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VIII  RAGGRUPPAMENTO

ANNO 1918.

     Dopo aver rilevato nel settore del M. Altissimo (val Lagarina) i reggimenti della brigata Pistoia 35° e 36°, i due gruppi alpini 13° e 17°, formati rispettivamente dai battaglioni M. Antelao, Pieve di Cadore, Val Cismon e M. Pelmo, Exilles, M. Suello, costituiscono il 16 luglio un raggruppamento. Questo, che trovasi alla diretta dipendenza della 26a divisione (XXIX corpo d'armata - 1a armata), avuto il cambio, tra il 15 ed il 18 agosto, dalla XII brigata Czeco-Slovacca, si trasferisce prima a Fontechel, Bocca di Navene, Dossioli e poi in Valpolicella.
     Il 31 agosto la nuova unità alpina assume la denominazione di VIII raggruppamento e per ferrovia si trasferisce nella zona di Schio (Magrè - S. Vito di Leguzzano) passando a far parte del V corpo d'armata.
     Costituitasi, il 20 settembre, l'80a divisione con truppe da montagna (raggruppamenti alpini VIII e IX), il 17° gruppo, viene sostituito dal 6° (battaglioni Levanna, Val Toce, Aosta) già nella zona del V corpo d'armata ed appena sceso a Recoaro dalle prime linee.
     In previsione della battaglia decisiva, l'VIII raggruppamento viene inviato, il 20 ottobre, nella regione di Marostica e quindi, su autocarri, in quella di Crespano Veneto con tutta l'80a divisione assegnata al XXX corpo d'armata (4a armata).
     All'inizio della battaglia questa trovasi ammassata sulla linea dei costoni di M. Boccaor, M. Meate, Cima della Mandria, M. Pallone (M. Grappa).
     Il 24 ottobre, il XXX corpo d'armata attacca su tutta la sua fronte dal M. Grappa ai Solaroli, e, mentre la "Lombardia" attanaglia i Solaroli, che il nemico difende con accanimento, e la brigata Aosta conquista il Valderoa, l'VIII raggruppamento, scaglionato in profondità col 6° gruppo in testa, percorrendo la direttrice M. Casonet, Col dell'Orso, M. Solarolo, procede verso la linea di fuoco, pronto ad entrare in azione per l'occupazione del primo obiettivo assegnatogli, M. Fonatana Secca. 
     Ma la violenta reazione nemica, oltre che col fuoco di numerose artiglierie, si manifesta con ripetuti decisi contrattacchi per respingere i quali entrano subito in azione i battaglioni del raggruppamento e tra questi il "Levanna", che subisce gravi perdite sulla selletta del Valderoa.
     La giornata del 25 è caratterizzata da ripetuti arditi tentativi contro le posizioni avversarie dei Solaroli (q. 1672 - q. 1676) che resistono ai ripetuti contrattacchi del 13° gruppo (battaglioni M. Antelao, Val Cismon) e del battaglione Val Toce (6° gruppo) e dalle quali partono violenti contrattacchi nemici contro la selletta del Valderoa difesa dal "Levanna", e dalla 42a compagnia alpini ("Aosta").
     Le perdite sono gravi ed ormai tutti i battaglioni sono impiegati.
     Il giorno 26, il raggruppamento attacca nuovamente le posizioni fra q. 1672 e 1676 giungendo ad un centinaio di metri dalla cresta dei Solaroli.
     Nella notte sul 27 il nemico, incalzato da altre truppe e sostenuto da numerose artiglierie e mitragliatrici, rioccupa il costone di q. 1672, la selletta del Valderoa e il Valderoa stesso, ma ogni suo ulteriore progresso è contenuto dai battaglioni Val Toce, M. Antelao, Val Cismon e Pieve di Cadore che peraltro non possono riconquistare le posizioni perdute.
     Il giorno successivo i riparti del raggruppamento si portano a sud del M. Meate - M. Pallone per riordinarsi, eccetto il "Pieve di Cadore" che, con l'"Exilles" (17° gruppo alpini) costituisce un distaccamento agli ordini del comandante il 13° gruppo, che rimane nelle posizioni del M. Valderoa. Il 31 il "Pieve di Cadore", occupa il M. Fontana Secca e nonostante la stanchezza delle truppe, per, Seren, Rosai, punta su Feltre, che raggiunge primo, seguito dal "Val Cismon" e dall'"Aosta", mentre il 6° gruppo rimane in val Archeson quale riserva del 20° gruppo alpino.
     Chiara testimonianza del sacrificio e del valore dell'VIII raggruppamento durante l'ultima battaglia è la cifra delle perdite: 88 ufficiali e 3042 uomini di truppa.
     Il 3 novembre il battaglione M. Antelao riceve ordine di spingersi su Fiera di Primiero per tagliare la ritirata al nemico che risale la val Cismon; tale compito è assolto brillantemente allorchè scocca l'ora della cessazione delle ostilità.               
COMANDANTI DEL RAGGRUPPAMENTO.

Colonnello CAJO Pietro, dal 16 agosto al 20 settembre 1918.
Colonnello GAMBI Bartolo, dal 21 settembre 1918 al termine della guerra.


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