Fronte del Piave
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13° REGGIMENTO BERSAGLIERI (1)

(Battaglioni LIX, LX e LXII)

(1) E' esistito nel periodo 8 giugno - 23 settembre 1915 altro reggimento bersaglieri denominato 13° provvisorio. Esso divenne in seguito 1° reggimento bersaglieri bis e poi 15° reggimento bersaglieri. (Vedi 15° bersaglieri).
 

ANNO 1915 - 1916.

     Costituito il 22 novembre 1915 in Livorno, presso il deposito del 3° bersaglieri, ha da principio i suoi tre battaglioni LXI, LX e LXII dislocati rispettivamente ad Asti, a Livorno ed a Cerreto Sannita.
     I quadri, tratti dai reggimenti mobilitati (3°, 4°, 5°, 6°, e 7°) ed i gregari, quasi esclusivamente reclute della classe 1896, preparano in intense istruzioni spirito e corpo alle attese vicende.
     Ai primi di marzo del 1916, il 13° bersaglieri, a disposizione del Comando Supremo, è assegnato al "Nucleo Ferrari" (4a armata), che trovasi in val Cismon.
     I suoi battaglioni sono diretti in ferrovia alla volta di Feltre, che raggiungono in giorni diversi.
     Il LX arrivato prima degli altri, prosegue subito per via ordinaria per Fonzaso ed il dì successivo, 21 marzo, va ad accantonarsi a Siror; gli altri due battaglioni LIX e LXII sono il 22 rispettivamente a Fiera di Primiero ed a Fonzaso. Poscia, in dipendenza del trasferimento nella Conca di Plezzo del 2° bersaglieri, che trovasi nella zona, il 13° ha ordine di sostituirlo in linea.
     Il 24, il LIX, è a Belvedere - M. Cimerlo (qq. 2499 - 1500 - 1603) - val Mala ed il giorno dopo il LXII va a dislocarsi a Pra Sismon - Col Santo (q. 1791) - val Mesta - Fontan.
     Il comandante del reggimento assume la difesa del sottosettore Vanoi - Cismon ed il LX, destinato in riserva, è suddiviso fra Siror ed i due passi di Previdal e di Cereda.
     Tale dislocazione, tranne lievi modificazioni, non muta per lungo periodo ed i riparti vengono impiegati, oltrecchè a presidiare il tratto loro assegnato, a rafforzare le posizioni occupate, lavoro assai difficile per l'asprezza del terreno e per il pericolo di frequenti valanghe.
     Il 1° aprile un riparto nemico di skiatori cerca sorprendere un nostro piccolo posto a Prati Ronz, ma viene prontamente respinto; l'attacco si ripete, nella notte del 22, con maggiori forze, ma anche questa volta senza alcun risultato.
     Riparti del LXII battaglione occupano il 25 aprile q. 2226 dominante la forcella Scanaiol, preservandola da un audace tentativo di riconquista operato poco dopo.
     Durante il mese di giugno hanno luogo altre ardite operazioni; degna di nota è quella svolta il giorno 24 da un nucleo esploratori, i quali, con azione di sorpresa, s'impossessano della q. 2408 del massiccio della Tognola.
     Assegnata al reggimento una nuova linea avanzata d'occupazione, che servirà di base alla prossima offensiva contro le ben munite posizioni nemiche della Cavallazza, del passo di Colbricon e del Colbricon, i riparti vi si portano nella notte sul 4 luglio, dislocandosi a q. 1489 (occidente di Col Fosco) - Tognola - forcella di Valzanchetta - q. 2252. Il battaglione complementare, giunto in quel periodo da Livorno, occupa le trincee che trovansi ad est di Fontan.
     Il nemico nei giorni successivi resta sulla difensiva limitandosi solo a distrurbarci con raffiche di mitragliatrici e tiro di artiglieria.
     Il 19 luglio il comando del IX corpo d'armata affida al "Nucleo Ferrari" (di cui il 13° bersaglieri fa parte) l compito di attaccare le difese nemiche dalla Cima Ceremana al passo di Rolle.
     Al 49° fanteria viene assegnata la fronte della Cavallazza, fra le qq. 2325 - 2206, Osterua Rolle ed al 13° bersaglieri quella Colbricon - passo di Colbricon e parte ovest di quota 2325, col compito di superare le difese del passo a cadere sul rovescio di quelle avversarie, sulla cresta della Cavallazza.
    Nella notte sul 20 luglio, il LXII sostituisce il LIX. Durante la giornata seguente i battaglioni LIX e LX si schierano in prossimità delle posizioni nemiche.
     La nostra artiglieria inizia il tiro di distruzione.
     Il 21 luglio, in pieno giorno, mentre le altre colonne procedono verso gli obiettivi assegnati, i due battaglioni avanzano con foga travolgente: il LIX, seguendo il sentiero che dalla mulattiera di Malga Ces conduce direttamente al pianoro del passo Colbricon ed il LX per le pendici del monte stesso e la valletta che immette al passo.
     Nonostante l'accanita resistenza opposta dall'avversario, le formidabili posizioni della Cavallazza, del passo Colbricon, e del Colbricon, cadono in nostro potere.
     La brigata Calabria ha occupato intanto il costone che da Cima Stradon (q. 1932) va verso Paneveggio.
     Forti depositi di viveri, cannoni ed armi cadono in nostro possesso.
     Il 13° bersaglieri ha ricevuto così il suo primo vero battesimo di fuoco, iniziando una lunga serie di aspri combattimenti.
     Il 22 l'azione prosegue al di là del passo Colbricon, ove il LX battaglione spinge avanti un suo riparto verso il Colbricon Piccolo (q. 2208), che è occupato in un primo tempo, ma abbandonato, poi, in seguito a forte contrattacco.
     Il 26, essendo stata fortemente attaccata la "Calabria" che trovasi sulla destra, il LIX va a costituirle riserva spostandosi dal passo di Colbricon verso la Malga omonima (q. 1837) sotto Cima Stradon.
     Nella notte dal 27 al 28 luglio un nostro riparto, muovendo da q. 2552 e scalando le rocce, con cordate, riesce a sorprendere ed a distruggere il presidio nemico della q. 2700 di Cima Ceremana, occupando la posizione che è mantenuta per tre giorni e tre notti da uomini senza viveri e quasi privi di munizioni.
     Il 2 agosto, un riparto del LIX battaglione, passato alla dipendenza tattica del 59° fanteria, partecipa con esso ad un attacco contro il Piccolo Colbricon e Cima Stradon; la lotta dura violenta ed aspra per qualche ora, ma i nostri subiscono perdite così forti che non possono raggiungere l'obiettivo.
     Il 4 agosto un'altra azione si svolge per la conquista delle Cime di Ceremana, della forcella omonima e del Piccolo Colbricon. Il LXII battaglione, con due compagnie del LIX ed in collegamento col 59° fanteria, dopo violento bombardamento, inizia l'attacco su tutta la linea che da q. 2603 si stende sul costone del Piccolo Colbricon e su quello di Cima Stradon. Un nucleo composto di esploratori reggimentali tenta di dar la scalata alla Ceremana, sul versante fronteggiante la Tognola, mentre un altro nucleo procede ad identico tentativo sull'altro versante, per le pendici nord del Colbricon.
     L'attacco sferrato dai nostri con grande energia ed entusiasmo s'ainfrange contro le difese nemiche.
     Ricevuto ordine di portarsi in val Vanoi, sempre alla dipendenza del "Nucleo Ferrari", tra il 15 ed il 17, per via ordinaria, dopo una sosta successiva dei suoi battaglioni tra Imer e Mezzano, il 13° bersaglieri si riunisce a nord est di Prade (val Sorda), accampando. I riparti attendono al loro riordinamento ed al traino di grosse artiglierie.
     Il giorno 22 i battaglioni LIX e LXII ed il comando di reggimento, si portano a Valon (q. 1700) sulle pendici meridionali di Cima Paradisi ed il LX si trasferisce a Masi di Tognola, restando a disposizione del 23° fanteria.
     Successivamente il 13° è chiamato a partecipare alle operazioni in corso sulla fronte dell'Alpe di Fassa.
     Il comando del XVIII corpo d'armata, allo scopo di facilitare la discesa su Predazzo, in val Travignolo, alle truppe della 17a divisione, ordina che il "Nucleo Ferrari" attacchi la difesa avversaria stabilita nel tratto di cresta dell'Alpe di Fassa compreso tra le forcelle di Cece e di Valmaggiore, intraprendendo poscia l'avanzata sul versate settentrionale dell'Alpe verso il fondo di val Travignolo.
     L'azione ha inizio il giorno 23, le nostre fanterie sono divise in colonne, mentre il reggimento costituisce riserva del "Nucleo Ferrari".
     Durante le ore antimeridiane i battaglioni LIX e LXII si portano a Campo Secativo: dopo breve sosta scendono in val Fossernica e si ammassano presso campo Coltorondo di Sopra, nelle vicinanze di quota 1958 a rincalzo del 49° reggimento fanteria che ha sferrato l'attacco contro Cima di Valmaggiore, forcella di Valmaggiore e Cima di Cece. Restano così sino alla notte del 25 nella quale sostituiscono il 49° che, nonostante violenti sforzi, non ha potuto conquistare le inaccessibili posizioni nemiche.
     Il LX, ch' era a Masi di Tognola a disposizione del 23° fanteria, si è portato intanto nei pressi di Campo Secativo, rimanendovi in riserva.
     All'alba del 26 agosto, il LIX riceve ordine di attaccare Cima di Valmaggiore ed il LXII le pendici occidentali di Cima di Cece. Dopo breve bombardamento, i battaglioni procedono con irrefrenabile impeto; pattuglie numerose lanciate in avanti s'inerpicano per i canaloni scoscesi noncuranti del fuoco micidiale e della dacuta di poderosi macigni che il nemico fa rotolare dall'alto. Le perdite subite non scemano la combattività dei nostri, ma le posizioni avversarie sono insormontabili e pochi difensori bastano as assicurarne l'inviolabilità. Un nostro riparto che ha raggiunto parte degli obiettivi, fatto segno al fuoco concentrato delle artiglierie avversarie e contrattaccano è costretto a ripiegare.
     A sera anche i nuclei più avanzati sono ritirati.
     I battaglioni LIX e LXII si schierano a brevissima distanza dal nemico e vi restano fino al 29 agosto, quando, rilevati dal LX, vanno ad accamparsi presso Coltorondo di Sotto.
     Il 2 settembre il LIX si porta a Roncon nei pressi di Caoria, mentre il LXII occupa le linee sotto il costone di Cima Coltorondo e Cima Cardinal.
     Il battaglione completamente, che in quei giorni si è portato dalla val Cismon in val Vanoi, attendandosi nei pressi di Gardellin, si riunisce al reggimento, sciogliendosi, poscia, il giorno 3 settembre.
     Dopo altri trasferimenti, giunta notizia che gli alpini del "Feltre" hanno conquistato la q. 2454 della Cima Cardinal, il giorno 23 dello stesso mese, il 13° bersaglieri vi invia a rincalzo e per lavori di rafforzamento alcuni suoi riparti.
     Durante la notte tra il 7 e l'8 ottobre un violento attacco nemico proveniente da q. 2512, costringe gli alpini del battaglione M. Arvenis ad abbandonare parte dell'altura di q. 2456 di Busa Alta, conquistata in precedenza con grande sacrificio di sangue. Il presidio ripiega sulle rocce immediatamente retrostanti alla cresta.
     La 1a compagnia del LIX battaglione da Campo Coldose di Sopra accorre in rincalzo e viene subito messa a disposizione del IV gruppo alpino. Più tardi tutto il reggimento la segue.
     Gli alpini dell' "Arvenis", parte del "Matajur" ed una compagnia (1a) col nucleo esploratori del reggimento, dopo intenso e preciso bombardamento delle nostre artiglierie contrattaccano e riescono a ricacciare il nemico giù per i burroni della Busa Alta, inflieggendogli gravissime perdite. La linea riconquistata è subito sistemata a difesa.
     La sera del giorno 8 ottobre, il 13° bersaglieri ha i suoi riparti dislocati a Busa Alta, Massiccio del Cardinale, Colrorondo, Cauriol, Campo Coldose di Sopra.
     Nella notte dal 10 all'11 un intero battaglione nemico tenta, per quattro volte consecutive, di riconquistare la q. 2456, ma viene sempre respinto a baionettate da bersaglieri ed alpini; il 13 l'attacco si ripete con analogo risultato.
     Il 27 ottobre, dopo vari trasferimenti, i battaglioni LIX e LXII si portano a riposo rispettivamente a Roncon e Gardellin ed il giorno 5 novembre anche il LX che si accampa a Vallliselle di Dentro.
     Alcuni riparti sono inviati in distaccamenti varii per turni di linea e di lavori.
     In seguito a nuove disposizioni del "Nucleo Ferrari" il LXII battaglione ritorna, il 2 dicembre, in linea nella regione Colli, rilevando un battaglione dell'84° fanteria nelle posizioni soprastanti la val di Cia, Col di S. Giovanni (q. 2048), Col degli Uccelli (q. 2252), Col del Latte (q. 2067).
     Il reggimento non prende parte a combattimenti ma si prodiga in lavori di rafforzamento e nella lotta impari contro le distruttrici valanghe.
     Il 15 dicembre il "Nucleo Ferrari" assume la denominazione di 56a divisione.

ANNO 1917.

     In tutta l'aspra zona montana la stagione è rigidissima. Fino alla prima decade di marzo, i battaglioni si alternano sulle posizioni della regione Colli, scendendo durante i turni di riposo nei pressi di Caoria, ove risiede il comando di reggimento.
     Nella seconda decade di marzo, il 13° bersaglieri, eccettuato il LXII battaglione, cede la regione dei Colli a riparti alpini, per andarsi a schierare sulla linea che da Cima dei Paradisi (q. 2204) si estende sino a q. 2287, occupando le seguenti calità principali: q. 2098, Cima Fossernica (q. 2111), q. 2212, q. 2654, q. 2351.
     Il LX battaglione, dopo aver trascorso un periodo in val Sorda, ove aveva sostituito il XLVII, si porta il 29 marzo in linea rilevando il I/50° nelle posizioni dominanti la Valzanca e la val Miesnotta.
     Nei giorni 30 e 31 marzo, il LIX rileva a sua volta riparti della "Parma" nelle posizioni di q. 2099, q. 2354, q. 2212.
     E' occupata anche la località denominata "Cappello da Carabiniere".
     Il LXII battaglione, il 9 aprile, lascia la regione dei Colli raggiungendo il reggimento.
     Sul finire del mese è ricostituito il battaglione complementare che accampa sul costone delle Tognole.
     Nell'ottobre, la grande offensiva austriaca impone l'abbandono delle vecchie posizioni. Il 4 novembre, il 13° bersaglieri inizia il movimento di ripiegamento, schierandosi a sbarramento della Valzanca poco sopra Masi di Tognola.
     Il battaglione complementare rinforzato da altri riparti, abbandona il costone dell Tognola, scemde con faticosa marcia nella valle omonima, trasferendosi, poi. alla q. 2226, dominante la forcella Scanaiol.
     La sera del 5 il ripiegamento prosegue, i battaglioni s'incolonnano sulla strata Caoria, Canale S. Bovo e seguendo la Valzanca, la val Vanoi e la val Cortella giungono a Piano delle Borche. Dopo breve sosta, il LIX per Pontet, Oltra, Servo, Anne va a prendere posizione sulla linea Col di Croce d'Anne, M. Avena; il LX transitando per Fonzaso ed Arten si porta su quella M. Avena, M. Aurin ed il LXII seguendo la stessa strada, si porta sulla linea M. Aurin, Col della Croce.
     Il battaglione complementare, destinato con altri riparti a copertura e collegamento colla 17a divisione, ha sostenuto intanto, la notte sul 6 a forcella Calaita scontri con pattuglie nemiche, poi per passo Gobbera, val Cortella, Lamon ha raggiunto il mattino del giorno 7 Fonzaso.
     Il 10 il reggimento, unitamente ad altri riparti, seguendo la rotabile Fonzaso - Giaron - Cismon, si trasferisce fra Cismon e S. Marino, giungendovi il mattino dell'11; il LXII passa alla dipendenza della 15a divisione e va a prendere posizione tra M. Roncone e M. Peurna.
     Due giorni dopo il comando del 13°, con i battaglioni LIX e complementare, seguendo la rotabile Cismon - Solagna - Bassano, si porta a Casale l'Olmo; quindi, dopo breve sosta, prosegue per Possagno e Vardanega, ove giunge la notte sul 13. Si sposta, in seguito, a casere Campini (pendici M. Pallone) ed il 14 è a Cason delle Mure.
     I battaglioni LX e LXII, messi intanto il giorno 12 a disposizione di altre grandi unità, si spostano subito; il primo con faticose marce ostacolate dal nemico, prende posizione sul Col dei Prai (q. 1284), vi rimane fino al mattino del giorno 16 e va poi a schierarsi sul M. Pertica (q. 1349) saldamente resistendovi; il secondo si porta sul M. Peurna (q. 1281) e dopo aver ivi sostenuto continui scontri ripiega sul M. d'Avien e poi sul M. Solarolo, ove s'afferma la notte del 16.
     Il 17 novembre sembra delinearsi un attacco nemico contro la nostra linea di M. Solarolo - Col dell'Orso - M. Casonet.
     Il LIX viene allora dislocato a Malga Valpore di Fondo - Malga Valpore di Cima - Croce dei Lebi (pendici occidentali di M. Casonet) in collegamento a sinistra con riparti alpini del "M. Rosa" ed a destra col LXII battaglione, che è disteso lungo il costone di q. 1559, M. Casonet (q. 1618), pendici occidentali di Col dell'Orso. Il comando di reggimento, collocato a Casone Boccaor, ai piedi del costone occupato dai suoi riparti, è all dipendenza del gruppo misto alpino.
     Il LX, che si trova al M. Pertica, il giorno 18 scende per riordinarsi ed il 21 si schiera su Cason delle Fratte sino al fondo di val Cesilla (54a divisione).
     Pochi cambiamenti avvengono nella dislocazione dei riparti fino al 23 dello stesso mese, quando cioè gli Austriaci iniziano un violento fuoco di distruzione sulle nostre linee, fuoco che dura ininterrotto sino al mattino del giorno 25. Lanciano poscia due battaglioni all'attacco, uno punta contro le posizioni del M. Casonet, tenute dal LXII, l'altro contro i cocuzzoli di q. 1677 (nord di Col dell'Orso) e di q. 1671 (M. Solarolo), tenuti da riparti del III/149°.
     Il LXII rresiste fieramente ai reiterati violentissimi attacchi dell'avversario il quale non riesce a mettere piede nelle nostre posizioni. Il terreno è coperto di cadaveri e la colonna attaccante quasi completamente distrutta.
     Dalla parte invece dell III/149°, riparti nemici, dopo furibonda lotta, si avvicinano ed occupano i due sopracitati cocuzzoli.
     Cinque successivi violenti contrattacchi, condotti dal III/149° e dagli alpini del "Val Cismon", rimangono infruttuosi.
     Viene allora iniziata una nuova azione tendente a far cadere per accerchiamento le posizioni conquistate dal nemico. Vi partecipano i battaglioni LXII ed il complementare, riparti del "Val Cismon", il I/143° ed un battaglione del 144°.
     Condotto con forte irresistibile slancio, il contrattacco ha esito brillante e presto quanto è stato perduto viene ripreso.
     Un encomio del comando della 56a divisione è rivolto al 13° bersaglieri.
     Il 10 dicembre, sostituito dal 135° fanteria, il reggimento lascia le posizioni e l'11 va ad accamparsi nei pressi di S. Zenone.
     Con lunghe marce per Castel di Codego e Istrana nei giorni tra il 12 ed il 18 dicembre si porta a Meolo, alla dipendenza della 61a divisione.
     La sera del 24 dicembre il reggimento lascia Meolo per raggiungere il basso Piave dove, il mattino successivo, sostituisce in linea il 226° fanteria. Due battaglioni, LIX e LX, si schierano lungo l'argine destro in collegamento con riparti di fanteria e granatieri che tengono la testa di ponte di Capo Sile.
     Il LXII costituisce rincalzo.
     Il 13° bersaglieri trascorre in tali luoghi gli ultimi giorni dell'anno.

ANNO 1918.

     Alla metà di gennaio il 2° granatieri svolge un'azione offensiva allo scopo di allargare la testa di ponte di Capo Sile; il 13°, dal 14 al 17, vi partecipa con suoi riparti, poi, il 22, sostituito dal 225° fanteria, va a riposarsi a Meolo.
     Agli ultimi di febbraio i due battaglioni LX e LXII si portano a presidiare la testa di ponte di Capo Sile ed il giorno 22 il LIX si disloca a Gradenico - Cà Rosa - Cento, quale riserva divisionale.
     Tentativi di infiltrazione sono di frequente respinti dai nostri con gravi perdite per il nemico.
     L'11 marzo, il 13° bersaglieri fa ritorno a Meolo, da dove i battaglioni, a turno, sono inviati in varie località per lavori di rafforzamento.
     Il 1° aprile è di nuovo in linea; i battaglioni LIX e LXII occupano la testa di ponte di Capo Sile, mentre il LX si schiera lungo l'argine della Piave Vecchia nei pressi della Castaldìa.
     Nella notte sul 16 si porta a riposoa Zerman ed a Meolo, per far ritorno nelle medesime linee l'8 maggio.
     Nei giorni seguenti le sue truppe tengono contegno attivissimo e la sera del 19 maggio, un riparto del LX battaglione concorre ad un'ardita incursione compiuta dal LIX d'assalto contro le posizioni avversarie, occupando alcuni trinceramenti abbandonati dal nemico, resistendovi poi bravamente e contrattaccando.
     Avendo quindi il comando della 61a divisione, di cui il 13° bersaglieri fa paret, deciso l'ampliamento della testa di ponte di Capo Sile, la sera del 26 maggio ha luogo una nuova azione.
     Dopo breve violentissimo bombardamento, due compagnie del XXIII battaglione d'assalto, protette dal fuoco delle nostre artiglierie, irrompono sulla prima linea nemica e la oltrepassano decisamente.
     Il LIX segue, occupando sino alla terza linea avversaria e la rafforza, mentre altri riparti del reggimento presidiano le trincee di partenza.
     Vengono catturati numerosi prigionieri ed abbondante materiale.
     Assolto il loro compito, gli arditi del XIII battaglione d'assalto vengono fatti ritirare ed il 13° respinge brillantemente i numerosi contrattacchi che il nemico sferra più volte per ritoglierci le posizioni conquistate.
     Il 1° giugno il 13° bersaglieri abbandona la linea, si porta a Meolo poi a Vacil, dove forma con l'8° reggimento la VI brigata (1).
(1) Per il seguito vedere la VI brigata bersaglieri.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D' ARGENTO.

Al Reggimento:

     “Distintosi per valore ed audacia sulle Alpi di Fassa, per saldezza e tenacia nelle giornate del ripiegamento, con generoso sacrifizio di sangue, in epica lotta, resistette sul Grappa vittoriosamente all'invasore. Nella memorabile difesa del Piave, con fulgido ardimento e sanguinosi eroismi, contrinbuì validamente a contenere la minacciosa avanzata avversaria. Nella suprema battaglia della riscossa, animato di ferrea, ardente volontà di vittoria, irruppe con slancio leonino oltre il Piave, travolgendo e superando ogni resistenza nemica. (Alpi di Fassa - Grappa - Piave - Livenza - Tagliamento, 1915 - 1918)".

 (Boll. Uff. anno 1920, disp. 47).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

Reggimento.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1120 (18 giugno 1918, ore 13).

     "La violenza della battaglia, attenuata alquanto sulla fronte montana va crescendo sul Piave.
     Nella giornata di ieri la 3a armata ha sostenuto il poderoso sforzo nemico con l'usato valore.
     Di fronte a Maserda e a Candelù rinnovati tentavi di stabilire nuovi sbocchi sulla destra del fiume sono stati sanguinosamente respinti. Da Fosslata a Capo Sile la lotta ha imperversato fierissima e senza posa. Formidabili attacchi nemici si sono alternati con nostri contrattacchi; inizi di vigorose avanzate sono stati frantumati dalla nostra resistenza o arrestati da nostre azioni controffensive.
     La lotta ha sostato soltanto a tarda notte, le valorose truppe dell'armata sono state strenuamente provate, ma l'avversario non ha potuto aumentare la breve profondità della fascia entro la quale da quattro giorni il combattimento imperversa. 1550 prigionieri sono stati restati nelle nostre mani.
     Gli aviatori hanno continuato a prodigarsi instancabili intervenendo efficacemente nella battaglia sotto la pioggia dirotta.
     Sul margine settentrionale del Montello rinsaldammo la nostra occupazione sul fiume fino a Casa Serena. Nel pomeriggio il nemico dal saliente nord orientale del monte sferrò due attacchi in direzione di sud - ovest e di sud - est: il primo venne nettamente arrestato ad oriente della linea Segnale 279 - nord - est di Giavera; il secondo fu contenuto immediatamente a sud della ferrovia S. Mauro - S. Andrea.
     Nella regione del Grappa respingemmo attacchi parziali nemici ed eseguimmo riusciti colpi di mano. Venne preso un centinaio di prigionieri.
     In fondo val Brenta e ad oriente della val Frenzela puntate nemiche furono prontamente arrestate.
     Al margine orientale dell'altopiano di Asiago truppe nostre strapparono all'avversario il Pizzo Rasea e le alture a sud - est di Sasso prendendovi circa 300 prigionieri; riparti nostri e del contingente francese attaccarono fortemente, guadagnando terreno, il costone di Costalunga e vi catturarono alquanti nemici. Numerosi altri prigionieri vennero fatti più ad occidente da truppe brittaniche.
     Il contegno delle truppe nostre ed alleate nella battaglia è ammirevole.
     Dallo Stelvio al mare ognuno ha compreso che il nemico non deve assolutamente passare; ciascuno dei nostri bravi che difendono il Grappa ha sentito che ogni palmo dello storico monte è sacro alla Patria.
     Per le grandi giornate del 15 e del 16 giugno e per l'attacco al Tonale del girno 13, fallito tentativo d'inizio della offensiva nemica, meritano speciale menzione ad esponente del valore di tutti gli altri riparti: la 45a divisione di fanteria, le brigate di fanteria Ravenna (37° - 38°), Ferrara (47° - 48°), Emilia (119° - 120°), Sesia (201° - 202°), Bari (139° - 140°), cosenza (243° - 244°), Veneto (255° - 256°), Potenza (271° - 272°); la 6a brigata bersaglieri (8 - 13°); il 78° reggimento fanteria francese e particolarmenteil primo battaglione, i reggimenti britannici Northumberland Fusiliers, Sherwood Foresters, Royal Warwick, Oxford And Bucks Light Infantry; il 13° reggimento fanteria italiano (brigata Pinerolo), il 117° (brigata Padova), il 266° (brigata Lecce); il II battaglione del 108° reggimento fanteria francese; il IX riparto d'assalto, i battaglioni alpini M. Clapier, Tolmezzo e M. Rosa e la 178a compagnia mitragliatrici.
     A tutte le artiglierie nostre ed alleate spetta particolarmente il vanto di avere spezzata la prima foga dell'assalto nemico. Speciale onore va rso all 7a e 8a batteria del nostro 56° reggimento da campagna che restate imperterrite sul Col Moschin circondato si opposero al nemico sopra un'unica linea nella quale a lato dei cannoni artiglieri e fanti gareggiarono in bravura".

                                                                                                                        Generale DIAZ.
   

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1260 (31 ottobre 1918, ore 12).

     "Il successo delle nostre armi si delinea grandioso.
     Il nemico è in rotta ad oriente del Piave e riesce stentatamente a contenere la incalzante pressione delle nostre truppe sulla fronte montana.
     Nella pianura e sulle Prealpi venete le nostre armate puntano irresistibilmente sugli obbiettivi loro assegnati. Le masse avversarie si incanalano tumultuariamente nelle valli montane e cercano di raggiungere i passaggi sul Tagliamento. Prigionieri, cannoni, materiali, magazzini e depositi presso che intatti, cadono nelle nostre mani.
     La 12a armata ha completato il possesso del massiccio del Cesen e combatte per espugnare la stretta di Quero.
     L'8a, continuando a svolgere con magnifico slancio la manovra affidatale, ha conquistato la dorsale tra la conca di Follina e la valle del Piave, ha occupato la stretta di Serravalle, ed avanza verso il piano del Cansiglio. La cavalleria nella pianura tende verso Pordenone.
     La 10a ha portato il suo fronte all Livenza.
     La 3a Armata si spinge avanti travolgendo e catturando il nemico che di fronte ad essa si accanisce nella resistenza. Truppe czecoslovacche partecipano all'azione.
     Nella regione del Grappa le nostre truppe rinnovato l'attacco hanno espugnato stamane il Col Caprile, il Col Bonato, l'Asolone, il M. Prassolan, il saliente del Solarolo ed il M. Spinoncia.
     Sull'altopiano d'Asiago l'avversario, molestato da riusciti colpi di mano nostri ed alleati, mantiene una sensibile aggressività di fuoco.
     La brigata Campania (135° - 136°), la 6a brigata bersaglieri (8° - 13° reggimento), l'11° riparto d'assalto hanno meritato l'onore di particolare citaizone.
     L'attività aerea nel cielo della battaglione si mantenne intensa nonostante le sfavorevoli condizioni di visibilità. Due apparecchi nemici ed un pallone frenato vennero abbattuti.
     Il numero dei prigionieri accertati supera i 50.000. Sono stati finora contati più di 300 cannoni".

                                                                                                      Generale DIAZ.    

UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte

Reggimento.

1 Capitano La Bianchi Guido Napoli M. Casonet 25-11-1917
2 Id. PoliniGaspare Alba Capo Sile 29-05-1918
3 Id. Sergio Tommaso Roma Capo Sile 03-03-1918
4 Id. Stirpe Giovanni Roma Capo Sile 26-05-1918
5 Id. Zoppis Giuseppe Brente Forcella di val Maggiore 24-08-1916
6 Tenente Biraghi Enrico Roma Capo Sile 27-05-1918
7 Id. Leonardi Pierino Faenza 1a Sez. Sanità 27-08-1916
8 Id. Riccioli Giovanni Castelfranco di Sopra M. Casonet 21-11-1917
9 Id. *Valeri Curti Umberto Grotte S. Stefano Osp. Mil. Padova (per disastro ferrov.) 13-02-1917
10 Id. Vetere Francesco Portici M. Casonet 25-11-1917
11 S. Ten. Arcangeli Carlo Firenze Capo Sile 17-06-1918
12 Id. Battaglia Ercole Ataliva (Argentina) 24a Sez. Sanità 29-10-1918
13 Id. Casotti Orazio Reggio Emilia Paso del Colbricon 04-08-1916
14 Id. Cocco Luigi Larino Osp. d. C. 67 10-03-1918
15 Id. De Lollis Alceste Napoli Piccolo Colbricon 04-08-1916
16 Id. Galati Renato Monteleone di Calabria M. Casonet 25-11-1917
17 Id. Maiella Pietro Avellino Capo Sile 20-05-1918
18 Id. Marinelli Guido Agnone Coltorondo 03-09-1916
19 Id. Negri Luigi Genova Scolo Palombo 20-06-1918
20 Id. Padrini Mario Aulla M. Fontana Secca 22-11-1917
21 Id.  Pimpinelli Carlo Firenze Capo Sile 03-03-1918
22  S. Ten. Poli Paolo Molfetta Capo Sile 21-05-1918
23  Id.  Scarano Antonio Trivento Colbricon 26-07-1916
24  Id. Scarpellini Bruno Roncofreddo Busa Alta 22-10-1916
25  Id.  Silvestri Domenico Napoli Piccolo Colbricon 06-06-1917
26  Aspirante Galli Leopoldo Novara Osp. d. C. 075 24-02-1918
27  Id.  Lenzi Fausto Tortona Cima Valon 23-05-1917

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

REGGIMENTO.

     Soldato CARETTI FEDELE, da Arbizzo (Como):

     “Durante il violento bombardamento avversario, avuta troncata una gramba da scheggia di bombarda, mirabilmente calmo, chiedeva all'aiutante di sanità di essere medicato dopo altri feriti, e, da solo, si recideva con un coltello l'arto e si arrestava l'emorragia con la cinghia dei pantaloni. Incurante di sè e del dolore, incorava quindi ed incitava ancora i compagni, ed al proprio comandante di compagnia, accorso per confortarlo, diceva che non era nulla. Poco dopo spirava. Testa di ponte di Capo Sile, 20 maggio 1918".

(Boll. Uff., anno 1918, disp. 67)

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

Ufficiali, n. 46 - Truppa, n. 66.

MEDAGLIA DI BRONZO.

Ufficiali, n. 54 - Truppa, n. 84.

COMANDANTI DEL REGGIMENTO.

Colonnello DURANDO Leopoldo, dal 19 marzo al 30 giugno 1916.
Ten. colonnello CASSOLA Giuseppe, dal 1 luglio 1916 al 26 ottobre 1917.
Ten. colonnello PELUSO Luigi, dal 28 ottobre 1917 al termine della guerra. 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

LIX Battaglione

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Mannini Manno 13/03/16 02/09/16  
Id. D'agostino Francesco 03/09/16 08/10/16  
Capitano Bellucci Vladimiro 09/10/16 25/01/17  
Maggiore Valvassori Luigi 26/01/17 17/07/17  
Id. Gioni Carlo 18/07/17 27/09/17  
Id. Mariani Carlo 28/09/17 02/06/18  
Id, Soezani Nino 03/06/18 al termine della guerra.  

LX Battaglione

Maggiore Ragioni Rodolfo 19/03/16 24/05/16  
Id. Umbriani Francesco 25/05/16 06/09/17  
Capitano Scaramucci Aldo 07/09/17 04/10/17  
Maggiore Bellucci Vladimiro 05/10/17 25/03/18  
Id. Contrada Darwin 29/03/18 al termine della guerra.  

LXII Battaglione

Maggiore Gillio Alessandro 19/03/16 02/11/17  
Id. Mazzari Pier Domenico 03/11/17 03/06/18  
Id. Mariani Carlo 04/06/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

REGGIMENTO.

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915





 Anno 1916


Dal 24 marzo al 14 agosto (Belvedere - Pendici del M. Cimerlo [qq. 2499 - 1500 - 1603] - Pralongo - Col Santo - Val Cismon - Val Mesta - Tonadico - Passo Previdal - Passo Cereda - Prati Ronz - Forcella Scanaiol - Cima Scanaiol - Q. 2226 - Massiccio della Tognola [q. 2408] - Cima della Ceremana [qq. 2700 - 2229] - Forcella di Valzanchetta - Passo di Colbricon - Colbricon - Laghetto del passo di Colbricon - Q. 2208 - Malga Tognazza - Malga Crel - QQ. 2552 - 2374 - 1766).

Dal 23 agosto al 26 ottobre (Alta val Fossernica - Pressi della forcella di val Maggiore - Campo Coltorondo - Pendici occidentali di Cima di Cece - QQ. 2040 - 2148 - M. Cauriol - Busa Alta - Q. 2456 - Cima Cardinal - Q. 2148 - Campo Coldose di Sopra e di Sotto).

Dal 2 al 31 dicembre (Col S. Giovanni - Col degli Uccelli - Col del Latte [testata di val Cia] - S. Giovannino - Passo di Cinque Croci - Q. 1304 - Cima Mezzogiorno).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 10 dicembre (col S. Giovanni - Col degli Uccelli - Col del Latte [testata di val Cia] - S. Giovannino - Passo di Cinque Croci - Q. 1304 - Cima Mezzogiorno - Caoria - Calmandro - Val Sorda - Zortea - Campo Fiamena - Forcella val Sorda - Regione Cupola - M. Cauriol - QQ. 2078 - Cima Fossernica [q. 2114] - QQ. 2212 - 2354 - 2351 - 2099 - Cappello da Carabiniere - Confluenzario Miesnotta - Rio Valzanca - Q. 2067 - Rio Stuat - Cima Paradisi - Valzanca - Q. 2226 - Pian delle Borche - Colle di Croce d'Anne - M. Avena - Col della Croce - Forcella Calaita - Cismon - M. Roncone - M. Peurna - Casale l'Olmo - Possagno - Casere Campini - Cason delle Mure - Col dei Prai - M. Pertica - M. Solarolo - M. Casonet - Cason delle Fratte - Col dell' Orso).

 Anno 1918


Dal 1° al 21 gennaio (Argine destro del basso Piave [tra Paludello e la testa di ponte di Capo Sile] - Capo Sile).

Dal 13 febbraio al 10 marzo (Testa di ponte di Capo Sile - C. Bressanin - Agenzia Zulian).

Dal 1° al 15 aprile (Piave [Testa di ponte di Capo Sile]).

Dal 9 al 31 maggio (Piave [Testa di ponte di Capo Sile]).

Dal 15 al 19 giugno (S. Giacomo di Musestrelle - Breda - S. Biagio si Callalta - C. Madonnetta - Saltore).

Dal 3 luglio al 15 agosto (Candelù - Argine Regio del Piave -  I. Ischia - C. Corazza - Penisola Torino - I. Lecce - C. Spineda - Breda - C. Postioma - Selvana - I. Caserta).

Dal 20 settembre al 20 ottobre (Cavriè - C. Pasqualin - Argine Regio del Piave - I. Rolando - I. Roma - Villanova).

Dal 24 ottobre al 4 novembre (Argine Regio del Piave - Candelù - Rotabile Roncadelle - Borgo del Molino - Rotabile Casa Stringhella - Roncadelle - C. Sartori - Fermata Rustigui - Cascina Faloppa - Piavon - Frassene - Livenza - Villotta - Gleris - Tagliamento - Rivignano).

 Anno 1915

 Dal 22 novembre al 31 dicembre (Livorno - Asti - Cerreto Sannita).

 Anno 1916

  Dal 1° gennaio al 23 marzo (Livorno - Asti - Cerreto Sannita).

Dal 15 al 22 agosto (Siror - Imer - Mezzano - Prade - Campo Secativo).

Dal 27 ottobre al 1° dicembre (Roncon - Gardellin - Valliselle di Dentro).
















 Anno 1917

Dall' 11 al 24 dicembre (S. Zenone - Castel di Codego - Istrana - Musestre - Borgo Fornaci - S. Ciprano - Meolo - Madonna del Vallio).















 Anno 1918


Dal 22 gennaio al 18 febbraio (Meolo).

Dall' 11 al 31 marzo (Meolo - Altino).

Dal 2 al 23 luglio (Campo Iolanda - Casale).

Dal 16 aprile all'8 maggio (Zerman - Meolo).

Dal 1° al 15 giugno (Meolo - Casale sul Sile - Vacil - Pezzan di Melma).

Dal 20 giugno al 2 luglio (Carità - Schio - S. Caterina di Schio - Treviso).

Dal 16 agosto al 19 settembre (Pressi di C. Venti).

Dal 21 al 23 ottobre (Borgo Furo - Pero).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

 

 

 1

10 

Id.1916

7

24

4

7

Id. 1917

11

17

 

14

Id. 1918

5

19

4

16

TOTALI Mesi 25 Mesi 10 e giorni 17
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1916
Colbricon - Passo di Colbricon - Piccolo Colbricon - Cima Stradon (21 luglio - 4 agosto)

3

7

/

98

225

6

Alpi di Fassa - Cima di val Maggiore - Cima di Cece (23 agosto - 28 settembre)

3

6

/

174

337

24

Busa Alta (q. 2456) - C. Cardinal (8 - 13 ottobre)

1

4

/

56

230

5

Totale anno 1916 7 17 / 328 792 35
 
1917
Regione Colli - Q. 2287 - Cima Paradisi - Fossernica (1° gennaio - 3 novembre)

1

/

/

5

13

/

Alpi di Fassa - Col dell'Orso - M. Pertica - M. Casonet - M. Solarolo (4 novembre - 10 dicembre)

7

14

3

120

235

209

Totale anno 1917 8 14 3 125 248 209
1918
Piave - Testa di ponte di Capo Sile (1° gennaio - 1° giugno)

 9

18

113

390

S. Giacomo di Musestrelle - Breda - S. Biagio di Callalta - C. Ninni - C. Cian - Argine Regio del Piave - C. Martini (15 - 20 giugno)

 2

4

 1

21 

 142

31

Candelù - Roncadelle - Borgo del Molino - C. Stringhella - C. Sartori - Fermata Rustigui - Tagliamento - Livenza (27 ottobre - 4 novembre)

 1

11 

19 

172 

43 

Totale anno 1918 12  33  3 153 704 82
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1916

7

17

/

328

792

35

Id.17

8

14

3

125

248

209

Id.18

12

33

3

153

704

82

TOTALE GENERALE 27 64 6 606 1744 326


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