Fronte del Piave
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DICEMBRE 1917

1 DICEMBRE. - Mi sono recato da mia sorella T. Bottàn a Sala di Sopra. - Dolore... desolazione... Una famiglia campagnola, si, ma abbondante di tutto, anzi ricca, ora spoglia di tutto e ridotta alla miseria ! Le truppe, oltre ai delitti già menzionati, installatesi in casa e ridotta la famiglia in angusto spazio, sono giunte all' eccesso crudele di portarsi via la polenta appena versata e persino il paiolo del latte che bolliva per i bambini.
Il terrore e lo sgomento si legge sul volto a quelle povere anime : lo spettro della fame si è già insediato in casa. Questa è la nuda, cruda e dolorosa realtà in quella famiglia già tanto bersagliata. E dire che il cappellano, un ungherese che parla il latino meglio dei latini, di quelle truppe, abitante là vicino in villa Tommaseo, mi esortò cinicamente a persuadere (!) Ia popolazione “che eglino, gl' invasori, non vengono come nemici, ma per recare la pace, e che i popolani diano volentieri del loro ! ,,

2 DICEMBRE. - Domenica prima di Avvento. Cominciano , gli uffici e il tempo poetico della Chiesa, uffici di una suggestione sempre nuova e profonda. Ma, ahimè ! che poesia ? Jucundare, filia Sion? - La mia città opulenta, linda e gaia, ora deserta, piena d' immondezze, calpestata da piè barbaro, da gente dedita al delitto... ; il mio Santuario, meta
di tante genti, sospiro di anime sante, chiuso ai voti di popolazioni pie... - Il giubilo e la letizia oggi non sono per noi .
* Nei giorni scorsi ci fu un grande passaggio di munizioni e di artiglieria di grosso calibro.
Secondo gIi ufficiali sanitarii si preparerebbe una grande offensiva sulla Piave. - Si farà ? avrà esito un'azione frontale ? - Cose sulle quali non posso rispondere. Intanto questi accarezzano l' idea di fare il Natale a Venezia. A questo riguardo ci si assicura siasi fatto chiedere per mezzo della Svizzera se Venezia è piazza forte o città libera.
- L’ appetito è formidabile : vedremo se la zuppa corrisponderà.
* Oggi avrebbero dovuto cominciare le trattative di pace separata colla Russia. Gli ufficiali ne parlano come d' un miraggio che bramano ardentemente di raggiungere, e che dovrebbe essere il principio d' una pace generale prossima.

3 DICEMBRE. – E’ un continuo correre avanti e indietro di autocarri pesanti con ruote di ferro. Ma non poche sono anche le automobili nostre di cui usufruiscono i nemici, e dalle quali non è stata neppur cancellata l' iscrizione militare !
* Su tutte le cantonate delle vie si legge un decretone – “Notificazione ,, - bilingue del Comando supremo, per la forma e per il contenuto di sapore austriaco genuino, indirizzato alla popolazione civile. Contiene molti articoli sanzionati altri dalla “ fucilazione, ,, altri da “pene gravissime ,, non specificate. Tra le altre molte cose si annunzîa la '' requisizione ,, (furto militare legalizzato) dei metalli, degli attrezzi, macchine, veicoli, tessuti, bestiame, olii, viveri, lasciando alla popolazione il puro necessario.
Degni di speciale menzione snno tre punti :
I° “ Il saccheggio sarà punito colla fucilazione” Vien fatto di chiederci di qual saccheggio si tratti. - Chi l' ha esercitato e chi Io esercita tutt' ora impunito ? O forse perché autorizzato non è saccheggio? - Sono proprio essi che del continuo inviano in Austria centinaia di carri di refurtive della città e del contado (senza tener conto di quanto i soldati si appropriano per conto loro e distruggono o gettano via) pel valore già, a detta di lorô stessi, di oltre venti milioni. “ Era una città molto ricca questa ! ,, mi sono sentito tante volte ripetere con compiacenza. - Ma sono mentecatti costoro, o ci hanno noi in conto d' insensati ? – Né l’uno né l’altro ritengo ma gente di raffinata cattiveria.
Gente che resasi rea dei peggiori delitti pensa di potersi rifare un’immacolatezza almeno presso la storia, con dei pezzi di carta destinati agli archivi.
II° La requisizione non può essere fatta dalla truppa, ma vi deve avere almeno un ufficiale. Non sarà pagata in contanti, ma Verrà rilasciato un foglio.
La truppa non può “requisire ,, , secondo le leggi internazionali, ma nell' esercito austriaco ad essa è acconsentito soltanto il... saccheggio, il furto, la rapina, come si è fatto sino adesso, come si fa al presente, e come senza dubbio si seguiterà a fare in avvenire.
III° Compiuta la rapina ufficiale delle macchine, del bestiame, dei viveri, ecc. ecc. : provvedere al mantenimento della popolazione incombe all autorità civile del luogo !!!
Al leggere sotto i portici del municipio tali cose, a mala pena infrenai lo sdegno e il riso per non espormi al pericolo d' essere sorpreso da qualche spia I. e R. E’ il colmo dell' ironia e peggio. Anzi no : il colmo è che i malati civili possono usufruire della visita gratuita dei medici militari (che del resto in omaggio alla verità e alla giustizia, si sono prestati e si prestano con premura anche senza queste disposizioni). - Quando i '' civili” , come ora appellansi, cioè la popolazione soggiacerà alla malattia della...fame (che già bussa alla porta di molti), i medici militari faranno bensì la visita, ma daranno poi la medicina ? - Io credo che l' I. e R. Governo, per quanto paterno, in cambio ci manderà giù dei predicatori socialisti, come già se n' è avuto qualche saggio.

4 DICEMBRE. - Sul mattino grossi profondi colpi di artiglieria. Al mezzogiorno intenso ma breve bombardamento al basso Piave.
* L' ultimo comunicato turco del 28 Nov-, come me lo spiega con molta difficoltà pel travisamento dei nomi, un cappellano di Divisione, dice “ che le truppe inglesi da Cariat-el-hiearim (Abu-Gôsc) non si sôno vergognate di bombardare la moschea di Nebi Samuil (il sepolcro del profeta Samuele)”. Per chi conosce i luoghi ciò vuol dire che I ultima ora di Gerusalemme turca sta per suonare.
* Oggi sono stati nascosti gli artistici cancelli in bronzo massiccio del presbiterio. .

6 DICEMBRE. - Sono stato a visitare alcune povere famiglie a Redigole di Là. Tutte sono invase da soldati che hanno frugato in ogni ripostiglio e rapinato tutto, ed ora vi stanno da padroni. Quanti dolôri, quante apprensioni ad ogni ora del giorno e della notte, quante miserie ! Signore, abbi pietà di noi, non tanto per quel che è stato, quanto per quel che si prevede debba avvenire.

7 DICEMBRE. - Il giorno 4 é arrivata in città la pretesa Commissione per l' asportazione delle campane. Al Duomo il giorno 5 ne deposero, o meglio gettarono giù due, la sciandovi la più grande. Stamane, come già al Duomo, senza presentarsi né dir nulla a nessuno, è salito in convento e sul campanile un gruppo, dal contegno e dalle faccie, di veri manigoldi, che ha posto subito mano all' opera vandalica e sacrilega. Sotto grossi colpi di martello i bronzi cadevano a pezzi. Dall' invasione, questo è il giorno più triste. Quei colpi scendono profondi al cuore. - Chiederò io che Iddîo faciat magnam suae ostensionis evidentiam? - Non ho Ia santità del Pontefice Onia. - Invocherò io da Di0 che questi sacri bronzi che solennizzarono tante feste, che fecero erompere dal cuore e dal petto di molti, tanti pii affetti, tanti sospiri di contrizione, che santificarono tante anime, pesino sul corpo, sull' anima, sugl' interessi dei sacrileghi rapinatori, sull' esercito loro, sulla loro nazione ? che quei colpi infrangono le loro braccia, spezzino i loro cuori ? che le loro vie siano rotte e .spezzate, e le loro '' sostanze invase, depredate, disperse, come rotti, infranti, - depredati sono questi sacri bronzi ? - Non dirò tutto questo, ma che i giusti e miti giudizi di Dio li accompagnino e li seguano in quella misura che Ei sa e vuole.
* Verso le otto della sera, chiamati in tempo i gendarmi, furono arrestati in casa Basso quattro soldati che tentavano di rubare il maiale facendo uso delle armi.
Questa stessa sera un furfante armato commise delle violenze in casa Furlàn.
E’ trascorso già un mese, ma la sicurezza neppur delle è persone e del domicilio è migliorata. Sono sempre i medesimi delitti che si ripetono împunemente. Senza pregiudicare a poche eccezioni, non esagera chi dice che questo ha tutta l' aria d' un esercito non di soldati d' una potenza civile, ma di briganti. Per lui religione, morale, legge di sorta non ha valore davanti la parola : Guerra. Così nel medio evo si faceva la guerra dai barbari che valicavano le Alpi : cosi la si fa al presente dai loro legittimi discendenti. Questo è il giudizio che deve fare ogni persona onesta che concepisce, forse ingenuamente, la guerra secondo i principii civili del secolo ventesimo.
* Saputo come i rapinatori dei metalli specialmente del rame, da gente esperta del mestiere, sondano persino i pozzi, di notte tempo abbiamo versato sette sacchi di terra in quello entro il quale é stata già immersa parte dei rami della cucina. Il rimanente l' abbiamo sepolto sotto il letamaio.

8 DICEMBRE. - Festa dell' Immacolata !... Stamane gli ultimi colpi di martello hanno finito di spezzare le campane. Per ora rimangono la maggiore e le due più piccole, alle quali toccherà senza dubbio Ia medesima sorte.
* Sono arrivati agli ufficiali molti giornali umoristici : sono umilianti per noi.

9 DICEMBRE. - Verso le otto del mattino è cominciato in tutta Ia zona del Piave un forte bombardamento, che durò ininterrotto tutto il giorno, e che la sera e nella notte addivenne violento. La popolazione ne è impressionatissima. Le dicerie sono molte. Vi è chi teme il bombardamento del paese da parte delle nostre artiglierie, e un conseguente ordine di sgombro. Certo è che non ostante il grande frastuono, il crepitio delle mitragliatrici austriache in direzione di Chiarano si ode senza sforzo.

10 DICEMBRE. - Dalle sei in poi diminuì rapidamente, l’ infernale bombardamento di ieri e della notte. L' iniziativa non pare sia del nemico. Il progetto di una grande offensiva frontale in questo settore sembra sia stato abbandonato per ora. Certo è che i mezzi di trasporto di cui dispone non pare siano sufficienti per una seria impresa: In maggioranza carri poco dissimili da quelli degli zingari, autocarri con ruote di ferro pesantissimi e pochi in paragone di quelli di cui disponevano i nostri, la strada ferrata non funziona, ponti improvvisati e malsicuri. Sul volto degli ufficiali, taciturni, si legge una certa preoccupazione. Dietro l’argine sinistro del Monticano a Redigole (di qua) si sono cominciati dei lavori che ancora non si sa per qual genere di artiglierie debbano servire. Il paese sino a ieri riboccante di soldati, ora è mezzo deserto. Da persona in grado di saperlo ho udito come i nemici temano che le intenzioni dei nostri siano di raggiungere la Livenza, e che si attendano qui due Divisioni di rinforzo per far avanzare al fronte quelle qui stanziate.

11 DICEMBRE. - Sul mezzogiorno del cinque Novembre è partito da Motta l' ultimo treno nostro, e iersera, è arrivato il primo treno austriaco.
* Stamane un bombardamento di poche ore, ma si intenso e ininterrotto che sin' ora non ne avemmo esempio.
Ad aumentare nel popolo il timore di chi sa che cosa, si aggiungono le dicerie le più iperboliche e contraddittorie. Presso taluni nulla vale il ragionamento quando si è smarrito anche il buonsenso.
* Verso il mezzogiorno si presentò al convento una povera donna la quale con studiatissima cautela celava un’offerta che recava alla chiesa per impetrare dal Signore che si degni di liberare la famiglia “almeno di notte,, dalle vessazioni e dalle prepotenze dei soldati. - Almeno di notte !... Il martirio che dura da oltre un mese, è già un martirio di molti anni.

12 DICEMBRE. - “HIEROSOLYMA CAPTA ,,
La santa città circondata da mezzogiorno, da occidente e da settentrione, fu abbandonata senza combattere. Così recano in data del dieci corr. le notizie dei giornali austriaci.
Che cosa sia Ià avvenuto non si sa : ma se saranno stati applicati i noti metodi turco-tedeschi, com'è presumibile, non si può attendersi che notizie desolanti, notizie che noi, probabilmente, non sapremo che a guerra finita.

13 DICEMBRE. - Grande e strana è l' impressione che ha fatto sui nemici la fuga quasi totale degli abitanti della città e di parecchi della campagna. Impressione che non possono né si studiano di celare : è un misto di dolore, di stupore e di ira. Già tante volte sono scesi in argomento chiedendone una spiegazione. - La paura del bombardamento, risposi sempre, tanto per non dire una verità sgradevole. Alla fine : - Il timore, dissi, della fame e della taglia di guerra. Questa risposta ha fatto piegare il capo e pensare : ma per dire tutta la verità, avrei dovuto aggiungere : e la paura di vessazioni e di trattamenti inumani.
La fame poco lontana non se la dissimulano neppure gli invasori. La riserva suina, che rappresenta il sostentamento d' inverno, è distrutta : la riserva bovina, per l' insensata (insensata ? - ferina) voracità delle truppe, volgerà presto al termine. Nulla dico del vino, che sarà quello che farà loro perdere delle battaglie. Il raccolto del grano turco, parte distrutto, parte dilapidato: poco importa che costituisca il nutrimento fondamentale del popolo. Non lo mangiano questi divoratori di carne, ma lo danno ai cavalli, che all’arrivo appena si reggevano sulle gambe, ed ora nitriscono pieni di brio. A chi pensa su questi che sono appena gli inizi delle cose, si prospetta un poco lieto avvenire.
La taglia di guerra tutti se l' attendono : resta solo a vedersi che forma prenderà. Quelli che l' avrebbero potuta pagare se ne sono iti : di qui il rammarico dei predoni delusi ; ma si può immaginarsi che toccherà ai fittaioli pagare l' usura anche per i padroni.
La caccia ai valori è cominciata, ma in una forma che ha del ridicolo, e che offre un bel saggio della mentalità austriaca. Una “ Notificazione ,, di giorni fa tassava il franco in oro a 0,95; in argento, nichelio, bronzo e carta ! 0,85. Ora dai gendarmi si va distribuendo largamente un listello a stampa con cui si “notifica,, che il napoleone è valutato Cor. 28,50 ; il fr. in argento, nichelio, bronzo e carta, 0,95. – E’ proprio ridicola una simile arte. A parte il merito intrinseco della cosa, non giungo a capire come mai si possa persuadersi di allettare al cambio, se nulla si mette sul mercato.

14 DICEMBRE. - Continua il lavoro di trinceramento (per fucileria e mitragliatrici, pare) sull' argine sinistro del Monticano. - Sarà pericolo o precauzione ? - Certo è prudenza.
* Col listino pubblicato una settimana fa I'i e r. Governo ha provveduto ad un prezzo conveniente del sale : del sale ben' inteso che si trovasse sul luogo - e non ce n' è : un . pugno di sale è un grande regalo. - Ora lo stesso Governo ha messo in vendita il suo sale, ma al prezzo di L. 3, proprio tre.
Il sale è Ia prima merce austriaca importata e posta in vendita, ma ritengo sia anche l' ultima. E’ una delle mie previsioni, facili del resto, che altro non verrà, non perchè manchi la volontà di estorcere denaro con prezzi di depauperazione, ma perchè da mandarci il paterno Governo non ha che miseria.
* E’ una caccia attiva che si dà al danaro e ai preziosi. Si continua, come già accennai (29 Nov.), a desumere informazioni da chiunque si creda le possa dare proficue. Due casseforti sono già state scoperte e violate. In una - della casa T. - vi fu trovato (se il galante capitano che l' ha aperta dice il vero) in valuta italiana, austriaca e in gioielli, la bellezza di un milione e mezzo : in un' altra - casa A. - lire ventimila. Non parliamo poi dell' argenteria trovata in varie case. E’ stata un' aberrazione che non si spiega : Partire con tutta la comodità, magari coll' automobile propria, porre mente e sollecitudine a portarsi via vesti per l’ inverno, e non pensare che coi valori che si abbandonavano se ne poteva acquistare un magazzino !...

15 DICEMBRE. - Sul conto del convento si fanno delle insinuazioni sfavorevoli e che possono diventare pericolose : Sospetti di spionaggio... di segnalazioni... ecc. Ma mi faccio lecito chiedere se proprio siano stati levati simili sospetti o non siano piuttosto meschini espedienti di chi si propone qualche fine inconfessabile. Chi se ne fa eco presso di noi e ci pone sull' avviso è proprîo quel tale, cacciatore di valori e di oggetti preziosi, di cui al 29 Nov. Nelle sue visite poco gradite si è sempre presentato con arti e forme diverse, e tutte sospette. Nella sua parva mente egli è forse persuaso che il convento sia un deposito dei fuggiti, dove si abbia da fare delle buone prede, e che colle minaccie, colle leziosità, con gli artifici si possa giungere alla fine a farci parlare. .
Questa volta è venuto per prodigarci un consiglio amichevole, esortandoci a non uscire di frequente e di non leggere giornali. Giornali ! ... Magari se ne potesse avere, non per saper nulla della verità di ciò che accade nel mondo, ma perchè ci tornerebbero utilissimi a certi usi d' indole privata. Ne difettiamo tanto, che chi può furtivamente agguantarne uno, abbandonato dagli ufficiali, non ne fa spreco.

15 - 16 DICEMBRE. - Spostamento delle truppe di Motta verso il fronte. Trasporto di barche dalla Piave alle retrovie. Silenzio quasi completo delle artiglierie. - Che cosa vuol dire ? Hanno gli invasori passato il Piave, oppure disperano di passarlo ? - Ecco quanto noi sappiamo della guerra : e poi i citrulli temono che leggiamo giornali !
Verso sera (16) passava sull' orto del convento un piccione viaggiatore dal volo incerto. Una nutrita scarica di fucileria lo salutava.

17 DICEMBRE. - Da tre giorni il “Consiglio podestariale ,, si occupa del come provvedere agli affamati. Molte sono state le discussioni, purtroppo condotte talvolta con poco garbo e sempre senza venire ad una conclusione pratica. La proposta che prevale (l' unica effettuabile) è che le famiglie del contado che tutt' ora possono, debbano concorrere spontaneamente con un contributo in granaglie.
*Per fare un' eccezione riferirò un “si dice,,. - Senta, dissi al P. Guardiano, mi è stato detto che una signora dell' ospedale vendendo a Lubiana quanto poté recare da qui colle sue braccia, realizzò mille corone. - Lei ha capito male, rispose : Non mille, ma settemila corone. - Ciò riferisco affinché chi leggerà, quando sarà, questa triste cronaca, si faccia un idea dell' estrema miseria in cui versa l' Austria, che pure vuol continuare a fare la guerra, e dei prezzi favolosi delle merci, che, ben' inteso, si pagherebbero con quella carta che qui si vorrebbe far superiore al nostro argento.
Per associazione d' idee : Un ufficiale viennese (uomo molto schietto, che fa il filosofo, ammiratore del Magnun Nihilum, e che parla discretamente l' italiano, ufficiale di artiglieria qui di passaggio, e che ha mendicato la mensa da quest' ospedale) , guardando con compiacenza il mio mantello (vecchio di parecchi anni e ben lungi dall’ essere un articolo di lusso) , disse : A Vienna cercai di questa stoffa, ma pur offrendo cento corone al metro non la trovai. Vede, continuò, questo paio di scarpe che ho in piedi, lo pagai corone 250. Un civile (borghese) pagandole corone 280, può andar lieto se le può avere. ,,

18 DICEMBRE. - Questa sera ha preso alloggio per forza in casa di mio padre un reparto di cavalleria di ritorno dal fronte. Gente brutale che minacciò di percosse una mia cognata e puntò Ia baionetta contro mio fratello.
Parimenti questa sera si è presentato in convento un ufficiale dello Stato Maggiore chiedendo di oggetti d'arte e di preziosi. I preziosi, disse il Guardiano, sono stati mandati a Roma per ordine superiore: degli oggetti d' arte, altri sono stati asportati dal Governo Italiano, ed altri da ufficiali vostri : ecco le carte. - Ma questi, rispose, non avevano diritto di asportare nulla, e fè le viste di prender nota dei nomi. - Ladri che si dolgono d’esser stati prevenuti ! – Visitò tutto: L’altare maggiore, capolavoro del Sansovino, è troppo ammirato.
Non la si finisce più con questi ricercatori di capi d' arte: pitture, sculture, miniature, incunaboli, ecc. E’ cosa che ormai ci annoia, ci secca.
Forse pensano che i conventi - una volta stanza pacifica e sicura dell' arte - siano tutt' ora tante pinacoteche e musei : Cosa verissima in altri tempi, ma ora non più: cioè vero sintanto che non sopraggiungessero quelle depredazioni inique e per quanto în veste civile, barbaresche più delle presenti, che la storia coonesta coll'elegantissimo titolo di “soppressioni. ,,

19 DICEMBRE. – “ Il saccheggio è proibito sotto pena di morte :,, Notificazione - SENZA DATA - ossia decreto, come diciamo noi. E’ scritto in sett’otto lingue, tutte barbare, per cui ci pare che debba riferirsi alle truppe, le qualî del resto non se ne danno per intese, seguendo in ciò l'esempio delle Autorità, che non finiscono d' inviare alla stazione della strada ferrata carri stracarichi di roba.
* Il fischio delle locomotive nemiche si fa già frequente. .
Mi dà sui nervi quel fischio tedesco: E’ un gemito.
* Per riempire le buche profonde delle strade rotte e rese împraticabili e per superare il fango, non si perdona più a nulla : si demoliscono muri e case : tutto ciò che è pietra, è utile, pur di far passare gli autocarri pesantissimi e rozzi come quelli che li guidano.

20 DICEMBRE. - Dopo un girare di due giorni per carte e firme, ho potuto a nome del convento ritirare una statua in gesso dell' Immacolata, che si trovava nella chiesetta così detta di Scarpa, in Riviera. La mia pazienza è stata messa a dura prova dalla burocrazia provocante austriaca. Si deve mendicare dai ladri il permesso di ritirare la propria roba, e beato chi può, anche se sia roba inutile agli invasori : questi sono i tempi presenti. Consegnandomi il permesso un soave ufficiale mi disse con un sorriso sardonico : Oh ! teme che venga profanata ? - Andai adunque: La chiesa violata, le porte abbattute, il tetto demolito, l’interno ridotto ad un immondezzaio da doversi guardare dove posare il piede, la pietra sacra dell' altare scomparsa. La statua era in un cantuccio in discrete condizioni.
* Ieri e oggi passaggio pel fronte di artiglieria di medio e di piccolo calibro.
* Siamo affatto al buio di quanto accade sui campi di battaglia. Non sappiamo nulla neppure di quanto accade al Piave. Tutto si tiene gelosamente celato, eccetto il rombo del cannone. Ho notato negli ufficiali maggior riserbo da tempo in qua : si guardano bene dallo smarrire o dimenticare un solo giornale : pure ne ricevono molti.
Da parte del popolo si raccolgono molti “ si dice ,, dalla bocca dei soldati ! alle volte anche contradditorii. Il “ si dice ,, di questi giorni è di una sconfitta austriaca sul Trentino, ed eglino, i soldati, esprimono l’ idea che qui non resteranno a lungo.
Per norma io non li raccolgo i “ si dice, ,, ma vorrei che tutti fossero molto cauti in farsene eco, perchè l' arte austriaca è molto raffinata per far parlare, per sondare, come si suol dire l' opinione e i sentimenti che nei momenti attuali si dovrebbero tenere gelosamente celati con un invasore pieno di odio e privo di ogni senso di umanità. E’ ineffabile l’od i o che quasi da tutti si nutre contro di noi. Da certi accenni e da mezze espressioni che involontariamente sfuggono loro di bocca, chi intende qualche cosa, dovrebbe capire molto. Quest’ odio li accieca al segno da giustificare appo la loro coscienza ogni eccesso.
* I lavori di trinceramento sull' argine sinistro del Monticano a Redigole sono stati abbandonati e distrutti.
* Stamane sono stati chiamati presso il Comando di Tappa i tre Parroci del Comune per imporre loro l’ onere della scuola ai fanciulli e alle fanciulle.
- E il locale? Dissero i Parroci.
- Non lo possiamo dare.
- Allora facciano almeno sgombrare dai soldati le canoniche.
- Neanche questo possiamo fare.
- E le forniture scolastiche ? Almeno carta, inchiostro, penne , lavagna, gesso…
- Neppure questo possiamo dare, ma fate la scuola.

Se si dovesse fare scuola di logica tedesca, questa , lezione basterebbe: vale un volume.
* Dalle ore 11 alle ore 15 è passato per Motta al fronte ed è ripassato, scortato da velivoli, l’ Imperatore Carlo.
* E’ rientrato da breve licenza il Capitano medico di quest’ ospedale. Per andare a Bolzano ha preso la linea, che ora è la più celere, di Vienna, impiegandovi per l’andata giorni tre, e per il ritorno giorni quattro !
E’ anche ritornato da Trieste il farmacîsta, andatovi in commissione. Da Trrieste a Portogruaro impiegò la bellezza di ore ventidue.
Per spontanea confessione d' entrambi il viaggiare in Austria ora è durissimo. Treni freddi, finestre rotte, rarissime le stazioni dove si trovi da comperare un pezzo di pane. Chi reca qualche cosa con sé, mangia, se no, digiuno. - Altro che da noi !... e non eravamo contenti ...

22 DICEMBRE. - Sono desolanti le narrazioni che si odono dalle famiglie spogliate letteralmente di tutto dalle truppe sparpagliate nella campagna : ci si sente gonfiare il cuore. Non istarò a raccogliere episodii: sono fatti ormai generalizzati e pressoché identici. Farò menzione soltanto di mia sorella T . Bottàn donna moderata in tutto , riservata , di specchiate virtù cristiane. “Se ne sono andati (fuori di casa) ieri quegli invasori, mi disse. Sono proprio barbari, sono crudeli al segno che nessuno avrebbe mai pensato. Dopo d' essersi insediati in casa da padroni costringendoci in brevissimo spazio ci hanno distrutto ta stalla (che era copiosissima) , il fienile , la legna da ardere , ci hanno distrutto il pollaio (oltre trecento capi ) , il granaio , i cereali, i legumi , tutto. Ci hanno scannato sotto gli occhi dieci maiali , tutti da macello , senza darcene un bricciolo da assaggiarli, senza darci in cambio un solo pugno di sale. Mio cognato poi è stato trattato peggio : fu messo senz' altro fuori di casa, non lasciandovi ora che i quattro muri spogli. Se ne sono andati… , ma in sostituzione si attende la cavalleria . ,, Accompagnata da una bambina, per strade rese impraticabili, essa oggi si è recata alla casa paterna per medicare, dirò cosi, un pugno di sale e qualche chilo di farina.
Questo non è che un saggio di quanto accade pressoché dovunque. Queste popolazioni buone e generose che ci hanno largamente sovvenuto nelle nostre necessità, ora bussano alla porta del convento coll' espressione della sofferenza e della costernazione sul volto, mendicando una scatola di zolfanelli, un pezzetto di candela, un chilo di farina, un pugno di sale..., e siamo nell’impossibilità di poterle aiutare tutte all’ infuori che con una parola di conforto e con una fetta di polenta, della quale continuiamo e continueremo la distribuzione sino all' ultimo granello , fiduciosi in Dio , e orgogliosi di aver fatto del bene, poco, si, ma tutto quello che era in nostro potere.
“ Padre, un pugno di sale, ,, mi pregavano ieri due donne. Non siamo più padroni in casa nostra, risposi, non ne abbiamo : ma vedrò se il cuoco militare, che ora comanda nella nostra cucina, vi vorrà fare questa piccola limosina. E’ un boemo, e l’ha fatta.
Mi vado confermando ogni giorno più che quanto è stato pubblicato in questi tre ultimi anni sul contegno delle truppe invasore del Belgio e della Serbia, e che io credevo molto esagerato, è poco in confronto di quanto accade tra noi. Chi non vede non crede, né può credere che un popolo reputato civile possa giungere a tanto.
* Oggi è cominciata sotto pena d' internamento la “ requisizione ,, della mano d’ opera civile dai quindici anni in su per lavori sulle strade : mano d' opera senza retribuzione non solo , ma anche senza il vitto. - “ Requisizione, ,, cioè deputazione ai lavori forzati.
* Si ode spesso la fanfara dei militari, dominata da rombi come da grossi colpi martello sopra una caldaia di acciaio : musica dura come le loro teste e le loro anime .
* I primi giorni che gli ufficiali dell' ospedale 808 (cui si unirono quelli dell' 807, (ospedale di riserva) stabilirôno la loro mensa in convento , si lagnavano che il locale era freddo e pareva si fossero determinati ad abbandonarlo. Avvenne invece una selezione tra di loro : I tedeschi (osp. 807) si separarono dai boemi (osp. 808) e il freddo disparve.
* Un singolare contrasto si nota tra la pulitezzâ personale degli ufficiali e il sudiciume dei soldati. Lo stesso contrasto si nota tra il trattamento annonario di questi e di quelli. Ciò non ostante è singolare , e per me inesplicabile la soggezione e assoggettazione incondizionata di questi soldati ad una vita di privazioni e di sofferenze, che dal canto mio giudicherei fisicamente insopportabili. Un altro fatto notevole di psicologia tedesca è che laddove queste truppe risultanti da ben dieci nazionalità, le quali più che spesso non s’intendono tra di loro, sono poi compatte nella condotta della guerra e nell’ odio contro di noi.
Giacché sono sulla via di prender nota di contrasti , in omaggio alla verità e alla giustizia ne va menzionato ancora uno, ed è il contrasto stridente tra il carattere barbaresco dell' esercito operante e l'umanità degli ufficiali sanitari. Dico di quelli che sono a mia conoscenza. Oltre le cure coscienziose e disinteressate che prestano indefessamente ai loro malati, essi si prestano con eguali premure e disinteresse anche per i borghesi, cui danno indistintamente , ricetto nei loro ospedali. E’ questa una bell' opera di umanità e di carità che compiono con entusiasmo anche a domicilio verso questo popolo abbandonato, opera di cui . meritamente si gloriano. “ Vedranno cosi, dissemi il Maggiore Sign. E. Wagner, boemo, con un sorriso di compiacenza “ come un buon padre, che non siamo poi tanto barbari. ,, Verissimo : ma questo acuisce maggiormente il contrasto. Se il Comando della truppa operante conducesse la guerra, non dico con eguale bontà, ma con un po' di umanità, con tutto il cuore diremmo bene di tutti. - Quanto per me sarebbe bello potere, senza mentire, dir bene anche dei nemici !

24 DICEMBRE. - Vigilia del S. Natale . In altri tempi era un' ora beata questa, piena di letizia celestiale in questa basilica piena di santi che affluivano da luoghi anche remoti a rendere â Diô l' omaggio della loro fede. Oggi questo tempio classico, quest' insigne santuario è chiuso alla pietà dei fedeli . D' altronde questi popoli pii temono di abbandonare anche per poco le loro case, perchè ad ogni ora sopraggiungono dei soldati capaci di ogni peggiore azione. La dolorosa realtà delle cose è questa : Si abbandonano i lavori anche più urgenti, si siede alla porta della casa sempre coll' ansia e col timore, e coll'occhio al cortile e alla strada ché non arrivi di sorpresa un soldato. Felice è quell' ora, felicissimo quel giorno, se pur s' è dato, in cui traendo un profondo respiro, si abbia potuto dire : Oggi non s' è presentato nessuno !
* Vigilia di Natale del 1917 ! Questi invasori, che della religione si fanno una maschera, nella mezzanotte al Duomo cantano una Messa, ma purtroppo si deve dire che non si sa se per espiare i delitti commessi – no, non hanno tanto senso morale - o per persuadersi leciti nuovi delitti nella mattina immediata.
* E’ una mania che hanno tutti per l' Albero del Natale.
Costume tedesco, e cosa bella per i bambini : ma anche le persone più serie paiono diventare bambini. Ne hanno fatto un po' tutti e da per tutto di questi alberi, anche nel nostro refettorio : Un giovane abete tolto dal giardino dell’ospedale, carico di dolci, di nastrini e di candido cotone che imita la neve , fa freddo al solo vederlo : cosa se non fuori di stagione, certo superflua, che del freddo anticipato quest' anno ne abbiamo parecchio .
* Ai primi giorni del loro arrivo quest' invasori erano di un’allegria sguaiata e provocante. Tenevano per certo di fare il Natale a Venezia : dicevano di aver fatto chiedere dalla Svizzera se era o no città forte per risparmiarle il bombardamento, e come avessero disposto che le truppe non vi entrassero per salvarla dal saccheggio : eufemismo questo che equivale a riservare il saccheggio esclusivamente all' ufficialità e al Governo. Ora alla sguaiatezza è subentrata non la calma, ma la tristezza d' un' ambita preda , sfuggita e che si dispera di prendere con poca spesa . Il “ Sul mare luccica l' astro d' argento,, , che si cantava con voluttà e con provocante sfacciataggine, e che in vignette umoristiche era comparso nei periodici, non si canta più : il Carso che si malediceva ed esecrava, ora in faccia alla Piave si benedice e si brama.
Più che li si studia quest' invasori, più appaiono in tutto, proprio in tutto, nella mente, nel cuore, nelle parole, nelle opere, nella loro psicologia, nella collettività e nell’ individuo, uno strano compendio di contraddizioni, di contrasti, di paradossi. Sono eccessivi in tutto. La moderazione, l' equanimità, la discrezione, il giusto mezzo, in una parola : La ragione, in loro - fatte individuali eccezioni - non esiste che in forma ridotta.
NATALE : - Gloria in excelsis Deo, et in terra pax : hominibus bona volontatas.
Neppur oggi il cannone si tace !

26 - 27 DICEMBRE. - Silenzio assoluto del cannone.
* Ho fatto anch' io la carta di “ legittimazione, ,, cioè carta di riconoscimento personale, imposta a tutti dagli anni quattordici in su. Il sigillo si fa col polpastrello dell' indice destro. E poi si ride degli arabi !
* Le narrazioni che odo da vicini e da persone di luoghi anche remoti, sono sempre le medesime : tutte narrazioni dolorose e desolanti. Sono sempre e dovunque i medesimi delitti che si commettono dalle truppe, cioè, per comprendere anche l' ufficialità, dall' esercito a. u. Concussione, rapina a mano armata, viôlenze, invasione e violazione di domicilio, crudeltà, espulsione dalle proprie case o costrizione in una sola stanza di famiglie intere senza esser più padroni di entrare neppur nella propria cucina, depredazione di viveri, di valori, degli ori delle donne, di vestiarii, taglio di alberi, anche di gelsi e di viti (di questi ultimi forse per idiotismo). Col fieno si sterniscono i cavalli, il grano turco si dà loro in pasto sotto gli occhi dei padroni che ne lacrimano e soffrono la fame. Questa è la dolorosa realtà, veduta in parte co' miei occhi, e udita da tanti e tanti. Rarissime sono le eccezioni di case solo in parte risparmiate, tra le quali quella di mio padre.

28 DICEMBRE. - Da una conversazione con persona colla quale ho spesso occasione di trattare, ho finalmente avuto la chiave d' un fatto che ho sempre fondatamente sospettato, ma che non ho potuto mai stabilire con certezza : il saccheggio autorizzato e il tempo della durata.
A detta persona (che è la medesima di cui al I7 Dic ) è stata offerta in questi giorni una breve licenza, o “ vacanza,, , come essi la dicono.
- E che cosa vado io a fare a Lubiana, rispose essa, poiché ora non posso portare nulla con me ? M' interessa non di andare in famiglia, ma di asportare della roba.
- Questo si accomoda, le fu soggiunto : Vi si farà una dichiarazione che quella roba è stata presa in tempo utile, o che fu comprata.
- Come ! dissi io, vedo pure che tutti portano via quanto più possono.
- Sì, sino al giorno 18 si poteva : ma è stato pubblicato un “ befel ,, (bando) con cui lo si proibisce.
Involontaria, ma preziosa rivelazione.
8 NOVEMBRE -- 18 DICEMBRE
40 GIORNI DI SACCHEGGIO AUTORIZZATO
Il Sacco di Roma ha durato cinque giorni, ed è passato alla storia : il Sacco di Motta ha durato ben quaranta giorni e questo era il tempo utile durante il quale tutti potevano dedicarvisi autorizzati.
Tutti si sono fatti rei di questo delitto, tanto la bassa forza, che l’ ufficialità e l' Autorità stessa ; tutti, fatte rare eccezioni, depredando, a seconda della condizione, del genio, dell' utile, quanto meglio piacesse. Alle truppe fu a preferenza data mano libera nella campagna e nei piccoli paesi, mentre l' ufficialità e le Autorità riservavano per sè la città, i palazzi, le botteghe e i magazzini. Il bottino fatto da questa veniva poi altro diviso e distribuito alle truppe, altro inviato in Austria.
Il bando ( “ notificazione,, ) con cui si proibisce il saccheggio, scritto in varie lingue barbaresche, è stato pubblicato il giorno 18 come già notai ma non reca data : ciò che ai futuri storiografi austrofili porgerà buon gioco non solo per negare il saccheggio stesso, ma per rendere anche omaggio alle Autorità d' averlo proibito “ colla pena di morte. ,, Non vi sarànno più allora mille e mille testimoni oculari che li potranno smentire, ma resteranno, spero, queste note a dire tutta intera la verità.
Pubblicato il bando, seguì con comodo la distribuzione dell'articolo sul saccheggio, in fogli variopinti, tutti in lingue barbare, fogli che la gendarmeria stessa si dava la briga di recare nelle famiglie e di affiggere ai muri. Da quel giorno il saccheggio andò pian piano diminuendo da parte dei soldati, ma non da parte dell'Autorità, la quale invia in Austria tutti i giorni carri di roba.
Ora. poi al saccheggio propriamente detto si sostituisce la “requisizione ,, (pel momento, del rame, dei tessuti, della biancheria e delle vesti) , la quale in qualche luogo e presso qualche famiglia si esercita in maniera estremamente crudele, e che per molti è una salvaguardia a compiere, o meglio a continuare i delitti più sopra menzionati, col beneficio, dell' autorizzato uso delle armi e della tutela di legge. Torno a dire, né mi stancherò di ripeterlo : E’ il propriamente detto brigantaggio legalizzato.
Tal modo di condurre la guerra ai giorni nostri non può non recare meraviglia a chi, come me, credeva che il saccheggio fosse cosa di tempi andati e già molto remoti da noi. Ma i tempi barbari rinascono autentici nell' esercito a. u., come purtroppo ci tocca di vedere coi nostri occhi. Anzi (e l' ho udito io stesso da persona appartenente all' esercito e che neppur pensava di starmi facendo una rivelazione di cosa da me mai immaginata neppur per ipotesi) il saccheggio è nell' esercito austriaco prospettato ai soldati e agli ufficiali (a tutti in una parola) come premio al valore. Difatti sotto questo stimolo i reggimenti fanno a gara per essere i primi ad entrare in una città od in un paese. Ai primi succedono i secondi, i terzi, i quarti, e cosi ognuno può immaginarsi le condizioni desolanti in cui viene ridotto un luogo dove passano, e peggio dove stanziano le truppe i. e r. a. u .

29 DICEMBRE. - Sono arrivati due carri ferroviari di carbon fossile per l' ospedale. Questa notizia per l' ufficiale che la dava era un avvenimento.
Da questo fatto tanto semplice, ma che caratterizza le condizioni economiche dell' Austria, prendo occasione per notare in quali si trovi l' esercito : privo di tutto fuorché di armi e di munizioni . Quanto hanno detto i nostri giornali non era esagerato : era la verità, ma sotto la realtà. I mezzi di trasporto suoi propri sono certi carri molto simili a quelli degli zingari, e in quantità inadeguata, per cui il nostro popolo la chiama questa l' Invasione degli zingari. Poi carri, carretti, birocci di uso agricolo, insieme a carrette e carrozze di lusso (per i signori ufficiali) - tutta roba rubata nei paesi invasi - trainati da ogni genere di bestie da tiro, anche queste rubate : qua una magnifica pariglia di morelli superbi e ben nutriti, là un paio di buoi od un umilissimo asinello che cammina a spinte. Automobili con ruote di gomma, poche, in gran parte abbandonate dal nostro esercito nella ritirata, ed esclusivamente riservate all' ambulanza e all' alta ufficialità : autocarri pesantissimi con ruote di ferro, e pochi anche questi e adibiti soltanto al trasporto di armi e di munizioni. I soldati non possono avere il lusso di essere trasportati in autocarro, per quanto pessime siano addivenute le strade : raro che ciò avvenga di vedere, e questo solo per i feriti leggieri ma che non possono proprio camminare.
La mancanza della gomma è totale : il petrolio e la benzina articoli rarissimi , che non si concedono neppure per l' uso privato dell' ufficialità. Pressoché nessuna provvista di viveri : il pane stesso poco, molto poco e pessimo e che per conto mio é immangiabile: di quando in quando qualche piccola spedizione di patate : carne affatto : combustibile nulla : si fracassano mobili, persiane, finestre, porte, anche carri, pur di far fuoco : si demoliscono alberi senza discernimento, si devastano campagne, qualunque cosa è utile purché sia combustibile. Legno e ferro da costruzione nulla : si smantellano le case per usufruire del materiale. Di materiale di attendamento nulla come pure nulla affatto di vestiario di ricambio : nei giorni belli i soldati non si abbandonano all' ozio, ma toltasi la camicia, che non si può dire sia bianca, impegnano delle battaglie a fondo con certi animaletti che non sono proprio innocui.
Gli stessi ospedali sono privi delle cose di prima necessità. Non parlo di stufe (ora improvvisate in qualche modo), o di bottiglie di riscaldamento per i degenti, che potrebbero parere un lusso, ma di letti, di biancheria, di coperte. Per un bel po' i malati e i feriti in questa nostra chiesa giacquero sulle pietre sopra un braccio di fieno, pressoché ignudi.
Arrivato quest' esercito, nudo, sudicio, smunto da una prolungata fame, pieno di livore, in una regione ricchissima e abbondante di ogni ben di Dio, si abbandonò al delitto, alla violenza e alla predoneria. Ebbro della vittoria e dell' inaspettata abbondanza, tosto si diede e sfrenatamente : (bassa e alta forza) in braccio alla crapula e all’ ubriachezza. Incredibile quanto in un mese e mezzo è stato divorato da uomini e bestie, consumato, distrutto, sciupato. Ma incredibile anche il sudiciume di cui ha riempito città e campagna. Per man dei barbari stalle sono addivenute le belle sale a pian terreno dei palazzi, rimesse e stalle i cortili, stalle i caffè dove con stupefacente leggerezza si discutevano i più gravi problemi, immondezzai i giardini dalle piante forestiere e dalle aiuole variopinte. Dovunque in città e in campagna conviene andare con attenzione per non insudiciarsi le scarpe : dovunque sangue e avanzi di animali macellati, rifiuti, letamai, che in certi giorni di scirocco esalano un fetore intollerabile. Fortuna per noi che quest’ anno l’inverno è asciutto e freddo, che altrimenti alla guerra e alla fame si sarebbero già sopraggiunte le pestilenze. A questo miserando spettacolo, più d' una volta ho pensato tra me e me : Taluni per le nostre provvidenze si pensavano resa superflua l' invocazione a peste, fame et bello : ma quanto sono incertae providentiae nostrae !
* Il morale di queste truppe (a scanso di equivoci : non in senso religioso, che sono la negazione di ogni morale, anche meramente naturale) le prime due settimane era elevatissimo, per usare un termine militare nuovo. Inebriate per non dire pazze di una strepitosa, si, ma facile vittoria, dopo una breve sosta sulla Piave, si ripromettevano di raggiungere Venezia (Venezia ! alta e bassa forza impazziva al solo nom e ) , poi una passeggiata militare al Po , e là , o la pace separata , o a… Roma . Tante volte ci sentimmo chiedere ingenuamente : Quanto disti Roma da q u i ?... Pare strano , pare pazzesco , pure è questa la verità. Poi queste menti deliranti cominciarono a rendersi conto delle cose. La pace separata cominciò a diventare un' utopia, la linea d eI Po si arretrò all’ Adige e dall’ Adige al Brenta : il sogno di Venezia, facile conquista, svanì come fumo al vento, e ai deliri subentrò la crudele realtà : il Piave che ingoia reggimenti su reggimenti : Alla Piave la morte implacabile gira la falce, e...” non si passa ,, .
Lo scopo su premo di quest' invasori non è a lor detta, la vittoria, né la conquista, ma imporre la pace di cui hanno estremo bisogno. Al presente fanno conto sulla pace colla Russia , per poi gettare tutte le loro forze in Occidente .
Come che si raccoglie da frequenti conversazioni, ora è la Germania che prepara un' offensiva poderosa in Francia , offensiva che ritengono certamente efficace. Poi verrà il turno per l' Italia : ma allora, dicono, le condizioni di pace saranno ben diverse e molto dure.
Il Kaiser nell' agosto del 1914 quando sognava di cingere dopo pochi mesi in Roma la corona del rinnovato S. R. I. ! esordì la guerra colla minaccia, “Guai ai vinti ,,. Non mi meraviglierei sentircela ripetere da costoro - tanto facili a delirare - ad un successo anche modesto che la Germania riportasse.
* E’ parimenti degna di nota la psicologia bellico – religiosa di qualcuno. Mi sono sentito ripetere più d' una volta che Iddio è con loro, e che protegge e avvalora le loro armi. Da questa convinzione (se vera od ostentata per uso e consumo dei nemici, non so) che dicono di fondare su segni manifesti, tra quali recentissimo la stagione propizia che hanno incontrato, traggono per reciprocanza la persuasione che la loro guerra è giusta e che la vittoria sarà data a loro. Non voglio discutere sul valore logico e oggettivo del ragionamento (la logica tedesca è molto lontana da quella del resto dell’ umanità,) né sulla reale giustizia della loro guerra, né ardisco di entrare ad indagare gli imperscrutabili e giusti giudizi di Dio. Dirò solo che è proprio dei barbari presumere ed invocare i giudizi di Dio per giustificare se stessi, piuttosto che studiarsi di rendersi giusti. Non so, non so proprio per qual strana concezione religiosa (mi rammenta le Ordalie dei popoli germanici del Medio Evo) si possa comporre questa convinzione coi delitti che quest’ esercito ha collettivamente commessi e che non cessa di commettere con tanto cinismo anzi con voluttà, come se per lui non esistesse più legge alcuna né divina, né umana, né naturale. Attila disse di essere il flagellum Dei per punire i delitti del mondo civile di allora : In questo senso anche questi remoti ma legittimi suoi discendenti possono aver ragione. Ma la misura della giustizia e della bontà di Dio è, che usato il flagello, lo spezza.

29 - 31 DICEMBRE. - A Motta e dintorni frequenti visite di nostri aeroplani che volano imperturbati ed incolumi quantunque accolti da vivo fuoco di artiglieria.

31 DICEMBRE. - Giorno triste d' un anno triste. – I soldati tutti si danno alla gozzoviglia e all' ubriachezza in maniera peculiare, per cui le famiglie debbono armarsi d' una superlativa pazienza. Costume loro è di vegliare insino alla mezzanotte, per fare - bene avvinazzati - un triplice evviva all' Imperatore.
1918 : ANNO DI PACE ?
PER NOI CERTAMENTE ANNO DI FAME.

 


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