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CUNEO

(297a, 298a e 299a Compagnia)

ANNO 1917.

      Il 21 maggio, a Pieve Tesino, con la 5a, 14a e 15a compagnia del disciolto VI battaglione skiatori, si costituisce il V battaglione alpini, che il 6 giugno assume il nome di "Cuneo", mentre le dette compagnie vengono distinte con i numeri 297a, 298a e 299a. Nell'imminenza della nostra offensiva dall'Ortigara allo Zebio, si trasferisce su tale fronte accampando dapprima a Sorgente (est di Osteria alla Barricata) indi a Prà Moline, sulle pendici di Cima della Caldiera. Iniziate, il 10, le operazioni e conseguito il possesso di passo dell'Agnella e di q. 2101 di M. Ortigara, il battaglione sotto il tiro nemico provvede al rafforzamento della nuova linea ed al trasporto dei materiali.
     dal 14 al 18 scende nuovamente a Sorgente ed il giorno seguente, allorchè le nostre truppe puntano nuovamente su M. Ortigara e ne completano il possesso, con l'occupazione di q. 2105, il "Cuneo" torna in linea portandosi sulle pendici est di Cima della Caldiera, svolgendo brevi azioni di pattuglie.
     Nella notte sul 25, dopo breve e violento fuoco, truppe fresche nemiche muovono alla riconquista delle contrastate posizioni; rotta la linea alle ali, con manovra avvolgente attanagliano i difensori e dopo averli sopraffatti rioccupano il terreno perduto. Il "Cuneo", lanciato al contrattacco verso q. 2003, muove deciso dalle linee del Campanaro e sotto il fuoco di sbarramento, punta con la 297a compagnia verso l'obiettivo. Con azione risoluta e rapida, da quota viene ripresa e saldamente mantenuta, ad onta dei ripetuti contrattacchi.
     Il nemico, però, non dà tregua e con tiro sempre più intenso e preciso molesta i difensori, finchè nella notte sul 29 muove in forze contro q. 2003. Il presidio di questa, battuto ai fianchi ed alle spalle, dopo breve lotta corpo a corpo è in gran parte sopraffatto; i pochi superstiti ripiegano su Cima del Campanaro.
     Causa le perdite, il battaglione scende sulle pendici di Cima della Caldiera per riordinarsi e per provvedere alla esecuzione di importanti lavori di difesa sul rovescio della Caldiera stessa. Il 15 luglio passa alla dipendenza del 3° gruppo alpini, di nuova costituzione (29a divisione), ed il 20, seguendo il movimento del suo gruppo, si trasferisce a Prà Campofilone. Nella notte sul 22, sostituito il I/29° fanteria, assume la difesa della linea di vigilanza da q. 1638 di M. Colombara a q. 1727 di M. Zebio. Rilevato il 7 agosto, dal III/10° fanteria, scende a Prà Campofilone iniziando lavori di difesa nelle trincee arretrate di M. Taverle. Il 17, la 297a e 299a compagnia occupano la linea di resistenza nel tratto di fronte fra q. 1707 di M. Taverle e il Fontanello, la 298a rimane in riserva. Dopo appena due giorni, però, esse vengono sostituite dal III/10° fanteria e si portano a "il Pagarlok" ove sono raggiunte dalla 298a. In tale località il battaglione resta fino al 1° settembre, nel quale giorno, sale nuovamente in linea portandosi a difesa della fronte tra q. 1785 di M. Fiara e q. 1705 di M. Taverle. Oltre alla esecuzione di importanti lavori, esegue ardite azioni di pattuglie. Il 30 settembre si trasferisce sulle pendici nord - est di M. Fiara per fruire di un periodo di riposo.
     Fino ai primi di novembre si alterna con gli altri del suo gruppo nella difesa delle suaccennate posizioni, poi, in conseguenza della situazione creatasi sulla nostra fronte per l'offensiva austro - tedesca, che rende necessario il ripiegamento delle nostre truppe dagli altopiani sulla prestabilita linea M. Zomo - Meletta Davanti - M. Castelgomberto - M. Tondarecar - M. Badenecche - fondo val Brenta, il battaglione seguendo il movimento inizia, il 7 novembre, il ripiegamento occupando, nello stesso giorno, la linea M. Castelgomberto - q. 1556 - q. 1420 - val Gadena, in collegamento ed a protezione delle truppe della 32a divisione che ripiegano per il M. Corda di Marcesina. Assolto tale compito, si trasferisce il 13 sulle pendici di M. Tondarecar ed il 29, in seguito ad una nuova ripartizione della fronte fra le truppe dipendenti dalla 29a divisione, assume la difesa di M. Castelgomberto, dalla q. 1773 alla selletta "Stringa".
     In quei giorni il nemico, approfittando delle condizioni atmosferiche, costantemente ed eccezionalmente favorevoli, va preparando e completando una poderosa offensiva contro la linea: M. Meletta di Gallio, selletta "Stringa", selletta "Segantini", pendici settentrionali ed orientali del M. Tondarecar, selletta di q. 1441 (M. Badenecche). Nella notte sul 4 dicembre, infatti, con nuove e violenti raffiche investe le nostre già sconvolte difese; più tardi, poi, il tiro raggiunge la massima intensità fino al mattino del 5 quando il bombardamento diminuisce ed il tiro viene allungato. Il "Cuneo" ha sole due compagnie in linea (297a e 298a); la 299a, posta dapprima a rincalzo, riceve poi ordine di portarsi a rinforzare il "Marmolada".
     Il fuoco d'artiglieria nemico riprende con maggiore violenza e dense colonne, sopraffatte le nostre difese sul Tondarecar, con rapida mossa avvolgente occupano M. Miela e M. Spil, cadendo così sul rovescio di M. Fior e di M. Castelgomberto.
     Grave è la situazione del "Cuneo", battuto da violento tiro d'artiglieria subisce forti perdite; le mitragliatrici nemiche, in postazione sul versante nord di M. Miela, aprono nutrito fuoco sui difensori delle due quote di M. Castelgomberto e della selletta omonima, mentre le fanterie da Malga Lora, approfittando del terreno rotto, avanzano decisamente. La situazione va man mano facendosi più preoccupante, l'artiglieria nemica persiste nel tiro di distruzione e d'interdizione sui nuclei superstiti della 299a compagnia, che da Malga Lora cercano di disimpagnarsi, combattendo, per portarsi su M. Castegomberto. Tale compagnia, destinata a rinforzare il "Marmolada", percorrendo la zona molto tormentata dal fuoco, viene sorpresa in formazione di marcia, in buona parte distrutta, parte cade prigioniera. I pochi superstiti retrocedono su M. Castelgomberto.
     In breve l'avversario riesce ad occupare la selletta interposta fra le due quote di M. Castelgomberto, separando così le nostre difese. Truppe d'assalto insinuatesi attraverso le spaccature delle roccie piombano su q. 1736 e malgrado la disperata resistenza dei difensori, l'occupano.
     Con la caduta di tale quota, il battaglione Cuneo, definitivamente isolato, resiste validamente, mentre il cerchio va man mano stringendosi. Sulla vetta di M. Castelgomberto la 298a compagnia con elementi di altri riparti oppone per tutto il pomeriggio del 4 una difesa disperata, cercando con ogni mezzo di contrastare l'avanzata del nemico, che è riuscito, sebbene a costo di rilevanti perdite, a circondare la 297a. Questa, a sua volta resiste sulla quota bassa, occidentale, di M. Castelgomberto, ma la resistenza, data la situazione generale, non può mirare ad altro scopo, che salvare l'onore delle armi.
     La notte, d'ambo le parti, non concede tregue al combattimento. Con eura sono ricuperate tutte le cartucce, le bombe a mano ed il loro impiego, con quello dell'arma bianca, dà luogo ad una lotta violenta. Il nemico, in forze numerose, a stretto contatto, investe col fuoco incessante le nostre posizioni. Il freddo rigidissimo, le mitragliatrici che non funzionano più, la mancanza di viveri e di munizioni, tutto concorre a piegare i forti difensori di M. Castelgomberto. Ma è solo a mezzogiorno del 5 che la difesa è sopraffatta. La dolorosa, ma gloriosa fine del "Cuneo" dopo una così prolungata e tenace lotta dà una chiara prova del suo valore.
     Il bollettino del Comando Supremo, addita il valoroso contegno degli alpini che rimasti isolati, sul M. Fior e su M. Castelgomberto, preferiscono, all'eventualità dell'incerto ripiegamento, il glorioso sacrificio di una difesa ad oltranza.
     Il 12 dicembre, a Maglio (Caltrano), i pochi superstiti ed elementi di alcune compagnie di marcia, ricostituiscono il battaglione che, con febbrile lavoro, con intense istruzioni va man mano riacquistando la completa efficienza.

ANNO 1918.

      Dal 12 al 14 gennaio il "Cuneo" si trasferisce ad Arsiero e di qui sale sulle posizioni del settore M. Caviogio (Cason Brusà - Quota Neutra - il Redentore). Ivi inizia subito lavori per migliorare la linea, riattando elementi difensivi esistenti e costituendone dei nuovi, aumentando e migliorando le comunicazioni sul fronte e sul tergo. Provvede, a mezzo pattuglie, alla sicurezza della fronte essendo il nemico abbastanza vicino.
     Dal 4 al 6 marzo il battaglione, destinato ad altro settore, viene gradualmente sostituito e scende a Contrada Maggiore (Rocchette) da dove prosegue per Bassano, Onè, S. Liberale. Il 12 sostituisce agli avamposti, nella regione di M. Valderoa, il "Val Camonica" riprendendo la consueta attività. Il 29 alternandosi con gli altri battaglioni del gruppo passa, nelle posizioni di terza linea di difesa, lungo il contrafforte che da Col dell'Orso si svolge in direzione sud - est su Casera Domedor.
     In tale zona, adibito a lavori, il battaglione protrae la sua permanenza fino al 13 aprile, nel qual giorno scende a Crespano per riposare. Il 28 maggio destinato in Valtellina, effettua la marcia di trasferimento per via ordinaria da Paderno a Bassano e per ferrovia, alla volta di Tirano. Giuntovi, prosegue per Tovo, ove rimane accantonato fino al 21 giugno. In tale giorno il "Cuneo" parte in ferrovia da Tirano con destinazione Vobarno e appena giuntovi prosegue per Sabbio Chiese - Darzo - Lavenone. Il 29, però è richiamato a Tirano e quindi a Ravoledo (passo del Martirolo).
     Fin quasi alla fine di agosto, il battaglione permane in tale località, ove attende a svolgere un intenso programma d'istruzioni. Solo il 25 di detto mese assume la difesa della sottozona valle Braulio, sul frote le Buse - Filone del Mot - Rese di Scorluzzo - IV Cantoniera. Con frequenti azioni di pattuglie, il battaglione mantiene in continuo allarme l'avversario; degna di rilievo è quella svolta nella notte sul 31 ottobre dal plotone arditi, il quale con azione di sorpresa attacca le piccole guardie austriache antistanti il Giogo dello Stelvio. Con rapida manovra, superando aspre difficoltà, dato il terreno abbondantemente coperto di neve, i componenti del riparto puntano sul trincerone che si svolge fra il Dreisprachenspitz e lo Scorluzzo e dopo breve lotta l'occupano. La reazione avversaria, però, non consente di conservare il possesso.
     Il 3 novembre, il "Cuneo" avanza alla riscossa, occupando M. Scorluzzo ed il Giogo dello Stelvio. Proseguendo il giorno seguente con celere marcia per la val Trafoier, occupa Trafoi, Gomagoi, Prad, Lichtenberg, Schluderus, Ejrs ove è raggiunto dall'armistizio.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 S. Ten. Dorsa Giovanni Villa di Tirano 138° Rep. Somegg. 02-06-1917
 (*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE.

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Capitano Rèan Tiburzio 15/03/17 23/08/17  
Id. Gambaro Giovanni 24/08/17 21/09/17  
Id. Garetto Mario 22/09/17 02/10/17  
Id. Gambaro Giovanni 03/10/17 05/02/17 Prigioniero. 
Ten. Col. Ponzi Riccardo 12/12/17 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1917

Dal 10 al 13 giugno (Cima della Caldiera - M. Ortigara).

Dal 19 al 29 giugno (Cima della Caldiera - M. Ortigara - Q. 2003).

Dal 22 luglio al 7 agosto (M. Colombara - Q. 1638 - M. Zebio - Q. 1727).

Dal 2 settembre al 6 novembre (M. Fiara - Q. 1705 di M. Taverle).

Dal 7 novembre al 5 dicembre (M. Castelgomberto - QQ. 1556 - 1420 - Val Gadena - Pendici M. Tondadecar - Q. 1773 di M. Castelgomberto - Selletta "Stringa").

 Anno 1918

Dal 13 gennaio al 6 marzo (Sottosettore M. Caviogio [Cason Brusà - Quota Neutra - il Redentore]).

Dal 12 marzo al 13 aprile (M. Valderoa - Col dell'Orso).

Dal 26 agosto al 4 novembre (Sottozona val Braulio [Le Buse - Filone del Mot - Le Rese di Scorluzzo - IV Cantoniera] - M. Scorluzzo - Giogo dello Stelvio - Val Trafoier - Trafoi - Gomagoi - Lichtenberg - Schluderns - Ejrs).

 Anno 1917

Dal 21 maggio al 9 giugno (Pieve Tesino - Sorgente - Prà Moline).

Dal 14 al 18 giugno (Sorgente).

Dal 30 giugno al 21 luglio (Pendici di Cima della Caldiera - Prà Campofilone).

Dall'8 agosto al 1° settembre (Prà Campofilone - M. Taverle - Il Pagarlok).

Dal 6 al 31 dicembre (Maglio).

 

 Anno 1918

Dal 1° all'11 gennaio (Maglio).

Dal 7 all'11 marzo (Contrada Maggiore - Bassano - Onè - S. Liberale).

Dal 14 aprile al 25 agosto (Crespano. Trasferimento in Valtellina: Paderno - Bassano - Tirano - Vobarno - Sabbio Chiese - Darzo - Lavenone - Tirano - Ravoledo).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1917

4

4

3

6

Id. 1918

5

7

4

27

TOTALI Mesi 9 e giorni 11 Mesi 8 e giorni 3
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1917
M. Ortigara - Q. 2003 (10 - 29 giugno)

1

2

2

74

226

20

M. Colombara - M. Zebio - M. Fiara - M. Taverle (22 luglio - 6 novembre)

/

/

/

1

2

/

Ripiegamento - M. Tondarecar - M. Badenecche - Selletta "Stringa" (7 novembre - 4 dicembre)

/

39

15

75

959

Totale anno 1917 1 4 41 90 303 979
 
1918
Sottosettore M. Caviogio (12 gennaio - 6 marzo)

/

/

/

5

29

/

M. Valderoa - Col dell'Orso (12 marzo - 13 aprile)

/

/

/

1

25

/

Sottosettore Val Braulio - M. Scorluzzo - Giogo dello Stelvio (27 agosto - 4 novembre)

1

/

3

13

15

Totale anno 1918 / 1 / 9 67 15
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1917

1

4

41

90

303

979

Id. 1918

/

1

/

9

67

15

TOTALE GENERALE 1 5 41 99 370 994


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