Fronte del Piave
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CIVIDALE

(16a, 20a, 76a e 110a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      Il 24 maggio, iniziate le ostilità con l'Austria, il "Cividale", da Krai (testata della val Cosizza), muove e travolta la prima resistenza nemica, occupa Cappella Sleme e M. Jeza; spinge, quindi, pattuglie verso la piana di Volzana senza, peraltro, incontrare seria resistenza.
     Il 28, per Luico - Idersko si trasferisce a Caporetto e passato l'Isonzo, sosta dapprima a nord di Drezenca, indi a M. Pleca; ivi resta in attesa di entrare in azione contro le salde difese del Rudeci rob e di colletta Sleme.
     L'attacco ha inizio il 2 giugno; il battaglione, che la sera precedente si era ammassato nella conca di Kru, inerpicandosi per due canaloni ripidissimi, si avvicina alla linea nemica, ma, battuto da un violentissimo fuoco di mitragliatrici e fucileria ed investito da slavine di sassi, in precedenza preparate dagli Austriaci, è costretto, dopo aver rinnovato sanguinosi assalti, a ripiegare con gravissime perdite (11 ufficiali e 450 uomini di truppa).
     Viene, intanto, ordinato alle truppe di rafforzarsi sulla linea Kozliak - Pleca, sul rovescio della quale, il 15 giugno, arretra il battaglione, che a turno destina le sue compagnie in avamposti; provvede inoltre al rafforzamento delle difese ed al trasporto di materiali verso il M. Nero, conquistato nella giornata del 16.
     Il 2 luglio sono riprese, dal gruppo A, le operazioni contro le posizioni del Luznica, del Maznik e del Rudeci rob; il "Cividale", ammassatosi a Kohinja Planina, il 3 distacca la 20a compagnia su q. 2052 (M. Nero), in rincalzo all' "Exilles" ed il 5 si distende lungo le pendici del Rudeci rob per opporsi ad un eventuale contrattacco nemico.
     Il 6 la 20a compagnia concorre all'attacco dell' "Exilles" contro M. Rosso, ma senza risultato, per cui il 7 ripiega si M. Pleca per riordinarsi.
     Il 14 agosto, iniziata una nuova azione contro la fronte Tolmino - Plezzo, il "Cividale", che dal 31 luglio trovavasi a Libussina, in unione al battaglione Ivrea, attacca le difese di Dolje, però il preciso fuoco delle artiglierie appostate su S. Maria, su S. Lucia e su q. 248, l'inchioda sul posto con gravi perdite. Nella notte ardite pattuglie cercano di aprire varchi attraverso i robusti reticolati ed il giorno successivo il battaglione rinnova l'attacco, ma perdurando la seria resistenza nemica e decimato da nuove perdite, retrocede dapprima su Volarje indi a Molino di Gabrije; il 19, però, è nuovamente in linea sulla quale attende a lavori di approccio sino al 27. Nelle giornate del 28 e 29 agosto mira nuovamente al possesso dei medesimi obiettivi; compiendo qualche progresso, riesce a portarsi a contatto delle difese avversarie sulle quali tenta, con audaci attacchi alla baionetta, di aprirsi un varco.
     I riparti restano aggrappati al costone di Dolje, in una situazione difficilissima, perchè battuti sul fianco sinistro e sul rovescio del Vodil; il 20 settembre la 110a compagnia, attaccata da forti nuclei avversari, si difende accanitamente, respingendo, col sopraggiungere dei rincalzi, il nemico che era riuscito a porre piede nella nostra linea.
     Dal 23 al 26 settembre il battaglione si riordina a Volarje, il 27 si sposta a Gabrije e, nelle giornate del 29 e 30, attacca con altre truppe il Vodil sul quale l'avversario, ben protetto dalle difese, infligge agli alpini gravissime perdite. Ripiega quindi in prossimità del "Trucchetto" del Vodil sostituendo il "Val Natisone". Il 10 ottobre scende a Gabrije, ove fruisce di un relativo riposo.
     Il 19 ottobre, ha inizio una nuova azione da Plezzo a Tolmino ed il "Cividale" vi concorre destinando la 16a compagnia sul Vodil e le altre sotto la sella Mrzli - Vodil; dal 20 al 24 attacchi nostri e contrattacchi nemici si susseguono ininterrottamente ma senza un risultato definitivo. Il 27, la 20a compagnia, con bello slancio, s'impossessa del "Trucchetto" del Vodil catturando circa 100 prigionieri e conservando il possesso malgrado i ripetuti contrattacchi. Nella stessa notte, la 16a compagnia, attaccata, a "Case Bruciate" da forze superiori, è in gran parte sopraffatta. I superstiti, rinforzati il giorno successivo dal "Tolmezzo", rioccupano la posizione perduta catturando circa trecento prigionieri.
     Dal 3 al 12 novembre, il battaglione, da Gabrije, ove si era trasferito dopo che le operazioni erano state sospese, invia i suoi riparti verso la prima linea per trasporto di munizioni e per lavori, si trasferisce quindi in trincea per collegare l'azione delle due colonne della brigata Salerno che debbono operare contro il Vodil ed il Mrzli. Il "Cividale" però non ha modo d'impegnarsi e si limita soltanto a tenere, nelle giornate dal 26 al 29, un contegno offensivo. Il 14 dicembre cede il "Trucchetto" ai bersaglieri ciclisti e, ridisceso al piano, si porta per via ordinaria a Magozd; poi sale nella zona del M. Nero (Vrsic - Vrata - "Colletta Valero"), attendendo, in condizioni disagiate per la neve e le frequenti tormente, a lavori di difesa.

ANNO 1916.

      Il 13 gennaio, sostituito da riparti del "Val d'Orco" e dell' "Aosta", si trasferisce a riposo a Magozd; il 12 febbraio torna sul Vrata e vi resta fino al 28 marzo riprendendo la consueta vita di trincea. Il giorno seguente scende a Smast, alla dipendenza dell'8a divisione; il 31, la 16a compagnia si sposta a q. 800 del Mrzli, la 20a a Volarje e la 76a a Selisce.
     L'8 aprile, gli Austriaci, dopo un breve violento fuoco di artiglieria, attaccano in forze il Mrzli, riuscendo a porre piede in alcuni elementi di trincea. La 20a compagnia, ricevuto ordine di contrattaccare, con marcia rapidissima si porta verso la posizione perduta e lanciandosi eroicamente all'assalto, dopo breve ma sanguinosa mischia, assolve il suo compito catturando 150 prigionieri (7 sono ufficiali) e diverso materiale bellico. Il 14 aprile, la 76a compagnia tenta di rioccupare il "Trucchetto" del Mrzli, anch'esso perduto da altri riparti, però, mancata la sorpresa, per l'attiva vigilanza dell'avversario, l'azione viene sospesa, mentre i riparti si rafforzano sul terreno raggiunto.
     Il 16 aprile, sostituito da riparti di fanteria, il battaglione torna ai precedenti accantonamenti di Smast da dove, il 20, si trasferisce sull'altopiano dei Sette Comuni; nello stesso giorno giunge a Bassano ed il 23, ridotto a tre compagnie, per aver ceduto la 110a al "M. Matajur" di nuova costituzione, si sposta a Marostica.
     All'alba del 15 maggio, sferratasi violenta ed improvvisa l'offensiva contro la nostra fronte Asiago - Lavarone - Folgaria, il "Cividale" è ben presto chiamato ad arginare le fanterie nemiche che tendono alla pianura veneta.
     Inquadrato nella 1a frazione del gruppo alpini E, alla sera del 16 muove verso Cogollo, in val d'Astico; nella notte prosegue per Malga Zolle, sull'altopiano di Tonezza (35a divisione) ed il giorno successivo sale sul M. Toraro, disponendo la 16a compagnia al bivio di Malga Campomolon, la 20a alle Porte di Toraro e la 76a sulle pendici orientali del monte.
     Il nemico, che tende al M. Toraro, per poter proseguire nella sua avanzata, lancia, durante le giornate del 19 e 29, violenti attacchi contro la linea occupata dal "Cividale", il quale, però, pur ridotto di forze, oppone salda resistenza; solo alla sera del 20, non più sostenuto ai fianchi, è costretto a ripiegare. Da Malga Zolle si porta a Seghe ove accampa, ma nella notte sul 22 un nuovo ordine lo invia a M. Cimone ad arginare una nuova e più grave minaccia. Giuntovi all'alba e sostituiti riparti di fanteria, il battaglione inizia subito lavori di difesa, sicchè si trova sufficientemente protetto, allorquando gli Austriaci, il 25, iniziano il bombardamento contro le nostre posizioni. L'azione delle artiglierie nemiche va man mano aumentando sconvolgendo le trincee e le vie di accesso al monte, finchè, alle 13, le sue fanterie si lanciano compatte contro le difese, ove tenacemente resistono gli alpini del "Cividale" i quali, in un sanguinoso corpo a corpo, le respingono.
     Il bombardamento riprende intenso seguito da nuovi attacchi; però, non essendo, possibile resistere e sostenersi sulla posizione, viene ordinato al battaglione di ripiegare sul Redentore. Sulla vetta del Cimone vengono lasciati due plotoni della 20a compagnia, i quali, attaccati, riescono, lanciandosi alla baionetta, a respingere, ancora una volta, il nemico; nella notte anche essi ripiegano sul Redentore.
     Una medaglia di bronzo viene concessa al battaglione per la sua eroica resistenza.
     Il 26 scende in fondo valle e si ritira in direzione di Arsiero, in serata raggiunge Cogollo, ove si riordina, passando, poi, a Casale di Cogollo. Il 30 è nuovamente chiamato in azione sul Novegno minacciato ed in più punti intaccato dal nemico. In autocarri è portato alla selletta di Velo, da dove per via ordinaria, sale sul Novegno, occupando la fronte Malga - Vaccaresse - M. Giove e distaccando la 16a compagnia a protezione del passo Campedello. Per qualche giorno sulla linea regna una relativa tranquillità di cui ne approfittano i riparti per consolidare le difese; il 6 giugno però il nemico, dopo intenso bombardamento, attacca nuovamente, ma viene respinto con gravi perdite. Nei giorni seguenti l'avversario intensifica l'azione delle sue pattuglie, insistendo col bombardare le nostre linee, finchè, nella notte sull'11, lancia nuovamente le sue fanterie all'assalto; rigettate, tornano avanti finchè, decimate dal preciso nostro fuoco, ripiegano con forti perdite. Il giorno successivo, il "Cividale" può scendere a Roccolo (Santorso) per riposare; passa poi a Torrebelvicino ed a Pieve di Schio ove continua a riordinare i suoi riparti.
     Sull'altopiano, intanto, il nemico, premuto dalle nostre truppe, inzia il ripiegamento sulle forti posizioni di M. Ortigara, M. Campigoletti, M. Chiesa; verso di esse muove il battaglione alla riscossa. Partito in ferrovia, raggiunge Primolano, prosegue in autocarri alla volta di Grigno e sale quindi a Malga Giogomalo da dove, il 25, si sposta a Malga Fossetta in attesa di entrare in azione.
     All'alba del 26, infatti, il "Cividale" occupa, con bello slancio, Spitz Keserde, il 27 toglie al nemico Cima delle Saette ed il 28 piomba su q. 1876 e la conquista, spingendo la sua occupazione fino alle pendici orientali di q. 1847 (Malga Pozze).
     Nei giorni successivi mantiene contegno aggressivo in concorso alle operazioni svolte da altri riparti contro M. Ortigara.
     Il 3 luglio, si sposta a Malga Pastori ed al mattino del 4, ricevuto ordine di agire contro il Corno di Campo Bianco, si trasferisce a M. Palo. Sospesa l'azione, prende posizione sulle pendici di M. Cucco di Pozze e su M. Forno e dal 6 al 9 luglio tenta ripetuti attacchi contro le antistanti linee saldamente difese e rafforzate dal nemico.
     Il 20 luglio, sostituito dal "Val d'Ellero", il "Cividale" si trasferisce a Malga Moline, il 21 a Busa della Campanella e quindi a Busa dell'Ortigara per attaccare le posizioni di M. Campigoletti; ma i successivi tentativi della 16a comapgnia e quindi della 20a e della 76a, falliscono perchè ostacolati dalle robuste difese avversarie, invano intaccate da ardite pattuglie, le quali, con ogni mezzo ed a costo di gravi perdite, cercano di aprire dei varchi nei reticolati, tali da permettere un attaco in forze.
     Sospese le operazioni, il battaglione, dal 25 al 31, si riordina sul rovescio di Cima delle Saette e dopo un turno in linea, dal 1° al 21 agosto, sulle pendici di M. Chiesa, si trasferisce a Malga Fossetta, impiegando, sino al 4 settembre, i riparti in lavori.
     Il 5 scende a Grigno ed il 6 raggiunge, con tutto il 4° gruppo di cui fa parte, Canale S. Bovo alla dipendenza dell'VIII corpo d'armata.
     Passato a far parte del "Nucleo Ferrari", l'11 settembre si sposta alla testata di val Vanoi, distaccando una compagnia in linea sulle falde di M. Coltorondo; il 17 si accampa a Campo Coldose di sopra ed il giorno dopo, con la 16a compagnia ed altre due del "Val Tagliamento", attacca M. Cancenagol, ma viene respinto. Il 21, lasciando un leggero velo di truppe innanzi alle difese nemiche, scende a Campo Coldose di sopra. Un nuovo tentativo contro le quote 2462 e 2449 del Cancenagol è svolto nella giornata del 23, ma senza risultato, causa le difficoltà del terreno e la tenace difesa dell'avversario.
     Nei giorni successivi l'attività del "Cividale" è caratterizzata dall'azione di numerose pattuglie; il 5 ottobre, riparti in linea appoggiano l'azione di altri battaglioni operanti contro la Busa Alta, finchè, il 13 ottobre, scende a riposo a Vallon. Ma il 26 è nuovamente in trincea a Busa Alta (q. 2456 e q. 2512), restandovi sino al 28 novembre, senza che si svolgano azioni degne di nota, inquantocchè le nevi incominciano a paralizzare ogni attività bellica. Dal 28 al 30 dicembre, accantonato a Gardellin, impiega i riparti in lavori stradali; il 31, sale in trincea nelle ben note posizioni di Busa Alta - pendici M. Cancenagol.

ANNO 1917.

      Il mese di gennaio trascorre con relativa tranquillità, il 3 febbraio il battaglione scende a riposo a Capriolo, distaccando i riparti a turno, verso Campo Coldose di sopra ed il costone del Cauriol, per lavori stradali. Il 28 febbraio fa ritorno a Busa Alta e vi resta fino al 26 aprile, soggetto a qualche perdita per la caduta delle valanghe che richiedono un assiduo lavoro per mantenere sgombre le vie di comunicazione; frequentemente pattuglie si spingono verso le difese nemiche eseguendo colpi di mano. Dopo un breve riposo a Caoria, il 10 maggio torna a presidiare le difese di Busa Alta ed ivi resta fino alla fine di ottobre.
     Il 31 del mese, in seguito agli avvenimenti sulla fronte Giulia, il battaglione ha ordine di cedere alla 152a compagnia dell'"Arvenis" la linea e di iniziare il ripiegamento; nella notte scende a Caoria, ove viene impiegato nel traino di artiglierie.
     Il 5 novembre, allo scopo di proteggere il movimento delle divisioni 1a e 56a, che per fondo valle ripiegano verso il Grappa, il "Cividale" prende posizione sulla linea M. Ramezza - M. Pavione - M. Viderne. Si hanno intanto i primi contatti con le pattuglie che l'avversario ha lanciato per rendersi conto della situazione; esse, però, vengono energicamente respinte e costrette, dal tempestivo fuoco delle nostre mitragliatrici, a retrocedere. Nella notte sul 9, il battaglione riesce a disimpegnarsi ed a portarsi sulla linea Faller - Covolo S. Antonio - pendici Col Falcon - Croce d'Aune. La pressione nemica, intanto, si fa maggiormente sentire. Il giorno 11, la 20a compagnia, attaccata da forze superiori a Col Falcon, combatte disperatamente per due ore riuscendo a tener testa all'avversario; alla fine, quasi completamente accerchiata, riesce ad aprirsi un varco e ripiega su M. Avena sul quale trova la 76a anch'essa impegnata in dura lotta. Entrambe, fino all'alba, in un comune sforzo, continuano a combattere, riuscendo a trattenere il nemico.
     La 16a, a sua volta, attaccata a Faller, dopo aveer opposto seria resistenza, riesce a guadagnare Fonzaso.
     Assolto il delicato compito di proteggere il ripiegamento di altre truppe, il battaglione ha ordine, il 12, di continuarlo; allo scopo di rendere più facile il movimento, si divide in due colonne: la prima (16a compagnia col comando di battaglione) muove per la val Cismon, la seconda (20a e 26a compagnia) ripiega verso Seren.
     Il 15 il "Cividale", raccoltosi a S. Andrea di Cassanego, per riorganizzarsi, passa a far parte del "gruppo Sirolli".
     Il nemico, intanto, arrestato sul Piave, rivolge i suoi sforzi nell'alta val Brenta, cercando di fiaccare la nostra difesa sull'Asolone, sul Grappa e sul Solarolo. Il battaglione, compiuta la sua ripida ricostituzione, accorre a sbarrare il passo all'avversario. Nella notte sul 18, si trasferisce nella regione del Grappa, all'Osteria la Cibera; il 20 passa a Casone delle Mure ed il 21 occupa la linea M. Fontanel - M. Solarolo, minacciata dal nemico, che il giorno precedente era riuscito ad impadronirsi di alcune quote di M. Fontana Secca.
     Mentre le compagnie 20a e 76a lavorano alacremente per il rafforzamento delle posizioni, la 16a, con un riparto bersaglieri, contrattacca a M. Fontana Secca; nuclei arditi, dopo furiosa lotta, raggiungono la vetta, ma non possono mantenersi sul terreno raggiunto e decimati debbono ripiegare sulla linea di partenza.
     Più tardi, nella notte, la 5a e 6a sezione mitragliatrici del battaglione sono inviate in rinforzo ai fanti del 149° fanteria, dislocati a q. 1601 del Solarolo. Esse però, giunte a non poca distanza dalla vetta, vengono improvvisamente attaccate dagli Austriaci che, poco prima, con un colpo di mano, si erano impadroniti della quota. Ma gli alpini, dopo una furiosa mischia, benchè ridotti alla metà, respingono il nemico, riconquistando il terreno perduto.
     Il 24, l'avversario tenta di completare l'occupazione di M. Fontana Secca. A fronteggiare la nuova minaccia accorre la 20a compagnia; essa infatti, con mirabile slancio, impegna il combattimento ed avuto ragione dell'avversario, lo costringe a ripiegare. Un altro e più tenace attacco sferrato il giorno successivo s'infrange contro la salda resistenza degli alpini.
     Su di essi, però, s'abbatte micidiale il fuoco delle batterie senza peraltro scuotere la salda compagine.
     Più tardi, per l'improvviso ripiegamento di altri riparti, il fianco destro della compagnia rimane scoperto; il nemico ne approfitta e torna avanti obbligando la 20a a ripiegare sulla linea del Solarolo.
     Alla sera del 26, il "Cividale", sostituito dall' "Arvenis", passa in riserva a Casone delle Mure per riordinarsi; vi rimane fino al 10 dicembre in un relativo riposo, impiegato in lavori stradali.
     L'11 dicembre l'avversario attacca sulla fronte della 56a divisione ed occupa la cresta di M. Spinoncia; il "Cividale", accorso sulla linea di fuoco, forma tre colonne (a sinistra la 16a, la 76a al centro e la 20a a destra) con le quali muove risolutamente alla riscossa.
     Alle ore 16, la 20a per prima viene a contatto con truppe tedesche e, dopo aver sostenuto un sanguinoso corpo a corpo, riconquista la q. 1240. Contemporaneamente le altre due compagnie, impegnatesi anch'esse, dapprima sostengono bravamente l'urto, poi, passate al contrattacco, respingono il nemico e catturano prigionieri.
     Sgombrato, così, il terreno, le tre compagnie puntano verso lo Spinoncia e con altri riparti muovono all'attacco della vetta.
     Favorite dalla nebbia, riescono a giungere fin sotto i reticolati ma, col diradarsi di essa, scoperte dal nemico, vengono colpite da preciso fuoco; malgrado le perdite, gli alpini si lanciano all'assalto ingaggiando sanguinosa lotta. Ridotti però di numero, non rincalzati da truppe fresche, debbono abbandonare l'impresa; nei giorni successivi il battaglione continua a difendere il terreno conquistato, finchè il 20 viene ritirato dalla prima linea e fatto scendere a Paderno d'Asolo.

ANNO 1918.

      Il "Cividale", sempre alla dipendenza del 4° gruppo alpini, il 10 gennaio da Casone Boccaor, ove si era spostato nella notte sul 9, entra in linea sulle posizioni M. Valderoa - q. 1601 (Solarolo) e con la 76a compagnia, nelle giornate del 14 e 15, tenta, in unione al "Val Cenischia", di occupare la cresta del Valderoa, ma, dopo accanito combattimento, pur essendo riuscito a penetrare nelle trincee avversarie, è costretto a ripiegare.
     Il 28 gennaio, dopo aver alacremente rafforzate le posizioni, scende a riposo ad Onè. Dal 23 febbraio al 1° marzo presidia la prima linea sulle pendici del Valderoa; trasferitosi nuovamente ad Onè per pochi giorni, il 7 torna sul Grappa, a Casone Boccaor e presidia dal 18 al 28 M. Solarolo (q. 1601).
     Segue un periodo di continui spostamenti; sino al 3 maggio rimane a Crespano Veneto, attende a lavori difensivi sulle colline del Mussolente sino al 24 maggio, prendendo quindi gli alloggiamenti a Paderno d'Asolo, il 27 si sposta a Bassano ed il 28, per ferrovia, si trasferisce in Valtellina, a Villa di Tirano.
     Dal 7 al 18 giugno, al passo di Mortirolo, costituisce riserva della 5a divisione e dopo altri spostamenti, in relazione all'offensiva austriaca in corso, per Vobarno, Barghe (Brescia), pressi di Storo ed Idro fa ritorno, il 27, nella prima delle anzidette località, finchè il 30 giugno si porta nuovamente al passo di Mortirolo. Il 1° luglio, sceso a Ponte di Legno, alla dipendenza del 15° gruppo, si trasferisce a conca Serodine, distaccando i riparti per lavori a C. Biois - Cima di Cady - M. Tonale. La 20a compagnia, spostatasi a conca Montozzo, concorre, il 13 agosto, all'azione svolta dall'8° gruppo per il possesso del M. Tonale, attaccando le posizioni nemiche fra il "Torrione" dell'Albiolo e la q. 2924, senza, peraltro, conseguire alcun successo per le difficoltà opposte dal terreno e la viva resistenza nemica.
     Il 16 settembre il battaglione, da conca Serodine, si trasferisce ad Edolo e per ferrovia a Tavernelle (Vicenza) raggiungendo il 19 Chiampo Vicentino, ove è inquadrato nel 20° gruppo (80a divisione).
     Il 14 ottobre si trasferisce a Creazzo, il 17 a Vigardolo e il 21 a S. Paolo di Paderno.
     Iniziatasi la battaglia finale, il "Cividale", la sera del 24 ottobre, raggiunge il rovescio di Col dell'Orso, il 25 ne occupa le trincee, in rinforzo la 73° fanteria, e nella giornata del 26, con altri battaglioni del 20° gruppo e col 73° fanteria, rinnova gli attacchi contro M. Solarolo - q. 1676, ma l'avversario resiste accanitamente infliggendo gravi perdite ai nostri.
     Nei giorni successivi subisce violenti bombardamenti ed il 31 ottobre, delineatasi, su tutta la fronte, la ritirata nemica, superando il M. Solarolo ed il M. Fontana Secca, per la valle dello Stizzone, raggiungeSeren. Il 1° novembre è a Feltre, disponendosi il 2 a difesa di detta località sulle posizioni M. Telva - Cellarda, il 3, di nuovo in Feltre, è arrestato dalla cessazione delle ostilità.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA DI BRONZO.

      “Il battaglione Cividale, pur con forze assottigliate dalla lotta sanguinosa, teneva fieramente testa con audacia e valore, a reiterati violenti attacchi di soverchianti forze nemiche (Monte Cimone di Arsiero, 23 - 26 maggio 1916)".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 47).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 935 (15 dicembre 1917, ore 13).

     “Nella giornata di ieri, la battaglia tra Brenta e Piave è continuata accanita. La lotta delle artiglierie, che nella notte si era ripetuta ad intervalli, all'alba venne ripresa violenta e continuò ininterrotta; nelle prime ore del pomeriggio l'avversario lanciò all'attacco le sue masse di fanteria.     In regione di Col della Berretta, per quanto una nostra controffensiva locale di alleggerimento, riuscita a raggiungere due volte la cima di M. Pertica, avesse richiamato numerose forze nemiche da quella parte, l'urto avversario si abbattè violentissimo su Col Caprile e sul versante Sud del Col della Berretta; venne sostenuto dai nostri e nettamente respinto con contrattacco con gravi perdite per il nemico. L'avversario, che non aveva mai rallentato l'intenso bombardamento dei rovesci delle nostre posizioni, rifatta la preparazione d'artiglieria e rinnovate le forze, verso sera ripeteva l'attacco riuscendo a raggiungere Col Caprile. Le nostre truppe si affermavano su posizioni di poco retrostanti. La notte arrestava il combattimento.
     Alla testata del saliente di M. Solarolo, l'avversario attaccò in forze alle 12,30 appoggiato da azione secondaria diretta sul Col dell'Orso e sostenuto da grande spiegamento di fuoco d'artiglieria avviluppante la nostra linea. Venne respinto con contrattacco che gli inflisse gravi perdite. Riattaccò alle ore 16 con truppe fresche, ma un nuovo nostro contrattacco l'obbligò ad indietreggiare ed a sospendere per la giornata le azioni di fanteria.
     Il contegno delle nostre truppe della 4a Armata nella lotta che da quattro giorni si svolge asprissima e cruenta fra Brenta e Piave è pari alla grandezza dell'ora. Nella resistenza opposta al nemico al saliente del M. Solarolo si distinsero i riparti delle brigate Ravenna (37° - 38°), Umbria (53° - 54°), Campania (135° - 136°) e del 3° Raggruppamento Alpini (Battaglioni Val Maira - Monte Pavione - Monte Arvenis - Val Cismon - Val Camonica - Val Cenischia - Feltre - Cividale). Fra essi meritano l'onore di speciale menzione il II Battaglione del 38° Fanteria, il III Battaglione del 53° Fanteria, il Battaglione Alpini Monte Pavione, ed il Battaglione Alpini Val Maira che sul fondo di Val Calcino sbarrando la via al nemico col glorioso sacrificio, ha affermato ancora una volta l'eroico motto: "di qui non si passa" insegna e vanto degli alpini nostri".

                                                                                                                                    Generale DIAZ.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Maggiore *Lanfranco Michele Ivrea Osp. Schio 30-06-1916
2 Capitano Zatti Pietro Cison di Valmarino M. Toraro 29-05-1916
3 Tenente Fontana Lelio Prato Crespano 30-10-1918
4 S. Ten. Benintende Raffaele Leonforte Osp. d. C. 064 28-12-1917
5 Id. De Stepanis Virgilio Cuneo Osp. d. C. 115 08-07-1916
6 Id. Fui Valerio Valdagno M. Fontana Secca 15-11-1917
7 Id. Gambaro Ivone Dolo Fiesso 25-10-1917 
8 Id. Gavazzi Giovanni Poscante M. Campigoletti 23-07-1916
9 Id. Gini Italo Verona M. Mrzli 08-04-1916
10 Id. Missoni Mario Moggio M. Giove 13-06-1916
11 Id. Oliviero Giuseppe Racconigi Rudeci rob 02-06-1915
12 Id. *Proto Andrea Borello Osp. Roma 18-08-1916 
13 Id. Ruffi Attilio Genova M. Cucco di Pozze 07-07-1916
14 Id. Zatti Mario Casarsa M. Vodil 23-10-1915
15 Aspir. Battisti Federico (medico) Tregnago Amb. Chir. n. 1 14-12-1917
16 Id. Menini Guldo Verona Busa della Campanella 23-07-1917
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE.

Soldato ZUCCHI GINA LUIGI, da Tradate:

     "Volontario di guerra diciassettenne, si offrì di far parte di un gruppo d'arditi che doveva eseguire una incursione nelle linee nemiche. Primo si slaciò all'assalto e combattendo con la baionetta e con bombe a mano fu di esempio ai compagni, che alla fine, sopraffatti, dovettero ritirarsi. Accortosi che l'ufficiale comandante era rimasto in mano nemica, invitò i compagni a seguirlo e slanciatosi di nuovo sui nemici impegnava una lotta corpo a corpo. Riuscito ad avvicinarsi al proprio ufficiale mentre un soldato austriaco stava per vibrargli un colpo di baionetta, prontamente slanciavasi e, facendo scudo del proprio corpo al suo superiore, riceveva, in pieno il colpo a lui diretto. Ferito a morte, sul punto di esaltare l'anima generosa, trovava ancora la forza di gridare: "Viva l'Italia". - Valderoa, 15 gennaio 1918".

(Boll. Uff., anno 1922, Disp. 3)


MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

 Ufficiali, n. 19 — Truppa, n. 23. 

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Ufficiali e militari di truppa, n. 41.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Baccigalupi Ignazio 24/05/15 31/05/15  
Capitano Baj Angelo 01/06/15 20/06/15  
Maggiore Marchiori Carlo 21/06/15 27/08/15  
Capitano Baj Angelo 28/08/15 08/01/16  
Maggiore Lanfranco Michele 08/01/16 07/06/16 Ferito.
Capitano Girotto Mario 07/06/16 12/06/16  
Ten. Col. Saccozzi Giuseppe 13/06/16 21/06/16  
Capitano Girotto Mario 22/06/16 05/07/16  
Ten. Col. Marchiori Carlo 06/07/16 08/07/16  
Capitano Girotto Mario 09/07/16 26/07/16  
Id. Della Bianca Alvio 27/07/16 22/08/16  
Id. Girotto Mario 23/08/16 03/11/16 Ferito. 
Ten. Col. Della Bona Guido 04/11/16 11/11/17  
Capitano Merlo Luigi 12/1/117 28/11/17  
Id. Bergamo Guido 29/11/17 03/12/17  
Id. Perrone Luigi 04/12/17 28/12/17  
Ten. Col. Della Bona Guido 29/12/17 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 30 luglio (Val Cosizza - Krai - Cappella Sleme - M. Jeza - Kru - Rudeci rob - Colletta Sleme - Kozliak - M. Pleca - Kohinja planina - M. Rosso).

Dal 13 agosto al 22 settembre (Gabrije - Dolje - Sinistra Isonzo).

Dal 28 settembre al 9 ottobre (M. Vodil).

Dal 19 ottobre al 2 novembre (Costone sud M. Mrzli - M. Vodil - Trucchetto - Case Bruciate).

Dal 13 novembre al 31 dicembre (M. Mrzli - M. Vodil - M. Vrsic - M. Vrata - Colletta Vallero
).

 Anno 1916

Dal 1° al 13 gennaio (M. Vrsic - M. Vrata - Colletta Vallero).

Dal 12 febbraio al 28 marzo (M. Vrata - M. Vrsic).

Dal 7 al 15 aprile (M. Mrzli - Trucchetto).

Dal 16 al 25 maggio (Offensiva sull'altopiano dell'Asiago - Cogollo - Malga Zolle - M. Toraro - M. Cimone - Il Redentore).

Dal 1° all'11 giugno (M. Novegno - M. Giove - Malga Vaccaresse - Passo Campedello).

Dal 25 giugno al 19 luglio (Malga Fossetta - Spitz Keserle - Cima delle Saette - Q. 1876 - Malga Pozze - M. Ortigara - Malga Pastori - Corno di Campo Bianco - M. Palo - M. Cucco di Pozze - M. Forno).

Dal 22 al 24 luglio (Busa dell'Ortigara - M. Campigoletti).

Dal 1° al 21 agosto (Pendici M. Chiesa - M. Cucco di Pozze).

Dall'11 settembre al 12 ottobre (Testata val Vanoi - M. Coltorondo - M. Cancenagol - QQ. 2462 - 2449).

Dal 26 ottobre al 28 novembre (Busa Alta - Q. 2456 - Q. 2512).

Il 31 dicembre (Busa Alta - M. Cancenagol).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 2 febbraio (Busa Alta - M. Cancenagol).

Dal 1° marzo al 26 aprile (Busa Alta).

Dal 10 maggio al 14 novembre (Busa Alta - Offensiva austro - tedesca. Ripiegamento sul Grappa: M. Ramezza - M. Pavione - M. Viderne - Covolo S. Antonio - Faller - Croce d'Aune - Pendici Col Falcon - M. Avena).

Dal 18 al 26 novembre (M. Grappa - M. Fontanel - M. Solarolo - M. Fontana Secca).

Dall'11 al 20 dicembre (M. Spinoncia - Q. 1240).

 Anno 1918

Dal 9 al 28 gennaio (M. Valderoa - M. Solarolo - Q. 1601).

Dal 14 febbraio al 1° marzo (M. Valderoa).

Dal 7 al 28 marzo (M. Solarolo - Q. 1601).

Dall'11 luglio al 15 settembre (Regione M. Tonale - Cima di Cady - Cima Bleis - Conca Montozzo).

Dal 23 ottobre al 4 novembre (Regione M. Grappa - Solarolo - M. Fontana Secca - Selletta Boccaor - Col dell'Orco - Valle dello Stizzon - Seren - Feltre - M. Telva - Cellarda - Feltre).

 Anno 1915

 Dal 31 luglio al 12 agosto (Libussina).

Dal 23 al 27 settembre (Volarje).

Dal 19 al 18 ottobre (Gabrije).

Dal 3 al 12 novembre (Gabrije
). 











 Anno 1916

Dal 14 gennaio all'11 febbraio (Magozd).

Dal 29 marzo al 6 aprile (Smast - Volarje - Selisce).

Dal 16 aprile al 15 maggio (Smast. Trasferimento sull'altopiano dei Sette Comuni: Bassano - Marostica).

Dal 26 al 31 maggio (Cogollo - Casale di Cogollo - Velo).

Dal 12 al 24 giugno (Roccolo - Torrebelvicino. Trasferimento sull'altopiano dei Sette Comuni: Primolano - Grigno - Malga Giogomalo).

Dal 20 al 21 luglio (Malga Moline - Busa della Campanella).

Dal 25 al 31 luglio (Cima delle Saette).

Dal 22 agosto al 10 settembre (Malga Fossetta - Grigno - Canale S. Bovo).

Dal 13 al 25 ottobre (Vallon).

Dal 29 novembre al 30 dicembre (Gardellin).
 










 Anno 1917

Dal 3 al 28 febbraio (Capriolo - Campo Coldose di sopra - Costone del Cauriol).

Dal 27 aprile  al 9 maggio (Caoria).

Dal 15 al 17 novembre (S. Andrea di Cassanego).

Dal 27 novembre al 10 dicembre (Casone delle Mure).

Dal 21 al 31 dicembre (Paderno d'Asolo).
 






 Anno 1918

Dal 1° all'8 gennaio (Paderno d'Asolo).

Dal 29 gennaio al 13 febbraio (Onè - S. Liberale).

Dal 2 al 6 marzo (Onè).

Dal 25 marzo al 10 luglio (Crespano - Bassano - Liedolo - Paderno d'Asolo. Trasferimento a Villa di Tirano - Lovere - Passo di Mortirolo - Edolo - Vobarno - Barghe - Idro - Vobarno - Edolo - Passo di Mortirolo - Ponte di Legno - Conca Serodine).

Dal 16 settembre al 22 ottobre (Conca Serodine - Vezza d'Oglio - Tavernelle - Chiampo Vicentino - Creazzo - Vigardolo - S. Paolo).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

6

2

1

6

Anno 1916

6

24

5

6

Anno 1917

9

21

2

9

Anno 1918

4

18

5

16

TOTALI Mesi 27 e giorni 5 Mesi 14 e giorni 7
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Cappella Sleme - M. Jeza - Rudeci rob - Colletta Sleme - Kozliak - M. Pleca - M. Rosso - Gebrije - Dolje (24 maggio - 22 settembre)

1

17

/

176

494

157

Vodil - M. Mrzli - Trucchetto - M. Vrsic - M. Vrata - Colletta Vallero (28 settembre - 31 dicembre)

1

4

/

62

165

50

Totale anno 1915 2 21 / 238 659 207
 
1916
M. Vrsic - M. Vrata - M. Mrzli (1° gennaio - 5 aprile)

1

2

/

23

43

3

Offensiva sull'altopiano dei Sette Comuni - M. Toraro - M. Cimone - Il Redentore - M. Novegno - M. Giove - Passo Campedello (16 maggio - 11 giugno)

2

7

/

18

95

72

Malga Fossetta - Cima delle Saette - Q. 1876 - M. Ortigara - Corno di Campo Bianco - M. Palo - M. Cucco di Pozze - M. Forno - Pendici M. Chiesa (25 giugno - 21 agosto)

3

7

/

63

153

27

Val Vanoi - M. Coltorondo - M. Cancenagol - Busa Alta (11 settembre - 31 dicembre)

/

/

/

/

/

/

Totale anno 1916 6 16 / 104 291 102
 
1917
Busa Alta - M. Cancenagol (1° gennaio - 30 ottobre)

1

3

/

20

67

/

Ripiegamento - M. Fontana Secca - M. Solarolo - M. Valderoa - M. Spinoncia (31 ottobre - 20 dicembre)

4

10

2

23

113

521

Totale anno 1917 5 13 2 43 180 521
 
1918
M. Valderoa - M. Solarolo (9 gennaio - 28 marzo)

/

6

/

25

77

36

Regione M. Tonale (11 luglio - 15 settembre)

/

/

/

16

37

/

Regione M. Grappa (28 ottobre - 4 novembre)

1

4

/

35

133

10

Totale anno 1918 1 10 / 76 247 46
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

2

21

/

238

659

207

Anno 1916

6

16

/

104

291

102

Anno 1917

5

13

2

43

180

521

Anno 1918

1

10

/

76

247

46

TOTALE GENERALE 14 60 2 461 1377 876


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