Fronte del Piave
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FEBBRAIO 1918

1 FEBBRAIO 1918. Velivoli nemici hanno volato sopra di noi dalle undici della notte fino alle sei di questa mattina, sganciando una quarantina di bombe e provocando danni rilevanti.
E’ andata distrutta la casa di Marconato e due mucche sono rimaste uccise; cinque bombe sono cadute sulla casa di Guselotto, o vicino, e una sullo stabilimento grande, forando e mandando in frantumi le vetrate; una bomba è caduta sulla casa di Speronello; una vicino all’Ospedale, dietro la casa di Salvàn; alcune dietro la chiesa nuova, presso Garbuio e Gallina; qualche altra nelle vicinanze della stazione e a Bocca Cavalla. Due bombe rovinano completamente la casa di Pollastra Sartor e, per metà, quella di Bepi Pasa: per fortuna gli abitanti di questa case erano già tutti andati profughi.
 Quattro bombe sono cadute vicino a Bepi Visentin: una di queste ha forato il tetto e i due piani superiori e poi si è conficcata nel pavimento rimanendo inesplosa. Una bomba è caduta vicino a Poloni Nani e una vicino a Bressan, poco lontano dal capitello; una nell’orto della siora Beppa, rovinando parte della casa dei Bressan Noi. Una decina di bombe sono cadute sui territori di Antonio Scandiuzzi, ma senza causare particolari danni.
Oggi grande attività sul Montello.

2 FEBBRAIO 1918. Li aspettavamo e purtroppo sono tornati anche questa notte: dall’una alle sei del mattino aerei nemici hanno sganciato circa dieci bombe su Montebelluna, quasi tutte nella zona di S. Andrea, presso le scuole.
Anche Treviso è stata bombardata questa notte con circa quaranta bombe, che vanno aggiunte alle centocinquanta cadute nella notte scorsa. Paese è stato colpito da venti bombe che hanno fatto sette morti e trenta feriti tra i soldati inglesi. Lo spavento della popolazione per le incursioni aeree notturne è grande; la gente passa le notti intere senza dormire, rifugiandosi sotto le scale, nei sotterranei o nelle trincee che alcuni hanno appositamente scavato. Molti si rifugiano nel nostro campanile, portando seco coperte e pagliericci: una ventina di ragazzi vi dormono quasi ogni notte. Povere creature: quante sofferenze, quanti spaventi! E quali conseguenze verranno poi?…
Oggi il cannone ha tuonato sempre, in modo straordinario, sul medio e basso Piave.

Il Montello visto da Moriago.

3 FEBBRAIO 1918. Dalle due alle sei di questa mattina gli uccellacci sono tornati a volare, fortunatamente solo su Venezia e dintorni.
Per tutto il giorno vi è grande attività sul Montello e sul medio Piave: il cannoneggiamento è fortissimo e da noi tremano i vetri. Vanno in pezzi i lastroni della galleria e della sagrestia.
Alle sei e mezza di sera aerei nemici bombardano nuovamente Venezia. Poi la notte è calma e silenziosa.

Trincea italiana presso la strada n° 13 nel Montello.

4 FEBBRAIO 1918. Alle due e mezza mostri volanti sorvolano Venezia, Treviso, Castelfranco, Montebelluna e paesi vicini; alle sei su Montebelluna cadono otto bombe, cinque delle quali sul campo di Menegòn. Alle sei e mezza assistiamo al bombardamento di Treviso e da quassù vediamo le esplosioni delle bombe.
Nella notte una bomba scoppia sul tetto della Villa Bertolini.

5 FEBBRAIO 1918. Ancora bombardamento aereo dalle tre alle sei e mezza del mattino, con lancio di bombe qua e là.
Il bombardamento di ieri su Treviso è stato disastroso: si contano diverse vittime; il portone del Vescovado è stato lanciato sulla gradinata del Duomo; la città si è fatta deserta e la costernazione regna ovunque.
Lungo il fronte vi è la solita attività delle artiglierie, più attive sul medio Piave, fino a sera. In aria contiamo tredici palloni aerostatici in osservazione.

Sul Montello: osservatorio avanzato di Sturmtruppen.

6 FEBBRAIO 1918. Oggi gli aerei nemici sono tornati soltanto per due ore: non c’è male…
Mentre nelle trincee si soffre e nelle retrovie si subiscono le incursioni aeree, nelle città lontane si fa bella vita e non si pensa alla guerra e a chi soffre a causa di essa…

7 FEBBRAIO 1918. Notte calma. Alle cinque cadono alcune granate presso la stazione e verso Caonada. Verso sera, dopo una giornata calma e nebbiosa, riprende la lotta sul Grappa, ove il cannone tuona fino alla mezzanotte.

Fanteria italiana durante un’azione di
combattimento fra Giavera e Bavaria

8 FEBBRAIO 1918. Udiamo frequenti e forti tiri d’artiglieria sul Grappa e sul fronte montano, fino a mezzanotte.
Si parla di offensiva inglese sul Piave: vedremo.
A Padernello di Istrana si sta costruendo un nuovo campo d’aviazione.
Ieri è morta la siora Beppa dei Cani.

9 FEBBRAIO 1918. Giornata calma che temo foriera di tempesta: forse è una giornata di preparazione per ambedue gli eserciti.
Il transatlantico “Tuscania”, che trasporta truppe americane in Francia è affondato, da un sottomarino tedesco.
I generali Cadorna, Porro e Capello sono messi a disposizione del governo: sic transit gloria mundi…
Quasi ogni famiglia si costruisce una trincea per difendersi dai bombardamenti.

Montello, 16 giugno 1918. Un deposito di munizioni su una carrareccia sopra Giavera.

10 FEBBRAIO 1918. Sempre poca gente alla messa dominicale quassù; molta invece negli oratori.
Si ode qualche sporadico sparo.

11 FEBBRAIO 1918. Sempre calma.
L’Ucraina ha firmato la pace con la Germania e l’Austria.
La gente di Montebelluna continua a scavare trincee, ad uso famigliare per difendersi dalle incursioni aeree ed altro.
Oggi ha luogo la distribuzione dei sussidi.

12 FEBBRAIO 1918. Si dice che le grandi offensive di cui si parlò e si parla siano ormai prossime.
Viene in licenza il Cappellano Don Eliseo Pedròn.

13 FEBBRAIO 1918. Giornata calma e nuvolosa: soltanto qualche colpo d’interdizione.
Completa defezione della Russia la quale non firma la pace ne farà più la guerra.
Muore il signor Meneghetti di Posmon, comandante dei pompieri.

14 FEBBRAIO 1918. Solita calma. Nulla di nuovo.

Una postazione italiana di mitragliatrice ricavata nel cratere prodotto da una granata nemica.

15 FEBBRAIO 1918. Sempre calma.Cade un po’ di neve.Presso Pulin di Guarda è rinvenuta una bomba inesplosa di dimensioni fenomenali: è lunga un metro e sessanta e pesa oltre un quintale!
E’ pubblicato il testo del patto di Londra.

16 FEBBRAIO 1918. Giornata nuvolosa. Nulla di nuovo. Qualche tiro d’interdizione. Un contingente di truppe italiane viene inviato in Francia.

17 FEBBRAIO 1918. Il fronte del Grappa si risveglia, dopo diversi giorni di silenzio, con frequenti tiri di artiglieria.
Verso le nove cade qualche granata su Caerano.

17 giugno 1918. La prima linea italiana sul Montello sopra Giavera.

18 FEBBRAIO 1918. Bella giornata. Grande attività su quasi tutto il fronte.
Alle undici e mezza, durante un allarme aereo, arriva da noi Mons. Vescovo e si ferma fino alle quattro del pomeriggio.
Il parroco di Volpago, Don Panizzolo, torna alla sua parrocchia, in libertà provvisoria.
Alle sei e mezza di sera nuovo allarme aereo: velivoli nemici bombardano prima alcuni paesi vicini e poi, alle nove e mezza lasciano cadere su Montebelluna una trentina di bombe: quindici di queste vanno a cadere dalle parti della stazione, dove si conteranno sei morti.

19 FEBBRAIO 1918. Attività sul fronte del Piave. Alle otto e mezza allarme aereo: una dozzina di velivoli nemici sorvolano Montebelluna in esplorazione ma vengono presto messi in fuga dai nostri.
A parte i sei morti di ieri sera, i danni causati dal bombardamento della notte passata sono lievissimi; molto maggiori sono invece la paura e le sofferenze di tanta povera gente costretta a nascondersi per ore nei rifugi e sotto terra!
Nel nostro campanile di S. Maria in Colle gli inglesi installano un impianto radio-telegrafico: speriamo che il nemico non se n’ accorga…

Fanti italiani ammassati in una trincea di prima linea nei pressi di Bavaria.

20 FEBBRAIO 1918. Verso Nervesa i tiri di cannone sono più frequenti.
Oggi vengono benedette alcune trincee: quella di Gallina da S. Gaetano è enorme e può ospitare oltre 150 persone. La funzione è stata commovente: una quarantina di bambini, attorno all’immagine del Sacro Cuore di Gesù, tenevano in mano una candeletta accesa. Siamo tornati ai tempi dei primi cristiani: volesse Iddio che tornassero anche i costumi e la fede di quei tempi!
Alle otto del mattino allarme aereo: bombardano Treviso, Mestre e Padova.
Successione di vari allarmi aerei alle nove, alle dieci, alle undici e mezza, alle dodici. Cadono bombe nei dintorni.

21 FEBBRAIO 1918. Notte d’inferno. All’una e mezza suona l’allarme. Cadono bombe in varie zone del paese: due alla stazione e parecchie a Biadene, con un morto e molti feriti. Poi la giornata trascorre relativamente calma.
Scarsa attività sul Grappa. Alla sera cala la nebbia e, di conseguenza, confidiamo in una notte tranquilla.

22 FEBBRAIO 1918. Otteniamo 500 coperte per i profughi.
Nel pomeriggio inizia un forte bombardamento sul Grappa che dura per tutta la notte successiva.
In paese torna un po’ di vita.

Caduto austriaco su una delle carrarecce del Montello.

23 FEBBRAIO 1918. Sul fronte montano il bombardamento continua e aumenta spaventosamente nel pomeriggio.
Al tramonto si alza un vento caldo che soffia impetuosamente, continuando a rinforzare, per circa tre quarti d’ora: la gente si impressiona…
Sul Grappa vediamo incendi vastissimi, spaventosi, con lunghissime linee di fuoco, specialmente sul versante orientale del massiccio: è uno spettacolo mai visto!
Don Francesco Furlanetto è incaricato dal Prefetto di pagare i sussidi ai profughi che si trovano nel Comune di Vedelago.

24 FEBBRAIO 1918. Sul fronte del Grappa si combatte e dal versante orientale si alzano ancora colonne di fumo. Molti aerostati sono in aria.
Le strade sono polverosissime.
Alle sette e mezza inizia una successione di allarmi aerei: qualche bomba cade anche dalle nostre parti.

17 giugno 1918. Trincea sopra Giavera: un caduto italiano.

25 FEBBRAIO 1918. Notte d’inferno, con diversi allarmi per incursioni aeree.
Cinque bombe cadono attorno a Villa Biagi; altre cadono vicino alla stazione ferroviaria; è demolito il casello presso le sbarre, ove un tempo abitava certo Marchiòl: un povero nostro soldato da Musano che stava di guardia alle sbarre è rimasto gravemente ferito ed è spirato poco dopo all’Ospedale Militare N.100. Altre bombe cadono altrove.
Passano numerose truppe inglesi che si recano al fronte, o ne tornano, per l’avvicendamento.
La stazione radio-telegrafica, installata nel nostro campanile appena quattro giorni fa, viene smantellata.

26 FEBBRAIO 1918. Notte calma e giornata splendida.
Ancora grande movimento di truppe inglesi.
Al funerale del soldato ucciso ieri dalla bomba aerea caduta sul casello presso le sbarre non partecipa nemmeno un picchetto militare; la bara è seguita dal nonno…Così va il mondo!

27 FEBBRAIO 1918. Bombardamento notturno su Treviso, Venezia, Mestre e dintorni.
Oggi giornata bella e abbastanza calma.
Allarme aereo alle otto del mattino e un altro alle nove e tre quarti della sera. Alle 11 e mezza di sera vi è un continuo sorvolo di aerei nemici: è una vera notte d’inferno! Cadono bombe a Biadene, a Caonada, nella campagna di Montebelluna, a S. Gaetano, a Busta, a Caravaggio. A Venezia sono cadute duecento bombe; a Padova vi sono state alcune vittime, fra le quali due suore; rovine e distruzione a Treviso. E fino a quando?

28 FEBBRAIO 1918. Oggi nulla da segnalare: calma ovunque.

 


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