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6°  GRUPPO

(Già 2a frazione del Gruppo Alpini E)

ANNO 1916.

     Con i battaglioni Exilles, Aosta, M. Suello, Levanna e M. Cervino si costituisce, il 25 aprile, la 2a frazione del gruppo alpini E. I riparti, che intanto affluiscono nella zona ad ovest della linea tramviaria Vicenza - Marostica, attendono alla loro sistemazione ed a speciali istruzioni.
     E' in pieno sviluppo l'offensiva austriaca sugli altopiani; i riparti della frazione, lasciato l'"Aosta" alla dipendenza del XIV corpo d'armata, il 17 maggio partono in ferrovia per Arsiero, per concorrere, con le truppe del V corpo d'armata, ad arginare l'avanzata del nemico.
     Il "M. Suello" si porta, invece, in autocarri al passo della Borcola ove lascia una compagnia, per occupare con una seconda la linea di M. Sarta, con la terza quella di Coston dei Laghi; gli altri battaglioni si riuniscono a Col Borcola, alla dipendenza del comando difesa di val Terragnolo. Il 18 due compagnie del "M. Suello" operano un contrattacco sulle posizioni di Cima Maggio e di q. 1830, infliggendo al nemico gravi perdite.
     Il 19, il "Levanna" e l'"Exilles" sono in linea a Coston dei Laghi, M. Sarta, Cima Bisorte e Malga Corona; il "Cervino" in riserva a passo della Borcola.
     La pressione avversaria si fa sentire violenta; nonostante gli sforzi per contenere l'avanzata, le nostre truppe sono costrette a ripiegare.
     Il 20 il comando della frazione, il "Levanna", due compagnie del "M. Suello", una del "Cervino" ed una dell'"Exilles" sono riuniti a Colle di Xomo.
     Lo stesso giorno la frazione assume la denominazione di 6° gruppo alpini ed il comando del gruppo E, quello di comando gruppi 4° e 6°.
     Il 21, messi a disposizione della brigata Volturno (44a divisione), i battaglioni si spostano tra le Porte di Pasubio e M. Forni Alti. Il 23, l'"Exilles", che ha intanto riuniti i suoi riparti, occupa le linee di M. Forni Alti, con due compagnie distaccate a Corno di Pasubio ed a passo dell'Ometto; il "M. Suello" provvede alla vigilanza della fronte da val Sorapache a Malga Campiglia; il "Levanna", in riserva, alle Porte di Pasubio; il gruppo è alla dipendenza della brigata Puglie (44a divisione).
     Il 29 il nemico sferra di nuovo i suoi attacchi, che ripete, invano, il 30 ed il 31, con particolare violenza contro le linee tenute dal "M. Suello", che resiste valorosamente, conservando intatte le sue posizioni.
     Procedutosi alla sistemazione della zona, il 1° giugno il gruppo, alla dipendenza della brigata Verona (44a divisione), è così dislocato: l'"Exilles" a M. Forni Alti; il "M. Suello", dalla testata di val Sorapache a Malga Campiglia; il "Levanna" alle Porte di Pasubio, con una compagnia tra Soglio dell'Incudine e passo del Fieno; il "Cervino", con una compagnia in ricostituzione ad Albergo Dolomiti, una in rincalzo al "M. Suello" ed una tra il passo dell'Ometto ed il Corno di Pasubio. Il 4 giugno il "Levanna" sostituisce in linea il "M. Suello" che si reca alle Porte di Pasubio.
     I battaglioni provvedono al rafforzamento delle trincee con opportuni lavori ed alla sorveglianza.
     Per alleggerire dalla forte pressione avversaria le truppe della 4a armata, i riparti della 44a divisione hanno l'ordine di prendere l'offensiva, con obiettivo M. Parmesan, regione Lora, e di dare il proprio concorso alla 27a divisione per l'occupazione del Soglio della Rasta. Al 6° gruppo è affidato detto concorso ed i battaglioni, dal 9 al 12, tentano con successivi attacchi di assolvere il compito; malgrado il loro slancio, però, l'avanzata è arrestata a causa della violenta reazione e del fuoco di artiglieria e di mitragliatrici. I riparti, sospesa l'azione, si fortificano saldamente sulla nuova linea raggiunta.
     Il giorno 11, intanto, il gruppo ha cessato di far parte del comando gruppi alpini 4° e 6°, che viene disciolto.
     Iniziatasi la nostra controffensiva sugli altopiani, le truppe della divisione vi concorrono con l'invio di numerose e forti pattuglie. Nella notte sul 16, arditi del "Cervino" occupano una colletta alla testata di val del Pruche ed il 19, la 133a compagnia del predetto battaglione amplia l'occupazione della testata della valle, strappando al nemico alcune quote di M. Pruche. Poco dopo, però, il fuoco nemico costringe i nostri ad abbandonarle. Nello stesso giorno il "M. Suello" dà il cambio in linea al "Levanna".
     Il 21 i battaglioni Vicenza, M. Berico e Val Leogra, già appartenenti al "gruppo Porta", vengono assegnati l 6°, restando, però, impegnati in altri settori del corpo d'armata.
     La nostra controffensiva sugli altopiani si sviluppa con soddisfacenti risultati. Intanto, mentre si vengono preparando nuove operazioni, nostre pattuglie riescono a fare qualche progresso nella regione Punta della Lucche, val Caprara e Boschetti. Il 22 ed il 23 il "M. Suello" respinge due attacchi.
     Il 26 ha inizio l'offensiva in Vallarsa; alla 44a divisione, è affidato il compito di occupare la linea Loner settentrionale, valle Coni, Aste, Anghebeni; il gruppo riceve l'ordine di concorrere nell'azione attaccando sulla propria fronte e puntando, per val Caprara e val del Pruche, sul passo della Borcola, onde sbarrare la ritirata a truppe nemiche che ripiegano da Arsiero.
     Cessato il fuoco delle artiglierie, le fanterie iniziano il movimento; il "Levanna" per la val del Pruche; il "Cervino" per la testata di val Caprara; il "M. Suello" si spinge in val Sorapache; l'"Exilles" è in riserva.
     L'avanzata procede bene sulla destra, ove il "M. Suello" concorre alla occupazione della Costa Ronchi spingendo elementi avanzati fino a Doppio, sulla strada della Borcola. A sinistra i battaglioni Cervino e Levanna progrediscono lentamente, a causa dell'enorme difficoltà del terreno e della forte reazione del nemico. In rinforzo al gruppo viene inviato il 219° fanteria ed il comando della "Sele" assume quello di tutte le truppe.
     Il 27 il "Cervino" raggiunge la confluenza di val della Caldiera e valle Caprara, il "Levanna" occupa Punta della Lucche e q. 1229, avvicinandosi alle posizioni di M. Pruche; il "M. Suello", disceso nella valle Sorapache, si dirige su Doppio e Griso. Continua costante la nostra avanzata nonostate la reazione del nemico; il 28 Griso, M. Pruche e q. 1203 sono occupati; nei giorni 29 e 30 il "Levanna" punta verso le posizioni della Borcola, mentre il "M. Suello" si sposta all'altezza di q. 1400, sotto Cima Grama e Corno del Coston; il "Cervino", risalita la valle della Caldiera, conquista alcune quote, scendendo verso la q. 1518. L'"Exilles" ed il "Levanna" occupano le trincee oltre Griso, con posti avanzati nelle valli Paileche e del Lovo. Il nemico si oppone con tenacia al dilagare delle nostre truppe, contrastandone i movimenti con violenti contrattacchi.
     Mentre ferve la battaglia sulla fronte del corpo d'armata, nella zona di attacco degli alpini l'azione ha una breve sosta, che permette ai riparti di riordinarsi e di rafforzarsi.
     Il giorno 3 luglio il "M. Suello", in val Grande, compie un'azione dimostrativa contro le posizioni di Cima Grama ed il 4 occupa la q. 1232, provvedendo alla sistemazione della nuova linea. Vengono sostituite, intanto, le truppe maggiormente provate; il 7, il "M. Berico" dà il cambio in val Grande (q. 1232) al "M. Suello", che si trasferisce a Poleo; l'"Exilles" estende la sua occupazione in val Posina, presidiando le trincee tenute dal "Levanna", che si sposta a Fongara, per riordinarsi.
     Il 10 vengono ultimati i preparativi per la ripresa delle operazioni ed il "M. Berico", si porta in val Grande.
     La zona della brigata "Sele" viene divisa in due settori; quello di sinistra del Posina, affidato al 6° gruppo con l'"Exilles", il "M. Berico" ed un battaglione dell'86° fanteria; quello di destra, da cui dipende anche il "Cervino", al 220° fanteria.
     Il giorno 11, cessato il fuoco delle artiglierie, il "M. Berico", che intanto ha portato le sue compagnie in posizione adatta per l'azione, inizia il movimento, ma non riesce ad avanzare, per l'efficenza delle difese passive del nemico; l'artiglieria riprende il bombardamento e, nel pomeriggio del 13, q. 1425 è occupata con brillante attacco, che procura, però, molte perdite al battaglione, tanto da rendere necessaria la sua sostituzione con due compagnie del IV/80° fanteria, le quali provvedono a rafforzare la linea ed a respingere i contrattacchi nemici. Intanto il battaglione dell'86° si porta q. 1425. Gli Austriaci, il 14, cercano con violenti ritorni offensivi di aver ragione dei nostri; il "M. Berico" ritorna in prima linea, rinforzato da una compagnia dell'85° e da un battaglione del 220°; l'aggressività del nemico è rintuzzata ed il 15 le truppe riprendono l'avanzata, che, però, procede lentamente. La lotta è violenta; per le forti perdite subite il "M. Berico" e le due compagnie dell'80° sono ritirati dalle linee e sostituiti da un battaglione dell'85°.
     La reazione del nemico continua ad essere ostinata; l'attacco è, ancora una volta, arrestato. Il settore tenuto dal gruppo viene fatto segno alle maggiori offese, pertanto, il comando della "Sele" provvede a rinforzarlo con un battaglione del 219° (che il 17 si porta in linea a q. 1425, a fianco di quello dell'85°); i riparti del 220°, dell'86° e il "M. Berico" si spostano in val Grande, per riordinarsi.
     Invano i nostri tentano ancora di avanzare ed il 20, resosi necessario il cambio dei battaglioni del gruppo, duramente provati per la lunga lotta, ha inizio la sostituzione.
     Il 22 i riparti sono così dislocati: il "M. Berico" a Rovegliana; l'"Exilles" a Regie Fonti; il "Cervino" all'Officina elettrica; il "Vicenza" a Staro; il "Val Leogra" a Sant'Orso; il "Levanna" ed il "M. Suello" in linea rispettivamente alla testata di val della Caldiera, fondo val Posina e fondo val Grande - q. 1234, alla dipendenza della brigata Verona. Il comando di gruppo è a Recoaro.
     Durante il mese di agosto i battaglioni provvedono al loro riordinamento e si sostituiscono, a turno, nel servizio di prima linea.
     Riprese le azioni sulla fronte del corpo d'armata, il gruppo è nuovamente chiamato a dare il suo contributo ed il 4 settembre gli alpini iniziano il movimento per portarsi nelle prossimità delle prime linee. Il "Val Leogra" è dastinato ad altra unità ed il "Levanna" rimane in linea nelle posizioni di Regione Boschetti.
     Il comando del gruppo col "M. Berico", col "M. Suello" e col "Cervino", alla dipendenza della brigata Liguria, ha il compito di concorrere all'attacco della linea nemica sul Pasubio, a cavallo della q. 2200 e di puntare contro il Rojte e Buse di Bisorte.
     Il giorno 10 ottobre ha inizio l'attacco, ma a causa della fitta nebbia che ostacola l'avanzata ed i collegamenti e per la violenta reazione avversaria, i riparti, malgrado il loro slancio, sono costretti ad arrestarsi sotto i reticolati nemici. Sospesa l'azione, all'alba dell'11, dopo aver ripiegato sulle posizioni di partenza, i battaglioni sono ritirati in seconda linea ove provvedono alla loro riorganizzazione ed ai preparativi per la ripresa delle operazioni.
     Rientrano al gruppo il "Vicenza" e l'"Exilles", che il giorno 10, unitamente alle truppe del sottosettore di Cosmagnon, hanno concorso all'azione contro i trinceramenti di q. 1895, riuscendo solamente, a causa della fitta nebbia e del violento fuoco nemico, a portare le nostre linee ad immediato contatto di quelle avversarie.
     Continua, nella zona, ad imperversare il mal tempo, frattanto i riparti attendono alacremente alla preparazione del terreno e dei mezzi per l'ulteriore avanzata.
     Al gruppo è affidato il compito di concorrere all'attacco del saliente della linea nemica del "Dente" - q. 2200 austriaca, pertanto viene rinforzato dai battaglioni Aosta e Adamello, mentre il "Vicenza", il giorno 5 ottobre parte dal territorio della divisione per altra destinazione.
     Cessate le avverse condizioni metereologiche, l'azione è ripresa ed il giorno 9, dopo un violento bombardamento, gli alpini si lanciano all'attacco. L'"Adamello" ed il "M. Suello" progrediscono alquanto in direzione di q. 1985 e del trinceramento denominato il "Panettone"; l'"Exilles" conquista le prime trincee sotto il "Dente" nel versante di Cosmagnon; il "M. Berico", dopo aver sostenuto un violento corpo a corpo, riesce a mettere piede sul "Dente" di q. 2200 austriaca, resistendo validamente ai ritorni offensivi. Il 10 l'"Aosta" ed il "M. Suello", rincalzati dall'"Adamello", strappano all'avversario tutte le trincee di q. 1895 del "Panettone" e della selletta dei "Tre Alpini Morti"; il "Cervino" si spinge fino contro il "Groviglio" di Cisterna Sette Croci; una compagnia dell'"Aosta", di rincalzo al I e al VII bersaglieri ciclisti, concorre all'occupazione del passo e del ciglione del Menerle. Il "M. Berico", rinforzato dall'"Exilles", non riesce, però, ad avanzare per la forte reazione dell'avversario. L'azione subisce un rallentamento, i riparti si rafforzano sulle posizioni conquistate, respingendo i continui contrattacchi.
     Il 12 si riprende l'avanzata malgrado le grandi difficoltà del terreno ed il violento fuoco dell'artiglieria. Sospesa l'azione, il 13, i battaglioni provvedono alla sistemazione delle nuove linee. Il 14 vengono sostituiti i riparti maggiormente provati. Il "Val Maira" è assegnato al gruppo, restando in linea nel sottosettore Cosmagnon.
     Ripresa l'offensiva il 17, i battaglioni Aosta e Cervino sono destinati a far parte delle truppe alla dipendenza del comando della brigata Liguria che opera sul Pasubio; l'"Exilles" si porta ai Sogi; l'"Adamello", il "M. Suello", il "Monte Berico" ed il "Val Toce", nuovo assegnato al gruppo, si spostano a Malga val di Fieno e sotto i roccioni di Lora, a disposizione della brigata Puglie, che è impegnata su l'Alpe Cosmagnon.
     Nel pomeriggio, l'"Aosta", rinforzato da una compagnia del III/157°, dopo vivace combattimento s'impadronisce di gran parte della cresta del "Dente" e per tutta la giornata del 18 combatte continuamente, riprendendo, con ritorni offensivi, il terreno che è costretto a cedere sotto la forte pressione e conservando, così, le posizioni conquistate. Il "Cervino", intanto, guadagna terreno verso il "Cocuzzo del Disco".
     Il nemico si accanisce contro le trincee del "Dente" ed il 19 riesce a ricacciarne in parte i nostri. Abbandonata completamente la linea per potervi concentrare il fuoco delle artiglierie, nel pomeriggio il "M. Suello", dopo un violento bombardamento, con brillante attacco la riprende, ampliando l'occupazione verso nord. Nella serata il nemico riesce, però, a riconquistarla in parte ma in seguito essa viene del tutto abbandonata dai nostri. L'"Aosta" sostituito nelle trincee si reca a Porte di Pasubio. Intanto, il "Val Maira", l'"Adamello" e l'"Exilles" hanno preso parte ai combattimenti nel settore dell'Alpe Cosmagnon. Il 20 il "Val Toce" ed il "M. Berico" vanno a presidiare le trincee del Rojte.
     Sospese nuovamente le operazioni, i battaglioni maggiormente provati vengono ritirati dalle linee, per provvedere alla loro ricostituzione. Il 27 ottobre il comando di gruppo è a Torrebelvicino; il "Cervino" a Soglio dell'Incudine; l'"Aosta" a Ponte Verde; il "M. Suello" a q. 2200; il "M. Berico" a Camposilvano, alla dipendenza della brigata Liguria; il "Val Toce" ed il "Val Maira" sono a Malga dei Busi; l'"Exilles" e l'"Adamello" a q. 2200, a disposizione della brigata Puglie.
     Il 1° novembre il comando di gruppo assume la difesa del sottosettore Pasubio; durante tutto il mese i battaglioni si sostituiscono a turno nelle prime linee. Il "Val Maira" e l'"Adamello" cessano di appartenere al gruppo, perchè destinati rispettivamente alla 37e 6a divisione. Il 1° dicembre l'"Exilles" è in trincea sulle posizioni del "Panettone"; il "M. Berico" sul Pasubio; l'"Aosta" a Novale; il "Cervino" a Maglio; il "M. Suello" a S. Quirico; il "Val Toce" a S. Vito Leguzzano; il "Levanna" sempre in val Posina. Il giorno 3 il comando di gruppo, lasciato il sottosettore Pasubio, si trasferisce a Valdagno. Rientra al gruppo il "Vicenza" e giungono nella zona il "Saccarello" ed il "Morbegno". Il 19 il "M. Suello" ritorna in linea sull'Alpe Cosmagnon.
     Il 23 i battaglioni M. Berico, M. Suello, Vicenza e Morbegno, formano il 10° gruppo alpini provvisorio ed il 6°, con la nuova sistemazione, ha i suoi riparti dislocati: l'"Aosta" ed il "Cervino" in linea alla dipendenza della 44a divisione; l'"Exilles" ed il "Saccarello" a Recoaro; il "Levanna", che è ritornato nella zona, a Novale; il "Val Toce" a Maglio, con una compagnia distaccata sulla fronte della 27a divisione. Il 30 dicembre quest'ultimo battaglione si trasferisce a Valdagno.                                 

ANNO 1917.

     Il 17 gennaio i riparti, dopo aver provveduto alla loro riorganizzazione, iniziano le marce per trasferirsi in Vallarsa.
     Il 21 il comando di gruppo si porta ad Anghebeni; il 22 i battaglioni Exilles, Levanna e Saccarello occupano le trincee del Trappola e dello sbarramento di valle di Foxi; il "Val Toce" è nel sottosettore Cosmagnon, con due compagnie distaccate sul Menerle; il 30, il comando di gruppo assume la difesa del sottosettore Vallarsa; l'"Aosta" ed il "Cervino" sono sul Pasubio, a disposizione della 44a divisione. 
     I riparti vengono impiegati per la sorveglianza delle linee ed in lavori per riparare i danni causati dalla neve e dalle valanghe.
     Il giorno 11 febbraio, l'"Exilles" ha il cambio in linea dal III/69° ed il 12 prosegue per Schio, passando a far parte dalla 59a divisione (XXIX corpo d'armata). Il 13 rientrano al gruppo l'"Aosta" ed il "Cervino" accampando a Malga dei Busi; il 21 ritorna anche il "Val Toce" che sostituisce il giorno seguente, al Trappola (q. 1200), il "Saccarello", il quale cessa di far parte del gruppo, perchè destinato ad altra unità; il 25 il "Cervino" si trasferisce per S. Antonio e Recoaro a Montecchio. Il 28 il comando del gruppo lascia il sottosettore, portandosi il 1° marzo ad Arzignano, ove si reca anche il "Levanna", dopo aver ceduto le linee. Il 3 il "Val Toce", accampa a Montorso, il 6 l'"Aosta" si reca a Montecchio; il 29, il "Cervino" parte per Ala, per essere impiegato in lavori, a disposizione del XXIX corpo d'armata.
     Tutti i riparti, nelle nuove dislocazioni, attendono al loro riordinamento e ad istruzioni. Il 24 aprile il "Cervino" rientra, accampando a Tavernelle.
     Il 26, messi alla dipendenza del comando Zona Gorizia, i battaglioni iniziano le marce di trasferimento; il 27 il comando ed il "Cervino" raggiungono Podresca, il "Levanna", il "Val Toce" e l'"Aosta", Case Nuove e Miscek, in valle Judrio, a disposizione della 47a divisione. 
     Fervono i preparativi per l'azione che si dovrà svolgere oltre Isonzo; alla divisione è commesso il compito, passato il fiume tra Auzza e Canale, di rafforzarsi sulla riva sinistra, a protezione dei passaggi e di tenere pronte le proprie truppe per procedere, al primo cenno, contro il Semmer, q. 856 e lo Jelenik. Il gruppo fa parte del nucleo di attacco del Semmer, con obiettivo q. 856.
     Il "Cervino" rimane alla diretta dipendenza della divisione. Nella notte sul 14 maggio i battaglioni si trasferiscono nel vallone del Kotec potoc, però, un successivo ordine, il giorno stesso, li fa proseguire per Debenjc, a disposizione del II corpo d'armata. Il 15 si spostano a Slapnico ed il 16 a Zagomila per concorrere, con le truppe della 53a divisione, all'azione contro il M. Vodice e la selletta omonima.
     Per l'operazione vengono formate tre colonne; quella di sinistra, costituita dal 241° fanteria, con obiettivo il margine settentrionale del massiccio del Vodice; quella centrale, formata dall'"Aosta", dal "Levanna" e da un battaglione del 247° fanteria, alla dipendenza del comando della brigata Girgenti, con obiettivo il margine meridionale dell'altura; quella di destra, costituita dal "Val Toce", con obiettivo la sommità del monte.
     Il 18, cessato il fuoco delle artiglierie, le fanterie si lanciano all'attacco.
     La colonna di sinistra, superate le prime resistenze, raggiunge la sella, dalla quale però non può procedere oltre, a causa del vivacissimo fuoco dell'artiglieria nemica; nel pomeriggio, dopo aver ricevuto in rinforzo la 131a compagnia del "Moncenisio", l'avanzata viene ripresa, la sella è occupata e nuclei arditi si portano avanti nel versante settentrionale. Causa violenti contrattacchi dell'avversario, le posizioni avanzate devono essere abbandonate.
     I due battaglioni alpini della colonna centrale, con mirabile slancio, passando di roccia in roccia, si portano sotto la linea di resistenza nemica, ove il vivo fuoco delle mitragliatrici li obbliga a sostare; ma nel pomeriggio riprendono l'avanzata con tanto ardimento, che riescono, in breve, ad affermarsi su q. 652 e sulle pendici del costone che da essa degrada alla sella del M. Vodice. Intanto il battaglione del 247° assume uno schieramento tale da collegare saldamente il presidio della quota con il "Val Toce", che è riuscito ad avanzare cinquecento metri oltre la sella di q. 503.
     Il 19 il "Levanna", cooperando con le truppe della colonna di sinistra contro le posizioni della selletta, riesce a portare la linea di occupazione sul versante nord di q. 652. Altre truppe giungono in rinforzo degli attaccanti e, rafforzate le linee conquistate, vengono respinti i violenti contrattacchi del nemico, che mal si rassegna a cedere il terreno perduto.
     Il 20 tutti i riparti riprendono l'avanzata che, però, viene arrestata da violenta reazione.
     Il giorno seguente i battaglioni del 6° gruppo, per le gravi perdite subite, vengono sostituiti nelle posizioni e si trasferiscono a Slapnico; con successivi spostamenti, poi, il 28, messi alla dipendenza del XXIV corpo d'armata, accampano a Podresca e Miscek.
     In dette località rientra il giorno 31, il "Cervino" che il 15 ha cooperato con le truppe della 47a divisione per il passaggio dell'Isonzo tra Auzza e Canale e dal 27 al 30 ha combattuto su q. 652 del Vodice, ove è riuscito, malgrado le forti perdite a strappare al nemico alcuni elementi di trincea antistanti la q. 503.
     I battaglioni provvedono alla loro riorganizzazione ed il 9 giugno, partono per il territorio della 1a armata, dislocandosi, il giorno 11, tra Casare Asnicar, Contrada Pace, Storti, Parlati (V corpo - 44a divisione), restando in dette località fino al 5 luglio. Il giorno seguente, destinati ad occupare le posizioni dell'Alpe Cosmagnon, i riparti si portano a Pian delle Fugazze; il giorno 8 il comando di gruppo assume quello del sottosettore Cosmagnon, i battaglioni Levanna e Val Toce sostituiscono riparti del 14° bersaglieri ai Sogi ed al "Panettone"; il 9 il "Cervino" si porta tra Sogi e Lora, l'"Aosta" rimane in riserva con una compagnia in linea a q. 1985 (55a divisione).
     Durante i mesi di luglio ed agosto i riparti dislocati nelle prime linee del sottosettore mantengono attiva la sorveglianza con frequente invio di pattuglie e provvedono con lavori al miglioramento delle opere di difesa.
     Il 5 settembre una grossa frana staccatasi nella parte orientale dei roccioni di Lora, travolge le baracche del comando del sottosettore, facendo numerose vittime: tra esse il comandante del gruppo.
     Per l'approssimarsi della stagione invernale si provvede alla sistemazione della zona con opportuni lavori e si diradano le truppe in prima linea.
     Il 14 novembre il "Cervino", ritirato dalle trincee, si reca a S. Antonio, in riserva divisionale.
     I riparti del gruppo, nel sottosettore, vengono suddivisi in tre nuclei; di sinistra, costituito dal battaglione Levanna, nelle linee dai Sogi a Lora; di destra, dal "Val Toce" nelle posizioni del "Panettone" al Cogolo Alto; l'"Aosta" costituisce riserva in val di Fieno.
     Il giorno 11 dicembre rientrano i resti del "Cervino".
     Il battaglione, dal 17 al 22 novembre, alla dipendenza della 29a divisione, combatteva alle Melette di Gallio, arginando l'avanzata del nemico, tendente a discendere in val Frenzela, subendo rilevanti perdite. Il 4 dicembre, però, obbligato a ripiegare in seguito alla forte pressione, dalle linee del "Torrione" di M. Fior, che presidiava dal 26 novembre, veniva quasi totalmente distrutto e solo pochi superstiti trovavano scampo.      

ANNO 1918.

     Il 22 gennaio la fronte del sottosettore, opportunamente raccorciata con la cessione di un tratto di essa a riparti laterali, è suddivisa in due ali; di sinistra (Sogi, Lora, "Imbuto" presidiata dal "Levanna"; di destra ("Panettoni) affidata al "Val Toce". Il "Cervino", accampato tra Case Ressanti e Contrada Prà, provvede alla sua ricostituzione; l'"Aosta" si porta a S. Quirico, per un periodo di riposo.
     Il giorno 11 febbraio, il "Cervino" sostituisce ai "Panettoni" il "Val Toce", che si reca a riposo. Il sottosettore viene affidato al 99° fanteria, che, dà il cambio nelle prime linee al "Levanna".
     Il gruppo si trasferisce il 13 per riorganizzarsi in val d'Agno, tra Cornedo, S. Quirico, Novale e Maglio.
     L'8 marzo è chiamato nuovamente in trincea ed il giorno 11 riassume la difesa del sottosettore Cosmagnon, dislocandosi col "Val Toce" ai Sogi; col "Levanna" nelle linee dell'Imbuto e del "Panettone"; con l'"Aosta" ai "Panettoni". Frattanto il "Cervino", ricevuto il cambio, si reca a riposo tra Piano, Campinelli, M. Dietro il Gasta.
     Il gruppo rimane nel sottosettore fino al 6 maggio, giorno in cui, sostituito dal 158° fanteria, si trasferisce tra Valdagno, Recoaro, Novale.
     Durante il mese di maggio e nei primi giorni di giugno i battaglioni sono impiegati in lavori, per cui subiscono vari spostamenti; il 15 sono nuovamente riuniti tra Valdagno e Recoaro; l'"Aosta" il 21 è a Malga val di Fieno e Camposilvano, a disposizione della 55a divisione; tutti i riparti continuano ad essere adibiti per lavori. Il 14 luglio il comando del gruppo riassume quello del sottosettore Cosmagnon, col "Cervino" in linea nelle posizioni del "Cocuzzolo Teleferica" e del "Panettone basso", e col "Levanna" al "Panettone medio e alto", gli altri due battaglioni rimangono nella precedente dislocazione. Il 12 agosto, sostituiti dal 145° fanteria, i riparti lasciano il sottosettore ed il 17 sono accampati tra Novale, S. Quirico, Rovegliana e Contrada Fracassi.
     Il 20 settembre, il "Cervino" passa alla dipendenza del 20° gruppo alpini e si trasferisce in val Chiampo. Sotto la stessa data il 6° gruppo è chiamato a far parte dell'VIII raggruppamento alpini, con il quale combatte fino al termine della guerra (1).               
     (1) Per il seguito vedere l'VIII raggruppamento.

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

     Colonnello GIOPPI ANTONIO, da Sermide (Mantova):
     "Comandante del gruppo alpini, impresse alle sue truppe tale slancio, e, col suo grande ascendente morale, trasfuse in esse tale ardimento,che, nonostante le gravi difficoltà, trionfava della fiera resistenza di un nemico in forze e risoluto, conquistando importanti posizioni, ed affermandovisi. Sprezzante di ogni pericolo, seguendo da presso le colonne moventi ai sanguinosi attacchi, pronto ad intervenire di persona quando le circostanze lo richiedessero, il 12 ottobre, al suo posto di comando, battuto dal micidiale fuoco avversario, cadeva mortalmente colpito da una granata nemica. - Monte Pasubio, 9 - 13 ottobre 1916".

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 101).

MILITARI DECORATI CON L’ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

GIOPPI ANTONIO, colonnello - cavaliere - Alta Val Posina, 28 giugno, 11, 12, 20 e 25 luglio 1916.
COMANDANTI DEL GRUPPO.

Colonnello GIOPPI Antonio, dal 25 aprile al 13 ottobre 1916 (ferito).
Colonnello ZAMBONI Umberto, dal 26 ottobre 1916 all'11 aprile 1917.
Colonnello BACCIGALUPI Ignazio, dal 18 aprile all'8 maggio 1917.
Ten. Colonnello TESTA FOCHI Ernesto, dal 9 al 19 maggio 1917 (ferito).
Maggiore FENOGLIETTO Federico, dal 20 al 31 maggio 1917.
Ten. Colonnello TESTA FOCHI Ernesto, dal 1 giugno al 5 settembre 1917 (deceduto in seguito a frana di roccia).
Ten. Colonnello VITALINI Enrico, dal 7 settembre 1917 al 19 aprile 1918.
Colonnello GRANDOLFI Edoardo, dal 23 aprile al 26 ottobre 1918.
Colonnello COLOMBINI Alfredo, dal 31 ottobre 1918 al termine della guerra.


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