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ALANO di PIAVE

La Conca di Alano
Ugo Bartolomei: Medaglia d'Oro al V.M.


Chiarore lunare più nebbia
il cielo e la terra si mescolano:
un placido caos intorno
all’automa-vedetta;

che spara i suoi vani minuti
come le stelle si sgonfino;
spazio e tempo occupa sola,
infinita ora, la luna.

Infinita ora il gomitolo,
che non si svolge, dal cuore:
i battiti lenti si perdono
tra l’uguale freddo tremore.

Pensieri non vivono; irridono,
pullulio di spille nei piedi,
i desideri che pungono
delle cose che non rivedi:

delle cose che non vedrai:
quello che fu che sarà
un chiuso sterile germe
nella crudità del presente.

Chiarore lunare e nebbia
di Vann’Antò

 

 

 

“...i fucilieri di montagna ebbero di
fronte, nella zona del Grappa, truppe
italiane che si batterono benissimo e
seppero, sotto ogni punto di vista,
compiere il proprio dovere. Là non
poterono essere conseguiti successi
come quelli di Tolmino”.

Tenente Erwin Rommel


 

 

 
*BARTOLOMEI UGO*

Sottotenente

Sottotenente ( Granatieri , 1° reggimento fanteria "Savoia", 6° compagnia ) luogo di nascita: Roma (RM) Data del conferimento: 29- 5- 1919 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Entusiasta della nostra guerra, fiducioso negli alti destini della Patria, primo fra i primi trascinò con impareggiabile valore il suo plotone alla conquista di importante e forte posizione, raggiungendola di un solo sbalzo e abbattendone solide difese avversarie. Nel momento assai critico in cui la sua compagnia era completamente accerchiata dal nemico soverchiante, con generoso slancio e con fulgido coraggio alla testa di pochi uomini, affrontando sicura morte, volle attirare su di essi le forze avversarie, gettandosi con irresistibile impeto contro di esse e tenendole impegnate. Gravemente ferito, rinunciò ad ogni aiuto e continuò a combattere eroicamente, infondendo con le parole e con l’esempio fede e resistenza nei dipendenti, e, vicino a morire, in un supremo scatto di energia e di entusiasmo, trovò ancora la forza di gridare le ultime sue parole incitatrici: Avanti, ragazzi! Avanti, per l’Italia nostra! Coraggio!. Conca di Alano, 24 - 3 1 ottobre 1918. Nota: ----- Nato a Roma il 27.11.1899. 6" Comp. 1" Reggimento Fanteria.
 
 
Conca di Alano
24 - 31 ottobre 1918.

 

La mattina del 29 ottobre 1918 si combatte per la liberazione di Alano.
La “Carlona”, la 6° Compagnia del 1° Reggimento Fanteria comandata dal tenente Fausto de Rossi, avanza lungo la campagna a sud di Alano e raggiunge le prime case del paese. Il reparto ha già subito gravi perdite, per l’accanita resistenza degli austroungarici che sparano con numerose mitragliatrici e non accennano a mollare.
Conquistato quasi metà del paese, viene sferrato un attacco contro un manipolo di austriaci che resistono nella piazzetta della chiesa di Alano, validamente appoggiati dalle raffiche di una mitragliatrice che spara dall’alto del campanile. Dopo un breve ma furioso combattimento, anche quest’ultimo punto di resistenza nemica viene debellato e gli austriaci si arrendono: scendono dal campanile ed escono dalla porta con le mani alzate.
In questa azione è morto un soldato italiano; altri sei, fra i quali il sottotenente Ugo Bartolomei, sono rimasti feriti; è morto anche il comandante del manipolo austriaco, ucciso, forse per un equivoco, dalla pugnalata di un soldato italiano mentre scendeva i gradini del campanile.
Prima di mezzogiorno la 6° Compagnia ha praticamente conquistato l’intero capoluogo di Alano e avanza combattendo verso le Morene.
Nel primo pomeriggio, alle pendici del Colle di Tessère, il piccolo reparto italiano deve confrontarsi col nemico in un nuovo aspro combattimento e rischia di venire accerchiato da un plotone di austroungarici che avanza fra Colmirano e Usòn.
Il sottotenente Ugo Bartolomei, al comando di una quindicina di arditi, si lancia contro il plotone nemico e lo affronta lungo il Formisèl e sul “Pra’ Grant”. Ne scaturisce una lotta furibonda: Bartolomei, benché sofferente per la ferita riportata durante l’attacco al campanile di Alano, si batte con tutte le forze, incitando e incoraggiando i suoi uomini. Colpito a morte, cade e le sue ultime parole sono di sprone ai soldati, affinché resistano a oltranza per evitare l’accerchiamento della Compagnia.
In breve tempo l’insidiosa manovra nemica è sventata, ma il plotone di Bartolomei è annientato: la Compagnia che avanza troverà vivo soltanto il fante Polidori, unico superstite di quel gruppo di eroi. E’ il pomeriggio del 29 ottobre 1918.


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