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VAL TANARO

(201a, 204a e 205a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      Il battaglione Val Tanaro, con la 201a compagnia distaccata nel paese di Bevorchians, trovasi allo scoppio delle ostilità a Moggio, presso Udine, a disposizione del comando della Zona Carnia.
     Il 15 giugno muove verso forca Griffon, posizione adatta ad un suo ulteriore avviamento verso la regione Cullar - Salinchiet o verso quella Ladusset - Glazzat, passando così a disposizione del comando settore Fella.
     Mentre sulle linee avanzate, tenute da altri battaglioni alpini, si accentuano ogni giorno di più, da parte di entrambi gli avversari, le piccole imprese di pattuglie isolate, i riparti del "Val Tanaro" riattano mulattiere, collocano posti di corrispondenza e tengono occupati i quadri in frequenti ricognizioni.
     Un nuovo ordine trasferisce il battaglione, il 25 luglio, a forca Pradolina ove, passato a disposizione del settore But - Degano, presidia con una compagnia (201a) le trincee della fronte Cuel Mat - forca Pradolina, mentre con l'altra rafforza la seconda linea di difesa.
     Ma anche qui la sua permanenza non dura a lungo ed il 6 agosto, seguendo l'itinerario Saps - Costa Landri, comando e 204a raggiungono Ladusset, mentre la 201a va a sostare a colletta Cereschiatis.
     Il periodo che segue è caratterizzato da frequenti azioni di fuoco della nostra artiglieria e da brillanti ricognizioni di pattuglie che riescono più volte a catturare prigionieri.
     Ai primi di novembre il forte abbassamento di temperatura e poscia la caduta delle prime nevi vengono a far sospendere ogni attività bellica.

ANNO 1916.

      Durante la prima decade del gennaio il battaglione scende a riposo a Moggio, ma solo per breve periodo, poichè infatti il 25, la 204a compagnia, trasferitosi il giorno precedente a Piani di Saletto, è a Sella Prevala mentre un plotone della 201a raggiunge M. Cregnedul.
     Sullo scorcio di febbraio il battaglione è destinato nella conca di Plezzo ove le nostre truppe stan lottando vittoriosamente e tenacemente per la conquista dei forti pilastri della difesa nemica di M. Rombon e di M. Cukla.
     Portandosi tra il 23 ed il 25 nuovamente a Moggio, il giorno seguente raggiunge per ferrovia Cividale e poscia per via ordinaria Suzid, piccolo villaggio ad ovest di Caporetto. Per Ternova, Serpenizza, Goricica Planina, il 29 è sul Cukla ove rileva il battaglione Val d'Elleto (q. 1583).
     Le sue due compagnie si alternano in turni di linea e di riposo mentre cadono abbondanti nevicate.
     Durante il mese di marzo gli alpini costantemente scavano camminamenti portandoli quasi fin sotto i reticolati avversari da dove, con frequenti lanci di bombe e scariche improvvise di fucileria, disturbano il nemico.
     Tra l'11 ed il 13 aprile, ricevuto il cambio dal battaglione S. Dalmazzo, le compagnie si riuniscono a Serpenizza, per trasferirsi qualche giorno dopo a Drezenca a disposizione del comando dei gruppi alpini A e B. Anche in questa località la sosta è di breve durata; ai primi di maggio, un nuovo ordine le fa spostare a Kosec e poscia, durante le notti sul 9 e sul 10, ascendere i ripidi sentieri che conducono alle balze di M. Rosso ed alla colletta di M. Nero.
     E' qui, a M. Rosso, che il "Val Tanaro" segnerà l'inizio della sua lunga serie di sconti vittoriosi e di splendenti episodi di eroismo.
     Subito dopo l'arrivo del battaglione sulle posizioni, frequenti tiri dell'artiglieria avversaria gli infliggono danni. Nella notte sul 15, poi, e durante il giorno successivo, il tiro s'intensifica, particolarmente diretto sul nostro trincerone di M. Rosso, sulla linea di vetta di questo e sulla colletta di M. Nero.
     Camminamenti e piazzole vengono sconvolti, divelti i reticolati e provocate valanghe di neve che si rovesciano sulle pendici meridionali del M. Nero, ingombrando per lungo tratto il sentiero che costituisce l'unica arteria logistica tra Kozliak e la colletta del monte stesso.
     Nel pomeriggio il tiro delle batterie raddoppia d'intesità ed un violentissimo fuoco di fucileria a breve distanza si abbatte sul trincerone.
     Tale azione viene subito seguita da un accenno d'avanzata dell'estrema destra nemica, subito arrestata dai nostri, e da un audace attacco che, rovesciatosi impetuoso su due nostri posti situati nella parte scoscesa del trincerone, riesce a travolgere ed a sopraffare i difensori. Nel contempo un'altra ondata nemica, in formazione chiusa, tenta, con l'aiuto di corte scale, di superare le barriere spinate e di gettarsi su di un'altro nostro posto.
     La reazione degli alpini si esplica pronta e vigorosa; le guardie ancora in efficienza vengono rinforzate dai sostegni già a riparo nelle trincee e nelle gallerie di neve adiacenti ed il fuoco avversario subito controbattuto.
     con rapida decisione un giovane ufficiale, che si è accorto del successo degli assalitori, col proprio plotone rinforzato da altro, sboccando dagli agguati a sinistra del trincerone, audace, veloce, si lancia alla baionetta nell'interno del fossato, prende d'infilata sul fianco destro il nemico rigettandolo indietro ed obbligandolo a retrocedere.
     Il 31 maggio, il comando di battaglione e la 204a si mettono in marcia per raggiungere M. Pleca, ove sono seguiti il 2 giugno dalla rimanente parte del battaglione.
     La truppa attende ai lavori di riorganizzazione delle opere di difesa sulla fronte Pleca - Spika.
     Nei mesi successivi i riparti del "Val Tanaro" sono destinati al bivio Pineta, colletta M. Nero, frane di Kozliak, colletta Sonza e colletta Piazzi ed ai primi di novembre quasi tutto il battaglione è a M. Rosso ove il piccone martella per approfondire i ripari e le perforatrici s'internano nella montagna.
     Durante gli ultimi giorni dell'anno la 201a si muove ancora per M. Pleca e la 204a per Kozliak, mentre la 205a compagnia viene a rinforzare la compagine del battaglione, dislocandosi provvisoriamente a Kosec.

ANNO 1917.

      L'inclemenza della stagione invernale non diminuisce l'attività del "Val Tanaro" che perfeziona le strade d'accesso alle posizioni finchè agli ultimi di gennaio, dopo essersi riunito a Kosec, riprende il cammino per altre zone. Partito il 1° febbraio da S. Pietro al Natisone, dopo breve permanenza a Nimis, raggiunge per via ordinaria Tricesimo e per ferrovia Bassano Veneto. Ivi sosta fino al 13 marzo, quando, destinato sugli altopiani nella zona dell'Ortigara, si muove nuovamente giugendo il 17, dopo vari trasferimenti, sulla linea valle Agnella - Busa dell'Orco. I riparti riprendono con la consueta lena i lavori, consistenti nella costruzione di gabbioni ed altri ostacoli mobili, occorrenti per la difesa delle nostre posizioni.
     Il nemico sembra calmo, ma, nascostamente, di fronte al nostro posto del "Cucuzzolo della Segala", ove le linee distano di appena un centinaio di metri, scava giorno per giorno con ordigni a fiamma, un cunicolo in neve, intervallando con buche capaci di raccogliere piccoli gruppi d'assalto.
     Durante la notte sul 15 aprile, con fitta nebbia e discontinua leggera tormenta, alcuni uomini biancovestiti sbucano improvvisamente da un foro praticato nella immediata vicinanza di una nostra piazzola di mitragliatrici e cercano velocemente di giungervi, mentre un intenso fuoco di fucileria colpisce di schianto le nostre opere. La vigilanza di alcune vedette e la loro pronta reazione, presto sussidiata dall'intervento di altra truppa, sventano però l'audace tentativo. Alcuni degli assalitori cadono e gli altri si ritirano precipitosamente facendo crollare la sottile volta di neve che copriva la galleria d'approccio.
     Dopo aver sventato un'altro tentativo il battaglione, il 6 maggio, passa dalla linea di vigilanza a quella di resistenza, caposaldo della Caldiera.
     Fin dall'inizio della primavera, il Comando Supremo, allo scopo d'impedire che il nemico, forte delle sue posizioni al di quà della val d'Assa, tentasse un'azione per dilagare sul piano vicentino, aveva deciso di riprendere l'offensiva interrotta nel 1916 per sopraggiungere di forte nevicate, contro la formidabile "testa di ponte" nemica che dalla Valsugana, per M. Campigoletti, M. Chiesa, M. Forno, M. Zingarella, M. Mosciagh, lungo il ciglio sinistro di val d'Assa, si dirige verso sud - est, in direzione di M. Cimone d'Arsiero.
     Sono destinati ad operare due corpi d'armata, il XX, comprendente la 52a divisione (fronte dell'Agnella - Campigoletti) e la 29a (Campigoletti - M. Forno) ed il XXII.
     Il "Val Tanaro", che fa parte del I raggruppamento (2° gruppo), l'8 giugno si trasferisce a colletta Campoluzzo, ove si costituisce la riserva della colonna d'attacco che si dirigerà verso M. Campigoletti - R. Ponari - M. Ortigara, riserva formata dai battaglioni Valle Stura e Val Tanaro.
     Due giorni dopo, la nostra artiglieria inizia metodico e cadenzato il suo tiro che, diretto segnatamente contro le retrovie ed i comandi nemici con proiettili a gas asfissiante, passa poi alla demolizione dei ripari ove trovansi le truppe.
     Il M. Chiesa, il M. Campigoletti ed il M. Ortigara sono coperti da una fitta cortina di fumo e nel pomeriggio del giorno stesso, 10 giugno, più di venti battaglioni alpini vengono lanciati all'assalto.
     Mentre il "Val Stura", muovendo per primo rincalza il "Ceva", il "Val Tanaro" segue a destra il battaglione Bicocca; la riserva giunge così e sosta in località la Crocetta.
     Intensificandosi l'azione, due compagnie, la 201a e la 204a, sono inviate d'urgenza verso Pozza dell'Ortigara, seguite poco dopo dalla 205a. S'inizia qui per i riparti del battaglione un susseguirsi rapido di movimenti e di spostamenti. La 201a si porta in rincalzo del "Vestone" ai Ponari e qualche ora dopo anche il comando e le altre due compagnie ricevono ordine di risalire il costone omonimo, onde prendere contatto col "Vestone" e possibilmente col "Bicocca". La marcia ha principio, ma l'avversario batte con l'artiglieria il piede del costone in maniera violenta causando dapprima gravi perdite e poscia l'arresto definitivo. Col favore dell'oscurità, è possibile più tardi riprendere il movimento e la 204a riesce prima a mettersi in contatto con la 201a in collegamento col "Vestone" e poi col "Bicocca", battaglioni che hanno superato due linee di reticolati.
     Intanto il "Bassano", il "M. Baldo", il "M. Clapier" ed il "Val d'Ellero", ormai frammischiatisi, sfondano e si affermano tra q. 2101 e passo dell'Agnella ed il "gruppo Stringa" sta aggrappato sotto la cima dell'Ortigara.
     Durante la notte il nemico non molesta i riparti del "Val Tanaro" che con qualche breve raffica di mitragliatrici da M. Campigoletti e con colpi isolati dalla q. 2105 dell'Ortigara.
     Il giorno 11, il "Sette Comuni" tenta una fulminea sorpresa, il "gruppo Stringa" irrompe sulla cima dell'Ortigara e cattura nemici e quello "Porta" avanza fin quasi al passo di val Caldiera; tutti però ripiegano sopraffatti ed esausti.
     Le compagnie del battaglione intanto, quando la nebbia lo permette, lavorano a costruire ed a scavar nicchie per ripararsi dal bombardamento che spazza a folate le nostre posizioni.
     L'avversario verso sera, si avvicina appoggiato dal fuco di alcune mitragliatrici contro la nostra sinistra tentando una vigorosa puntata offensiva, ma viene nettamente respinto.
     Durante la notte sul 14, il "Val Tanaro" si accampa di nuovo nei pressi di colletta Campoluzzo, trattenendosi fino al 18. Muove quindi verso la già conosciuta posizione di Pozza dell'Ortigara per far parte della colonna di attacco del costone Ponari - Ortigara.
     L'inizio del 19 segna la nostra ripresa offensiva e, dopo tambureggiante bombardamento, da q. 2101, da linee improvvisate con muretti di sassi, debolissimo riparo dietro al quale le nostre truppe han resistito, l'attacco si sferra rapidissimo per opera dei battaglioni M. Saccarello, Val d'Arroscia, Mondovì, Ceva, M. Mercantour e, per i Ponari, del "Val Tanaro". L'assalto è concentrico; da nord parte da q. 2101 verso il costone risalente a q. 2105, dal mezzo della Pozza dell'Agnelizza punta verso la vetta di q. 2105 e da sud deve passare per i solchi dei Ponari puntando ugualmente verso la cima.
     Con vivissimo slancio i nostri percorrono lo spazio battuto dalle mitragliatrici nemiche e la cima dell'Ortigara è conquistata in un'ora.
     Il "Val Tanaro" che si è portato ai Ponari, ove ha ricevuto in un primo tempo ordine di serrar sotto, di avanzar decisamente e di puntare da q. 2093 su M. Campigoletti, in seguito a nuove disposizioni, è diretto invece verso destra trovandosi coinvolto nell'attacco delle quote 2101 e 2105. Occupa la linea temporaneamente lasciata da altri riparti in seguito alla micidiale azione delle artiglierie nemiche e la rafforza.
     Il 21, rilevato dal "Val d'Arroscia", scende nel valloncino della Baita ed il 22 è a Busa Fonda di Moline ove procede al riordinamento degli stremati riparti.
     Il 25 però, il nemico con nuovi battaglioni d'assalto, con ondate di gas asfissianti, con lanciafiamme e bombe riesce ad accerchiare il "Verona", il "Val d'Arroscia", il "Bicocca" ed un battaglione bersaglieri che difendono la ocntrastata cima dell'Ortigara.
     Il "Val Tanaro", che ancora non è in efficienza, parte alla volta di Crocetta per poi seguire il "Ceva" ai Ponari.
     Costituisce, unitamente alla 1a compagnia di tal battaglione, la seconda ondata di attacco verso q. 2105 essendo la prima formata dal "Val Stura", dal "M. Baldo" e da un battaglione del 10° fanteria.
     Non potendo quest'ultimo riparto procedere oltre a causa della forza ridotta e dell'intenso tiro avversario, il "Val Tanaro" si porta a suo rincalzo, gradatamente, a piccole squadre. Più tardi dai Ponari, respinto dagli Austriaci, ripiega sul valloncino della Baita.
     A loro volta le truppe del battaglione sono investite ed è solo alla Baita che i riparti si arrestano e si riorganizzano riuscendo a ritornare nelle posizioni occupate in precedenza.
     Il 26, il battaglione, che ha perduto ben 17 ufficiali e 757 uomini di truppa, si porta a colletta Campoluzzo, da dove esegue lieve spostamento il 30, per andare ad occupare la linea di resistenza q. 1912 - selletta Campoluzzo.
     Durante la seconda metà del 1917 la vita del "Val Tanaro" non è animata da vicende belliche importanti, nell'ottobre e nel novembre, la bufera si addensa e si scatena su altri tratti della nostra fronte.
     Subisce invece vari spostamenti; nel luglio (19), rilevato dal "Bassano" deve trasferirsi prima ad Osteria alla Barricata poi a Tezze, quindi, destinato al settore Astico, parte il 26 per ferrovia da Primolano alla volta di Thiene proseguendo per via ordinaria per Casale (Cogollo) ove, dalla dipendenza del 2° gruppo passa a quella del 7°. Presidia il 6 agosto lo sbarramento Tartura - Torre Alta ed i posti avanzati di Barcarola - Forte Ratti - val Cantilia trattenendovisi un mese circa per recersi, poi, sostituito dal "Biccocca", nelle posizioni tra Montagnola - San Rocco; ritorna qui alla dipendenza del 2° gruppo.
     Compie infine un ultimo movimento tra l'11 ed il 14 ottobre andando a sostituire nel sottosettore M. Caviogio sulla linea Caviogio - Redentore - Cason Brusà - "Roccioni" il "Ceva".

ANNO 1918.

      Dopo una sosta di poco più di un mese e mezzo a Maglio di Caltrano, dove i riparti si allenano in frequenti maree ed in intense istruzioni, il 5 marzo transita per Bassano e, destinato all'11° gruppo, l'11 dà il cambio al III/38° ed a parte del "Val Cenischia" nella seconda linea di difesa, M. Solarolo - q. 1672 - val Calcino.
     Vi rimane qualche giorno per andare a sostituire, il 27, il "M. Pasubio" sulle pendici est di M. Valderoa.
     Il 16 aprile si riunisce a Paderno d'Asolo e, dopo essersi trattenuto nel maggio tra Liedolo e valle Scura, il 29 viene trasportato a Ponte di Legno.
     Raggiunto, il 10 giugno, per via ordinaria, le posizioni di seconda linea della conca di Montozzo - Cima Sorti e Taiadisso, è adibito a lavori di riattamento di una teleferica.
     Il 18 riprende la marcia e per Incudine - Bolladore va a formare a Premadio riserve della 75a divisione, distaccando nei mesi seguenti le sue compagnie a S. Niccolò, a Pradaccio, a Sughet ed a Lago Negro.
     Verso la fine di ottobre, mentre va delineandosi la felice riuscita della nostra ultima offensiva di Vittorio Veneto, il "Val Tanaro" si dirige su Vobarno (Brescia) arrivandovi il 30.
     Il 2 novembre, mentre è a Storo col suo gruppo, l'11°, che trovasi alla dipendenza del comando della 4a divisione, ha ordine di raggiungere al più presto il ponte di Publega (val Chiese) per mettersi a disposizione della III brigata bersaglieri.
     Giuntovi ed iniziatosi da parte dei nostri il movimento in avanti verso la linea nemica e contro i forti di Lardaro, prosegue decisamente e celermente preceduto dal plotone d'assalto, seguendo la marcia del 18° bersaglieri. Tra Creto e Por il plotone d'assalto oltrepassa questo reggimento ed incurante del fuoco di Lardaro, giunge primo al paese omonimo ed a quello di Roncone, evitando il forte che prevedesi minato e portando lo scompiglio nei riparti nemici che retrocedono al di là di Tione.
     A sera, anche il battaglione giunge in questa località, la oltrepassa di circa un chilometro e poscia sosta, collocando i suoi avamposti verso val Rendena.
     Il mattino del 4 novembre, col "Val Maira", col "Val Tanaro", con due compagnie mitragliatrici e con alcuni pezzi di artiglieria, si forma una colonna che, preceduta da un riparto celere, deve puntare per Madonna di Campiglio in val di Sole.
     Iniziatosi il movimento, il riparto avanzato giunge oltre il campo di Carlo Magno all'ora di cessazione delle ostilità e si ferma la sera a Malè, mentre, la restante parte della colonna va a pernottare tra Fodojaz e Madonna di Campiglio dopo aver catturato un ingente numero di prigionieri e numeroso materiale.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Capitano Pecchini Alberto Cuneo M. Rosso 15-05-1916
2 Id. Trezzani Attilio Mondovì M. Chiesa 20-04-1917
3 Tenente Lupi Vittorio Cenate di Sotto Busa della Segala 27-04-1917
4 Id. Petrucco Severino Fanna M. Ortigara 21-06-1917
5 Id. Pichi Sermolli Piero Sansepolero M. Ortigara 20-06-1917
6 Id. Poli Guido Trento M. Ortigara 21-06-1917
7 S. Ten. Buzzoni Arturo Milano M. Valderoa 08-04-1918
8 Id. Petrella Giovanni (medico) Nocelleto Osp. d. C. 115 17-07-1917
9 Aspirante Da Prato Italo (medico) Barga M. Rosso 22-11-1916
10 Id. Marocco Mario Poirino 138 Rep. Somegg. 20-06-1917
11 Id. Salvi Ulderico Pietrasanta Baita dell'Aja 04-07-1917

Ufficiali morti per malattia.

1 Aspirante D'Amico Carlo Quadri Osp. d. C. 243 06-09-1917
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali o durante i turni di riposo del battaglione.

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE.

Tenente POLI GUIDO, da Trento:

     "Volontario di guerra e destinato ad un servizio di seconda linea, siccome cittadino di provincie irredente, chiese ed ottenne di ritornare ai riparti di prima linea. Durante l'attacco a fortissima posizione nemica, raggiunse tra i primi la trincea avversaria, iniziandovi tosto i lavori di rafforzamente.
     Ferito al petto e medicato, sebbene in condizione di poter essere inviato in luogo di cura, ritornò invece volontariamente presso il proprio riparto in trincea, dove, sotto un violento bombardamento, perdette gloriosamente la vita nella giornata stessa, mentre dava ai suoi dipendenti esempio di amor patrio e di alte virtù militari".

(Boll. Uff., anno 1923, Disp. 29)

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE.

 
Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Ten. Col. Trossarelli Giovanni 24/05/15 17/06/15  
Id. Taverna Carlo 25/08/15 20/12/15  
Maggiore Bes Celestino 15/01/16 27/05/17  
Id. Francolino Luciano 04/06/17 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 15 giugno al 31 dicembre (Forca Griffon - Forca Pradolina - Cuel Mat - Ladusset - Colletta Cereschiatis).

 Anno 1916

Dall'1 al 9 gennaio (Ladusset - Colletta Cereschiatis).

Dal 25 gennaio al 24 febbraio (Sella Prevala - M. Cregnedul).

Dal 1° marzo al 12 aprile (M. Cukla).

Dall' 11 maggio al 31 dicembre (M. Rosso - Colletta di M. Nero - M. Pleca - Frane di Kozliak - Colletta Sonza - Colletta Piazzi).

 Anno 1917

Dal 1° al 27 gennaio (M. Pleca - Kozliak).

Dal 17 marzo al 5 maggio (Linea val dell'Agnella - Busa dell'Orco).

Dall'8 al 21 giugno (Colletta Campoluzzo - Crocetta - Ponari - Pozza dell'Ortigara - Q. 2101 - 2105).

Dal 25 giugno al 18 luglio (Crocetta Ponari - Q. 2105 - Valloncino della Baita - Q. 1912 - Selletta Campoluzzo).

Dal 6 agosto la 31 dicembre (Sbarramento Tartura - Torre Alta - Barcarola - Forte Ratti - Val Cantilia - Montagnola - San Rocco - Sottosettore M. Caviogio).

 Anno 1918

Dal 1° al 14 gennaio (Sottosettore M. Caviogio).
 
Dall'11 marzo al 15 aprile (M. Solarolo - Q. 1672 - Val Calcino - Pendici est di M. Valderoa).

Dal 2 al 4 novembre (Ponte di Publega - Creto - Por - Lardaro - Roncone - Fodojaz - Madonna di Campiglio - Malè).

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 14 giugno (Moggio - Bevorchians [Udine]).

 Anno 1916

Dal 10 al 24 gennaio (Moggio [Udine] - Piani di Saletto).

Dal 25 al 28 febbraio (Moggio [Udine] - Cividale - Suzid - Ternova - Serpenizza - Goricica Planina).

Dal 13 aprile al 10 maggio (Serpenizza - Drezenca - Kosec).

 

 Anno 1917

Dal 28 gennaio al 16 marzo (Kosec - S. Pietro al Natisonc - Nimis - Tricesimo - Bassano Veneto).

Dal 6 maggio al 7 giugno (Caposaldo della Caldiera).

Dal 22 al 24 giugno (Busa Fonda di Moline).

Dal 19 luglio al 5 agosto (Osteria alla Barricata - Tezze - Primolano - Thiene - Casale [Cogollo]).

 

 

 

 Anno 1918

Dal 15 gennaio al 10 marzo (Maglio di Caltrano - Bassano).

Dal 16
aprile al 1° novembre (Paderno d'Asolo - Liedolo - Valle Scura - Ponte di Legno - Conca Montozzo - Cima Sorti - Taiadisso - Incudine - Bolladore - Premadio - S. Niccolò - Pradaccio - Sughet - Vobarno [Brescia] - Storo).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

6

20

/

22

Id. 1916

10

15

1

16

Id. 1917

8

19

3

12

Id. 1918

1

22

8

15

TOTALI Mesi 27 e giorni 16 Mesi 14 e giorni 5
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Fondo valle Pontebbana - Rio Russis (16 settembre - 31 dicembre)

/

/

/

15

42

/

Totale anno 1915 / / / 15 42 /
 
1916
M. Cukla (29 febbraio - 12 aprile)

/

5

/

22

65

4

M. Rosso - M. Pleca - Colletta M. Nero (15 maggio - 31 dicembre)

2

9

/

36

151

31

Totale anno 1916 2 14 / 58 216 35
 
1917
Zona M. Ortigara - Corno della Segala (17 marzo - 6 maggio)

2

7

/

31

75

/

M. Ortigara (R. Ponari - Pozza dell'Ortigara - Q. 2101 - Q. 2105 - Q. 1912) (8 giugno - 18 luglio)

6

18

/

155

668

65

Val d'Astico - M. Caviogio (6 agosto - 31 dicembre)

/

3

/

6

19

1

Totale anno 1917 8 28 / 192 762 66
 
1918
M. Solarolo - M. Valderoa (11 marzo - 15 aprile)

1

3

/

16

35

3

Ponte di Plubega - Lardaro (2 - 4 novembre)

/

1

/

1

3

/

Totale anno 1918 1 4 / 17 38 3
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

/

/

/

15

42

/

Id. 1916

2

14

/

58

216

35

Id. 1917

8

28

/

192

762

66

Id. 1918

1

4

/

17

38

3

TOTALE GENERALE 11 46 / 282 1058 104


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