Fronte del Piave
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TOLMEZZO

(6a, 12a, 72a e 109a Compagnia)

 

ANNO 1915.

      Il battaglione, fin dall'agosto 1914, trovasi nella Zona Carnia, dislocato a Paluzza con distaccamenti a Sutrio, Treppo e Cercivento; prima ancora che venissero aperte le ostilità con l'Austria, si trasferisce nella regione di M. di Tierz con occupazione avanzata sulla linea di confine (passo di M. Croce - Pizzo di Timau). Nella seconda quindicina di maggio, la 109a compagnia si disloca tra M. Pal Grande e M. Pal Piccolo costituendo una linea di vigilanza.
     Contemporaneamente, riparti della 72a vengono inviati a M. Croce per la sorveglianza del paese omonimo, mentre il rimanente del battaglione occupa il costone M. di Tierz - M. Floriz, con posti avanzati a Casera Lavaréit ed a Casera Colline Grande.
     Il 22, inoltre, per rinforzare la difesa, viene disposto che due plotoni della 12 compagnia occupino la Casera e la regione di M. Pal Piccolo. Tale è la situazione del "Tolmezzo" all'alba del 24 maggio. Nei due primi giorni si hanno vivaci scontri con truppe nemiche al Freikofel, sul M. Pal Grande e sul M. Pal Piccolo.
     Due giorni dopo, la 12a compagnia e riparti del "Val Tagliamento" occupano di sorpresa il M. Pal Piccolo, annientando gran parte del presidio e catturando il rimanente.
     Si susseguono, quindi, attacchi avversari preceduti da vivo fuoco d'artiglieria; essi, pertanto, vengono felicemente sventati dalle compagnie 6a e 109a.
     Sul, Freikofel, però, gli Austriaci mantengono saldamente quelle posizioni arrecando continue e gravi offese ai difensori di M. Pal Grande e di M. Pal Piccolo; ma, all'alba del 6 giugno, dopo intensa preparazione d'artiglieria, nuclei arditi delle compagnie 6a, 12a e 109a iniziano la scalata del monte dalla parte italiana, quasi impraticabile, mentre altri nuclei della 72a e del "Val Tagliamento" aggirano la vetta dalla parte austriaca.
     In breve, essi, giunti verso la sommità, attaccano con deciso slancio le difese nemiche, le quali, dopo furiosa mischia, vengono conquistate.
     Fatti segno a vivo tiro di artiglieria e contrattaccati da forze superiori, gli arditi, rinforzati da nuclei della 72a e da fanti del 3° reggimento, tengono testa all'avversario, finchè, ridotti di numero, debbono, nella notte, retrocedere su M. Pal Piccolo.
     Alla sera del 7, alpini del "Tolmezzo" e del "Val Varalta" rinnovano l'assalto al Freikofel, ma, dopo averlo nuovamente occupato, debbono, all'alba dell'8, abbandonarlo perchè investiti da maggiori e più micidiali offese.
     Cionondimeno, gli attaccanti non rinunciano all'impresa ed alle 14 dello stesso giorno, con rinnovato sforzo e con immutata fede, iniziano nuovamente l'attacco. Dopo cinque ore di sanguinoso combattimento, essi sono ancora una volta padroni di quella vetta dalla quale respingono reiterati contrattacchi. Nella notte sul 10, però, gli Austriaci, forti di cinque battaglioni, tornano alla riscossa e con violenza accanita puntano decisamente verso il Freikofel e le collette laterali. Alpini del "Tolmezzo" (12a compagnia) e del "Val Tagliamento" (212°), dislocati sulla vetta, dopo aver opposto strenua resistenza, debbono nuovamente cedere la contrastata vetta, ma, riordinatisi, tornano avanti assicurandone definitivamente il possesso.
     Il 12 giugno il "Tolmezzo", meno la 72a compagnia che resta a Stauli Roner, si porta a Paluzza per riposare.
     All'alba del 14, il nemico, dopo aver violentemente bombardato M. Pal Piccolo, difeso da guardie di finanza, lo attacca, riuscendo ad occuparlo in parte. Fatta accorrere prontamente la 72a compagnia, questa, con contegno energico, riesce a trattenere l'avversario e più tardi, col concorso del "Val Tagliamento", in un sanguinoso contrattacco, rioccupa gran parte del terreno perduto.
     Nei giorni successivi i ritorni offensivi del nemico ed il quotidiano suo fuoco d'artiglieria causano al battaglione non lievi perdite. Il 21 giugno un plotone della 109a completa la nostra sistemazione difensiva, conquistando, di sorpresa, la Cresta Verde ad occidente del passo di M. Croce.
     Fino alla fine dell'anno, il "Tolmezzo" resta a presidio delle innanzidette posizioni, rintuzzando colpi di mano dell'avversario e svolgendo ardite azioni di pattuglie.

ANNO 1916.

      L'inverno trascorre in una relativa tranquillità, con piccole molestie da ambo le parti, di ciò ne approfitta il battaglione per costruire ricoveri e per dare una migliore efficienza alla linea.
     Nei giorni dal 18 al 21 marzo, le nostre posizioni di M. Pal Grande e della sella del Freikofel vengono sottoposte ad intenso tiro di demolizione delle opposte artiglierie.
     Nella notte sul 26, l'avversario pronuncia l'attacco verso M. Pal Grande e, favorito dalla nebbia e dalla oscurità, riesce a portarsi fin sotto i nostri reticolati, ma, avvistato, viene nettamente respinto dal pronto intervento degli alpini. Contemporaneamente altri riparti irrompono, di sorpresa, su M. Pal Piccolo occupando il trinceerone centrale. Ma fanti del 145° reggimento ed alpini del "Tolmezzo", appoggiati da efficacissimo fuoco di artiglieria ed agevolati da un'azione dimostrativa in regione Pal Grande, riescono a porre piede nelle trincee di passo del Cavallo e della sella del Freikofel catturando prigionieri e molto materiale bellico. Contemporaneamente, nuclei della 109a compagnia attaccano felicemente le difese avversarie di M. Croce.
     Il 16 aprile l'anzidetto riparto raggiunge Timau per concorrere alla formazione del "M. Arvenis".
     Nei mesi successivi le posizioni presidiate dal "Tolmezzo" vengono continuamente sottoposte a bombardamenti che procurano non lievi danni ai difensori.
     Nei giorni dal 23 al 25 giugno, il battaglione esegue una serie di azioni dimostrative allo scopo di agevolare quella risolutiva che altri riparti svolgono verso lo Zellonkofel ed il M. Pal Piccolo.
     Nella notte sul 27, iniziando una decisa azione offensiva contro le antistanti posizioni nemiche, il "Tolmezzo" attacca contemporaneamente il "Ridottino del Cocchiere", le difese di passo di Cavallo e la sella del Freikofel. Il risultato è felice, ma il preciso fuoco di artiglieria e delle mitragliatriici avversarie impongono un necessario ripiegamento dei riparti.
     L'azione perdura nei due giorni consecutivi durante i quali vengono anche respinti attacchi nemici contro M. Pal Grande e la sella del Freikofel.
     Nei mesi successivi, il battaglione continua a presidiare la consueta fronte, consolidando le opere di difesa con robusti reticolati e numerose gallerie in roccia.

ANNO 1917.

      Durante tutto l'inverno e gran parte del nuovo anno, non si svolgono azioni degne di rilievo, ma quasi quotidianamente il "Tolmezzo" è sottoposto al tiro delle artiglierie.
     Alla fine di ottobre, allorchè gli austro - tedeschi sferrano l'offensiva sull'Isonzo, il battaglione è costretto ad abbandonare la linea per lungo tempo saldamente difesa. Alla sera del 28, infatti, inizia il ripiegamento per portarsi su M. Pura, dove, il 2 novembre, resiste ai primi attacchi nemici; il 5 retrocede ancora fino al passo di Mauria costituendo, col "M. Nero" e con l'"Assietta", una colonna che deve dirigersi verso Pieve di Cadore. Il "Tolmezzo", però, alla sera del 7, ha ordine di prendere posizione tra Col Torondo e Col Magnente; il giorno successivo gli Austriaci, con rapida mossa e favoriti dalla nebbia, riescono ad aggirare le posizioni difese dal battaglione che, in gran parte, viene catturato. I pochi superstiti, riusciti ad aprirsi una via, raggiungono Longarone e con successivi trasferimenti si portano sulla destra del Piave.
     Nella zona di Sandrigo prima ed a Semonzetto poi, il "Tolmezzo" si ricostituisce ricevendo elementi dei disciolti battaglioni Gemona, M. Canin e M. Nero.
     L'11 dicembre, in previsione di un attacco nemico, si trasferisce nella valle S. Lorenzo (51a divisione) e, nella notte sul 12, trovasi schierato sulle posizioni di Col della Berretta e di Col Caprile, parte in prima linea, ove sostituisce riparti della brigata Abruzzi, parte in riserva, sottoposto ad intenso bombardamento. Sulle sconvolte difese, privi di ogni riparo, gli alpini resistono, supplendo con la tenacia alla mancanza dei mezzi materiali.
     Il 13, tutto il battaglione è in prima linea e, raddoppiando le proprie energie, in vista del prossimo attacco, si prodiga a costruire difese. Al mattino del 14 l'avversario intensifica il fuoco d'artiglieria, che più tardi raggiunge la sua massima violenza, purtuttavia il "Tolmezzo", colpito di fronte, ai fianchi ed al tergo, bravamente resiste alle offese; ridotto di numero non indietreggia ai ripetuti attacchi che le fanterie avversarie rinnovano. Per tutta la giornata la lotta, accanita e sanguinosa, si svolge con alterna vicenda, finchè il nemico, riuscito ad aprirsi una via a Palazzo Molini, accerchia Col Caprile. Il battaglione, già ridotto per le gravi perdite subite, è costretto a cedere; i pochi superstiti, arretrando sulla seconda linea, combattono ancora per trattenere l'avversario.
     Il 17 i resti del "Tolmezzo" scendono al piano, a Semonzo, per riorganizzarsi.

ANNO 1918.

      L'8 gennaio il battaglione si trasferisce nella regione del Grappa per attendere a lavori di rafforzamento nel vallone di S. Felicita; il 22, però, destinato in val Lagarina, scende nuovamente al piano, in località Calmasino.
     Il 16 febbraio si sposta a Pescantina ove riceve elementi del "Val Tagliamento" e del "M. Matajur", che completano la sua efficienza bellica ed il 26 muove in ferrovia per trasferirsi nella zona del Tonale.
     Accantonato a Ponte dei Buoi fino al 20 marzo, sale, in tal giorno, al passo del Tonale, assumendo la difesa di quelle posizioni.
     Il 25 maggio concorre efficacemente, con azione dimostrativa, verso passo del Paradiso, alle operazioni del VI raggruppamento contro le posizioni di Cima Presena; successivamente partecipa, con pattuglie, all'azione che lo stesso raggruppamento svolge per l'occupazione del Monticello. Ad azione ultimata, il "Tolmezzo" presidia il terreno conquistato verso il rio Vallassa.
     Nella notte sul 13 giugno, il nemico inizia un improvviso e violento fuoco di artiglieria sui trinceramenti della sella del Tonale e di Cima di Cady; più tardi le sue fanterie, in forze rilevanti, riuscite a portarsi, col favore della nebbia, a breve distanza dalla nostre linee, sferrano l'attacco. Respinte dagli alpini del "Tolmezzo", esse dirigono lo sforzo verso q. 2545 di Cima di Cady, riuscendo a far arretrare, per breve tratto, il "M. Clapier".
     Contrattaccati, gli Austriaci sono costretti ad abbandonare definitivamente e con gravi perdite il terreno guadagnato.
     Il 13 agosto, il battaglione concorre efficacemente alle operazioni che il VII raggruppamento svolge contro le opposte difese di: "Torrione" - Tonale (q. 2695) - Alpe del Tonale - Alpe di Pajole - pendici nord di Monticello.
     Vantaggi sono conseguiti verso le qq. 2828 e 2762 dei Cacaoli come pure verso la cresta del "Torrione", mentre sul resto della linea d'attacco la reazione nemica è violenta.
     Nel pomeriggio ha inizio la seconda fase dell'operazione; il "Tolmezzo" entra in azione contro la linea Alpe del Tonale - Prateria del Tonale, ma gli sforzi non sono coronati da successo.
     Segue un periodo di relativa calma; il battaglione si alterna con altri nella difesa e solo il 3 novembre, per incalzare il nemico ormai in ritirata, punta decisamente verso la sella del Tonale; ben presto, fiaccata la resistenza avversaria, i nostri riescono ad affermarsi sulla nuova linea catturando prigionieri e molto materiale bellico. Il giorno successivo, le compagnie 12a, 72a ed il riparto esploratori, mediante autocarri, vengono trasportati al passo della Mendola, ove si arrestano per effetto dell'armistizio.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D'ARGENTO.

      “Per l'incrollabile tenacia, il superbo valore, l'abnegazione di cui dettero prova i battaglioni Tolmezzo e Val Tagliamento in aspre violentissime lotte, saldamente mantenendo il possesso di importanti posizioni, a prezzo di un largo e generoso olocausto di sangue (Pal Piccolo - Freikofel - Pal Grande, 24 maggio, 4 luglio 1915). Successivamente il battaglione Val Tagliamento si distinse con altre fulgide prove di ardimento (Busa Alta, 8 - 10 ottobre 1916)".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 47).

 

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1120 (18 giugno 1918, ore 13).

     “La violenza della battaglia, attenuata alquanto sulla fronte montana, va crescendo sul Piave.     Nella giornata di ieri la 3a Armata ha sostenuto il poderoso sforzo nemico con l'usato valore.
     Di fronte a Maserada e a Candelù rinnovati tentativi di stabilire nuovi sbocchi sulla destra del fiume sono stati sanguinosamente respinti. Da Fossalta a Capo Sile la lotta ha imperversato fierissima e senza posa. Formidabili attacchi nemici si sono alternati con nostri contrattacchi; inizi di vigorose avanzate sono stati frantumati dalla nostra resistenza o arrestati da nostre azioni controffensive.
     La lotta ha soltanto sostato a tarda notte; le valorose truppe dell'Armata sono state strenuamente provate, ma l'avversario non ha potuto aumentare la breve profondità della fascia entro la quale da quattro giorni il combattimento imperversava. 1550 prigionieri sono restati nelle nostre mani.
     Gli aviatori hanno continuato a prodigarsi instancabili intervenendo efficacemente nella battaglia sotto la pioggia dirotta.
     Sul margine settentrionale del Montello rinsaldammo la nostra occupazione sul fiume fino a Casa Serena. Nel pomeriggio il nemico dal saliente Nord orientale del monte sferrò due attacchi in direzione di Sud - Ovest e di Sud - Est: il primo venne nettamente arrestato ad oriente della linea Segnale 279 - Nord - Est di Giavera, il secondo fu contenuto immediatamente a Sud della ferrovia S. Mauro - S. Andrea.
     Nella regione del Grappa respingemmo attacchi parziali nemici ed eseguimmo riusciti colpi di mano. Venne preso un centinaio di prigionieri.
     In fondo val Brenta e ad oriente della val Frenzela puntate nemiche furono prontamente arrestate.
     Al margine orientale dell'altopiano di Asiago truppe nostre strapparono all'avversario il Pizzo Razea e le alture a sud - est di Sasso prendendovi circa 300 prigionieri; riparti nostri e del contingente francese attaccarono fortemente, guadagnando terreno, il costone di Costalunga e vi catturarono alquanti nemici. Numerosi altri prigionieri vennero fatti più ad occidente da truppe britanniche.
     Il contegno delle truppe nostre ed alleate nella battaglia è ammirevole.
     Dallo Stelvio al mare ognuno ha compreso che il nemico non deve assolutamente passare; ciascuno dei nostri bravi che difendono il Grappa ha sentito che ogni palmo dello storico monte è sacro alla Patria.
     Per le grandi giornate del 15 e 16 giugno e per l'attacco al Tonale del giorno 13, fallito tentativo d'inizio dell'offensiva nemica, meritano speciale menzione ad esponente del valore di tutti gli altri riparti: la 45a divisione di fanteria, le brigate di fanteria Ravenna (37° - 38°), Ferrara (47° - 48°), Emilia (119° - 120°), Sesia (201° - 202°), Bari (139° - 140°), Cosenza (243° - 244°), Veneto (255° - 256°), Potenza (271° - 272°); la 6a Brigata Bersaglieri (8° - 13°); il 78° reggimento di fanteria francese e particolarmente il primo battaglione, i reggimenti britannici Northumberland Fusiliers, Sherwood Foresters, Royal Warwich, Oxford and Bucks Light Infantry; il 13° reggimento fanteria italiano (brigata Pinerolo), il 117° (brigata Padova), il 266° (brigata Lecce); il 2° battaglione del 108° reggimento fanteria francese; il IX riparto d'assalto, i battaglioni alpini M. Clapier, Tolmezzo e M. Rosa e la 178a compagnia mitragliatrici.
     A tutte le artiglierie nostre ed alleate spetta particolarmente il vanto di avere spezzato la prima foga dell'assalto nemico. Speciale onore va reso alla 7a ed 8a batteria del nostro 56° reggimento da campagna che restate imperterrite sul Col Moschin circondato si opposeto al nemico sopra un'unica linea nella quale a lato dei cannoni artiglieri e fanti gareggiarono in bravura".

                                                                                                                                    Generale DIAZ.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA (*).
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
1 Capitano Garrone Giuseppe Vercelli Col della Berretta 14-12-1917
2 Tenente *Caio Federico Aosta Cordenons, Udine 21-12-1917
3 Id. *Garrone Eugenio Vercelli In prigionia 06-01-1918
4 Id. Manfrini Vittorio Rovereto Col Caprile 14-12-1917
5 S. Ten. Conchione Adelchi S. Giovanni di Manzano Col della Berretta 14-12-1917
6 Id. Francesconi Luigi Pietrasanta M. Freikofel 24-05-1916
7 Id. Galli Mario Ancona M. Pal Grande 23-06-1916 
8 Id. Petri Guido Pergine M. Pal Grande 19-09-1916
9 Id. Rea Luigi Udine Osp. d. C. 96 01-05-1917
10 Id. Ricci Menichetti Ferdinando Milano M. Pal Grande 10-10-1915
11 Id. Tineus Ruggiero Trieste M. Pal Piccolo 14-09-1915
12 Id. Toldo Arturo Piazza Brembana Col della Berretta 14-12-1917 
13 Id. Turco Antonio Cesare Mondovì M. Pal Piccolo 26-03-1916
14 Aspir. Carloni Renato Bologna Col della Berretta 14-12-1917
(*) Gli ufficiali contrassegnati con asterisco non figurano numericamente nella colonna dei morti del riepilogo delle perdite, essendo la morte avvenuta in prigionia, o in ospedali territoriali, o durante i turni di riposo del battaglione.

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE.

Capitano GARRONE GIUSEPPE, da Vercelli:

     "Dopo il valoroso contegno in colonia, nonostante la grave ferita colà riportata, domandò ed ottenne un posto d'onore sul fronte in Italia, dove combattendo con coraggio riuscì sempre d'esempio col suo fascino ai dipendenti. Rifiutatosi di raggiungere il tribunale di guerra, dove era stato destinato, per non abbandonare i suoi compagni di trincea, con questi, nel ripiegamento dell'esercito, facendo successive difese, si portò sul monte or sacro all'Italia vittoriosa e quivi, combattendo strenuamente , ferito grave, conduceva la compagnia a successivi contrattacchi trattenendo l'avversario, finchè esausto, rifiutando ancora di allontanarsi, veniva catturato e poco dopo esalava la sua anima invocando la Patria, il Re, la famiglia, come nelle sue numerose e commoventi lettere dal fronte ad amici e parenti. - Carnia 1916 - 17; Col della Berretta, 14 dicembre 1917".

(Boll. Uff., anno 1921, Disp. 33)

Tenente GARRONE EUGENIO, da Vercelli:

     "Nonostante la precedente riforma, partì volontario di guerra e, pieno di entusiasmo e di fede, fu costante esempio di valore, di sacrificio e di emulazione fra i soldati che lo amarono come fratello. In ogni discorso, in ogni lettera rivelò tutta la sua anima di eroico giovane che non compì azione se non prodigiosa. A Coston di Lora, a Dosso Faiti, in violenti e micidiali combattimenti si dimostrò valorosissimo trascinatore di uomini. A Col della Berretta, agognando ardentemente alla vittoria, caduto gravemente ferito, con fervide invocazioni animò i suoi alpini alla resistenza e non volle abbandonare il fratello ferito ed il terreno della lotta sul quale venne fatto prigioniero. Morì in un ospedale austriaco, ammirato dagli stessi nemici. - Coston di Lora, settembre 1916; Dosso Faiti, maggio 1917; Col della Berretta, 14 dicembre 1917".

(Boll. Uff., anno 1921, Disp. 33)

 

  MILITARI DECORATI CON L'ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

PIZZARELLO UGO, maggiore - cavaliere - Passo del Cavallo e Selletta Freikofel, 26 e 27 marzo 1916.
FANTONI GIULIO, capitano - cavaliere - Monte Pal Piccolo, 14 giugno 1915.

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

 Ufficiali, n. 32 — Truppa, n. 47. 

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Ufficiali e militari di truppa, n. 143.

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE

Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione Annotazioni
Maggiore Sapienza Luigi 24/05/15 07/11/15  
Id. Pizzarello Ugo 11/11/15 11/12/16  
Id. Coop Gioacchino 12/12/16 09/07/17  
Id. Bianco Arnaldo 10/07/17 25/08/17  
Capitano Polacco Luigi 26/08/17 26/09/17  
Maggiore Bianco Arnaldo 27/09/17 06/11/17  
Capitano Polacco Luigi 07/11/17 08/11/17 Prigioniero.
Ten. Col. Bianco Arnaldo 18/11/17 14/12/17 Prigioniero. 
Capitano Croce Giovanni 15/12/17 16/02/18  
Maggiore Cagni Giorgio 17/02/18 07/05/18  
Id. Armani Guido 08/05/18 al termine della guerra.  

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio al 25 agosto (Sottosettore alto But: M. Pal Grande - M. Pal Piccolo - M. Croce -M. Tierz - M. Floriz - Casera Lavaréit - Casera Collina Grande - Freikofel - Stauli Roner - Cresta Verde).

Dall'8 settembre al 31 dicembre (Regione M. Pal Grande - Casera Val di Collina [Zellonkofel] - Freikofel
).

 Anno 1916

Dal 1° gennaio al 31 dicembre (Casera Pal Grande - M. Pal Grande - Sella Freikofel - Freikofel - Passo d M. Croce - Passo del Cavallo).

 Anno 1917

Dal 1° gennaio al 10 novembre (Casera Pal Grande - Passo del Cavallo - Sella Freikofel - M. Pal Grande - Casera Malpasso - Cuestalta - Regione Avostanis. Ripiegamento: M. Pura - Passo di Mauria - Col Torondo - Col Magnente - Langarone).

Dall'11 al 16 dicembre (Valle S. Lorenzo - Col della Berretta - Col Caprile).

 Anno 1918

Dall'8 al 21 gennaio (Vallone S. Felicita).
 
Dal 20 marzo al 30 aprile (Regione M. Tonale).

Dal 25 maggio all'11 luglio (Zona M. Tonale - Passo del Paradiso - Rio Vallassa).

Dal 4 agosto al 12 settembre (Regione M. Tonale - Rio Vallassa - Costone Cima di Cady).

Dal 2 ottobre al 4 novembre (Regione M. Tonale - Rio Vallassa - Passo del Paradiso - Passo del Tonale - Passo della Mendola).

 Anno 1915

Dal 26 agosto al 7 settembre (Sutrio).










 Anno 1916

 

 

 Anno 1917

Dall'11 novembre al 10 dicembre (Sandrigo - Semonzetto).

Dal 17 al 31 dicembre (Semonzo).

 

 

 

 Anno 1918

Dal 1° al 7 gennaio (Semonzo).

Dal 22 gennaio al 19 marzo (Calmasino - Pescantina. Trasferimento sul Tonale - Ponte dei Buoi).

Dal 1° al 24 maggio (Vescasa).

Dal 12 luglio al 3 agosto (Vescasa - Ponte sull'Oglio).

Dal 13 settembre al 1° ottobre (Vescasa - Pnte sull'Oglio).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

6

24

/

14

Anno 1916

12

/

/

/

Anno 1917

10

15

1

15

Anno 1918

5

24

4

10

TOTALI Mesi 35 e giorni 3 Mesi 6 e giorni 9
 
RIEPILOGO DELLE PERDITE
LOCALITA' E DATA BATTAGLIONE
Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915
Settore alto But: M. Pal Grande - M. Pal Piccolo - M. Croce - Freikofel - Stauli Roner - Cresta Verde (24 maggio - 31 dicembre)

2

17

/

61

450

7

Totale anno 1915 2 17 / 61 450 7
 
1916
Settore alto But: Casera Pal Grande - M. Pal Grande - Sella Freikofel - Freikofel - Passo di M. Croce - Passo del Cavallo (1° gennaio - 31 dicembre)

4

14

/

76

350

12

Totale anno 1916 4 14 / 76 350 12
 
1917
Settore alto But (1° gennaio - 27 ottobre)

1

3

/

17

75

/

Ripiegamento (28 ottobre - 10 novembre)

/

3

25

15

55

650

Col della Berretta - Col Caprile (11 - 16 dicembre)

5

2

23

25

65

520

Totale anno 1917 6 8 48 57 195 1170
 
1918
Zona del M. Tonale (20 marzo - 4 novembre)

/

7

/

7

65

/

Totale anno 1918 / 7 / 7 65 /
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

2

17

/

61

450

7

Anno 1916

4

14

/

76

350

12

Anno 1917

6

8

48

57

195

1170

Anno 1918

/

7

/

7

65

/

TOTALE GENERALE 12 46 48 201 1060 1189


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