Fronte del Piave
Hotel San Marco Montebelluna TV
 
Menu
 
 
 


Pubblicità
 
 
 


Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
 
  Condividi su Facebook    
Espande/Riduce le dimensioni di quest'area
     
 

I  RAGGRUPPAMENTO

(Già Comando dei Gruppi Alpini A e B 
poi dei Gruppi Alpini 1° e 2°)

 

ANNO 1915.

     Il 25 maggio si costituisce a Caporetto, un raggruppamento designato inizialmente con l'appellativo di comando dei gruppi A e B, e poi controdistinto col numero I. I detti gruppi sono formati dai seguenti battaglioni dislocati, fin dal luglio 1914, al confine orientale:
     Gruppo A, in val Cosizza, battaglioni Cividale, Aosta, Ivrea, Intra, Val Natisone, Val Baltea, Val d'Orco, Val Toce.
     Gruppo B, alla testata del torrente Cornappo, battaglioni Pinerolo, Exilles, Susa, Val Pellice, Val Dora, Val Cenischia.
     Nelle operazioni per il primo sbalzo offensivo verso l'Isonzo, il gruppo A, raggiunge, il 24 maggio, la linea M. Kuk - M. Jeza e spinge il battaglione Aosta sul M. Globocak, mentre il gruppo B, destinato ad impadronirsi del M. Stol e dello sbocco della stretta di Saga, agendo per la dorsale del Gran Monte, a cavallo del rio Uccea, e convergendo poi verso il M. Nero, assolve il suo compito occupando Saga, le pendici del Polounik e lo Stol.
     Il giorno 25 occupa lo Starijski Vrh e spinge qualche riparto al passo Jama Planina. Nelle operazioni imminenti contro Modreja, Lubino e Kneza, i due gruppi devono agire, per le alte valli del Krn, del Tominski e dello Zadlas, per aggirare Tolmino da nord, attestando, in primo tempo, sulla fronte Reseln Planina - Kuk Planina, destinata quale base di attacco. Dopo un graduale avvicinamento dei riparti destinati all'azione, questa ha inizio il 31 maggio. Operano i battaglioni Susa e Val Pellice, il primo dei quali occupa il Vrsic, vi cattura dei prigionieri, raggiunge la colletta a nord del Potoce, quella a nord ed a sud del Vrata ed il costone Vrsic - valle dello Slatenik potok.
     L'azione contro Tolmino prosegue il 2 giugno per fiaccare la resistenza del nemico fortemente trincerato sulla linea: passo di M. Nero - Sleme - Mrzli Vrh. Il gruppo B, ha ordine di puntare contro il piano settentrionale ed il tergo dello Sleme, aggirandolo da Planina Polju, per Duple Planina, Planina Prodih e Javorka. Il nemico reagisce per impedire l'aggiramento; solatanto il battaglione Susa avanza alquanto sulle pendici ovest di M. Nero, mentre l'Exilles respinge, nei giorni 2 e 3, violenti attacchi avversari.
     Viene quindi ordinato alle truppe schierate sulla sinistra dell'Isonzo di rafforzarsi per iniziare un attacco metodico, ed ai gruppi A e B, viene assegnato il settore Drezenca - Vrata - Potoce - M. Nero - Kozliak - Maznik.
     L'11 giugno il gruppo B estende la sua occupazione al tratto Vrsic - Za Kraju.
     Il 16, completa ormai la preparazione, i gruppi tentano l'attacco del M. Nero contemporaneamente dal Kozliak (gruppo A) e dal Vrata - Potoce (gruppo B). Essi sono così schierati: gruppo A col battaglione Exilles al Kozliak, l'"Intra" al Pleca, il "Cividale" ed il "Natisone" in riserva di gruppo, il "Val Toce" ed il "Val Baltea" in riserva di raggruppamento a Drezenca; - quello B fra il Polounik e la cresta a sud del Vrata col "Val Cenischia" e l'"Ivrea", fronte a nord, fra la estrmità est del Polounik e la selletta che lo attacca al Vrsic, col "Pinerolo", "Val Pellice" e "Val Dora" sulla cresta Vrsic - Vrata, col "Susa" fra il Vrata e la q. 2102. Il battaglione Exilles, agendo su due colonne lungo la sottile cresta che dalla colletta Kozliak sale alla vetta del M. Nero e per il versante est dello stesso Kozliak, punta verso il suo obiettivo, mentre il "Susa", appoggiato da riparti del "Val Pellice" e del "Val Cenischia", procede anch'esso su due colonne: una per il contrafforte Vrata - M. Nero e l'altra a nord - est del Potoce verso il Veliki Lemez.
     Dopo fulminea avanzara il M. Nero cade nelle nostre mani e con esso anche la cresta Potoce - M. Nero. Al nemico sono catturati 600 prigionieri dei quali 29 ufficiali e molte armi e munizioni. Le perdite dei due battaglioni ammontano a circa 130 uomini; la medaglia di argento concessa più tardi ne consacra il valore ed il sacrifizio.
     Il 19 giugno, allo scopo di assicurare maggiormente il possesso del caposaldo Krasji - Vrsic e di acquistare un completo predominio nella conca di Plezzo, il gruppo B spinge la sua occupazione (battaglione Val Cenischia) sulla fronte q. 1772 - 1270 - Vrsic, ch'è raggiunta dopo averne sloggiato il nemico. Nei giorni 21 e 22 il "Pinerolo" consegue altri vantaggi verso il costone Vrsic - q. 1317. Nella notte sul 28 il tratto di fronte q. 1772 - Vrsic è ceduto dagli alpini ai bersaglieri.
     Nella ripresa dell'azione offensiva su tutta la fronte del corpo d'armata (IV) contro le posizioni nemiche di Luznica - Maznik - Sleme - Mrzli Vrh, per tentare l'avvolgimento di Tolmino dal M. Nero, al raggruppamento alpini è affidato il compito di agire, col gruppo B, dimostrativamente dalla fronte Vrsic - M. Nero contro il Lemez e la testata del vallone di Lepenje, per trattenervi le truppe risalenti da Plezzo verso il Maznik e di attaccare, col gruppo A, dalla fronte M. Nero - Kozliak - Pleca, le posizioni di Luznica, del Maznik e del Rudeci rob, per appoggiare l'azione dell'8a divisione. Nei giorni 1 e 2 luglio si compie la preparazione di artiglieria che provoca un'intensa reazione avversaria, specie sulla fronte Vrsic - Vrata. All'alba del 3, il gruppo B spinge le sue colonne (battaglione Exilles) riuscendo ad occupare di sorpresa alcuni elementi di trincea alla colletta di M. Nero senza poteer proseguire verso il M. Rosso, perchè ostacolate dal fuoco avversario, mentre i battaglioni Aosta e Intra, del gruppo A, giungono fra le quote 1000 e 1100 sottostanti a quella 1448 e vi si rafforzano. Sono più tardi anch'essi presi sotto un violento fuoco partente dal Mrzli, dal Rudeci rob e dal Maznik.
     Nella notte sul 6, i riparti alpini schierati sulle falde occidentali dello Sleme Planina - Sleme sono sostituiti da unità di bersaglieri. Altri tentativi di attacco vengono frustrati dal nemico.
     Viene intanto predisposta un'azione dalla fronte Vrsic - Potoce contro il Lemez e lo Smogar, che avrebbe dovuto avere inizio il 12 luglio, ma, a causa delle avverse condizioni climatologiche, è rimandata volta a volta fino alla notte sul 19. L'azione è inizialmente affidata al gruppo B, che deve agire su tre colonne, quelle di sinistra e del centro, entrambe del "Susa", rispettivamente contro il Lemez e lo Smogar; quella di destra, costituita dall'"Intra", contro il M. Rosso e la selletta di q. 2077; il gruppo A appoggia l'azione col fuoco.
     Iniziata l'operazione, la colonna di sinistra raggiunge la q. 1976 (102a e 85a compagnie del "Susa") ma, arrestata da una profonda fascia di reticolati e sorpresa dall'alba deve fermarsi, mentre la 7a compagnia dell'"Intra" raggiunta la q. 2163 deve abbandonarla, perchè battuta da intenso fuoco di artiglieria e contrattaccata.
     Il 21 l'attacco è ripreso col concorso dei battaglioni Aosta, Val Baltea, Intra, Val d'Orco e Val Toce; al gruppo B è affidata l'azione contro il Lemez, a quello A l'azione contro lo Smogar. I battaglioni Intra e Val d'Orco, rinforzati più tardi dal "Val Toce", conquistano e trngono la q. 2163 del M. Rosso, mentre a sinistra i battaglioni Susa, Aosta ed Ivrea raggiungono il terreno ad ovest del vallone che dalla colletta Luznica scende a Planina Polju. Essi si rafforzano e tentano nei giorni successivi, fino al 26, numerosi attacchi, ma i loro sforzi non sono coronati da adeguati successi, dato il terreno difficile e la resistenza tenace dell'avversario che può rinnovare di frequente le sue truppe.
     Nei giorni 30 e 31 luglio i gruppi alpini, sostituiti in linea dalla 33a divisione, sono inviati a riposo, quello A fra Mlinsko, Idersko, Libussina e Drezenca, il B nella zona di Svina.
     Si prepara intanto una nuova poderosa azione contro la fronte da Plezzo a Tolmino. Mentre le divisioni 8a, 33a e quella speciale bersaglieri agiranno nel settore Saga - Kraju contro le posizioni di q. 2178 - colletta Luznica - Lipnik e contro lo Sleme - Mrzli Vrh, il gruppo alpini A, coi battaglioni Ivrea, Val Baltea, Val Toce, Cividale e Natisone, per la riva sinistra dell'Isonzo, attaccherà le trincee di Dolje e di Zatolmin, per impossessarsi di M. Castello e dell'abitato di Tolmino, mentre il 5° reggimento bersaglieri, rinforzato dal battaglione Intra, per la riva destra del fiume punterà, forzate le posizioni di S. Daniele, contro Tolmino.
     I battaglioni Pinerolo ed Aosta concorreranno, colla 33a divisione, alle operazioni contro il M. Nero. Il gruppo B costituirà riserva di corpo d'armata fra Smast e Drezenca.
     Il 14 agosto, dopo conveniente preparazione di artiglieria, l'attacco è sferrato, e nella giornata i battaglioni Ivrea, Val Baltea e Cividale si avvicinano ai robusti reticolati di Dolje.
     Nella notte il gruppo B si porta a destra di quello A per operare contro la linea q. 428 - Isonzo, mentre i battaglioni Intra e Val d'Orco sono messi alla dipendenza dell'8a divisione operante sulla fronte Sleme - Mrzli.
     Successivi tentativi di attacco sono compiuti nei giorni 16 e 17 e nella notte sul 18. Il gruppo B passa sulla destra dell'Isonzo a disposizione della 7a divisione ed il gruppo A estende la sua occupazione fino al fiume. Nella notte sul 28 e la mattina del 29 si continua l'azione ed i battaglioni Ivrea e Cividale si portano più a contatto delle difese nemiche tentando, con audaci attacchi alla baionetta, di aprirsi un varco, ma l'eroico tentativo riesce vano. Uguale sorte subisce l'azione condotta dal battaglione Val Toce, il 3 settembre, fra le pendici del Vodil e Dolje.
     Nei giorni 6 e 7 settembre il nemico pronunzia un attacco di sorpresa contro le pendici del Vodil, ma viene respinto dai battaglioni Val Toce e Val Natisone.
     Il 9 settembre è disciolto il comando dei gruppi A e B e questi pasano alla dipendenza del IV corpo d'armata.
     Il gruppo B posto , come si è detto, il 18 agosto a disposizione della 7a divisione, rinforza, col battaglione Exilles, il 66° fanteria per l'azione contro S. Lucia, mentre i battaglioni Susa e Val Pellice si dislocano a Malino di Kamenca, col compito d'impossessarsi del ponte di S. Daniele, ma due tentativi svolti nelle giornate del 21 e del 22 falliscono a causa dell'inteso fuoco nemico. Il battaglione Susa riesce a passare il ponte, ma, premuto dalle riserve nemiche di Tolmino, ritorna nelle sue posizioni. Il 9 settembre tutto il gruppo opera contro la q. 509 per appoggiare l'azione che la brigata Valtellina inizia contro l'altura di S. Maria. Il "Susa" risale le pendici della quota rafforzandosi sotto ai reticolati nemici, l'"Exilles" occupa, senza tuttavia poterlo mantenere, un tratto di trincea sotto la chiesa di S. Maria.
     Intanto il gruppo A sulla fronte di Dolje rafforza la linea raggiunta ed attende alla preparazione per l'attacco del Vodil, per il quale gli sono assegnati, ill 24 settembre, i battaglioni Susa ed Exilles. Tale attacco, rimandato a causa delle cattive condizioni climatologiche, ha inizio il 28 su due colonne, operanti a cavallo del torrente Gabrije. Mentre esse vengono a contatto delle difese accessorie nemiche, il battaglione Ivrea occupa, verso Dolje, alcuni elementi di trincea catturandone o difensori.
     Nessun altro progresso è consentito agli attaccanti; del pari vani riescono i tentativi del nemico per respingere gli alpini.
     Il 1° ottobre le truppe alpine schierate sulla sinistra dell'Isonzo passano alla dipendenza dell'8a divisione ed il settore Vodil - Dolje è esteso a nord fino alle falde sud - occidentali del Mrzli.
     Il 19 ottobre ha inizio una nuova azione da Plezzo a Tolmino nella quale l'8a divisione è diretta sul Mrzli. Dopo due giorni di preparazione di artiglieria, il 21, il gruppo A ed i battaglioni Susa ed Exilles si avvicinano alle difese accessorie nemiche e riescono ad occupare qualche elemento di trincea sulle pendici del Mrzli ed a nord di Dolje, che, nonostante violenti contrattacchi, è mantenuto e rafforzato. Il 23 sono raggiunte le q. 870 del Vodil e 1100 del Mrzli, ma nella notte il nemico riesce a riprendere qualcuno degli elementi perduti che però cadono nuovamente in possesso degli alpini del "Susa" e del "Val Toce" nella giornata del 24, colla cattura di altri prigionieri.
     Il 27 i battaglioni Exilles, Val Natisone e Cividale conseguono nuovi vantaggi sulle pendici del Vodil, aspramente contrastate dal nemico.
     Il 1° novembre giungono a Kamno e passano alla dipendenza del gruppo A i battaglioni Val Pellice, Val Dora e Val Cenischia. Il 26 novembre è ripresa l'azione contro la fronteMrzli - Vodil ed il gruppo A opera su due colonne: una sulle pendici sud del Vodil, composta dai battaglioni Susa, Exilles e Val Dora, l'altra coi battaglioni Ivrea, Val d'Orco, Val Baltea e Val Toce, a sud - est del Mrzli. Fra le due colonne opera il "Cividale", mentre rimangono in riserva i battaglioni Val Natisone, Val Pellice e Val Cenischia.
     Nei giorni 28 e 29 nuovi attacchi s'infrangono, come il precedente, contro la tenace resistenza avversaria.
     Il 1° dicembre si ricostruisce il comando dei gruppi A e B operanti sulla fronte Mrzli - Vodil - Dolje. Ne fanno parte i soliti battaglioni dei quali però l'"Intra", il "Val Pellice", il "Val Natisone" ed il "Val Cenischia" sono alla temporanea dipendenza dell'8a divisione, ed il "Pinerolo" della 33a.
     Dopo altre azioni di poco rilievo, i gruppi sono, dal 10 al 14 dicembre, trasferiti nel settore M. Nero - Vrsic, ove si schierano: il gruppo A, a nord, nel tratto M. Nero - Potoce - Vrara - Vrsic - Krasji - Vrh; il B, a sud, nel tratto Kozliak - M. Rosso - M. Nero.

ANNO 1916.

     Fino a tutto aprile i gruppi provvedono alla sistemazione ed alla manutenzione dei trinceramenti, spesso danneggiati dalle piogge, e tengono a bada il nemico con arditi colpi di mano.
     Si addiviene alla sostituzione dei battaglioni nei gruppi con altri provenienti da altra zona o di nuova costituzione; così col 1° maggio il gruppo A comprende i battaglioni: M. Spluga, Tirano, Vestone, Valtellina, Stelvio ed il B i battaglioni: Dronero, Bicocca, Monviso, Valle Stura, Val Maira, Val Tanaro. Il 20 maggio i due gruppi assumono la numerazione di 1° e 2° ed il comando quello di comando dei gruppi 1° e 2°; il 24 sono inviati nel Trentino i battaglioni Monviso e Val Maira.
     Il 25 maggio il nemico, dopo violento bombardamento sulle nostre posizioni di q. 1270 - Vrsic - Vrata - Potoce, irrompe sul cocuzzolo del Vrsic, obbligando il presidio a ripiegare, ma l'indomani un violento contrattacco riconduce gli alpini sulla posizione.
     Dal 7 al 17 agosto i gruppi intensificano la vigilanza sulla fronte e minacciano con pattuglie il nemico, allo scopo di impedirgli lo spostamento di truppe verso la fronte goriziana, ove ferve l'offensiva nostra.
     Fino a metà settembre continua tale attività, alla quale si aggiunge il lavoro di mina sul M. Rosso per contrapporlo a quello che vi compie il nemico. Il 16, iniziatesi, da parte delle truppe del settore di Saga, le azioni per la conquista del Rombon, i gruppi 1° e 2° hanno il compito di attaccare il nemico sulla fronte: "Cocuzzolo Austriaco" del Vrsic - sella di q. 1317 - Javorcek, di respingerlo sulla destra dell'alto Slatenik, di conquistare la sella di Golobar (q. 1317) e di svolgere contemporaneamente azioni dimostrative in val Lepenja, nella conca di Planina Polju e contro la trincea di M. Rosso.
     I battaglioni Stelvio, Tirano e Valtellina si lanciano arditamente all'attacco, ma sono arrestati dalle difese e dal nutrito fuoco di sbarramento subendo gravi perdite.
     Fino al termine dell'anno i gruppi continuano nella loro attività di pattuglie e di lavoro, resa più difficoltosa dal cadere delle nevi.

ANNO 1917.

     I gruppi presidiano la fronte: M. Pleca - Kozliak - M. Rosso - Potoce - Vrsic - q. 1270 - Krasji. Il 21 gennaio s'inizia la loro graduale sostituzione con riparti della 43a divisione. Essa termina il 15 febbraio; i gruppi si raccolgono nella zona di Tarcento (nord di Udine) e vengono, dopo le variazioni organiche subite, così costituiti:
     1° gruppo: battaglioni Tirano, Vestone, Spluga e Stelvio.
     2° gruppo: battaglioni Bicocca, Valle Stura e Valtellina.
     Dopo un periodo di riordinamento e di istruzione, il 14 marzo, vengono assegnati alla 52a divisione e si trasferiscono sull'altopiano dei Sette Comuni, ove, il 19, sostituiscono i gruppi alpini 8° e 9° sulla fronte: M. Ortigara - M. Campigoletti - M. Chiesa - M. Cucco di Pozze - M. Forno, che è ripartita in due sezioni: nord (2° gruppo) e sud (1° gruppo) collegantisi a Busa dell'Orco (pendici ovest di M. Chiesa). Intanto, nei primi giorni di marzo, al 2° gruppo vengono assegnati i battaglioni Mondovì, Val Dora e Saccarello, e poco più tardi il "Ceva". L'8 aprile i battaglioni Val Dora e Saccarello passano alla diretta dipendenza della 52a divisione e dopo un successivo riordinamento, i gruppi restano così costituiti:
     1°: Tirano, Vestone, Spluga, Stelvio e Valtellina.
     2°: Ceva, Val Tanaro, Mondovì, Bicocca e Valle Stura.
     Per la iminente battaglia dell'Ortigara (10 - 26 giugno) alla 52a divisione è assegnato il compito di attaccare la fronte fra passo dell'Agnella - M. Ortigara - vallone dell'Agnella - M. Campigoletti.
     I due gruppi formano la colonna di sinistra operante nel settore del vallone dell'Agnella (R. Ponari - vallone dell'Agnella - estremità nord di M. Campigoletti).
     Sferrato l'attacco dai battaglioni Mondovì e Vestone, rincalzati dal "Ceva" e dal "Bicocca", un plotone del "Mondovì" occupa il Corno della Segala austriaco, mentre le prime ondate si lanciano verso le munite posizioni nemiche. Sono proiettati sulla linea di fuoco anche i battaglioni Val Tanaro e Valle Stura, e sono messi a disposizione della colonna operante il "Saccarello" ed il "Val Dora".
     Il nemico reagisce, agevolato dalla nebbia che gli consente l'afflusso dei rincalzi. Gli attaccanti si rafforzano sulle posizioni raggiunte e si preparano al proseguimento dell'azione.
     Intanto i battaglioni Val d'Ellero e M. Clapier sono posti anch'essi a disposizione della colonna operante, costituita dai battaglioni Valtellina, Saccarello, Stelvio e Tanaro, mentre gli altri (Vestone, Clapier ed Ellero) presidiano la linea di vigilanza dal Corno della Segala a Busa della Crea. Ripresa l'azione all'alba del 19, il battaglione Valtellina occupa la prima trincea dei Ponari e ne cattura il presidio. Lo "Stelvio", di rincalzo al "Saccarello", lo scavalca e si porta a destra del "Valtellina", puntando verso la q. 2105 arditamente conquistata dalla sua 137a compagnia che vi si rafforza e vi resiste. L'Ortigara è in possesso degli alpini, che tentano procedere oltre verso le quote 2093 e 2060, ma sono arrestati da un intenso fuoco di mitragliatrici. Accorrono in rincalzo anche i battaglioni Bicocca, Val d'Arroscia ed il II del 10° fanteria.
     Un violento temporale ed una fitta nebbia rendono impossibile ogni ulteriore azione. Fino al 24 la lotta sosta e le truppe si rafforzano. Il 25 il nemico muove al contrattacco, preceduto da violento fuoco di artiglieria, verso la colletta fra le quote 2101 e 2105 e sulla cresta dei Ponari.
     Si accende una lotta furibonda, nella quale si impegnano, in special modo, i battaglioni Bicocca, Valtellina e Stelvio, ma il nemico, riconquista la cresta dell'Ortigara ed il Corno della Segala; quest'ultimo viene subito ripreso dal "Vestone", mentre gli altri investono da est e da nord - est l'Ortigara. I battaglioni Ceva e Stura puntano verso i Ponari ed il secondo ne rioccupa le prime trincee, ma non sono possibili ulteriori progressi ed i riparti alpini, stremati di forze, sono costretti a ripiegare, lasciando soltanto un velo di truppe sulle falde dei Ponari, che viene ritirato il 29, allorchè cade in mano al nemico anche il passo dell'Agnella.
     Il 30 giugno i gruppi 1° e 2° schierano i battaglioni Stelvio e Stura sulla linea di vigilanza fra Cima del Campanaro e Busa dell'Orco (pendici est di M. Chiesa) e dislocano gli altri sul rovescio della linea di resistenza: Cima della Caldiera, Cima della Campanella e M. Lozze.
     L'11 luglio, in seguito ad un nuovo schieramento assunto dalla 52a divisione, mentre il 1° gruppo (battaglione Tirano, Vestone, Stelvio, Valtellina e Spluga) è impegnato per lavori sulla prima dalla cresta di val Sugana alle falde nord di M. Lozze, il 2° (battaglioni Mondovì, Ceva, Bicocca, Val Tanaro e Valle Stura) ed il battaglione Saccarello sono trasferiti ad Osteria alla Barricata, a disposizione della 6a armata, e poi della 9a divisione.
     Il 2° gruppo, assegnato al II raggruppamento è rilevato, il 20 luglio, dal 3° (battaglioni Val Dora, Cuneo e Marmolada), che però rimane alla dipendenza tattica dalla 29a divisione.
     I due gruppi costituiscono il I raggruppamento.
     Tranne il consueto servizio di linea ed un'azione dimostrativa svolta il 18 settembre, allo scopo di impedire al nemico di inviare rinforzi in val Sugana, ove nostre unità operano contro le posizioni del Salubio e del Civaron, il I raggruppamento non svolge alcuna azione di notevole importanza fino al 24 ottobre.
     Durante l'offensiva austro - tedesca, gli è inizialmente assegnato il tratto di linea da M. Lozze alla selletta di Malga Campoluzzo, tenuta dal IV raggruppamento. Il 7 novembre, la 52a divisione, in relazione alla situazione sulla fronte della 2a armata, inizia il ripiegamento verso la linea M. Badenecche - Sasso Rosso - costone di Col Carpenedi - La Grottella - Col Moschin.
     I battaglioni Vestone e M. Baldo, del 1° gruppo che è di copertura, il 7 stesso si schierano sulle posizioni di Corda della Marcesina fronte ad est, mentre il "Tirano" si porta a sud di Cismon, sbarrando il fondo val Brenta.
     Il 9, il I raggruppamento scende a Valstagna, dislocandosi sulla linea La Grottella - S. Gaetano.
     Nei giorni 11 e 12 novembre, incalzando la pressione nemica, il gruppo di copertura ripiega sulla linea M. Chempele - M. Lisser, Coldarco ed il 13 si porta su quella Badenecche - Sasso Rosso. Frattanto il battaglione Stelvio è inviato a Foza a disposizione della 29a divisione; al I raggruppamento è assegnato il "Saccarello" che il 16 è anch'esso inviato a Foza. Fino al 22 novembre si combatte in fondo val Brenta sulle posizioni di S. Marino e della Grottella.
     Il 5 dicembre il I raggruppamento è così costituito:
     1° gruppo: battaglioni Tirano, Vestone, Stelvio, Valtellina e Spluga.
     9° gruppo: battaglioni Verona, Bassano, M. Baldo e Sette Comuni.
     Frattanto i battaglioni del 9° gruppo, maggiormente provati nella lotta sostenuta sul M. Badenecche, sono inviati in fondo valle a riordinarsi.
     Il 17 dicembre un riparto del battaglione Stelvio conquista la vetta del Cornone (q. 1046) catturandone il presidio.

ANNO 1918.

     Al principio dell'anno il I raggruppamento è schierato con otto battaglioni sulla fronte Rocce Anzini - La Grottella - val Gadena - Col Carpenedi - Cornone - val Vecchia - val Frenzela - testata di val Sasso.
     Intensa la sua attività, degna di rilievo l'azione svolta il 28 gennaio contro Col d'Echele e Col del Rosso, alla quale partecipa il battaglione Tirano, e quella condotta contemporaneamente dallo "Stelvio" nelle linee nemiche a nord del Cornone.
     Dopo alcuni vani tentativi operati dal nemico per riprendere le posizioni perdute, esso, il 10 febbraio, attacca con numerose forze il Cornone e riesce a riprenderlo, nonostante l'accanita difesa del battaglione Stelvio che, assieme a riparti del "Vicenza" e del "Morbegno" del 10° gruppo, si sostiene sulle scoscese pendici del monte.
     Il 1° marzo, il I raggruppamento cede il settore alla I brigata bersaglieri e scende a riposo a sud di Marostica. Resta in linea il 1° gruppo alpini, meno i battaglioni Stelvio e Tirano, che si portano anch'essi a riposo.
     Il 6 marzo la 52° divisione viene costituita con i raggruppamenti I e II, Il primo risulta composto dal 1° gruppo (già 5°): battaglioni Tirano, Stelvio, Morbegno e dal 9°: battaglioni M. Baldo, Bassano, Sette Comuni, Verona, mentre il secondo ha: il 5° gruppo (già 1°): battaglioni Spluga, Vestone, Valtellina ed il 10°: battaglioni Vicenza, M. Berico, Val d'Adige.
     L'11 marzo, il I raggruppamento si trasferisce nella zona a nord di Vicenza, ove i suoi riparti proseguono nel loro riordinamento e nelle istruzioni, trasferendosi, al 30 maggio, nella zona Marostica - Maron - Schiavon.
     Nella imminenza della battaglia del Piave, il raggruppamento è ammesso a Valle S. Floriano (nord di Marostica) per essere impiegato, in appoggio al XX corpo d'armata, in caso di ripiegamento dalla linea val Frenzela - val Vecchia - Brenta.
     Il 17 giugno è trasferito a nord - est di Bassano, per essere pronto a guarnire la linea di difesa stabilita sulle colline del Mussolente. Il 22, il 1° gruppo occupa, con piccoli elementi, la linea Torre - La Gusella - val delle Cave in val S. Felicita, ed il 25 il 9° gruppo è inviato a Col Campeggia a disposizione del IX corpo d'armata. Nella notte sul 4 luglio, il raggruppamento è spostato nella zona a nord di Marostica, ove sosta fino al 9 agosto, nel qual giorno è inviato sulle pendici occidentali di M. Campo Rossignolo. Nelle notti dal 22 al 24 settembre sostituisce la brigata Lecce, nel settore Echar, sulla linea: Costalunga - val Bella - M. Melago. Nella notte sul 6 ottobre il battaglione Morbegno dà il cambio a riparti del 10° gruppo nele posizioni di Col del Rosso. Il 9, il raggruppamento, rilevato dalla brigata Pinerolo, si porta nella zona a sud di Marostica, il 17 in quella di Bassano ed il 23 a nord di Asolo.
     Per la imminente battaglia finale è assegnato alla 12a armata, che dovrà in primo tempo agire verso la conca di Alano e poi muovere alla conquista delle colline di Valdobbiadene e procedere a nord, separando la massa nemica del Trentino da quella del Piave.
     Compito del raggruppamento è quello di passare il Piave a Pederobba, non appena la 23a divisione francese vi avrà costituito la testa di ponte, occupare prima Valdobbiadene e poi M. Balcon, M. Orsene, M. Barbaria e puntare contro M. Cesen - M. Zogo.
     L'operazione del passaggio del fiume, che avrebbe dovuto aver luogo la notte del 25, è sospesa a causa delle avverse condizioni atmosferiche ed il 9° gruppo, che l'aveva iniziata, sosta a Palazzo Neville.
     L'azione è ripresa la sera del 26; il 9° gruppo muove per primo sulla direttrice Osteria - Casa De Rossi - Curogna - Molinetto; il 1° segue per Osteria - Molino della Sega - Curogna.
     La costruzione del ponte, da parte di riparti francesi, è ritardata dalla forte corrente del fiume e dal tiro nemico.
     Nella notte stessa del 26 però passano a Molinetto soltanto il comando del 9° gruppo ed i battaglioni Bassano e Verona, che completano la testa di ponte abbozzata dai Francesi ed occupano Settolo alto. Ma all'alba il ponte è rotto dal tiro nemico e gli altri battaglioni, non potendo passare, sono riuniti nei dintorni di Fornace di Curogna.
     Dopo vari tentativi, il ponte è riattato all'alba del 28 e vi passa lo "Stelvio", ma una nuova interruzione arresta ancora l'avanzata. Frattanto i battaglioni Verona e Stelvio occupano, rispettivamente, Villanova e le posizioni di C. la Montagnola e di Case Settolo basso.
     All'alba del 29 tutto il raggruppamento passa sulla sinistra del Piave e, dopo aver vinto le successive resistenze avversarie, raggiunge, a sera, la linea: M. Balcon - M. Barbaria.
     Il 30, mentre il battaglione Verona, col concorso di una compagnia del "Morbegno", conquista M. Orsere, il "Tirano" occupa Colle Ortigher e M. Cesen.
     Il 31, il 9° gruppo procede, col battaglione M. Baldo, verso M. Zogo e spinge il "Sette Comuni" su Marziai, che viene anch'esso conquistato, mentre contemporaneamente il 1° gruppo, vinta la resistenza nemica, occupa M. Garda, M. Moscher, M. Artent ed i paesi di Molinello, Stabie e Canai. Il 1° novembre i gruppi si ammassano verso la valle del Piave, il 1° nei pressi di Canai ed il 9° in direzione di Marziai.
     La vittoriosa avanzata, mentre ha prodotto nel raggruppamento la perdita di 19 ufficiali e di 640 gregari, ha fruttato la cattura di molti priogionieri, di 68 cannoni e di ingente quantità di materiale bellico.
 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1272 (17 novembre 1918, ore 13).

     "Sulla fronte occidentale il nostro II corpo di armata dal giorno 4 corrente partecipa brillantemente all'offensiva in corso.
     Mosso dalla regione di Sissonne, superò formidabili sistemazioni nemiche tra Chivres e La Rocchelle (nord - est di Sissonne), occupò le Thuel, vinse forti resistenze lungo il torrente Hurtant e nella giornata del 6 conquistò in lotta accanita Rozoy - sur - Serre.
     Sulla fronte italiana le nostre truppe, accolte ovunque col massimo entusiasmo, sono entrate in Merano e in Bolzano.
     Al glorioso elenco delle unità che hanno meritato l'onore della citazione per l'ardimento e il valore dimostrato nella battaglia da tutte le loro truppe e dai comandi nel vincere tenaci resistenze nemiche e gravi difficoltà di terreno, debbono aggiungersi: il X corpo di armata della 1a armata; la 54a divisione della 3a armata; il XXV corpo di armata della 7a armata; il XIV corpo di armata britannico (7a - 23a divisione), il XVIII corpo di armata italiano (33a e 56a divisione), l'XI corpo di armata italiano con la sua 37a divisione e con la 23a divisione, della 10a armata; la 23a divisione di fanteria francese, le brigate Re (1° e 2°) e Trapani (149° e 150°) e il I raggruppamento alpini (battaglioni Bassano - Verona - Stelvio - Tirano - Morbegno - M. Baldo e 742a compagnia mitragliatrici), della 12a armata".
                                                                                                                        Generale DIAZ.
   

COMANDANTI DEL RAGGRUPPAMENTO.

Magg. gen. ETNA Donato, dal 24 maggio al 5 agosto 1915.
Magg. gen. TEDESCHI Riccardo, dal 6 agosto al 9 settembre 1915.
Magg. gen. COMO DAGNA SABINA Angelo, dal 1° dicembre 1915 al 5 maggio 1917.
Col. brig. CORNARO Jacopo, dal 9 maggio al 30 settembre 1917.
Col. brig. FORNARI Ernesto, dal 1° ottobre al 25 novembre 1917.
Magg. gen. GRAZIANI Andrea, dal 26 novembre 1917 al 27 marzo 1918.
Brig. gen. PEZZANA Gerolamo, dal 2 aprile 1918 al termine della guerra.


Stampa la pagina


Invia ad un amico



Pag. 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9
 

     
 
:: Pubblicità ::