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9°  GRUPPO

(Già "Gruppo Alpini Speciale Stringa").

 

ANNO 1916.

     Il 15 giugno, nel territorio del XX corpo d'armata, nei pressi di Malga Giogomalo, si costituisce il "gruppo speciale Stringa" che in seguito (19 settembre) assume la denominazione di 9°.
     A costituirlo concorrono i battaglioni Saccarello, Val Maira, Monviso, Argentera, Morbegno, Val Cenischia, Bassano, Sette Comuni.
     Fiaccata, sull'altopiano dei Sette Comuni, la furia austriaca, i nostri muovono alla riscossa; gli alpini del "gruppo speciale Stringa" suddivisi in due colonne, vigorosamente attaccano e con impeto travolgente espugnano le forti posizioni di Malga Fossetta, M. Magari, Cima d'Isidoro e Cima della Caldiera catturando al nemico centinaia di prigionieri, cannoni ed altro materiale bellico.
     Il 25 la colonna di destra occupa Punta Incudine, mentre quella di sinistra attacca, con felice esito, Cima delle Contese, ed il 26 il "Sette Comuni" dopo vivace resistenza riesce a conquistare la parte nord di Cima della Campanella.
     L'avanzata, in detto giorno, procede lenta verso Cima della Caldiera che, però, cade nelle nostre mani dopo violenti assalti alla baionetta. Più tardi la colonna di sinistra completa l'occupazione di Cima della Campanella.
     Il gruppo, incalzando il nemico in ritirata, il 28 lo attacca nuovamente e, mentre la colonna di destra punta con azione dimostrativa verso M. Ortigara - passo dell'Agnella, l'altra con azione risolutiva mira al possesso di M. Campigoletti - Malga Campigoletti, arrestandosi in prossimità degli obiettivi.
     Il 30 giugno il "gruppo speciale Stringa" col 4° e con l'8° costituisce il IV raggruppamento (1).                   

     (1) Per questo periodo vedere il IV raggruppamento.

ANNO 1917.

     Il 14 novembre detto raggruppamento passa alla dipendenza della 29a divisione, il 9° gruppo (52a divisione) resta a presidio delle difese nel tratto di linea Bedenecche, rotabile Lazzaretti - Enego, val Cestona, Sasso Rosso.
     Il 22 l'avversario, preceduto da violento tiro d'artiglieria, attacca le nostre posizioni sul costone del Badenecche, ma gli alpini saldi al loro posto, lo costringono a ripiegare dopo avergli inflitto sensibili perdite.
     E' da prevedersi, però, a scadenza più o meno breve, un nuovo attacco. Infatti il nemico approfittando delle condizioni atmosferiche costantemente ed eccessivamente favorevoli va preparando un poderoso schieramento d'artiglieria di ogni calibro e di bombarde, tutt'attorno alle nostre posizioni delle Melette. La fase preparatoria delle artiglierie assume un nuovo aspetto: con tiro sistematico, poco intenso, ma continuo, tende a demolire gradualmente e sensibilmente tutta la linea Melette di Gallio, "selletta Stringa", pendici settentrionali e orientali del Tondarecar e la selletta q. 1441 del M. Badenecche.
     L'attacco si scatena poderoso, nelle prime ore del 4 dicembre, dopo una nutrita azione d'artiglieria con preponderante numero di proiettili a gas asfissianti e lacrimogeni.
     Il tiro aumenta su tutte le posizioni occupate dal gruppo mentre le fanterie nemiche puntano sui monti Tondarecar e Badenecche. Esse, fiaccata la resistenza di alcuni riparti posti alla sinistra del 9° gruppo, minacciano di accerchiamento gli alpini del "Vicenza", ma un contrattacco del "Bassano" e della 60a compagnia del primo battaglione riesce a ristabilire parte della linea. Col sopraggiungere di truppe fresche l'avversario riesce a neutralizzare il nostro contrattacco mentre, nel contempo, la sua artiglieria, battendo violentemente il tratto di trincea, compreso fra la strada di Enego, quella delle Fratte e le pendici del Badenecche, produce gravissime perdite ai riparti del "Vicenza". Gli Austriaci approfittando del danni da noi subiti, attaccano anche da questa parte riuscendo a penetrare nelle nostre linee portandosi sul tergo del "Sette Comuni" col quale impegnano asprissima lotta.
     In seguito a tali avvenimenti il 9° gruppo ripiega sotto la cresta del Badenecche (q. 1350 - pressi di Gozar - Lazzaretti - Cresta del Sasso Rosso). Nella notte del 5 dicembre esso passa alla temporanea dipendenza della 29a divisione e pur ridotto sensibilmente di effettivi continua a lottare strenuamente per trattenere la pressione avversaria. Perdurando la minaccia nemica, il gruppo ripiega combattendo verso lo sbocco di Valstagna, a sbarramento della val Vecchia. Nello stesso giorno il 9° passa alla dipendenza del I raggruppamento col quale combatte fino al termine della guerra (1).       
     (1) Per il seguito vedere il I raggruppamento.

MILITARI DECORATI CON L’ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

STRINGA PIRIO, colonnello - cavaliere - M. Ortigara, 10 - 19 giugno 1917.
COMANDANTI DEL GRUPPO.

Colonnello STRINGA Pirio, dal 30 giugno 1916 al 13 luglio 1917.
Colonnello SCANDOLARA Guido, dal 15 luglio 1917 al termine della guerra.


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