Fronte del Piave
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EDOLO

(50a, 51a, 52a, 90a e 105a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      Dislocato nell'alta val Camonica, a nord del passo del Tonale e sul versante occidentale delle valli Daone e di Fumo, il battaglione, all'inizio delle ostilità, assume la seguente dislocazione: compagnie 51a e 90a in regione passo di Campo (val Daone), 105a al passo del Tonale col "Morbegno", 50a e 52a col comando di battaglione in regione Montozzo (linea Punta Montozzo - Punta d'Albiolo).
     Il 9 giugno, svolgendosi un'operazione ai laghi di Presena, riparti della 50a e della 52a si spingono arditamente sulle creste ghiacciate del Redival e dei Cacaoli.
     Il 16, la 50a, la 52a e la 105a compagnia occupano le linee dalla Punta di Ercavallo al M. Tonale; l'8 luglio la 51a e la 90a quelle dal M. Re di Castello al M. Listino, collegandosi con la 6a divisione e sbarrando gli accessi alla val Camonica, mentre nostre pattuglie si spingono sino agli abitati.
     Il 6 agosto riparti del battaglione, con brillante azione, s'impossessano alla baionetta della q. 2828, sulla cresta del Cacaoli, disperdendo il presidio avversario e facendo rilevante bottino. Qualche giorno dopo, le compagnie 51a e 90a, alle quali si uniscono la 105a ed il comando di battaglione, occupano la linea M. Adamello - Corno dell'Adamé - passo della Monoccola (M. Listino) mentre la 50a e la 52a, rimaste a nord del passo del Tonale, costituiscono un distaccamento denominato "Montozzo".
     Il 21 dello stesso mese, la 50a compagnia compie progressi verso il "Torrione", sulla cresta passo di Albiolo (q. 2980) - Redival (q. 2973) ed il 25 si spinge su quella del Tonale (orientale) sino a q. 2770; a notte però l'abbandona in considerazione delle difficoltà che presenterebbe il movimento per i rifornimenti sulle vie d'accesso.
     Nella giornata precedente, intanto, la 52a, che era scesa a Sozzine, manovrando abilmente in regione Presena, unitamente all'ardita "centuria Val Camonica", aveva scalato la q. 3160 obbligando il nemico a sgombrare il passo di Lago Scuro ed a ritirarsi sulla Cima Presena.
     Durante l'ottobre sono degni di nota i tentativi svolti il 16 ed il 18 dalle compagnie 50a e 52a sull'Albiolo, ove per ben tre volte gli alpini, con cordate, sviluppano attacchi contro un posto avanzato nemico.
     La 105a è intanto assegnata al settore Valtellina ed il 21 il comando di battaglione si trasferisce in regione Montozzo da dove le compagnie 50a e 52a scendono a Sozzine. Risalgono il 28 in regione Monticello, in rincalzo all' "Intelvi" impegnato in operazioni; i due riparti però non sono impiegati.
     Con la sistemazione invernale del settore, il battaglione viene ad assumere la seguente dislocazione: le compagnie 51a e 90a in regione Adamé - passo di Campo; la 50a nella zona Castellaccio - Lago Scuro; la 52a in regione Montozzo con un plotone all'Albiolo; la 105a infine alla I cantoniera dello Stelvio (settore Valtellina). Durante gli ultimi giorni dell'anno cadono numerose valanghe interrompendo le vie di comunicazione e travolgendo di frequentare le colonne addette al rifornimento delle prime linee.

ANNO 1916.

      Sino all'aprile la neve e la tormenta rendono oltremodo disagiate le condizioni di vita dei riparti, soggetti a perdite per effetto delle numerose valanghe e costretti a rudi fatiche per tenere in efficienza le linee avanzate. Ciò nonostante, pattuglie di skiatori si spingono in ricognizione verso le posizioni nemiche, fin quando hanno inizio le operazioni di assestamento sull'Adamello con la partecipazione dei nuclei dell' "Edolo". Ai primi di aprile le compagnie 90a e 105a passano a far parte del battaglione Adamello, il giorno 12 il plotone skiatori, insieme a riparti autonomi della stessa specialità, dal passo di Brizio, attraversando la vedretta del Mandrone, attaccano e s'impadroniscono della linea nemica: passo della Lobbia bassa - Lobbia alta (oltre i 3000 metri di altitudine) catturando prigionieri e mitragliatrici. Nelle giornate del 28, 29, 30 con ardite pattuglie l' "Edolo" tiene impegnato l'avversario che viene attaccato a sud (Crozzon di Fargorida - Corno di Cavento) da altri battaglioni.
     Il 2 maggio il nemico attacca di sorpresa le posizioni del Castellaccio. All'alba, le vedette di estrema sinistra avvistano gruppi in bianche vesti, che, attraversato uno dei canaloni, tentano la scalata della posizione. All'allarme il distaccamento del Castellaccio prende prontamente le armi e le guardie vengono rinforzate, mentre un forte bombardamento si abbatte su trincee e camminamenti.
     Un nucleo avversario di circa un centinaio di uomini riesce a collocarsi in angolo morto sotto la bocchetta di Casamadre, mentre un altro, armato di mitragliatrici, gira a sud del dente più meridionale della bocchetta e giunge sulla linea di cresta Punta di Castellaccio - Punta di Lago Scuro presso una bocchetta intermedia detta dei "Gendarmi".
     Il comando dell' "Edolo", notato quest'ultimo nucleo, da Punta di Lago Scuro invia un plotone della 50a che, giunto inosservato a pochi metri dalla trincea avversaria, sorprende i difensori inducendo i gruppi avversari a ripiegare sulle posizioni di partenza.
     Salvo alcune azioni di pattuglie, svolte nel maggio, non si hanno altri avvenimenti fino all'ottobre; la 51a compagnia continua ad essere dislocata nella regione passo di Campo (sottozona val di Fumo), mentre le altre due compagnie si alternano sulle posizioni di Castellaccio e Lago Scuro.
     Nell'ottobre cadono copiose e frequenti nevicate e numerose sono le vittime delle valanghe; il 27 un drappello della 50a, discendendo dal passo del Lago Ghiacciato, viene travolto al completo; nel novembre un altro nucleo del battaglione subisce la stessa sorte.
     Il 27 dicembre il "Val d'Intelvi" sostituisce l' "Edolo" e le due compagnie 50a e 52a, unitamente al comando di battaglione, scendono a riposo a Sozzine.

ANNO 1917.

      Il 27 gennaio i riparti salgono nuovamente in trincea dislocandosi sulla regione Castellaccio - Lago Scuro. Elementi scelti della 50a e della 52a, il 20 febbraio, tentano di sorprendere il presidio nemico di q. 2468 delle Marocche occidentali, ma sono respinti.
     Dopo aver trascorsi altri due periodi di riposo a Sozzine (4 marzo - 14 aprile, 20 maggio - 25 giugno), il 26 giugno il battaglione è sulle stesse posizioni, alternando i suoi riparti nelle prime linee.
     Durante la notte sul 20 settembre, avendo nostre pattuglie riferito di aver udito rumori nei canaloni antistanti alle nostre linee, vien dato l'allarme e le trincee vengono immediatamente presidiate. Una prima ondata nemica, giunta sotto ai nostri reticolati, è accolta da nutrito fuoco di fucileria e di mitragliatrici, sopraggiunta una seconda ondata più densa dell'altra, tutte le Marocche basse sono investite, e due dei nostri posti travolti, nonostante la tenace resistenza dei difensori. Il riparto arditi del battaglione, passato però al contrattacco riesce con slancio a respingere l'assalitore.
     Il mattino stesso la situazione è completamente ristabilita.
     La 51a compagnia, distaccata dal battaglione nella sottozona di val di Fumo, permane tutto l'anno in linea nelle posizioni fra M. Re di Castello e M. Listino senza partecipare ad azioni di rilievo, mentre gli altri riparti del battaglione si mantengono a difesa delle linee accennate.

ANNO 1918.

      L' "Edolo" continua a presidiare la linea Castellaccio - Lago Scuro con le compagnie 50a e 52a alle quali il 14 marzo si riunisce la 51a. Il 5 aprile i riparti scendono a riposo a Sozzine e vi rimangono fino alla sera del 24 maggio, quando sono nuovamente chiamati in linea per partecipare ad un'iniziata operazione contro il Monticello, dalle cui sommità il nemico domina la val Camonica fino a Vezza d'Oglio, esercitando continua minaccia sulle nostre difese della Sella del Tonale.
     Il 25, gli arditi del battaglione e del "M. Mandrone" scalano audacemente la q. 3052 e nella notte sul 26 le tre compagnie, dalla bocchetta "Gendarmi", muovono sulle tre ridotte che difendono la conca Presena; il III riparto d'assalto punta intanto su passo del Paradiso.
     Il movimento iniziale sfugge alla vigilanza del nemico ed i nostri giungono nella conca completamente indisturbati; ciò non dura però a lungo, poichè, ai primi colpi delle vedette, segue un fuoco incrociato e vivissimo di mitragliatrici e di fucileria senza peraltro arrestare l'avanzata.
     La prima ridotta cade innanzi all'urto della 52a e del plotone arditi del "Val d'Intelvi"; pochi momenti dopo la seconda ridotta cede sotto l'impeto della 51a e degli arditi del "M. Granero", che oltreppasano le linee retrostanti alle ridotte riuscendo ad impadronirsi di alcuni cannoni nemici.
     La 50a, al di là di ogni obiettivo prefissole, conquista intanto altre due piccole ridotte mentre il III riparto d'assalto, giunto a passo del Paradiso, isola la q. 2863 che resiste e poscia si porta sotto la q. 2582. L'avversario è costretto ad abbandonare anche la q. 2921 che viene subito occupata da una compagnia di altro battaglione.
     Raggiunti così i propri obiettivi, gli alpini procedono ancora verso la cresta del Monticello; la 52a raggiunge la baita omonima e il III° riparto d'assalto tenta la conquista della q. 2609.
     All'alba del 27 l'avversario, informato della debolezza delle forze attaccanti, aumenta d'intesità nella reazione.
     Le quote dei costoni del Monticello, irte di mitragliatrici, impediscono ogni ulteriore avanzata; la 52a è costretta a ripiegare ed il III riparto, decimato dal fuoco proveniente dalle quote 2863 e 2609, deve abbandonare la q. 2582. I riparti, arrestatisi in prossimità di quelle, stanno ancora rovesciando le trincee conquistate, quando il comando del IV raggruppamento ordina di procedere ancora verso la cresta del Monticello. Si riprende l'azione: il III riparto s'impadronisce della q. 2863 mentre gli altri riparti muovono veloci verso le altre difficoltà a percorrersi anche in tempi normali, cade in nostro possesso, due ore dopo anche la q. 2545 è presa e gli attaccanti procedono verso la q. 2432. Alcuni uomini della 52a riescono a giungervi, ma, non seguiti da rincalzi, debbono abbandonarla. I tentativi sono ripetuti invano durante la notte dalla 51a ed il giorno 28 dalla 50a.
     Il 29 tutto il battaglione scende a riposo a Sozzine.
     Dal 26 giugno al 20 agosto, l' "Edolo" presidia le posizioni di conca Presena, respingendo, il 14 giugno, un attacco nemico a q. 2558 e concorrendo il 13 agosto, con il plotone arditi, all'azione svolta dal IV raggruppamento alla testata di val Presena.
     Dopo un'altro periodo di riposo a Sozzine (21 agosto - 24 settembre), il battaglione si porta nuovamente in trincea sulla linea Monticello - conca di Presena.
     Durante la battaglia di Vittorio Veneto svolge in un primo tempo azione di pattuglie, quindi il 2 si ammassa al Castellaccio ed il 3 novembre, passando per Baito Monticello e superando le prime linee del nemico che si arrende, scende in val di Sole e di Fucine ove si ricongiunge agli altri battaglioni del 19° gruppo (IV raggruppamento). Procede poi su Malè ove trovasi al cessare delle ostilità.

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1098 (27 maggio 1918, ore 13).

     “Nella regione del Tonale i nostri alpini, combattendo in mezzo a difficoltà di terreno reso asprissimo dai ghiacci e dall'accanita resistenza nemica, hanno consacrato con la vittoria l'alba del quart'anno della nostra guerra: l'operazione, iniziata il giorno 25, è proseguita ininterrottamente nella notte sul 26 e nella giornata di ieri. La cima dello Zigolon (3040 m.) col sottostante costone delle Marocche; la cima Presena (3069 m.), quattro volte attaccata con estrema bravura; la conca dei laghi di Presena; il Passo del Monticello (2550 m.) ed il costone ad oriente di esso vennero strappati al nemico e sono in nostro possesso.     Le nostre truppe mostrano tutte grande ardimento e valore: meritano speciale menzione il III riparto d'assalto ed i battaglioni alpini Cavento, Edolo e Mandrone.
     Le perdite inflitte all'avversario sono gravi; l'ammirevole cooperazione delle artiglierie e lo slancio dell'attacco hanno reso assai lievi quelle subite da noi.
     Vennero finora contati 870 prigionieri tra i quali 14 ufficiali, 12 cannoni, 14 bombarde e mortai da trincea, 25 mitragliatrici, molte centinaia di fucili. Abbondanti materiali d'ogni genere sono rimasti nelle nostre mani.
     In Vallarsa, nella notte sul 26, l'avversario attaccò a fondo per ben due volte le nostre posizioni di M. Corno. Il presidio, sostenuto dall'artiglieria, inflisse all'assalitore numerose perdite; passato poscia al contrattacco lo mise in fuga.
     In val Posina e sulle pendici meridionali del Sasso Rosso si ebbero azioni di pattuglie con esito a noi favorevole.
     Sul resto della fronte le artiglierie svolsero consuete azioni di fuoco più intense lungo il Piave tra Fagarè ed Intestadura.
     L'attività aerea venne parzialmente limitata dal mal tempo. Otto velivoli nemici sono stati abbattuti".

                                                                                                                                    Generale DIAZ.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Tenente Paribelli Francesco Chiavena P.ta d'Albiolo 25-08-1915
2 S. Ten. Begey Elia Ernesto Torino 5a Sez. Sanità 29-04-1916
3 Id. Bozzani Giuseppe Garlasco Passo di Campo 08-03-1916
4 Id. Camicioli Martino Ceva Castellaccio 21-11-1916
5 Id. Castelli Angelo Vicenza Castellaccio 25-04-1916
6 Id. Compiani Giuseppe Milano Costone Casamadre 02-07-1916
7 Id. Ferrari Angelo Milano Q. 2432, Monticello 28-05-1918 
8 Id. Galli Mario Bovisio Passo di Campo 18-12-1915
9 Id. Locatelli Carlo Bergamo Osp. d. C. 172 26-05-1918
10 Id. Mazzotti Alessandro Roma Ponte Lago Scuro 13-01-1918
11 Id. Tadini Domenico Milano Castellaccio 10-03-1916
12 Aspir. Dettino Giuseppe Piovene Passo di Campo 18-12-1915 
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del riepilogo.
 

  MILITARI DECORATI CON L'ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

CALMA ENRICO, maggiore - cavaliere - Conca Presena - Monticello, 26 - 27 - 28 maggio 1918.
 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE.

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Ten. Col. Savorani Umberto 24/05/15 10/06/15  
Capitano Negri Cesi Antonio 11/06/15 14/08/15  
Maggiore Musso Alessandro 15/08/15 01/06/16  
Capitano Mattiuzzi Luigi 02/06/16 22/06/16  
Ten. Col. Pozzi Domenico 23/06/16 03/05/17  
Capitano Mattiuzzi Luigi 04/05/17 17/05/17  
Ten. Col. Cerocchi Umberto 18/05/17 28/06/17  
Maggiore Zamboni Leandro 30/06/17 04/04/18  
Capitano D'Amici Giovanni 05/04/18 21/04/18  
Id. Bignami Riccardo 22/04/18 30/04/18  
Maggiore Calma Enrico 01/05/18 08/09/18  
Capitano Sora Gennaro 16/09/18 26/09/18  
Id. Sanna Gianni 27/09/18 08/10/18  
Maggiore Perego Pietro 09/10/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 31 dicembre (Zona della val Daone e della val di Fumo - Zona della val Camonica [Tonale]).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 27 dicembre (Zona della val Camonica [Tonale ed Adamello] - Sottozona val di Fumo).

 Anno 1917

Dal 27 gennaio al 3 marzo (Zona della val Camonica [Tonale ed Adamello]).

Dal 15 aprile al 19 maggio (Zona della val Camonica [Tonale ed Adamello]).

Dal 27 giugno al 31 dicembre (Zona della val Camonica [Tonale e val di Fumo]).

 Anno 1918

Dal 1° gennaio al 4 aprile (Zona della val Camonica [Tonale ed Adamello]).

Dal 25 al 29 maggio (Adamello - Monticello).

Dal 5 giugno al 14 agosto (Adamello - Monticello).

Dal 16 settembre
al 4 novembre (Adamello - Monticello - Val di Sole - Fucine - Malè).

 Anno 1915

 

 Anno 1916

Dal 28 al 31 dicembre (Sozzine). 

 

 Anno 1917

Dal 1° al 26 gennaio (Sozzine).

Dal 4 marzo al 14 aprile (Sozzine).

Dal 20 maggio al 26 giugno (Sozzine). 

 

 Anno 1918

Dal 5 aprile al 24 maggio (Sozzine).

Dal 30 maggio al 4 giugno (Sozzine).

Dal 15 agosto al 15 settembre (Sozzine).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

12

/

/

/

Anno 1916

11

26

/

4

Anno 1917

8

18

3

12

Anno 1918

7

8

2

26

TOTALI Mesi 39 e giorni 22 Mesi 6 e giorni 12
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Redival - Cacaoli - Q. 2828 "Torrione" - Q. 3160 - Passo di Lago Scuro - M. Albiolo - Forcellina - Montozzo (24 maggio - 27 ottobre)

3

5

/

36

98

7

Totale anno 1915 3 5 / 36 98 7
 
1916
Cresta Croce - Castellaccio - Lago Scuro - Albiolo - Adamello (2 aprile - 27 dicembre)

6

9

/

53

62

3

Totale anno 1916 6 9 / 53 62 3
 
1917
Castellaccio - Lago Scuro - Marocche - Posizione tra M. Re di Castello e M. Listino (27 gennaio - 31 dicembre)

/

2

/

12

26

3

Totale anno 1917 / 2 / 12 26 3
 
1918
Castellaccio - Lago Scuro - Linca Mandrone - Presena - Monticello (24 maggio - 4 novembre)

3

8

/

21

120

27

Totale anno 1918 3 8 / 21 120 27
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

3

5

/

36

98

7

Anno 1916

6

9

/

53

62

3

Anno 1917

/

2

/

12

26

3

Anno 1918

3

8

/

21

120

27

TOTALE GENERALE 12 24 / 122 306 40


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