Fronte del Piave
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PIEVE - DALLE TRINCEE DEL CUROGNA 

Un cappellano eroico

Miracoli d’abnegazione e di eroismo raggiano luce purissima sulle vicende tragiche della Grande Guerra.
     Degna di speciale menzione e dell’ammirazione di tutti, è la bella figura del Sacerdote Cattolico, che, armato della forza magica della parola e della Croce, porta i soldati alla battaglia, alla Vittoria.
     Un tale spettacolo di arcana bellezza, e commoventissimo, ebbi a contemplarlo il giorno 27 ottobre del 1918, al Piano di Sernaglia, nel momento in cui, in uno dei punti più contrastati del fronte, i baldi Arditi della Prima Divisione d’Assalto strapparono al nemico, a palmo a palmo, le più agguerrite posizioni.
     Padre Angelico Muggetti, maschia figura di soldato, degnissimo Cappellano dei battaglioni d’Assalto, era là, in prima linea, alla testa dei suoi valorosi Reparti.
     Il momento, quanto mai critico, è difficilissimo.
     Il nemico, incalzato e vinto nella notte antecedente, ha raccolto forze imponenti. Non può rassegnarsi alla sconfitta e tenta un colpo disperato.
     Continua sui bei Reparti il fuoco delle sue artiglierie e delle sue numerose mitragliatrici, in un ritmo precipitoso e continuato. I proiettili sfiorano tutto il terreno circostante; potenti bombarde urlano nell’aria cadendo in uno schianto infernale, mentre forti nuclei, riusciti ad infiltrarsi nella linea nostra, minacciano di aggiramento un Reparto italiano.
     Il momento è tragico e lo si crede disperato…quando si vede la bella figura del capitano Muggetti in piedi sulla trincea. Volgendosi verso di noi, con volto disperato, con voce stentorea, con gesto largo, il Sacerdote scandisce le seguenti parole:
     - Arditi! E’ l’ora! Benedicendovi alla partenza per l’ultima decisiva Vittoria, io finivo il mio discorso dicendovi: Da un anno sulle sponde del Piave abbiamo gridato al nemico: “ Di qui non passerai!”. Da domani, consci della forza nostra, del nostro diritto, diremo al nemico, col valore, col pugnale, col sangue: “Dove tu non sei passato, passeremo noi!” E’ l’ora! L’Italia ci guarda, e ci segue supplicante al cielo, fidente nel valore dei nostri figli… Dio è con noi! Avanti, ributtiamo il nemico dalla nostra sacra terra. Avanti all’assalto, alla Vittoria…
     Meravigliosa, indimenticabile visione, che mi strappò le più calde lagrime. Le truppe scattano, un urlo formidabile s’impone al rombo dei cannoni: è il grido magico di battaglia e di Vittoria. A chi l’onore? A noi! I pugnali luccicano, i petardi e le bombe da mano assordano, gli assaltatori si precipitano fulminei sul nemico che sbuca da ogni parte, lo sbaragliano, lo annientano.
     Il sole mandava l’ultimo suo raggio morente, ma ancora bastevole ad illuminare il campo di battaglia coperto di cadaveri.
     Centinai di prigionieri, immenso bottino, dicono la grande Vittoria di quella tragica sera.
     E padre Muggetti era là, miracolosamente incolume. Con degno linguaggio egli diceva tutta la esultanza di Sacerdote Cattolico e di ottimo italiano.

(Alfonso Ostini).


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