Fronte del Piave
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M. CAVENTO

(309a, 310a e 311a Compagnia)

ANNO 1918.

      Il 22 febbraio il comando della 5a divisione ordina che il II battaglione skiatori assuma il nome di "M. Cavento" e le compagnie 2a e 10a si numerino rispettivamente 309a e 310a.
     I riparti presidiano le linee del passo di Campo provvedendo alla vigilanza in val Daone con numerose pattuglie.
     Il 9 marzo il battaglione si trasferisce a Vezza d'Oglio rimanendovi fino al 29 aprile, giorno nel quale sale al rifugio Garibaldi ove sosta fino al 24 maggio. Si porta quindi al passo di Brizio e nella notte sul 25, percorrendo a mezza cosra le ripide pendici del M. Mandrone, raggiunge i laghi omonimi; il plotone arditi prosegue invece andando ad appostarsi sotto la parete della Cima del Zigolon.
     Il mattino del 25, mentre altri riparti agiscono offensivamente contro passo Maroccaro e q. 3052, il plotone arditi inizia la scalata dello Zigolon e, superando forti asperità del terreno, occupa la posizione dopo vivace combattimento.
     Contemporaneamente il battaglione serra sotto q. 3052 seguendo il "M. Mandrone" che avanza contro le munitissime posizioni austriache di Cima Presena.
     Viene dato ordine alla 309a di portarsi a passo Maroccaro, di avanzare verso passo Presena e di agire poi decisamente contro di esso. Il comando di battaglione e la 310a si dispongono intanto presso il passo suddetto.
     A sera la 309a, divisa in tre piccole colonne, sostenuta dal fuoco delle sue mitragliatrici e protetta dal tiro dell'artiglieria, lanciatasi all'assalto, travolge i difensori ed occupa la cima che viene subito rafforzata.
     Il 26 è la volta della 310a cui è affidato il compito di scacciare il nemico dalla posizione della "Ridotta Sgualdrina" e dalla q. 2921 che la sovrasta. Avanzando lungo uno scoperto nevaio, gli uomini vengono fatti segno ad un fuoco vivissimo che arresta le prime ondate, ma ben presto tutto il battaglione di lancio conquista le trincee della "Sgualdrina".
     Il "M. Cavento" procede quindi verso l'altro obiettivo, la q. 2921; le prime pattuglie giungono rapidamente alla base del torrione roccioso che costituisce la difesa nemica e ne cominciano la scalata costringendo l'avversario alla resa.
     300 prigionieri, 5 mitragliatrici e tre cannoni costituiscono il bottino della giornata.
     Le posizioni conquistate vengono rafforzate ed il 30 maggio il battaglione, sostituito dal "M. Granero", scende a riposo a Vione.
     Il 10 giugno ritorna al rifugio Garibaldi; il 16 va a presidiare la prima linea del settore Adamello, nel tratto: Ago - Mingo - Corno di Cavento.
     Dopo che gli è stata assegnata, verso il termine del mese, una nuova compagnia, la 311a (già 3a volontari), il 25 luglio il "M. Cavento" è a Valbione impiegato in lavori di difesa. Tornato in prima linea sull'Adamello, passa il 7 ottobre nella seconda, in prossimità di passo Venerocolo.
     Da notarsi in quest'ultimo periodo l'attività del plotone arditi che attacca due volte le forti posizioni M. Stablel - Menicigolo.
     Il 3 novembre il "M. Cavento", avanzando da passo di Fargorida, scende in val di Genova e si porta a Pinsolo dove si trova all'atto dell'armistizio.

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1098 (27 maggio 1918, ore 13).

     “Nella regione del Tonale i nostri alpini, combattendo in mezzo a difficoltà di terreno rese asprissime dai ghiacci e dall'accanita resistenza nemica, hanno consacrato con la vittoria l'alba del quart'anno della nostra guerra: l'operazione iniziata il giorno 25, è proseguita ininterrottamente nella notte sul 26 e nella giornata di ieri. La cima del Zigolon (3040 m.) col sottostante costone delle Marocche; la cima Presena; il Passo del Monticello (2550 m.) ed il costone ad oriente di esso vennero strappati al nemico e sono in nostro possesso.     Le nostre truppe mostrarono tutte grande ardimento e valore: meritano speciale menzione il III riparto d'assalto ed i battaglioni alpini Cavento, Edolo e Mandrone.
     Le perdite inflitte all'avversario sono gravi; l'ammirevole cooperazione delle artiglierie e lo slancio dell'attacco hanno reso assai lievi quelle subite da noi.
     Vennero finora contati 870 prigionieri tra i quali 14 ufficiali, 12 cannoni, 14 bombarde e mortai da trincee, 25 mitragliatrici, molte centinaia di fucili. Abbondanti materiali d'ogni genere sono rimasti nelle nostre mani.
     In Vallarsa, nella notte sul 26, l'avversario attaccò a fondo per ben due volte le nostre posizioni di M. Corno. Il presidio, sostenuto dall'artiglieria, inflisse all'assalitore numerose perdite; passato poscia al contrattacco lo mise in fuga.
     In val Posina e sulle pendici meridionali del Sasso Rosso si ebbero azioni di pattuglie con esito a noi favorevole.
     Sul resto della fronte le artiglierie svolsero consuete azioni di fuoco più intenso lungo il Piave tra Fagarè ed Intestadura.
     L'attività aerea venne parzialmente limitata dal maltempo. Otto velivoli nemici sono stati abbattuti".

                                                                                                                                    Generale DIAZ.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Tenente Locatelli Carlo Bergamo Osp. d. C. 172 26-05-1918
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

 Ufficiali, n. 4 — Truppa, n. 5. 

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Ufficiali e militari di truppa, n. 9.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Longoni Mario 04/03/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1918

Dal 4 al 9 marzo (Passo di Campo).

Dal 30 aprile al 30 maggio (Rifugio Garibaldi - M. Mandrone - Cima del Zigolon - Cima Presena . Ridotta Sgualdrina - Q. 2921).

Dal 10 giugno al 24 luglio (Rifugio Garibaldi - Settore Adamello: Ago - Mingo - Corno di Cavento).

Dal 15 settembre al 4 novembre (Settore Adamello: Passo di Venerocolo - Passo di Fargorida - Val di Genova - Pinsolo).

 Anno 1918

Dal 10 marzo al 29 aprile (Vezza d'Oglio).

Dal 31 maggio al 9 giugno (Vione).

Dal 25 luglio al 14 settembre (Valbione).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1918

4

9

3

23

TOTALI Mesi 4 e giorni 9 Mesi 3 e giorni 23
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1918
Cima del Zigolon - Cima Presena (25 - 28 maggio)

1

2

/

5

36

/

Totale anno 1918 1 2 / 5 36 /


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