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Costituzione del Raggruppamento.


     Dal ricordo e dai vari documenti potuti rintracciare da questo breve cenno sulla formazione e costituzione del raggruppamento.
     Non si costituì subito su molte squadriglie e queste raggruppate in gruppi, ma da principio si costituì a Comina (Pordenone) una sensazione di apparecchi Caproni presso la 21a squadriglia e fu precisamente il 19 agosto del 1915 che il primo apparecchio Caproni (300 HP) giunse a Comina pilotato dai capitani Bailo e Graziani; a questo seguono altri pochi apparecchi.
     La prima operazione di guerra avviene il 20 agosto del 1915 col bombardamento del campo di aviazione austriaco di Aisovizza.
     Dopo la prima ne seguono ogni giorno altre e le squadriglie Caproni si coprono subito di gloria.
     Si arrivò così all'azione di Lubiana (18 febbraio 1916) e fu durante questo bombardamento che rifulsero di leggendario eroismo i piloti di Caproni, fu durante questo bombardamento che furono colpiti a morte il maggiore Barbieri ed il capitano Bailo, ferito il capitano Salomone, fu durante questo bombardamento che cadde il capitano Visconti e molti altri piloti furono feriti.
     Fu per questa azione che la prima medaglia d'oro venne data di motu proprio dal Re ad un pilota del bombardamento, al capitano Salomone.
     Verso la fine di settembre si sciolgono le squadriglie Nieuport e Bleriot ed i piloti vanno in zona territoriale e passano al pilotaggio di apparecchi Caproni e Farman.
     Così si formano altre squadriglie di Caproni che vanno a costituire il primo gruppo a Comina ed una squadriglia è dislocata a Verona.
     Con l'aumento delle squadriglie si forma un nuovo gruppo che, venendo in continuazione dei gruppi già esistenti da ricognizione prende il numero XI, così sono al fronte, verso la fine del 1916, due gruppi, cioè il IV e l'XI, il primo a Comina, il secondo ad Aviano.
     Dopo Caporetto, e cioè dopo il ripiegamento a Padova, dei primitivi due gruppi se ne formano tre, e cioè il IV, l'XI ed il XIV.
     Poco dopo si costituisce il XVIII gruppo che deve operare in Francia e lo si compone di squadriglie tolte ai gruppi che rimangono in Italia.
     Si costituisce in questo tempo il XXII gruppo con apparecchi triplani Caproni, questo gruppo ha la sede a Ghedi e deve operare di notte nel Trentino.
     Si avevano poi squadriglie di Caproni in Libia ed in Albania. In Libia una sola squadriglia, la 12a, ed in Albania l'11a che unitamente ad altre squadriglie di altri tipi di apparecchi forma l'VIII gruppo misto o aviazione dell'Albania.
     Le squadriglie avevano i numeri dalla 1a alla 15a e quelle del XXII gruppo (triplani) avevano i numeri 181a e 182a.
     Si formano in seguito altre squadriglie alle dipendenze della marina o per rinforzare il gruppo dell'Albania e cioè: la 104a, 106a, 201a, 203a, 204a; inoltre una squadriglia navale aerea composta di apparecchi Caproni (Ca3 e Ca5), Sia 9 – b con sede al Lido di Venezia al comando di Gabriele D'Annunzio.
     Nell'agosto del 1918 si costituisce la Stazione Aviazione Regia marina con sede a Poggio Renatico (Ferrara).
     Tornando un passo indietro devo dire che per l'azione di Cattaro si costituì il distaccamento A – R formato dalla 1a e 15a squadriglia bis, distaccamento che si sciolse pochi giorni dopo eseguita l'azione.
      Per dire della molteplice ed instancabile attività delle squadriglie potrei raccogliere le notizie date dai bollettini del Comando Supremo, ma tralascio questa raccolta arida e lascio la parola a coloro che, accogliendo la mia proposta, hanno inviato i loro ricordi e riporto i documenti che ho potuto raccogliere.



(Dati ricavati dall'Ordine del giorno del 3 marzo 1916 dell'Ufficio Servizi Aeronautici del Comando Supremo e dal Diario della 1a squadriglia).

Del combattimento aereo sostenuto dall'apparecchio Caproni
300 HP, n. 478 Aquila Romana – Morte del tenente
colonnello Barbieri e del capitano Bailo.


REGIO ESERCITO ITALIANO
COMANDO SUPREMO
RIPARTO OPERAZIONI – UFFICIO SERVIZI AERONAUTICI

ORDINE PERMANENTE DEL GIORNO 3 MARZO 1916.

A tutti i reparti e servizi mobilitati del Corpo Aeronatico
(Specialità Aviatori).


      Il mattino del 18 febbraio 1916, l'apparecchio Caproni 300 HP, n. 478 Aquila Romana, pilotato dal capitano d'artiglieria Bailo cav. Luigi e del capitano d'amministrazione Salomone cav. Oreste, con osservatore volontario il tenente colonnello d'artiglieria Barbieri cav. Alfredo, comandante del Battaglione squadriglie aviatori, tutti effettivi al Corpo aeronautico, partiva in volo dal suo campo con altri apparecchi da offesa, coll'ordine di eseguire azione di bombardamento sulla città di Lubiana.
     All'altezza della Selva di Ternova, l'aeroplano predetto veniva attaccato da due apparecchi nemici con vivo fuoco di mitragliatrice. In breve, ferito alla testa il pilota capitano Salomone, cadevano gloriosamente, colpiti a morte, il tenente colonnello Barbieri mentre si accingeva a scaricare contro l'avversario la propria mitragliatrice, e l'altro pilota, capitano Bailo, dopo che, dalla parte posteriore della carlinga, aveva sparato pochi colpi di fucile contro il nemico.
     Il capitano Salomone, solo superstite, che per ben sei volte aveva udito il crepito della mitragliatrice nemica e due volte aveva osservato un monoplano nemico (Fokker) passargli davanti, sempre in alto, ma tanto vicino da scorgere il gesticolare del pilota che imponeva la resa, compreso del sacro dovere che gli incombeva, e dopo essersi penosamente orientato, ché il sangue fluente dalla ferita gli offuscava la vista, iniziava il triste viaggio di ritorno, coll'indomito ed eroico proposito di condurre in salvo, nelle linee nostre, e l'apparecchio e le salme gloriose dei Caduti.
     Uno dei motori, colpiti, non funziona bene: per potere manovrare la pompa al fine di ridare la pressione, il capitano Salomone deve allontanare da sé il corpo del collega capitano Bailo, che, con sublime senso di amore fraterno, prima di morire aveva tentato di coprire col proprio corpo quello del pilota superstite, per salvarlo dai colpi del nemico: ma pur sublime è il sentimento dell'onore e del dovere del capitano Salomone, che, lungi dal soggiacere alle intimazioni nemiche, con mirabili sangue freddo ed energia, con rara perizia e valore altissimo, prosegue imperterrito il suo viaggio verso la Patria, alla quale, commosso, restituisce l'apparecchio affidatogli e le gloriose spoglie dei valorosi figli di Lei, dopo aver sorvolato sulle linee nemiche a bassa quota, fatto segno a vivo ma fortunatamente vano fuoco d'artiglieria antiaerea!


***


     Onore al prode capitano Salomone, gloria alla venerata memoria dei prodi caduti nel nome santo della Patria!

UFFICIALI, SOTTUFFICIALI, CAPORALI E SOLDATI DELL'AVIAZIONE MILITARE!


     S. M. il Re, sempre pronto a premiare in degno modo gli atti del più fulgido valore, si è degnata di conferire subito al capitano Salomone la medaglia d'oro al valore militare, la prima concessa ad un aviatore italiano!
     E S. E. il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito degnavasi di portare egli stesso le ambite insegne del valore al prode capitano Salomone, che altamente confortava dell'abbraccio che è degno premio ai valorosi.
     Mentre, ammirati, noi volgiamo il nostro sentimento di riconoscenza al capitano Salomone, che ha circondato di luce di gloria il nome dell'Aviatore italiano, porgiamo insieme il nostro reverente saluto, il nostro vale mesto ma altamente virile, alla memoria dei prodi Caduti. L'estremo Loro nobilissimo sacrificio innalzi i nostri cuori, e ci ritempri nella sicura coscienza della nostra forza e del compimento dei più alti destini della Patria!


     VIVA L'ITALIA! VIVA IL RE!


      Lo scrivente comunica con legittimo orgoglio il seguente telegramma ricevuto da S. A. R. il Duca d'Aosta:
     «Come antico artigliere, prendo vivissima parte al lutto che ha colpito famiglia Aviatori per la perdita gloriosa del tenente colonnello Barbieri, alla cui memoria, come a quella del capitano Bailo, mando ammirato il mio reverente saluto.

«f°. E. F. DI SAVOIA».


     Il sig. Direttore Generale dell'Aeronautica, nella circostanza di cui precede, avvertiva lo scrivente Ufficio che «ci è stimolo ed incitamento ancor maggiore la coscienza della importanza essenziale del contributo che i soldati dell'aria possono portare al trionfo delle nostre armi, al raggiungimento di quel giorno in cui nel cielo consacrato dal sangue dei valorosi aviatori caduti, potranno liberamente spaziare i nostri velivoli annunziatori della vittoria finale».

Il colonnello Capo Ufficio (aviatori)
f°. BUFFA.
     P. C. C. Il maggiore addetto
      E. ZICAVO.


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