Fronte del Piave
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PIEVE DI TECO

(2a, 3a, 8a, 107a e 115a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      All'inizio delle ostilità trovasi dislocato in alta Carnia dove ha costruito due strade, l'una in val Raccolana, l'altra in val Dogna, arterie entrambe atte al rinfornimento di truppe che eventualmente dovessero schierarsi alla testata di dette valli; poi, nella prima decade di maggio, si avvicina alla linea di confine, dislocandosi con i vari riparti a Sella Nevea, ricovero Canin e Sella Grubia, al Cregnedul ed a Sella la Buia.
     Con grandissima alacrità gli alpini danno principio a lavori di rafforzamento del terreno per la sistemazione difensiva della valle Seebach, mentre vengono aperte le ostilità; la sera del 23 maggio, infatti, le artiglierie dei forti del Predil e del Raibl aprono il fuoco sui nostri accampamenti.
     Due passi, quello del Prevala e quello di Robon, importantissimi perchè costituiscono un pericolo imminente per le truppe occupanti Sella Nevea, rappresentano l'obiettivo immediato del "Pieve di Teco". Il 25, con rapida, decisa ed abile manovra, la 3a compagnia in unione alla 203a del "Val d'Arroscia" scaccia il nemico dalla Sella Prevala, vi si stabilisce e vi si rafforza. Due giorni dopo, parte della 3a coopera con la 203a per togliere all'avversario la Sella del Robon dove rimane come presidio.
     E' anche questo un fatto d'arme brillantissimo, in cui, come nel precedente di Sella Prevala, i nostri si distinguono per prontezza, decisione e slancio.
     Segue a tali fortunate giornate un lungo periodo trascorso dal "Pieve di Teco" sulle posizioni raggiunte, impiegato in febbrili lavori di rafforzamento e nella costruzione di difficili sentieri che permettono l'accesso alle posizioni elevate ed impervie, sulle quali, per lo scioglimento delle nevi, è sempre più difficile portare i rifornimenti.
     Il nemico, bombarda sovente le nostre linee, le batte con raffiche improvvise di mitragliatrici e fucileria che infliggono ai riparti gravi perdite.
     Alla metà di agosto, giungono le predisposizioni per l'attacco e l'occupazione di M. Cukla. A questo fatto d'arme partecipa la 3a compagnia, che, portatasi il giorno 13 a Krnica Planina, fa parte, unitamente ad altre due, 1a e 4a del "Ceva", del battaglione speciale denominato "Bes", dal suo comandante.
     Il 23 agosto tale riparto riceve l'ordine di attaccare le posizioni del Cukla, mentre il "Val d'Ellero" muoverà al vicino obiettivo di Goricica Planina.
     Il concetto dell'operazione consiste nell'assicurarsi il possesso della linea di cresta M. Palica - M. Rombon, neutralizzare col fuoco l'azione delle opere di quest'ultimo, e procedere all'avvolgimento ed all'attacco del M. Cukla.
     I vari compiti vengono così ripartiti: la 1a compagnia ("Ceva"), riparto di sinistra, dovrà dirigersi su M. Palica, occuparlo, impegnare quelle forze che eventualmente fossero spinte in avanti da M. Rombon e convergere da nord sul Cukla. La 3a compagnia del "Pieve di Teco", partendo dai pressi di q. 2038, percorrerà il solco che da tal punto raggiunge la parte sud - ovest di M. Cukla tentandone l'avvolgimento da quel lato. La 4a ("Ceva") seguirà in riserva col comando. Raggiunto il piede del pendio roccioso, che trovasi ad occidente del monte stesso, le compagnie dovranno svolgere l'attacco risolutivo.
     A giorno fatto, le tre piccole colonne muovono celeri e simultanee verso gli obiettivi, mentre la nostra artiglieria apre il fuoco contro le posizioni avversarie.
     Impreviste difficoltà di terreno, vengono però a ritardare la marcia della 3a che, nonostante ciò, procede vigorosamente, mentre la 1a occupa con un plotone M. Palica e punta, rincalzata dalla 4a, su M. Cukla.
     Raggiunta la base del costone nord - ovest del Cukla, il plotone di avanguardia della 1a viene diretto sulla selletta tra M. Rombon e M. Cukla.
     Essendovi in breve pervenuto non visto dal nemico, viene deciso l'assalto che è eseguito dai nostri di sorpresa; la ridotta del Cukla è occupata ed il presidio catturato. Poco dopo giungono sulla posizione la 4a e la 3a.
     A sera l'avversario tenta alcuni contrattacchi, ma viene respinto.
     Mentre si svolge l'azione del Cukla, anche le truppe del sottosettore val Raccolana, per concorrere alle operazioni del IV corpo d'armata, tendenti all'occupazione della conca di Plezzo, iniziano l'offensiva allo scopo di interrompere le comunicazioni della strada Tarvis - Plezzo.
     Le compagnie 107a e 115a del "Pieve di Teco", la 13a del "San Dalmazzo" e l'80a del "Saluzzo" sono destinate ad occupare la conca di Findenegg Hutte ed i forti trinceramenti del Krunn - Bach.
     In special modo si distingue la 115a, che mossasi all'alba dal Barenlahn, dopo aver percorso un terreno difficilissimo, riesce prima ad occupare il Kastrein Spitzen, suo immediato obiettivo, poi, incoraggiata dal successo, prosegue verso la forcella di Moses Scharte ove i ripetuti assalti sono arrestati dal fuoco dell'avversario che sta sulle aspre rocce del Wischberg e del Gamsmutter.
     La 107a in tale giornata, ed in quelle seguenti, destinata in parte ed in concorso ad altri riparti, all'occupazione del Findenegg Hutte si prodiga in sanguinosi tentativi contro formidabili difese che impediscono però ogni successo.
     Quattro giorni dopo la prima conquista del Cukla, il 27 agosto, a M. Rombon, rifulgono di nuovo l'ardire e lo spirito della 3a compagnia che fa sempre parte del "battaglione Bes".
     Questo deve raggiungere le vette del monte con due compagnie 1a e 4a ("Ceva") da ovest e con la 3 da sud. Il "Val d'Ellero" agirà intanto contro le falde sud, seguendo come direttrice di marcia, il sentiero Goricica Planina - M. Rombon.
     Il terreno è impervio e difficile e le posizioni occupate dal nemico dominano i riparti che dovranno compiere l'attacco.
     Durante le ultime ore della notte quattro pattuglioni di arditi, della forza complessiva di una cinquantina di uomini, iniziano cautamente la marcia d'avvicinamento, seguiti a mezz'ora di distanza da due plotoni della 1a diretti a M. Romboncino, q. 2105 e da due della 4a diretti a sud di detta quota. Ad un'altra ora segue il resto delle compagnie. La 3, partendo dal suo accampamento sito fra M. Palica e M. Cukla, per un difficile canalone, raggiunge intanto le pendici meridionali di M. Rombon fra le q. 1800 e 2000.
     Il nemico, in sospetto per la nostra attività dei giorni precedenti, esercita assidua sorveglianza, lanciando numerosi razzi bianchi. Purtuttavia, le pattuglie, inerpicatesi agilmente per gli scoscesi canaloni, giungono a contatto delle difese avversarie. L'avversario scopre però gli audaci assalitori ed apre su di essi un intenso fuoco di fucileria mettendo in azione numerose batterie di sassi che dall'alto della vetta ruinano sui nostri e li travolgono; solo due pattuglie riescono a raggiungere il mattino successivo l'agognata cresta. Vengono allora lanciati i rincalzi, mentre la 3a compagnia, coi plotoni distesi e susseguentisi, salendo la rapida china, conquista alla baionetta uno dopo l'altra due trincee nemiche. Sotto un uragano di proiettili e decimati da gravi perdite, gli alpini del "Pieve di Teco" avanzano ancora. Tutto sembra volgere in nostro favore, ma, quando la compagnia sta per raggiungere il proprio obiettivo, q. 2000, le perdite e la deficienza dei rinforzi producono un arresto; l'avversario ne profitta intensificando il fuoco ed i nostri sono costretti a retrocedere, tanto più che il "Val d'Ellero" ha anche esso ripiegato.
     Il movimento avviene ordinatamente malgrado la pressione nemica e nonostante forti difficoltà causate dai tiri incrociati di mitragliatrici che, dakke posizioni austriache, spazzano il terreno.
     Durante il ripiegamento, un piccolo gruppo di alpini del "Pieve di Teco" stretto dal nemico, per non subire l'onta della prigionia, si precipita in un sottostante burrone. Alcuni trovano la morte sulle rocce del fondo, altri riportano gravissime ferite.
     Il 29 agosto anche le compagnie 2a ed 8a vengono inviate presso il Cukla in rinforzo delle truppe che ivi operano.
     Il 9 del mese successivo, dopo violento bombardamento, l'avversario, favorito da fitta nebbia, sferra un attacco contro le nostre posizioni del Kastrein Spitzen, ove è dislocata la 115a, ma, dopo circa un'ora di combattimento, viene respinto.
     Segue un periodo di sosta, poi una nuova azione viene ordinata per la conquista del M. Rombon che costituisce sempre una perenne minaccia per le truppe occupanti la conca di Plezzo.
     Il nemico, dopo il nostro primo assalto, ha ancora maggiormente munita la posizione già per natura assai forte e difficile per la sua forma di erto roccioso bastione, creandovi difese accessorie e munendo gli spalti con numerose mitragliatrici.
     Fra le truppe cui è affidato condurre a compimento l'ardua impresa sono le compagnie 2a, 3a ed 8a, che fan parte della "colonna Gambi".
     Si cura diligentemente la preparazione dell'attacco e la conoscenza del terreno con numerosi invii di pattuglie.
     Mentre l'8 ha un posto d'onore nell'assalto contro M. Rombon, le altre due dovranno svolgere azione fiancheggiante e di protezione.
     Il mattino del 12 settembre, senza alcuna preparazione di artiglieria, l'8a, dalle posizioni di M. Cukla, risale con audace sbalzo le falde del M. Rombon e giunge presso le trincee austriache.
     Il nemico, che ha atteso celato dietro i ben muniti ripari, apre, a breve distanza, un violentissimo e micidiale fuoco di mitragliatrici e di fucileria.
     Gli alpini compiono prodigi, ma in breve ora subiscono perdite gravissime, nè possono guadagnare altro terreno.
     All'imbrunire della sanguinosa giornata, i resti dell'8 non ripiegano sulle posizioni di partenza, ma rimangono aggrappati al terreno del conquistato Romboncino, tracciando su di esso le prime nostre affrettate opere di difesa, pur sotto la continua minaccia dei difensori delle trincee site sulla cresta del Rombon a brevissima distanza.
     Anche la 2a e la 3a compagnia subiscono sensibili perdite, specialmente la prima di esse in un tentativo di avanzata sulla destra del Cukla.
     A queste azioni segue un periodo di relativa calma ed i riparti rimangono a presidiare le posizioni raggiunte organizzandone la sistemazione offensiva.
     Nella notte sul 27 novembre, le compagnie 2a, 3a e 8a, che erano sul Rombon, scendono a Krnica Planina ed il giorno seguente sono a Serpenizza.
     Ivi, dopo qualche tempo, per differenziarle dalle altre (107a e 115a) che trovansi ancora in Zona Carnia, assumono la temporanea denominazione di battaglione "Pieve di Teco bis".

ANNO 1916.

      Nei primi giorni del gennaio il "Pieve di Teco bis" viene inviato ad occupare le posizioni ove era in precedenza e cioè la linea Romboncino, colletta del Cukla, M. Cukla e pendici sud - est di questo.
     L'inclemenza della stagione e l'alto spessore della neve sembrano aver assopiata qualsiasi attività bellica del nemico, quando invece improvvisamente, il mattino del 12 febbraio, una schiera in vesti bianche riesce ad avvicinarsi, completamente al coperto, al trinceramento contornante la sommità del Cukla, difeso da tre piccole guardie.
     L'allarme giunge in ritardo, quando cioè già il nemico comincia a sparare dalle connessure del blindamento, costringendo i nostri ad uscire all'aperto, dove, data la sproporzione del numero e le pessime condizioni fisiche dei difensori, la lotta ha brevissima durata e questi vengono in gran parte catturati.
     Ritiratesi le piccole guardie che si trovavano sulla destra della ridotta e quella che guardava le colletta del Cukla, anche i primi rincalzi giunti sul posto subiscono identica sorte.
     Non essendo sufficienti le forze presenti nella zona per tentare un immediato contrattacco, vengono fatte affluire altre truppe e durante tutta la giornata, l'avversario che tenta dilagare, è contenuto.
     A sera giunge il "Bassano" che trovavasi a Serpenizza, seguito, l'indomani, da una compagnia del 6° fanteria e del battaglione Exilles.
     Il comando del settore dispone allora per l'attacco al quale concorreranno le truppe di tutti gli altri settori della divisione speciale bersaglieri.
     Mentre le compagnie del "Bassano" e del "Pieve di Teco bis" svolgeranno la lora azione contemporaneamente, dirifendosi sulla sinistra nemica da nord - ovest e da sud - ovest, il "Val d'Ellero", rinforzato da riparti del 6° fanteria, terrà le posizioni a sud del Cukla, presso q. 1582, mentre l'8a del "Pieve di Teco bis", unitamente ad altra del 6° fanteria, presidierà quella da q. 2115 alla colletta del Cukla. In riserva immediata si troveranno l'"Exilles" ed a Krnica Planina il XXVII battaglione bersaglieri.
     Durante le ore pomeridiane, le artiglierie iniziano il fuoco, mentre le truppe della conca di Plezzo svolgono azioni dimostrative per richiamare anche sulla loro fronte l'attenzione del nemico.
     I plotoni di prima linea, fra cui quelli del "Pieve di Teco bis", si slanciano avanti, ma l'erta da superare è talmente faticosa, che gli assalitori devono rallentare la loro foga proprio quando sono a contatto della trincea nemica.
     Qui un improvviso lancio di bombe li arresta; i feriti scivolano indietro sul rapidissimo pendio nevoso investendo e travolgendo le linee sopravvenienti.
     L'avversario profitta subito del critico momento, intensificando il fuoco, il che impedisce il proseguimento dell'azione.
     Due giorni dopo un riparto dell'8a compagnia perde una posizione, sita ad ovest della colletta del Cukla, che non è possibile riconquistare, nonostante ripetuti tentativi dell'"Exilles" e delle altre truppe.
     Il 23, il "Val Tanaro", proveniente dalla Zona Carnia, sostituisce il "Pieve di Teco bis", che scende a Serpenizza, per spostarsi poi il 2 marzo a Luico ed il 3 a Villa Santina.
     Gli elementi del "Pieve di Teco bis" (comp. 2a, 3a, 8a), tra il giorno 10 ed il 14, vengono ripartiti fra i battaglioni Exilles, Bassano e Cividale.
     Il giorno 21 dello stesso mese, anche il "Pieve di Teco" (compagnie 107 e 115), che non si è mosso dalla Zona Carnia (regione Cregnedul), si scioglie ed i suoi riparti passano a far parte del battaglione M. Saccarello.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA(*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Capitano Oddenino Maurizio Moncalieri M. Rombon 27-08-1915
2 " Pettinan Cimbro Carloforte Osp. d. C. Serpenizza 28-09-1915
3 Tenente Christ Tommaso Osoppo M. Cukla 13-07-1916
4 " Ibba Guglielmo Udine M. Rombon 27-08-1915
5 " Tomatis Renato Mondovì Piazza Senz. Sanità Div. 17-02-1916
6 S. Ten. Bois Giuseppe Valgrisanche (Valle Aosta) M. Rombon 27-09-1915
7 " Petrino Orenzio Cocconato M. Rombon 12-09-1915 
8 " Reggio Pietro Strevi M. Cukla 12-02-1916
 (*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.
 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

 

PIEVE DI TECO

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Ten. Col. Beltramo Giovanni 24/05/15 21/03/16  

PIEVE DI TECO BIS

Maggiore Sassi Carlo 29/11/15 14/03/16  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

PIEVE DI TECO

 Anno 1915

Dal 25 maggio al 31 dicembre (Val Raccolana - Sella Nevea - Ricovero Canin - Sella Grubia - M. Cregnedul - Sella la Buia - Sella Prevala - Sella Robon - Findenegg Hutte - Kastrein Spitzen - Pressi della forcella di Moses Scharte).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 21 marzo (Zona Carnia - Regione Cregnedul).

 Anno 1915

 






 Anno 1916

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

7

7

/

/

Id. 1916

2

21

/

/

TOTALE Mesi 9 e giorni 28 /
 

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

PIEVE DI TECO

 Anno 1915

Dal 29 agosto al 27 novembre (M. Cukla - M. Rombon).

 Anno 1916

Dal 3 gennaio al 23 febbraio (Romboncino - Colletta del Cukla - M. Cukla).

 Anno 1915

Dal 28 novembre al 31 dicembre (Serpenizza).

 Anno 1916

Dall'8 al 2 gennaio (Serpenizza).

Dal 24 febbraio al 14 marzo (Serpenizza - Luico - Villa Santina).

 
  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

3

/

1

3

Id. 1916

1

1

/

19

TOTALE Mesi 4 e giorni 1 Mesi 1 e giorni 22
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE.
LOCALITA' E DATA
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Sella Rombon - Costone Cregnedul (27 maggio - 21 luglio)

2

/

5

13

/

Forcella di Moses Scharte - Findenegg Hutte - M. Cukla - M. Rombon (23 - 27 agosto)

3

3

/

25

73

32

Costone Cregnedul - Kastrein Spitzen - M. Rombon (6 settembre - 20 novembre)

2

2

/

29

139

37

Totale anno 1915 5 7 / 59 225 69
 
1916
M. Cukla (12 - 17 febbraio)

3

4

1

19

62

54

Totale anno 1916 3 4 1 19 62 54
 
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

5

7

/

59

225

69

Id. 1916

3

4

1

19

62

54

TOTALE GENERALE 8 11 1 78 287 123


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