba - Passo Sesis - Pendici sud di Cima Becchei di Sotto - Trincea Rossa - Q. 1934).

Dal 17 al 18 luglio (Bosco Silvella - C. Pian Minoldo - M. Cavallin).

Dal 4 agosto al 31 dicembre (Dosoledo - Cima Sappada - Pian Minoldo - Pian della Molla - Valbona - Val Marzon - Pian di Cengia - Cima tre Croci - M. Cristallo - Laghi Boden - Cima Lavaredo - Croda Rossa - Passo della Sentinella - Longere - Toblinger Riedel - Forcella Lavaredo - Kanzel - Zsingmondy - Sexten Stein - Alto Felizon - Val Grande - Pendici nord del Forame).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 31 dicembre (Settore Lavaredo - Oberbacher - Pendici nord del Forame - Val Bacher - Valle del Boden - Laghi di Boden - Forcella Pian di Cengia - Kanzel - Zsingmondy - Longere - Lavaredo - Val dell'Acqua - Ponte dell'Ancona - Croda dell'Ancona - Val Marzon - Sexten Stein - Pianoro di Kanzel - Forcella fra l'Einser e l'Oberbacher - Toblinger - Pian di Cavallo - Pale di Misurina - Ponte dell'Ancona - Selletta della Croda dell'Ancona - Col Forca - Rudavoi - Val Padola - Cima Canale - S. Blasius - Alvera - Val Grande - Sorgente di Felizon).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 14 novembre (Rio Bosco - S. Blasius - Val Grande - Pecol - Tre Croci - Majon - Rio Felizon - Val Rufreddo - Vallone della Neve - Balze superiori del Forame - Padeon sup. e Padeon inf. - Croda dell'Ancona - Strada Allemagna - Posizioni di Punta di Naso - Punta Felletta - Dosso del Cammello - Offensiva austriaca dell'ottobre: Pendici M. Fiammes - Col degli Stombi - Testaccio - Vado - Linea difensiva di Zuel - Venas - Valle di Cadore - Vinigo - Peaio - Coll'Alto - Revelago - Termine del Cadore - Ponte nelle Alpi - Colline di Farra d'Alpago - S. Nazario - Altivole). 

 Anno 1918

Dal 7 al 23 gennaio (Piave: C. Rui - Argine Ronchi - Candelù - C. Rui - C. Ferrari - C. Corazza - Isola Procida - C. Formaggio - Cascina Scarabel - C. Campagna - Varago).

Dal 19 al 29 marzo (Piave: Settore Grave di Papadopoli - Grave Zoccoletti e C. Persico - C. Lazzaris - Isole Stromboli, Procida, Maggiore).

Dal 9 al 18 aprile (Piave: C. Palazzina - Grave Zoccoletti).

Dal 21 al 30 maggio (Piave: C. Davanzo - Fagarè).

Dal 15 al 17 giugno (Offensiva austriaca: S. Biagio di Callalta - C. Ninni - Capisaldi di S. Biagio di Callalta e Rovarè - Trivio C. Ninni - Canale la Fossa - Argine di S. Marco - C. Verduri - Fagarè - C. Lina - S. Andrea di Barbarano - C. Onesti).

Dal 15 luglio al 15 agosto (Argine Regio - Candelù - C. Spineda - C. Ferrari - C. Pastori - C. Postioma - C. Visentin - C. Rui - Isole Lipari, Procida, Ischia - C. Zonta - C. Corazza - Isole Lecce, Torino, Vittoria, Sesia, Caserta, Capri).

Dal 19 settembre al 20 ottobre (Piave: Sette Casoni - C. Frassetto - C. Sernagiotto - Molino Vecchio - Molinetto - C. Cappelletto - C. Frassetto).

Dal 24 ottobre al 4 novembre (Offensiva Finale - Argine Regio del Piave - C. Vecellio - C. Corazza - C. Zonta - I. Caserta - I. Maggiore - Grave di Papadopoli - C. Stringhelle - Roncadelle - Torrente Bidoggia - Borgo del Molino - Ferrovia Oderzo - Ponte di Piave - Piavon - Livenza - Palazzo Ancillotto - Annone - Pravisdomini - Villotta - Sesto al Reghena - Savorgnano - Gleris - Bando - Tagliamento - Revignano - Ariis - Fiume Stella - Torsa - Paradiso).

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 6 giugno (Val Pantena [M. Lessini] - [Grezzana - Lugo - Bellori] - Verona - Perarolo - Tai - S. Stefano di Cadore -Lozzo - Campolongo - Calalzo - Auronzo - Zuel - Borca).

Dal 26 giugno al 16 luglio (Ronco - Tre Croci - Auronzo - [Case Orsolina e Pauses] - Cima Gogna - S. Stefano di Cadore - Val Digon - Campolongo).

Dal 19 luglio al 3 agosto (Sega del Digon - S. Stefano - Pauses).

 

 

 

 Anno 1916

 

 

 

 

 

 

 

 Anno 1917

Dal 15 novembre al 31 dicembre (Falzè di Campagna - Giavera - Volpago - Onè - Treviso - Maserada).

 

 

 

 

 Anno 1918

 Dal 1° al 6 gennaio (Maserada).

Dal 24 gennaio al 18 marzo (Breda di Piave - Vacil - Palazzo del Vesco - C. Baratto - C. Scarabel - C. Zangrande - C. Pierotto - C. Rossetto - C. Biasi - C. Sponchiado - C. Lorenzon).

Dal 30 marzo all'8 aprile (C. Spineda - Varago - Argine fra Ronchi e Candelù).

Dal 19 aprile al 20 maggio (Breda di Piave - Vacil).

Dal 1° al 14 giugno (Marcon - Zero Branco - S. Martino - Valdrigo - C. Sartori - S. Andrea di Riul - Treviso - S. Biagio di Callalta).

Dal 18 giugno al 4 luglio (Carità - S. Caterina di Schio - Vallortigara - Campo Armò - Contrada Cumerlati - Valle di Naso [Molino] - Magrè - Schio - Treviso).

Dal 16 agosto al 18 settembre (Limbraga [Villa Broida]).

Dal 21 al 23 ottobre (Pero).

 

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

5

18

1

21

Anno 1916

12

/

/

/

Anno 1917

10

15

1

16

Anno 1918

4

15

5

20

TOTALI Mesi 32 e giorni 18 Mesi 8 e giorni 27

 BATTAGLIONE CICLISTI.

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 9 giugno (Visco - Isonzo - Sagrado).

Dal 16 giugno al 21 luglio (Biasiol - Villesse - Gradisca - Sagrado - M. S. Michele).

Dal 20 al 24 ottobre (Cave di Selz - M. Sei Busi - Q. 65).

Dal 20 al 29 novembre (Q. 11 e S. Zanut - Trincee di M. Sei Busi).

Dal 14 al 27 dicembre (M. Sei Busi).

 

 

 

 Anno 1916

Dal 28 gennaio al 17 febbraio (M. Sei Busi).

Dal 9 al 22 marzo (M. Sei Busi).

Dal 6 al 27 aprile (M. Sei Busi).

Dal 5 al 21 maggio (Cave di Selz [Q. 70]).

Dal 5 al 20 giugno (Trincea delle Frasche).

Dal 6 al 15 agosto (Trincee di Villanella - Fosso - Lucinico - Villa Fausta - Savogna - Merna - Vippacco - Vertojba - Pec).

Dal 27 agosto al 5 settembre (Trincee del lago di Doberdò).

Dal 10 al 30 settembre (Trincee Dolina Debeli).

Dal 10 al 17 ottobre (Trincee Adria - Dolina Debeli).

Dal 31 ottobre all'8 novembre (Q. 144).

 Anno 1917

Dal 23 al 26 maggio (M. Santo).

Dal 25 ottobre al 9 novembre (Ripiegamento: Castion di Zoppola - Venzone - Resiutta - M. Staulizze - M. Plagna - Cerni Patok - M. Posar - M. Pleghiè - Tolmezzo - Mena - Maniago - S. Martino di Campagna - Lestans - Valeriano - Sequals - Meduna - Sacile - Livenza - S. Martino - Piave).

 

 Anno 1918

Dal 2 al 21 gennaio (Trincee di Capo Sile).
 
Dal 29 maggio al 6 giugno (Trincee di Maserada).

Dal 15 giugno al 25 agosto (Fossalta di Piave - Losson - Zenson - Capo d'Argine - Croce - Zona tra Piave Vecchia e Piave Nuova).

Dal 16 al 30 settembre (Piave Vecchia [frazione Z. 10]).

Dal 16 ottobre al 4 novembre (Casale sul Sile - Visnà - Livenza - Monticano - Pordenone - Meduna - Tagliamento - Pasian Schiavonesco - Carpeneto - Pozzuolo del Friuli - Risano).

 Anno 1915

Dal 10 al 15 giugno (S. Pietro dell'Isonzo - Cavenzano - Dolina).

Dal 22 luglio al 19 ottobre (Romans - Aiello - Strassoldo - S. Giorgio di Nogaro - Latisana - Cesarolo - S. Michele al Tagliamento - Le Grazie - Fraforeano - Muzzana del Turgnano - Latisanotta - S. Martino di Terzo).

Dal 25 ottobre al 19 novembre (S. Martino di Terzo - Muzzana del Turgnano - Papariano).

Dal 30 novembre al 13 dicembre (Muzzana del Turgnano).

Dal 28 al 31 dicembre (Muzzana del Turgnano).

 Anno 1916

Dal 1° al 27 gennaio (Muzzana del Turgnano).

Dal 18 febbraio all'8 marzo (Destra Isonzo).

Dal 23 marzo al 5 aprile (Palazzolo dello Stella).

Dal 28 aprile al 4 maggio (Palazzolo dello Stella).

Dal 22 maggio al 4 giugno (Cavenzano - Campolongo).

Dal 21 giugno al 5 agosto (Cavenzano - Villesse - Fogliano - Pubrida).

Dal 16 al 26 agosto (Borgo Carinzia - S. Valentino - Pieris).

Dal 6 al 9 settembre (Canale Dottori).

Dal 1° al 9 ottobre (Pieris - Staranzano).

Dal 18 al 30 ottobre (Pieris).

Dal 9 novembre al 31 dicembre (S. Canziano - Pieris).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 22 maggio (Pieris - Portogruaro - Zona di Varese - Larzago - Lucino - Rebbio - Azzano - Bertiolo - Dolganijva).

Dal 27 maggio al 24 ottobre (Morano - Bertiolo - C. Brandolini - Polzin - Pozzuolo del Friuli - Feltre - Lamon - Segusino).

Dal 10 novembre al 31 dicembre (Camalò - Vallà - Pove - Preganziol - Meolo).

 Anno 1918

Dal 1° al 2 gennaio (Meolo).

Dal 22 gennaio al 28 maggio (Meolo - Dolo - S. Pelagio).

Dal 7 al 14 giugno (Breda - S. Maria della Rovere).

Dal 26 agosto al 15 settembre (Casale sul Sile).

Dal 1° al 15 ottobre (Cavazuccherina).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

2

21

4

17

Anno 1916

4

20

7

10

Anno 1917

/

18

11

12

Anno 1918

4

14

5

21

TOTALI Mesi 12 e giorni 13 Mesi 29
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA  REGGIMENTO BATTAGLIONE CICLISTI
Ufficiali Truppa Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Val di Fiorenza - Val Travenanzes - Val Fanes - C. Pragoi - C. Becchei di Sotto - M. Peralba - Passo Sesis (8 - 13 giugno)

1

2

/

32

65

/

 

 

 

 

 

 

C. Cavallin - Pian Formaggio - M. Cristallo - L. Boden - C. Tre Croci (18 luglio - 31 agosto)

35 

93 

 

 

 

 

 

 

Zona Longere - Cengia - Sexten Stein (18 settembre - 30 dicembre)

/

/

/

12

38

/

           
Biasiol - Isonzo - Sagrado (24 maggio - 5 luglio)            

/

2

/

8

18

/

Gradisca - Sagrado - M. S. Michele (18 - 21 luglio)            

4

6

3

46

113

138

Cave di Selz - M. Sei Busi (20 ottobre - 24 dicembre)            

/

4

/

44

78

5

Totale anno 1915 1 5 / 79 196 / 4 12 3 98 209 143
 
1916
Settore Lavaredo - Oberbacher - Ponte dell'Ancona (1° gennaio - 31 dicembre)

9

40

/

157

523

17

 

 

 

 

 

 

M. Sei Busi - Cave di Selz - Trincea delle Frasche (28 gennaio - 20 giugno)

 

 

 

 

 

 

2

6

35 

57

13 

Trincee di Villanella - Merna - Vippacco - Vertojba - Pec - Battaglia di Gorizia (6 - 15 agosto).            

1

5

/

42

78

9

Dolina Debeli - Q. 144 (10 ottobre - 8 novembre)            

1

2

/

24

37

3

Totale anno 1916 9 40 / 157 523 17 4 13 / 101 162 25
 
1917
Regioni di M. Cristallo e del M. Forame (1° gennaio - 23 ottobre)

4

7

/

18

78

5

 

 

 

 

 

 

Ripiegamento: da Pendici di M. Fiammes - Col degli Stombi - Testaccio - Falzè di Campagna (24 ottobre - 15 novembre)

2

6

61

/

3

1547

 

 

 

 

 

 

M. Santo (23 - 25 maggio))            

1

5

/

55

118

31

M. Staulizze - M. Plagna - Cerni Patok - M. Posar - M. Plagna - Lestans - Meduna - Livenza - Piave (25 ottobre - 8 novembre)            

/

4

1

22

45

171

Totale anno 1917 6 13 61 18 81 1552 1 9 1 77 163 202
1918
Piave - Zona di Maserada (7 - 23 gennaio)

18 

31 

 

 

 

 

 

 

Grave di Papadopoli - Isola Caserta (19 marzo - 25 aprile)

12 

59 

 

 

 

 

 

 

Battaglia del Piave: Trivio Ninni - La Fossa - Bocca di Callalta - Fagarè - C. Lina - C. Verduri - Canale Zero (15 - 19 giugno)

7

18

21

69

388

194

           
Occupazione dell'Isola Caserta (13 agosto)

/

/

/

8

51

/

           
Offensiva di Vittorio Veneto: C. Zonta - Isola Caserta - Grave di Papadopoli - C. Stringhella - Roncadelle - Torrente Bidoggia - Borgo del Molino - Livenza - Ariis - Trivio Paradiso (24 ottobre - 4 novembre)

9

14

8

34

164

367

           
Capo Sile (12 - 21 gennaio)            

/

1

/

17

29

/

Fossalta di Piave - Losson - Zenson - Capo d'Argine - Croce - Zona tra Piave Vecchia e Piave Nuova (15 giugno - 25 agosto)            

4

13

/

65

163

51

Casale sul Sile - Visnà - Livenza - Monticano - Meduna - Tagliamento - Pozzuolo del Friuli - Risano (16 ottobre - 4 novembre)            

1

2

/

5

19

/

Totale anno 1918 18 36 29 141 693 569 5 16 / 87 211 51
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

1

5

/

79

196

/

4

12

3

98

209

143

Anno 1916

9

40

/

157

523

17

4

13

/

101

162

25

Anno 1917

6

13

61

18

81

1552

1

9

1

77

163

202

Anno 1918

 18

36

29

141

693

569

5

16

/

87

211

51

TOTALE GENERALE 34 94 90 395 1493 2138 14 50 4 363 745 421


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