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8°  GRUPPO

 

ANNO 1917.

     Il 23 ottobre, prima dell'inizio dell'offensiva austriaca, l'8° gruppo alpino, composto dai battaglioni M. Clapier, M. Mercantour, Val d'Arroscia, Val d'Ellero (e facente parte del IV raggruppamento) (1) assegnato alla 2a armata, lascia le posizioni occupate tra q. 1807 - M. Palo e Grotta del Lago, sull'altopiano di Asiago e si dirige alla volta di Udine.
     Il 25 è assegnato al XII corpo d'armata; il "M. Mercantour", dopo poche ore di sosta ad Udine, ove è giunto il 25 sera, prosegue su autocarri alla volta S. Anna di Carnizza; il 27 è a Resiutta e partecipa col "gruppo Alliney" alla difesa di valle Resia seguendone le sorti. Il 6 novembre si divide in due parti: la prima è sopraffatta dall'avversario in forze preponderanti dopo splendido combattimento nei pressi di Pielungo, la seconda è circondata il 7, a Tramonti di Sotto.
     Il "Val d'Ellero", che è arrivato pure il 25 ottobre ad Udine, il 26 giunge a Cividale, il 29 a Tolmezzo, il giorno seguente si porta ad Alesso unendosi anch'esso al "Gruppo Alliney" e rimanendo in riserva della 63a divisione fino al 3 novembre.
     Sempre con la citata unità combatte per lo sfondamento della stretta di Clauzetto ed alla Forchia. Il giorno 7, per i sentieri di Montagna Rossa, i suoi resti raggiungono la valle Chiarzò ed il 9, a forcella Caseratta, completamente circondato e dopo aver sostenuto vivace combattimento, è costretto a cedere.
     Il "Clapier", che il 26 ottobre è a Tarcento, viene inviato a sbarrare la valle del Torre; frazionatosi, manda le sue truppe sul Mali Varh e verso Monteaperta. Dopo alterne vicende, ripiega su Tarcento e marcia verso Gemona. Sosta sul Cuarnan, mentre suoi riparti si battono a M. Stella unitamente ai resti dell'"Arroscia", che, giunto il 26 a Cividale, è stato quasi annientato al passo di Tanamea e lungo la val di Musi.
     Il 3 novembre il "Clapier" ed i resti del "Val d'Arroscia", che col comando dell'8° gruppo vengono assegnati al XII corpo d'armata, si trasferiscono in riserva a Maniago e poscia a Molassa.
     Il 5 sono messi a disposizione del comando 26a divisione per proteggere il ripiegamento delle truppe che si ritirano da Poffabro a Frisanco. A sera il comando del gruppo è alla forcella di Palla Barzana, il "Clapier" ha due compagnie a M. Jof, un plotone a Piciachies e l'altra compagnia a Molassa, mentre i resti del "Val Arroscia" si dislocano a forcella La Croce.
     La mattina seguente il nemico entra in Montereale e dopo aver lanciato pattuglie in ogni direzione, avanza coi suoi riparti contro M. Jof e le due forcelle. E' accolto però dal fuoco delle nostre mitragliatrici che ne stroncano lo sforzo.
     Insistente, violento è l'urto contro la forcella di Palla Barzana, ma l'avversario è trattenuto fino a quando giunge ordine di ripiegare. Il movimento è ben eseguito, malgrado una minaccia di aggiramento in direzione della forcella La Croce. A Barcis viene formata una nuova linea: due compagnie si fermano sul M. Plai mentre l'altra (114a) ed i resti del "Val d'Arroscia" si dislocano in fondo valle, davanti al paese.
     Il giorno 7, anche queste posizioni sono attaccate dal nemico che punta in direzione di Barcis e nei pressi del cimitero.
     Le truppe di fondo valle resistono bravamente alla baionetta, poscia, ripiegano mentre pattuglie nemiche appostatesi su M. Lupo fanno fuoco sulla strada del Cellina, causando forti perdite ai nostri costretti a transitarvi.
     I riparti di M. Plai nel frattempo, sebbene non direttamente attaccati, devono lasciare le loro posizioni; attraversano Armasio, ma, pervenuti per malagevole sentiero alla forcella di Arcola ed al ponte di Mezzo Canale, lo trovano già semidistrutto; tentano passare sulle sue rovine, accolti dal fuoco nemico, pochi sono gli uomini che vi riescono; gli altri seguono la riva destra sulle roccie quasi impraticabili di M. Lauro.
     Dopo una notte di marcia raggiungono il paese di Cellino e quello di Cimolais ove si ricongiungono al comando del gruppo ed alla 114a, e, più tardi, ai riparti ripieganti che hanno combattuto a forcella Clautana. Tutte queste truppe, lasciata una compagnia bersaglieri a difesa della stretta, si avviano verso Longarone; la sera dell'8 il "M. Clapier" ed i resti del "Val d'Arroscia" sono a Fortogna, il 9 a Sedico - Bribano, indi per Feltre raggiungono Cismon. L'11 novembre sono a Rosà.
     Portatisi successivamente a Carmignano di Brenta, a Bressanvido e ad Arcignano presso Sandrigo, gli avanzi dell'8° gruppo, dopo la dura sorte subita dai battaglioni Val d'Ellero e M. Mercantour, sostano per riordinarsi.
     Nei dintorni di Sandrigo trovansi anche radunati i resti di alcuni battaglioni alpini provenienti dalla Carnia. E' con questi che, il 18 novembre, il gruppo torna a costituirsi coi battaglioni Tolmezzo, Susa, Pinerolo, M. Clapier, rimanendo alla dipendenza disciplinare della 4a armata ed a disposizione del Comando Supremo per l'impiego tattico.
     Alla stessa data l'"Arroscia", il "Mercantour" ed il "Val d'Ellero" sono sciolti.
     Il giorno 28, l'8° gruppo, che si è dislocato tra Romano Alto, S. Giacomo di Romano d'Ezzelino, Liedolo, Semonzo e Semonzetto, per trascorrervi un periodo di riposo, passa alla dipendenza del XXVII corpo d'armata.
     Durante il mese di dicembre, il nemico concentra i propri sforzi contro la linea di Col Caprile, Col della Berretta, M. Asolone impegnando fortemente la 51a divisione, alla quale viene assegnato il gruppo che si sposta l'11 nella valle di S. Lorenzo.
     Il "M. Clapier" il giorno 12 partecipa ai violenti contrattacchi contro Col della Beretta ed a sera, stremato di forze, è rincalzato dai riparti del "Tolmezzo" e del "Pinerolo".
     Nella notte sul 14 dicembre il Susa, che in un primo tempo è stato messo a disposizione della 66a divisione, richiamato, dà il cambio al "Clapier" che si porta a nord di Casare Col del Vecchio. Il mattino seguente gli altri battaglioni del gruppo sono dislocati dalla testata di val Gallina a q. 1476, quando gli Austriaci iniziano un intenso bombardamento con granate e gas asfissianti, i cui effetti letali si manifestano gravissimi su tutta la linea, sferrando poi un attacco di violenza eccezionale.
     Le truppe dell'8°, che sono ormai votate al sacrificio, resistono impavide, calme, magnifiche. Durante le ore pomeridiane in alcuni tratti della nostra fronte non vi sono più che cadaveri e su di essi passa l'ondata nemica che coglie alle spalle gli avanzi eroici dei quattro battaglioni.
     Il 16 i resti del gruppo (destinato fin dal giorno 11 al VII raggruppamento) si portano a Cason del Fabbro e nella notte successiva scendono a Romano d'Ezzelino per ricostituirsi (2).               
     (1) Per la parte precedente vedere il IV raggruppamento.
     (2) Per il seguito vedere il VII raggruppamento.
 
COMANDANTI DEL GRUPPO.

Colonnello SAVORANI Umberto, dal 30 giungo al dicembre 1916.
Colonnello RAGNI Ottorino, dal 5 dicembre 1916 al 7 settembre 1917.
Ten. Colonnello DE NEGRI Giulio, dall'11 settembre al novembre 1917.
Ten. Colonnello CELORIA Dante, dal novembre 1917 al termine della guerra.


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