Fronte del Piave
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IL CONGEDO DEI MORTI DELLA VITTORIA

          Anima di Popolo!

     Stretti con infinita passione d’amore, nelle fibre della Terra Italiana, vegliati, negli anni torbidi, dalla virtù di nostra Gente e da Dio, i morti della Vittoria dormirono, fino ad oggi, il loro sonno di gloria nei Cimiteri d’Italia.
     Ebbero preghiere e fiori, lacrime e lauri, fremito di bandiere e d’inni e il saluto della campana santa ad ogni vespero. Preghiere e lacrime di madri, lauri e bandiere di combattenti, inni di bocche vergini intonate alla verità della vita sulle note sanguigne di ogni morte eroica.
     E le Croci sacre drizzarono le loro braccia scheletriche in atto di riconoscenza ed ogni cuore sepolto comunicò la sua muta parola a ogni madre, a ogni combattente, a ogni bimbo d’Italia.
     Perché la morte dell’Eroe è sempre in divina umiltà composta.
         
          Gente del Grappa, del Piave, del Montello! Gente d’Italia!

     Rievoca nel leggere queste pagine la voce del messaggio antico:
     “Nell’ora della sconfitta qui – Sul Grappa, sul Piave e sul Montello- vennero cantando i soldati da tutte le terre d’Italia e ciascuno portava sulla palma levata il proprio cuore. Essi comparvero come le promesse invisibili nel tempo quando il velame del futuro si squarcia sotto la mano di Dio.
     Scalarono la Montagna, ascesero il Colle. L’acqua del Piave, sotto la luminosità del loro sguardo, gorgogliò di speranza. E dissero: accoglici, o Morte, per la purificazione. Accoglici, o Morte, per la consacrazione.
     Noi siamo il dono sorridente che le madri d’Italia offrono in olocausto alla salvezza della Patria.
     Se l’offerta non placa il Signore, verranno altri minori fratelli per vivere e morire in un giorno; ed altri ancora finché le nostre madri vadano, in deserta solitudine, a ramingar per le tombe in traccia della prole sepolta, ma la Patria sia salva.
     E la Patria fu salva”.
    
          Anima di Popolo!

     La tua terra è salva. La tua casa è salva. Inginocchiati.
     Lo spirito di questi Morti ha acceso la fiamma del tuo focolare; ha educato gli arbusti e le piante dei tuoi giardini; è rifiorito in ogni fiore della tua terra; ha cementato la pietra della tua casa; ha immesso il sangue della vita in ogni giovinezza pura; ha cantato coi venti le canzoni più belle della nuova Italia.
     Piangi e inginocchiati.
     Domani non sarai più in tempo.
     Questi Morti non torneranno più.
     E se non sai piangere e inginocchiarti, spezza la bandiera della tua fede italica su questi feretri che partono e affoga la tua miseria nell’onde convulse del Piave, ove i soldati d’Italia sospinsero ed affogarono ogni viltà.
 


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