Fronte del Piave
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AOSTA

(41a, 42a, 43a, 87a e 103a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      All'apertura delle ostilità, il battaglione Aosta, che fin dall'agosto 1914 trovasi sulla sinistra del Natisone (gruppo alpini A), da Lombai passa il confine ed occupa il Globocak, ove si rafforza.
     Il 28 viene posto alla dipendenza del 5° bersaglieri ed il 16 giugno si trasferisce a Drezenca, destinato a rincalzare i battaglioni del gruppo B che hanno occupato q. 1270, alla testata dello Slatenik.
     Dopo un periodo di trincea sullo Za Plecam e sullo Sleme ed un breve riposo a Jezerca, l' "Aosta" sale il 14 luglio sul Vrata; il 15 passa sul Potoce per assecondare, con azione dimostrativa contro il Lemez, quella risolutiva svolta dal "Susa".
     Sceso il 28 a Jezerca e spostatosi a Drezenca, il 30 distacca due compagnie sul M. Nero alla dipendenza della brigata Liguria.
     Durante i mesi successivi compie un lungo periodo di trincea nel settore Vrsic, q. 1270, vallone Za Kraju, vallone Slatenik svolgendo, con i battaglioni Ivrea e Pinerolo, con la brigata Liguria e col 2° bersaglieri (33a divisione), brevi azioni intese ad ampliare l'occupazione del Vrsic.
     Nelle giornate del 15 agosto e dell'11 settembre, il valore degli alpini è particolarmente messo a dura prova dalle difficoltà opposte dal terreno e dal nemico.
     Il 1° ottobre, le compagnie 43a e 103a scendono dal M. Nero e si riuniscono al battaglione. Nell'ottobre e nel novembre si rinnovano gli sforzi sul Vrsic in condizioni particolarmente difficili, causa le avverse condizioni atmosferiche.
     Brevi azioni dimostrative si ripetono nella seconda quindicina di novembre ed ai primi di dicembre, l'attività bellica rallenta perchè ostacolata dalle frequenti nevicate e dall'imperversare della tormenta.

ANNO 1916.

      Dal 12 gennaio al 12 febbraio, l' "Aosta" trascorre un periodo di riposo tra Za Plecam e Ravna, impiegando le compagnie in lavori stradali e traino di artiglierie; riprenden quindi posizione sul Vrsic ove permane fino al 15 marzo (gruppo alpini A).
     Il 16 scende a Ravna e da Cividale parte, in ferrovia, per portarsi su altra fronte. Il 18 giunge a Tirano (5a divisione) ed il 22 sale sulle posizioni dello Stelvio (Le Buse, Passo dell'Ablès, Lago e Filone del Mot, II, III, IV cantoniera) dando il cambio al "Tirano".
     Nessun avvenimento degno di rilievo si ha su questo fronte.
     Il 23 aprile il battaglione perde l'87a e 103a compagnia destinate a costituire il "M. Cervino". Il 5 maggio si trasferisce dalla val Braulio in val Camonica occupando, il 10, sull'Adamello, la linea Crozzon di Fargorida, passo e Crozzon di Lares, passo di Cavento.
     Dall'11 maggio in poi, l' "Aosta" concorre con altri battaglioni alpini alle operazioni svolte sui ghiacciai dell'Adamello e dando prova di ardimento, si afferma sulla cresta del Crozzon del Diavolo; con rapido slancio s'impossessa dei passi delle Topete e di Fargorida (q. 3076) ove cattura ricco bottino di armi e munizioni.
     Il 17 attacca il costone Belvedere (q. 2421) occupandolo; nei giorni successivi si spinge sul costone di M. Stablel, sul Ciganio e sulla cresta del Crozzon del Diavolo distaccando pattuglie in fondo val di Genova.
     Il 22 maggio, sostituito dal "Val d'Intelvi", scende a Temù per trasferirsi in Trentino.
     Il 26 è ad Avio, in val Lagarina, il 27 presidia le posizioni del M. Altissimo di Nago e qui permane alcuni giorni per proteggere la testata della val di Some, apprestandola a difesa. Poichè la minaccia nemica grava verso Coni Zugna, l' "Aosta" ridiscende ad Avio, ed il 9 si porta in trincea a Malga Zugna (37a divisione) ove, in seguito all'offensiva, la nostra linea è stata arretrata di fronte a quella austriaca: Zugna Torta - Mattassone - Vallarsa. Ai violenti e persistenti bombardamenti, l'avversario fa seguire ripetuti attacchi i quali cozzano contro la nostra salda difesa. Il 15 giugno, gli Austriaci muovono decisamente su Zugna Torta ma vengono respinti con gravi perdite; il 26 l' "Aosta" occupa il cocuzzolo est del Mattassone e nello stesso giorno sferra l'attacco al trincerone di Zugna Torta disperdendo i difensori e catturando diverso materiale bellico. Verso sera il nemico, favorito dalla nebbia, contrattacca ma è nettamente respinto. Nei giorni successivi viene ampliata la nostra occupazione verso il Mattassone; il battaglione, pur sottoposto a continuo tiro d'artiglieria, che gli infligge altre perdite, si prodiga nel rafforzamento delle difese. Il 10 luglio, rilevato dal "Val d'Adige", scende a Pilcante, a riposo; il 17 si trasferisce in Valtellina e più precisamente in val Forcola, alla dipendenza del comando sottosettore Valtellina (5a divisione). Accantonato tra Grasso di Solena e le Fornelle, attende per circa un mese al riordinamento dei riparti.
     Il 19 agosto si trasferisce a Schio, il 24 nei pressi di val d'Agno e per il passo di Campogrosso raggiunge Pian delle Fugazze. Sale quindi a Malga Val di Fieno, ove permane alcuni giorni intento a riattare strade ed a svolgere varie istruzioni; la 41a compagnia viene inviata verso il costone di Lora per eseguirvi lavori di rafforzamento e di approccio.
     Nella notte sul 10 settembre tutto il battaglione muove verso il predetto costone; l'alba lo trova già ammassato in località "Imbuto", dovendo operare col "Vicenza" sulla sinistra del 6° gruppo alpini, contro il "Panettone basso". Esso è inquadrato nell'azione generale che ha per obiettivo lo sfondamento della linea nemica sul Pasubio, ove è necessario migliorare la nostra sistemazione difensiva.
     L'attacco ha luogo nel pomeriggio del 10; il plotone esploratori e le tre compagnie che costituiscono le tre successive ondate d'attacco, si lanciano decisamente verso l'obiettivo, ma i robusti ed intatti reticolati, che soltanto pochi nuclei riescono a sorpassare, la violenta reazione avversaria, la situazione immutata sulle fronti degli altri riparti, determanano il ripiegamento dell' "Aosta" sulla linea di partenza ove si sistema a difesa. Il 12, causa le perdite sofferte (11 ufficiali e 342 uomini di truppa), scende a Malga Val di Fieno e quindi a Ponte Verde per riorganizzarsi.
     Il 6 ottobre è nuovamente sul Pasubio alla dipendenza della brigata Liguria; il 9, tre plotoni, in unione ad altri riparti, compiono un ardito sbalzo verso il cocuzzolo orientale del "Dente austriaco" denominato "Cocuzzolo del Diavolo", allo scopo di piazzare, alla vicina q. 2052, cannoni da montagna e battere con essi il rovescio delle sovrastanti trincee nemiche. L'operazione riesce ma, causa le gravi perdite, i superstiti nella notte vengono ritirati.
     Il 10 tutto il battaglione si sposta ad occidente del Pasubio (Panettoni medio e basso - costone di Lora) e, nello stesso giorno, la 41a compagnia occupa, con decisa avanzata, la q. 1985, mentre le altre due accompagnano l'azione progredendo verso i Sogi. Sono catturati complessivamente 191 prigionieri.
     Nella giornata dell'11 le posizioni conquistate vengono rafforzate; nella notte seguente l' "Aosta" si ammassa sotto i roccioni del "Dente Lancia" da dove, al mattino del 12, la 42a compagnia sferra di sorpresa un ardito attacco contro in selletta tra la Casermetta ed il "Dente austriaco". Dopo un accanito combattimento corpo a corpo, per effetto del vivo fuoco delle mitragliatrici, è costretto a ripiegare.
     Il battaglione presidia le trincee dei "Panettoni" sino al 15 ottobre nel qual giorno, sostituito dal "Val Maira", si porta sul rovescio del Palom, verso il Soglio dell'Incudine.
     Il 17 attacca il "Dente austriaco" sul quale riesce ad affermarsi con ardito sbalzo, nonostante le aspre difficoltà del terreno e la tenace reazione avversaria, che si manifesta con ripetuti e sanguinosi contrattacchi, respinti brillantemente durante la stessa giornata ed in quella del 18.
     Nella notte sul 19, però, il nemico attacca in forze su tutta la fronte e, dopo aspra lotta, obbliga le nostre truppe a retrocedere. Nuove gravi perdite si aggiungono, così, a quelle sofferte nei giorni scorsi (14 ufficiali e 598 gregari), di conseguenza, nella notte del 21, il battaglione viene ritirato dalla prima linea e fatto scendere a Ponte Verde per ricostituirsi.
     Per le prove di valore esso viene decorato con la medaglia d'argento.
     Il 30 ottobre l' "Aosta" torna a presidio delle difese avanzate del Pasubio sulle quali effettua importanti lavori di difesa.
     Tra il 25 e il 26 novembre si trasferisce a Novale ove permane per oltre un mese; il 29 dicembre fa ritorno sull'Alpe Cosmagnon, alla dipendenza del 6° gruppo alpini. 

ANNO 1917.

      Fino al 13 febbraio il battaglione presidia la consueta fronte sulla quale sopporta serenamente i disagi della stagione invernale.
     Rilevato dal I/157° fanteria, si porta a Malga dei Busi, adibito a lavori vari, quindi, il 5 marzo, in val d'Agno, a Montecchio Maggiore ove fruisce di adeguato riposo fino al 26 aprile. In tal giorno l' "Aosta", destinato ad operare sull'Isonzo, parte in ferrovia giungendo la mattina a Cividale. Risale la val Judrio ed accampa a Miscek; il 15 maggio è a Slapnico (Zona Gorizia) ed all'alba del 17, passato l'Isonzo a Plava, si ammassa a Zagomila, pronto ad entrare in azione.
     Il 18 si sposta verso Casa del Pastore da dove, unitamente al "Levanna", muove alla conquista del Vodice (q. 652). Con mirabile valore, superando le aspre difficoltà di terreno e l'accanita resistenza nemica, l' "Aosta" si afferma sull'obiettivo respingendo i ripetuti contrattacchi.
     Sottoposto a violento fuoco d'artiglieria, resiste a prezzo di gravi sacrifici. Il 20, passa in rincalzo sulle pendici del Vodice, ed il 21 torna ai precedenti accantonamenti di Slapnico, attendendo al suo riordinamento. Le perdite ammontano a 18 ufficiali e 384 uomini di truppa.
     Il 10 giugno, sempre alla dipendenza del 6° gruppo, ritorna in val d'Agno, presso Recoaro; ivi, con l'arrivo di complementi e di nuovi quadri, si rimette in efficienza.
     L'8 luglio l' "Aosta" è di nuovo sull'Alpe Cosmagnon a presidio della q. 1985 e del "Panettone basso". Vi trascorre il resto dell'anno, senza che si abbiano a verificare avvenimenti degni di rilievo. I riparti attendono a consolidare la linea sulla quale è mantenuta una attiva vigilanza.

ANNO 1918.

      Il 3 aprile il battaglione, che dal 25 gennaio al 9 marzo ha fruito di un turno di riposo a S. Quirico, scende a Recoaro.
     Dal 20 giugno al 15 agosto accampa a Malga dei Busi da dove distacca i suoi riparti sui Sogli Rossi e sul M. Corno di Vallarsa per lavori difensivi e stradali; ridiscende quindi in val d'Agno, a Fracassi. Il 1° ottobre raggiunge Recoaro (80a divisione); il 14 si trasferisce a Montevecchio Precalcino ed in autocarri, a Paderno d'Asolo. Da Piè del Colle, dove è giunto il 20, sale, il 23, sul M. Grappa ammassandosi a Croce dei Lebi, pronto ad entrare in azione nell'imminenza della battaglia di Vittorio Veneto.
     Al mattino del 24, mentre la 47a divisione combatte strenuamente sul Valderoa e sui Solaroli, la divisione, per il vallone delle Mure, si avvicina alla linea di fuoco per procedere all'occupzione di M. Fontana Secca e delle sue propaggini.
     L' "Aosta", alla testa dell'VIII raggruppamento alpini, giunge a Col dell'Orso mentre su di questo si rovescia un violento fuoco d'artiglieria. Nella notte ha ordine di abbandonare questa posizione, di scendere nel vallone delle Mure e, per Cason del Sol, risalire a Malga Solarolo.
     Il percorso, completamente scoperto e battuto dall'artiglieria, viene eseguito nelle prime ore della notte; l'oscurità e la pioggia ne aumentano le difficoltà.
     Alle 22 il battaglione giunto a Malga Solarolo, dopo aver subito altre perdite, è posto in rincalzo della linea difensiva Solaroli - Valderoa.
     Il 25 la 42a compagnia, destinata a cooperare col "Levanna", sostiene ripetuti, violenti contrattacchi sulla selletta del Valderoa ove subisce il "Levanna" e la 42a compagnia sulla linea di fuoco, ove nella notte e durante tutta la giornata del 26 l'"Aosta", prodigandosi in numerosi atti di valore, sostiene una lotta violenta ed accanita.
     Ridotto a pochi superstiti non cede, ed ai ripetuti attacchi nemici oppone a sua tenacia ed il suo indomito valore.
     Nella giornata del 27 i resti del battaglione combattono ancora sulle contrastate posizioni, ma alfine vengono fatti ripiegare in seconda linea a M. Pallone per riordinarsi. Le perdite ammontano a 21 ufficiali e 649 uomini di truppa. Il 31 ottobre, seguendo l'avanzara delle nostre truppe si trasferisce sulle pendici di M. Medata, il 3 novembre, per M. Fontana Secca, si porta in valle dello Stizzone, oltrepassato Feltre, raggiunge Mugnai, ove trovasi alla cessazione delle ostilità.
     Per il valore dimostrato sul Vodice e per l'eroico contegno tenuto durante la battaglia di Vittorio Veneto, l' "Aosta" viene decorato con la medaglia d'oro.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D'ORO.

      “Il battaglione Aosta, superando accanita resistenza nemica ed aspre difficoltà di terreno organizzato a difesa, ascese sanguinosomante le rupi del Vodice impadronendosi con altro reparto, della q. 652 sulla quale, con sovrumana tenacia, resistette, senza cedere un palmo di terreno, a terrificante bombardamento, a ripetuti contrattacchi, a difficoltà inenarrabili (Vodice, 18 - 21 maggio 1917).
     Nella battaglia della finale riscossa, rinnovando ancora una volta l'esempio di eroico valore, di spirito di sacrificio, di serena fermezza degli alpini d'Itali, consacrava alla vittoria ed alla gloria della Patria il fiore dei suoi alpini che, decimati ma non domi, intrepidamente pugnavano e cadevano al grido, rintronante fra il fragore delle armi: Ch'a cousta l'on ch'a cousta, viva l'Aousta! (M. Solarolo, 25 - 27 ottobre 1918)".

(Boll. Uff., anno 1922, disp. 68).


MEDAGLIA D'ARGENTO.

      “Animato da ardente entusiasmo, il battaglione Aosta faceva serenamente olocausto del sangue de' suoi migliori soldati, attaccando con meravigliosa audacia formidabili trinceramenti nemici, sui quali resisteva a un violentissimo contrattacco per oltre un'ora, ridotto di numero, ma ringagliardito nella fede (Alpe di Cosmagnon, 10 settembre 1916). Riconfermava le sue magnifiche qualità militari in una successiva azione, conquistando e mantenendo formidabili posizioni (Alpe di Cosmagnon 9 - 12 ottobre 1916). Nella stessa azione si distingueva per superbo valore il battagline Val Toce".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 47).

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Capitano Beltricco Aldo S. Damiano di Macra Coston di Lora 10-09-1916
2 Id. Mattieu Samuele Pinerolo M. Solarolo 26-10-1918
3 Id. *Missio Camillo Genova Osp. Verona 01-08-1916
4 Tenente Alliod Luigi Agaro M. Solarolo 26-10-1918
5 Id. Cucco Mario Biella M. Solarolo 27-10-1918
6 Id. Del Monte Giuseppe (cappellano) Bricherasio Coni Zugna 30-06-1916
7 Id. Fantozzi Alessandro Aosta Dente del Pasubio 17-10-1916 
8 Id. Lucini Camillo Asso M. Vodice 18-05-1917
9 Id. Maquinaz Francesco Valtournanche M. Solarolo 26-10-1918
10 Id. Mongini Pietro Castelletto Coston di Lora 10-09-1916
11 Id. Urli Ferdinando Steierdorf M. Pasubio 19-10-1916
12 S. Ten. Atzori Efisio Cagliari Coston di Lora 10-09-1916 
13 Id. Calderoni Antonio Faenza Coston di Lora 10-09-1916
14 Id. Canziani Umberto Gorlate M. Vrsic 20-10-1915
15 Id. Cancano Guido Gavirate Malga Zugna 26-06-1916
16 Id. Castiglione Enrico Varese M. Vodice 18-05-1917
17 Id. Cioja Francesco Milano Coston di Lora 10-09-1916
18 Id. *Corsini Edippo Imperia Osp. Brescia 24-10-1916
19 S. Ten. Crolla Roderico Mosso Sa. Maria M. Solarolo 26-10-1918
20 Id. Fantino Antonio Torino M. Vodice 18-05-1917
21 Id. Ferrerio Silvio (disperso) Aquila M. Nero 13-09-1915
22 Id. Morzenti Riccardo S. Angelo M. Vodice 18-05-1917
23 Id. Novara Secondino Settime M. Solarolo 26-10-1918
24 Id. Orio Guido Lecco M. Pasubio 19-10-1916
25 S. Ten. Zerboglio Vincenzo Pisa M. Solarolo 24-10-1918 
26 Id. Ziluca Guido Roma M. Potoce 21-07-1915
27 Aspirante Giana Erminio Milano Malga Zugna 26-06-1916

Ufficiali morti per malattia.

1 Capitano Rossi Arturo (medico) Genova Regione Pasubio 05-09-1917
2 S. Ten. Nigra Giuseppe Sartirana Osp. d. C. 99 21-04-1917
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE.

Capitano BELTRICCO ALDO, da S. Damiano di Macra (Cuneo):

     "Con indomito coraggio, in testa alla propria compagnia, sotto un fuoco violentissimo di mitragliatrici ed artiglierie nemiche, si portava presso le trincee avversarie. Magnifico esempio di eroismo, al grido di "Savoia!", si slanciava per ben tre volte successive, con i propri uomini all'assalto, e, raggiunto il reticolato, si apriva un varco; quindi si spingeva, con pochi superstiti, sul ciglio della trincea avversaria, ove, colpito a morte, perdeva gloriosamente la vita. - Coston di Lora (Monte Pasubio), 10 settembre 1916".

(Boll. Uff., anno 1917, Disp. 3)

Tenente URLI FERDINANDO, da Steierdorf (Austria):

     "A capo di un esiguo manipolo di volontari, con mirabile ardimento, si slanciava per primo nelle trincee nemiche, fugandone il presidio e cattueandovi un numero di avversari cinque volte superiore a quello dei suoi soldati. Per trentasei ore dava continua, fulgida prova di coraggio, opponendo ostinata resistenza ai sempre più violenti attacchi nemici. Circondato dall'avversario, si rifiutava di arrendersi, seguitando con pochi suoi superstiti a battersi con bombe a mano e colla baionetta, finchè, sopraffatto dal numero degli assalitori e colpito a morte, cadde eroicamente sul campo. - Dente del Pasubio, 17 - 19 ottobre 1916".

(Boll. Uff., anno 1922, Disp. 2)

Sottotenente ZERBOGLIO VINCENZO, da Pisa:

     "Fulgido esempio di coraggio e di fermezza, in sanguinosi combattimenti, si distingueva con atti di altissimo valore. Con pochi soldati, affrontava, in accanita lotta, un numero di nemici più volte superiore. Ferito una prima volta da una pallottola che gli traforava una spalla, rimaneva fra i suoi, e poichè gli avversari avuti rinforzi, violentemente contrattaccavano, balzava dalla trincea e, trascinandosi dietro i suoi soldati, ricacciava i nemici, infliggendo loro gravi perdite. Ferito nuovamente ad una coscia, non voleva assolutamente abbandonare il reparto. Rimasto nelle linee, in una nuova repentina e furiosa ripresa di combattimento, esaltava i suoi uomini con grida di entusiasmo, contenendo prima l'urto degli avversari e ricacciandoli poi, finchè, colpito in fronte, gloriosamente cadeva, spirando col grido di "Viva l'Italia". - Monte Solarolo, 24 ottobre 1918".

(Boll. Uff., anno 1919, Disp. 73)

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE.

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Dalmazzo Carlo 24/05/15 01/11/15  
Id. Testa Fochi Ernesto 15/11/15 26/06/16 Ferito.
Capitano Favaro Firminio 26/06/16 22/07/16  
Id. Bellocchio Giuseppe 23/07/16 03/08/16  
Maggiore Testa Fochi Ernesto 04/08/16 10/09/16 Ferito.
Capitano Bellocchi Giuseppe 10/09/16 16/09/16  
Id. Bollea Carlo 17/06/16 06/10/16  
Ten. Col. Testa Fochi Ernesto 07/10/16 09/05/17  
Capitano Gabriolo Silvio 10/05/17 18/05/17 Ferito. 
Id. Picco Vincenzo 23/05/17 28/05/17  
Maggiore Altina Enrico 29/05/17 03/09/17  
Id. Vecchi Gregorio 04/09/17 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 27 luglio (Zona dell'Isonzo - Globocak - Zona del M. Nero - Za Plecam - Sleme - M. Vrata - M. Potoce).

Dal 13 agosto al 31 dicembre (M. Vrata - M. Vrsic - Q. 1270 - Vallone Za Kraju - Vallone Slatenik
).

 Anno 1916

Dal 1° all'11 gennaio (M. Vrsic - Vallone Za Kraju - Vallone Slatenik).

Dal 13 febbraio al 15 marzo (M. Vrsic).

Dal 22 marzo al 4 maggio (Zona dello Stelvio [Le Buse - Passo dell'Ablès - Lago del Mot - Filone del Mot - II, III e IV cantoniera]).

Dal 10 al 22 maggio (Zona dell'Adamello [Crozzon di Fargorida - Passo di Lares - Crozzon di Lares - Passo di Cavento - Crozzon del Diavolo - Passi delle Topete e di Fargorida - Costone di M. Stablel - M. Ciganio - Val di Genova]).

Dal 27 maggio al 10 luglio (M. Altissimo di Nago - Val di Some - Coni Zugna - Malga Zugna - Cocuzzolo est del Mattassone - Zugna Torta).

Dal 10 al 12 settembre (Alpe Cosmagnon - Zona di M. Pasubio - Azione contro il costone di Lora - Panettone basso).

Dal 6 al 21 ottobre (M. Pasubio: Palom - Cocuzzolo del Diavolo - Panettoni medio e basso - Dente austriaco).

Dal 30 ottobre al 24 novembre (Alpe Cosmagnon - Zona del Pasubio).

Dal 29 al 31 dicembre (Alpe Cosmagnon - Zona del Pasubio).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 13 febbraio (Alpe Cosmagnon - Zona del Pasubio). 

Dal 17 al 20 maggio (Zagomila - M. Vodice - Q. 652 - Casa del Pastore).

Dall'8 luglio
al 31 dicembre (Zona di M. Pasubio - Q. 1985 - Panettone basso]).

 Anno 1918

Dal 1° al 24 gennaio (Zona del M. Pasubio).
 
Dal 10 marzo al 3 aprile (Zona del M. Pasubio).

Dal 23 ottobre al 4 novembre (Battaglia di Vittorio Veneto: M. Grappa - Col dell'Orso - Vallone delle Mure - Cason del Sol - Malga Solarolo - Selletta del Valderoa - M. Medata - Valle dello Stizzone - Feltre - Mugnai).

 Anno 1915

 Dal 28 luglio al 12 agosto (Jezerca - Drezenca). 







 Anno 1916

Dal 12 gennaio al 12 febbraio (Za Plecam - Ravna).

Dal 16 al 21 marzo (Ravna. Trasferimento in Valtellina: Cividale - Tirano).

Dal 5 al 9 maggio (Trasferimento in val Camonica).

Dal 23 al 26 maggio (Temù. Trasferimento sul Trentino; Avio).

Dall'11 luglio al 9 settembre (Pilcante. Trasferimento in Valtellina: Val Forcola - Grasso di Solena - Dosso della Baita - Ponte di Solena - Le Fornelle. Trasferimento: Schio - Recoaro - Pian delle Fugazze - Malga Val di Fieno).

Dal 13 settembre al 5 ottobre (Ponte Verde).

Dal 22 al 29 ottobre (Ponte Verde).

Dal 25 novembre al 28 dicembre (Novale).














 Anno 1917

Dal 14 febbraio al 16 maggio (Malga dei Busi - Montecchio Maggiore. Trasferimento sull'Isonzo: Cividale - Val Judrio - Miscek - Slapnico).

Dal 21 maggio al 7 luglio (Slapnico. Trasferimento in Val d'Agno - Recoaro).



 Anno 1918

Dal 25 gennaio al 9 marzo (S. Quirico).

Dal 4 aprile al 22 ottobre (Recoaro - Malga dei Busi - Sogli Rossi - Corno di Vallarsa - Fracassi - Recoaro - Montecchio Precalcino - Paderno d'Asolo - Piè del Colle).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

6

22

/

16

Id. 1916

6

12

5

18

Id. 1917

7

8

4

22

Id. 1918

1

29

8

5

TOTALI Mesi 22 e giorni 11 Mesi 19 e giorni 1
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Zona dell'Isonzo - Globocak - Zona del M. Nero - M. Vrata - M. Vrsic - Q. 1270 (24 maggio - 31 dicembre)

3

7

1

50

224

18

Totale anno 1915 3 7 1 50 224 18
 
1916
M. Vrsic (1° gennaio - 15 marzo)

/

/

/

/

7

/

Zona dello Stelvio (22 marzo - 4 maggio)

/

/

/

/

2

/

Zona dell'Adamello (10 - 22 maggio)

/

1

/

/

3

/

Offensiva sull'altopiano dei Sette Comuni: Coni Zugna - Zugna Torta - Malga Zugna (27 maggio - 10 luglio)

3

6

/

26

100

2

Alpe Cosmagnon - Zona del Pasubio (10 settembre - 31 dicembre)

8

17

7

67

817

232

Totale anno 1916 11 24 7 93 929 234
 
1917
Zona del Pasubio (1° gennaio - 13 febbraio)

/

/

/

2

4

/

M. Vodice (17 - 20 maggio)

4

15

/

34

280

70

Zona del Pasubio (8 luglio - 31 dicembre)

/

2

/

7

30

6

Totale anno 1917 4 17 / 43 314 76
 
1918
Zona del Pasubio (1° gennaio - 3 aprile)

/

/

/

/

5

/

Battaglia di Vittorio Veneto (23 ottobre - 4 novembre)

7

13

/

122

519

8

Totale anno 1918 7 13 / 122 524 8
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

3

7

1

50

224

18

Id. 1916

11

24

7

93

929

234

Id. 1917

4

17

/

43

314

76

Id. 1918

7

13

/

122

524

8

TOTALE GENERALE 25 61 8 308 1991 336


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