Fronte del Piave
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M. ORTLER

(306a, 307a e 308a Compagnia)

ANNO 1918.

      Alla data del 22 febbraio 1918, in seguito ad ordine del Comando Supremo, il I battaglione skiatori assume la denominazione di "M. Ortler" e le sue compagnie 1a, 3a e 9a cambiano rispettivamente la numerazione in 306a, 307a e 308a.
     Il battaglione, che dal 20 marzo fa parte del 15° gruppo, è dislocato nel settore alta Valtellina sulle posizioni di Capanna Milano, Grosser Eiskogele, Col Pale Rosse, passo Ablés, rifugio Gavia.
     Trascorso un periodo di calma, tra il 30 aprile ed il 12 maggio i riparti scendono a riposo frazionandosi tra S. Caterina e S. Niccolò di Valfurva; vi rimangono però solo e per qualche tempo la 308a e la 307a la quale, il 1° giugno, invia un plotone in linea a Pizzo Tresero ed a Punta Pedranzini, mentre la 306a, quattro giorni dopo, raggiunge Capanna Milano.
     Nel mese di luglio si susseguono altri trasferimenti; l'8 la 306a scende in val Zebrù, per risalire il 30 al rifugio Gavia, mentre la 308a, dopo aver raggiunto, il 12, passo dell'Alpe, il 30 l'abbandona per far ritorno a S. Caterina; la 307a è sempre a riposo.
     Nell'agosto hanno inizio le operazioni contro le posizioni nemiche di Punta S. Matteo e del M. Mantello, operazioni la cui esecuzione, progettata per il giorno 7, aveva dovuto esser rimandata causa l'imperversare di una furiosa tormenta accompagnata da forti scariche elettriche.
     Alle compagnie 307a e 308a, coadiuvate dalla 527a mitragliatrici del "Mondovì", è affidato l'arduo incarico, mentre la 306a, unitamente ad un riparti di mitraglieri, presidierà le nostre linee dal Pizzo Tresero alla Punta della Sforzellina.
     Le truppe operanti durante la notte sul 13 vengono così suddivise e dislocate: la 308a è ripartita in cinque piccole colonne di cui le prime quattro ammassate sul rovescio di Cima Dosegù, la quinta invece, unitamente a due plotoni della 527a compagnia mitragliatrici, viene dislocata dietro q. 3452. La 307a e la rimanente parte della predetta 527a mitragliatrici trovansi in posizione alquanto arretrata, in rincalzo.
     Il mattino del 13, dopo lungo bombardamento, le colonne prima e quarta iniziano l'avanzata. La prima, tenendosi sotto la cresta, marcia in direzione della Punta S. Matteo, mentre la quarta, discesa dal Dosegù, punta verso i piedi del M. Mantello.
     Seguono a distanza di pochi minuti la seconda e la terza dirigendosi contro le medesime posizioni, mentre la quinta si distacca da q. 3452.
     A metà giornata tutte le colonne giungono ai piedi delle posizioni austriache e ne iniziano la scalata.
     Il bombardamento dei nostri piccoli e medi calibri le accompagna, precedendole di poche decine di metri.
     La terza colonna, raggiunta la selletta fra Punta S. Matteo e M. Mantello piega a sud, poscia, scalato il pendio nevoso del monte piomba sul rovescio, catturando al completo il presidio che tenta reagire con disordinato lancio di bombe a mano.
     Le colonne quarta e quinta, frattanto, eseguendo una magnifica scalata, raggiungono la vetta più alta.
     Le sezioni della 527a compagnia mitragliatrici aprono allora subito il fuoco su Punta S. Matteo onde agevolare la marcia delle colonne che si stanno dirigendo a quella volta.
     Particolarmente difficile e lenta è l'avanzata della prima colonna, perchè ostacolata dai tiri nemici e da fitta nebbia; la seconda invece, persistendo nell'ardua marcia, riesce a mettere piede sulla Punta S. Matteo scacciandone l'avversario.
     Dopo alcuni trasferimenti il 26 agosto i riparti sono così dislocati: 308a al passo dell'Alpe; 307a a Punta S. Matteo; 306a a Vallumbrina.
     Nel pomeriggio del 3 settembre l'avversario inizia il tiro di aggiustamento delle proprie artiglierie sul M. Mantello e sulla sottostante selletta; poco dopo una tempesta di proiettili si riversa sulla Punta S. Matteo e sulla vedretta di Dosegù.
     Tiri efficaci delle mitragliatrici nemiche dal Giumella e dalla Baita Villacorna, ne integrano gli effetti. Sotto l'infuriare del bombardamento, colpiti dai gas asfissianti, i difensori sono costretti a rifugiarsi nei ricoveri, uscendone fuori solo quando le colonne nemiche, avanzanti minacciose dal Giumella, sono ormai su Punta S. Matteo.
     La lotta è aspra e sanguinosa; ma la superiorità numerica degli avversari la decide ben presto, la posizione è perduta.
     Altri forti riparti provenienti da val Piana s'impadroniscono intanto della selletta e, dopo aver risalito le pendici del M. Mantello, sboccano sul ricovero principale, bloccando i difensori ivi asserragliati.
     Ottenuti questi primi successi, l'ondata nemica cerca dilagare, ma la fiera resistenza del presidio di q. 3452 ne impedisce ogni ulteriore progresso.
     Il 30 settembre il battaglione, ricevuto il cambio, si raccoglie al rifugio Gavia per riordinarsi.
     Nell'ottobre, dopo una sosta (dal 2 al 13) ad Incudine, raggiunge per ferrovia Brescia e Padova; il 16 è a Villafranca ed il 29 a Volpago.
     Trasferitosi il 1° novembre a Bigolino, il giorno seguente varca il Piave ed il 4, mentre trovasi a Miane, viene raggiunto dalla notizia dell'avvenuto armistizio.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Capitano Berni Arnaldo Mantova Punta S. Matteo 03-09-1918
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

  Ufficiali, n. - — Truppa, n. -. 

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Ufficiali e militari di truppa, n. 2.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Caffaratti Ettore 24/03/18 08/10/18  
Capitano Bertarelli Guido 09/10/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1918

Dal 24 marzo all'11 maggio (Settore alta Valtellina: Capanna Milano - Grosser Eiskogele - Col Pale Rosse - Passo Ablés - Rifugio Gavia - Valle Zebrù - Passo dell'Alpe).

Dal 5 giugno al 30 settembre (Pizzo Tresero - Punta Pedranzini - Capanna Milano - Rifugio Gavia - Punta S. Matteo - M. Mantello - Vallumbrina).

Dal 1° al 4 novembre (Bigolino - Piave - Miane).

 Anno 1918

Dal 12 maggio al 4 giugno (S. Caterina e S. Niccolò di Valfurvo).

Dal 1° al 31 ottobre (Incudine - Brescia - Padova - Villafranca - Volpago).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1918

5

19

1

23

TOTALI Mesi 5 e giorni 19 Mesi 1 e giorni 23
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1918
Punta S. Matteo - M. Mantello (13 agosto - 4 settembre)

1

2

/

21

37

87

Totale anno 1918 1 2 / 21 37 87


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