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VII  RAGGRUPPAMENTO

ANNO 1917.

     L'8° gruppo (battaglioni M. Clapier, Pinerolo, Susa, Tolmezzo) ed il gruppo alpini A (M. Rosa, Val Natisone, Val Tagliamento, Val Brenta, M. Matajur) che ai primi di dicembre operano nella zona di Col della Berretta (51a divisione e quindi 59a del XXVII corpo d'armata) costituiscono, il giorno 11, un raggruppamento alpini, che il 26, si riunisce nella zona a nord di Bassano (Romano Alto - Pove) alla dipendenza della 17a divisione (IX corpo d'armata).       

ANNO 1918.

     Il 1° gennaio, il raggruppamento assume l'ordinativo di VII, mentre il suo gruppo A prende quello di 16°.
     L'8 gennaio, l'8° gruppo si trasferisce sul massiccio del M. Grappa, ove i dipendenti battaglioni vengono adibiti a lavori di fortificazione nella zona di Col Campeggia, Colle Averto, Capitello (18a divisione).
     L'11 gennaio anche il comando di raggruppamento si trasferisce in valle S. Felicita, ma per poco tempo, poichè, destinato alla 1a armata, il 22 gennaio, con i dipendenti suoi due gruppi, si concentra a nord di Bassano e quindi, il 25, per ferrovia si trasferisce in val Lagarina alla dipendenza del XXIX corpo d'armata.
     Nella nuova zona, il raggruppamento non compie azioni nè turni in linea. Il 15 febbraio, per ordine del Comando Supremo i battaglioni alpini Val Tagliamento, M. Matajur, Val Natisone sono disciolti e col passaggio del battaglione Tolmezzo dall'8° al 16° gruppo alpini, il VII raggruppamento viene ad essere formato su sei battaglioni.
     Dal 24 al 27 febbraio, si trasferisce per ferrovia ad Edolo e dintorni alla dipendenza del III corpo d'armata.
     Lo stesso 27 febbraio, il VII raggruppamento, alla dipendenza della 5a divisione, sostituisce la brigata Marche nelle posizioni: Corno dei Tre Signori (ove si collega col VI raggruppamento alpini), Punta di Albiolo, M. Tonale (q. 2694), Cima di Cady, passo del Tonale, Costa Casamadre.
     Nei mesi di marzo e di aprile non si svolgono azioni importanti, causa le condizioni climatologiche avverse.
     Il 25 maggio, concorre dimostrativamente alle operazioni svolte dal VI raggruppamento per l'occupazione di Cima Presena e successivamente, il 26, con due nuclei di arditi, all'azione compiuta dallo stesso raggruppamento per l'occupazione del Monticello, attaccando da nord il passo del Paradiso.
     Ad azione ultimata presidia con i plotoni arditi dei battaglioni M. Rosa, Val Brenta, Tolmezzo le posizioni conquistate dal predetto passo alla cresta del Monticello (q. 2609 - 2558).
     Nella prima decade di giugno si accentua l'attività delle artiglierie nemiche, che battono con particolare insistenza il tratto di linea Cima di Cady - sella Tonale - q. 2545 (Monticello).
     Il 13 giugno, col favore di una nebbia densissima, è possibile al nemico avvicinarsi alle sopradette posizioni con forti nuclei i quali, con improvviso lancio di bombe fumogene e dopo alterna vicenda, riescono a sopraffare il presidio di q. 2545 (un plotone della 134a compagnia del battaglione M. Rosa con due sezioni mitragliatrici). I superstiti, rinforzati da una cinquantina di uomini dell'"Edolo" tentano invano di respingere il nemico, del quale peraltro arrestano ogni ulteriore avanzata sulla cresta del Monticello che rimane in nostro possesso.
     Nel frattempo due plotoni del "M. Clapier" contrattaccano l'avversario che si era impadronito di alcuni nostri posti avanzati, fra Cima di Cady e sella Tonale, del battaglione Val Camonica, ma, soltanto dopo alcune ore è possibile ad una compagnia del "M. Clapier", rincalzata da altra del "Val Camonica", di ricacciare gli Austriaci infliggendo loro gravi perdite in morti, feriti e prigionieri.
     A sera infine viene ritolto al nemico un nostro elemento di difesa avanzata sulle pendici di Cima di Cady, con azione svolta dalla 114a compagnia del "M. Clapier" e dalla 250a del "Val Camonica".
     L'azione dell'artiglieria nemica permane violenta anche nella mattinata del 14, ma nel pomeriggio scema gradualmente per poi cessare del tutto.
     Questa pagina di sangue e di gloria è costata al raggruppamento la perdita di 15 ufficiali e 268 uomini di truppa.
     Il 25 giugno, pattuglie di arditi del "Susa" compiono un brillante colpo di mano sulle posizioni di q. 2762 (Cacaoli) catturando prigionieri ed impossessandosi di materiali.
     Il 13 agosto, il VII raggruppamento attacca le posizioni "Torrione" - M. Tonale (q. 2695) - Alpe del Tonale - Alpe di Pajole - pendici nord di Monticello con azione concomitante a quella svolta a sud dal IV raggruppamento per migliorare la nostra linea difensiva alla testata di val di Genova.
     Ultimato il tiro di preparazione delle artiglierie, l'8° gruppo alpini, che deve agire a nord del parallelo di Cima di Cady, attacca con la 35a compagnia e col plotone arditi del battaglione Susa, successivamente le qq. 2828 e 2762 (Cacaoli) e con la 25a, 26a e 27a compagnia del battaglione Pinerolo, la cresta del "Torrione" - q. 2864.
     Le qq. 2828 e 2762 dei Cacaoli vengono di slancio occupate, come pure qualche progresso è ottenuto sulla cresta del "Torrione", ma ulteriori vantaggi non possono essere conseguiti per la violenta reazione nemica che si manifesta con fuoco di artiglierie e mitragliatrici dal Redival e dal Comegiolo. 
     Nel pomeriggio ha inizio la seconda fase dell'operazione. Mentre a nord col concorso del "M. Granero" e della 20a compagnia del "Cividale" si sferrano gli attacchi, si opera anche contro il Tonale (ad ovest) per parte della 118a compagnia del "M. Clapier", la quale peraltro non può avanzare. Entra in azione il 16° gruppo alpini con la 6a compagnia del "Tolmezzo" e la 272a del "Val Brenta", le quali, dalle nostre posizioni di Cima di Cady avanzano contro la linea: Alpe del Tonale - Prateria del Tonale (sud del Tonale Orientale) e con la 135a e 124a compagnia del battaglione M. Rosa che, sostenute dai riparti mitraglieri, per q. 2001 - 2003 tentano raggiungere la linea dell'Alpe di Pajole (sud della strada nazionale).
     La reazione nemica è violenta ed a tarda ora, ad eccezione di un momentaneo nostro successo a q. 2864 del "Torrione", che la 20a compagnia del "Cividale" e la 27a del "Pinerolo" sono costrette poi ad abbandonare, non si hanno ancora risultati positivi.
     Durante la notte il combattimento prosegue, il nemico contrattacca ed obbliga la 25a compagnia del "Pinerolo" a ripiegare sulla cresta del "Torrione" nelle posizioni di partenza dell'Albiolo, mentre il battaglione M. Rosa (135a compagnia) occupa qualche elemento nemico sul costone Alpe di Pajole - q. 2432 (Monticello).
     L'attiva resistenza nemica si accentua il mattino del 14 agosto; la 135a compagnia del "M. Rosa", contrattaccata in forze, ripiega nelle trincee di partenza e non potendo le nostre truppe conseguire altri vantaggi, nel pomeriggio i riparti attaccanti vengono fatti rientrare sulle vecchie linee, ad eccezione del presidio di q. 2828 (Cocaoli) contro il quale si ostina il nemico. Tale quota viene abbandonata nel pomeriggio del 15.
     L'azione è costata 21 ufficiali e 432 uomini di truppa.
     Segue un periodo relativamente calmo e soltanto alla fine di settembre e durante il mese di ottobre, in previsione della nostra prossima avanzata, i riparti in linea eseguiscono arditi colpi di mano per riconoscere le forze e le posizioni nemiche che risultano efficienti.
     Degne di nota sono le azioni svolte dal battaglione M. Rosa il 28 settembre a Cima di Cady, dagli arditi del "Susa" il 3 ottobre sulle quote 2762 - 2702 (Cacaoli) ove vengono catturati dei prigionieri, ed infine dai battaglioni Tolmezzo e M. Rosa, l'8 ed il 19 ottobre contro le linee nemiche di Prateria del Tonale.
     All'inizio dell'ultimo atto della nostra guerra, il VII raggruppamento ha il proprio settore ripartito in due sottozone: la prima, dal Corno Tre Signori al Tonale (occidentale), presidiata dall'8° gruppo; la seconda dal Tonale (escluso) - Cima di Cady alle pendici settentrionali del Monticello presidiata dal 16° gruppo.
     Dal 24 ottobre al 2 novembre non si hanno che azioni di pattuglie che provocano forte reazione nemica; soltanto il 3 novembre vengono iniziate le operazioni da parte della 5a divisione, che ordina al raggruppamento di assicurare lo sbocco in val di Sole impossessandosi della linea nemica: Tonale orientale - q. 2437 - q. 2407 - Prateria del Tonale - Alpe di Pajole e procedere quindi su Fucine, allo sbocco del T. Vermignano nel Noce, collegandosi con la colonna (8° gruppo alpini) che dalla testata del T. Noce deve puntare su Pejo.
     Il 16° gruppo attacca le difese di sella Tonale con il battaglione Tolmezzo rincalzato dal "M. Rosa", procedendo lungo la rotabile, raggiunge in breve la caserma austriaca ed occupa la prima linea del nemico che reagisce dall'Alpe di Pajole, dal Tonale e dal Monticello; l'8° gruppo, nel frattempo attacca ed occupa, col battaglione Susa, i Cacaoli ed il "Torrione", puntando con il grosso per Val del Monte (T. Noce) in direzione di Pejo.
     La resistenza nemica si affievolisce. Il 16° gruppo passa alla dipendenza tattica del IV raggruppamento e nel pomeriggio occupa, con due compagnie dei battaglioni M. Rosa e M. Mandrone i forti di Saccarana (Tonale) e di Pozzi Alti, ove vengono catturati numerosi prigionieri.
     Alle ore 18, la colonna raggiunge Fucine collegandosi con l'8° gruppo, giunto a Pejo, e che a sua volta passa alla dipendenza del IV raggruppamento. Fino all'ora fissata per la cessazione delle ostilità in seguito ad armistizio, non si hanno ulteriori scontri col nemico che cede alle nostre truppe, le quali hanno raggiunto Malè in val di Sole e con una colonna volante, hanno occupato il passo della Mendola, in vista di Bolzano.             
COMANDANTI DEL RAGGRUPPAMENTO.

Brig. Gen. BRUNO Costantino, dall'11 dicembre 1917 al 15 febbraio 1918.
Brig. Gen. GAZAGNE Adolfo, dal 16 febbraio 1918 al termine della guerra.


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